– L’associazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza – un consesso che riunisce alcuni tra i più importanti scienziati italiani ha lanciato un “appello alla ragione” a proposito del quesito referendario sul nucleare. Vale davvero la pena di considerarne razionalmente il contenuto.

I promotori si dicono contrari al modo in cui è stata impostata la campagna referendaria: ritengono infatti che, soprattutto dopo Fukushima, si sia dato troppo spazio all’emotività e alle paure irrazionali, troppo poco invece a una seria discussione, con basi scientifiche, su una strategia energetica sostenibile.

Anziché chiudere la porta in faccia al nucleare una volta per tutte, l’analisi consiglia infatti di prendere in considerazione il fatto che, ad oggi, esso rappresenta il compromesso migliore tra produzione di energia ed emissioni di gas serra. Ciò che è successo a Fukushima è stato indubbiamente grave, ma è stato causato da un sisma e da uno tsunami di forza eccezionale; inoltre, fra i circa 30000 morti che ci sono stati nella zona, ad oggi neanche uno risulta vittima delle radiazioni provocate dall’incidente nucleare.

Ridiscutere i sistemi di sicurezza e smaltimento scorie delle attuali centrali nucleari è senza dubbio necessario; è demagogico, falso e irragionevole, invece, continuare a considerare, sulla base di una sorta di superstizione, gli effetti delle radiazioni nucleari infinitamente più pericolosi di quanto la scienza abbia dimostrato.

E’ paradossale che, nella patria di Enrico Fermi, Edoardo Amaldi e tanti altri scienziati illustri, si scateni – sull’unica forma di energia che ad oggi potrebbe al contempo diminuire l’effetto serra e soddisfare il fabbisogno energetico mondiale – un clima da “caccia alle streghe” attorno a chi si rifiuta di seguire la superstizione e si dichiara a favore del nucleare non a priori, ma sulla base di evidenze scientifiche.

L’appello di Galileo 2001 si conclude così:

“Riteniamo pertanto che un referendum come quello indetto in merito agli impianti nucleari non abbia fondamento né tecnico né sociale e sia di dubbia interpretazione giuridica e pertanto non proponibile al voto degli elettori.

Auspichiamo, in tutta serenità e consapevolezza, che, in ogni caso, esso non debba pregiudicare al nostro Paese (…) una futura razionale strategia energetica all’altezza della sua storia e dei tempi moderni, nell’ambito della quale l’energia nucleare giochi, come è e sarà nell’evolversi necessario delle cose, un ruolo significativo e addirittura essenziale.”

Libertiamo, considerando intollerabile la demagogia antiscientifica che si è fatta negli ultimi mesi sull’argomento “nucleare” – tutto un “celentaneggiare”, un pretendere di sapere senza volere capireaderisce convintamente all’appello ed invita i suoi lettori a rilanciarlo. Non sarà questo a cambiare le sorti del referendum, ma ragionare fa sempre bene, almeno a chi lo fa.

(Di seguito è possibile leggere e scaricare, in formato PDF, il testo completo dell’appello con i nomi dei primi firmatari)