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Rimanere Presidente della Camera? Un peccato di “presentismo”…

– Prima di scrivere questo pezzo mi sono confrontato con più di un simpatizzante di FLI – usandolo come termometro – per avere la temperatura della situazione, per capire se la mia idea non apparisse ad un elettorato sinceramente “finiano” come una malsana isteria funzionale agli interessi del Cavaliere. Bene, gli amici del bar non hanno ritenuto che la mia idea fosse così balzana o controproducente. Allora, brevemente, provo a spiegarla.

Dopo questa tornata elettorale almeno un paio di cose sono chiare.

E’ chiaro che l’analisi su cui Fini (e la parte di elettorato moderato che rappresenta) ha costruito la spaccatura politica con il Presidente del Consiglio (ed il resto del PDL) era corretta: l’asse PDL- Lega andava esaurendo la propria spinta attrattiva e propulsiva a causa delle mancate riforme liberali, dell’iperstatalismo tremontiano, delle venature cesariste mostrate dal premier e del provincialismo governativo della Lega. Gli elettori aperti al mercato, con una visione liberale e “civica” dei rapporti sociali e politici hanno deciso che diciassette anni sono abbastanza per misurare le capacità leader politico. Non si tratta – ovviamente – di tutto l’elettorato berlusconiano, ma di quello decisivo, che ha segnato prima il successo e ora l’insuccesso del Cavaliere.

E’ chiaro inoltre che FLI dopo un avvio promettente ed emozionante ha perso di appeal e non è riuscito a richiamare l’attenzione di tutti quei moderati che abbiamo appena cercato di descrivere. Anche rifacendomi a quanto già ampiamente osservato da Sofia Ventura, faccio notare che non pochi credono che una delle ragioni delle difficoltà del partito finiano stia proprio nell’evanescenza della leadership e nel carattere ondivago della linea politica. Una cosa è essere un partito pluralista, altra è offrire  – come rispetto ai referendum – l’idea di un partito che non prende posizione per timore di spaccarsi, dividersi o evidenziare differenze profonde e tutt’altro che fisiologiche.
Dalle due osservazioni segue una provocazione che direi necessaria e obbligata.

Chiunque, nel campo amico, avversario o contiguo alla rottura finiana, ha potuto osservare il coraggio di cui il Presidente della Camera ha dato prova. Ha “rotto” su questioni molto impopolari (l’immigrazione, la laicità, la democrazia interna…) con un leader ancora molto popolare e trionfante. Ora dovrebbe mostrare lo stesso coraggio per resistere a quanto l’orgoglio gli suggerisce. Si metta alla guida di FLI e lasci la Presidenza della Camera. Ora il suo compito non è difendere “patriotticamente” le istituzioni, ma guidare un partito capace di parlare al popolo di centro-destra non nel segno della paura, ma della speranza.

Ho sempre molto apprezzato le critiche al “presentismo”, ad una politica guidata dalla convenienza di breve periodo, e ad una comunicazione che sostituisce lo spot persuasivo al racconto veritiero della situazione italiana. Anche rispetto al suo ruolo, Fini non dovrebbe avere allora cautele “presentiste”. La Presidenza della Camera, tra due anni, non ci sarà più. Ma il successo di Fini, come leader politico e statista, dipenderà dal fatto che tra due anni Futuro e Libertà esista e “consista”, come base, di certo non esclusiva, ma rilevante del centro-destra del futuro.

Non pensi che dare le dimissioni, a questo punto, soddisfi il narcisismo di qualche editorialista o gruppo editoriale interessato a intestarsi la sua capitolazione. Fini non deve liberasi della Presidenza perché non ne sia degno, ma perché lo imbriglia rispetto al suo principale lavoro, a cui la guida di Montecitorio non aggiunge nulla, ma toglie qualcosa.


Autore: Cristian Cattalini

32 anni, ingegnere meccanico, laurea al Politecnico di Milano con “Master Thesis” presso la Technische Universitaet di Monaco di Baviera. Attualmente Project Engineer presso grande azienda italiana di engineering. Per lavoro viaggia in mezzo mondo e osserva con stupore quanto corre l’Asia. Liberale autodidatta all’amatriciana, popperiano in tutti i sensi, collabora con varie associazioni liberali milanesi.

9 Responses to “Rimanere Presidente della Camera? Un peccato di “presentismo”…”

  1. lorenzo ruffatti scrive:

    sottoscrivo!

  2. Gaspare scrive:

    Concordo, Fini al timone darebbe un grande slancio in avanti, restando presidente molte energie positive si sono dissolute, più passa il tempo più difficile recuperarle.

  3. Pietro scrive:

    Prima che sia troppo tardi è giunto il momento di rilanciare il grande progetto e per fare questo serve un grande leader come Fini

  4. Diego Cereda scrive:

    Concordo e sottoscrivo. E’ il momento di ripartire con una Vision e con una Leadership.

  5. Concordo e sottoscrivo. E’ necessario rilanciare il progetto di un centro destra più moderno ed europeo, liberale e riformatore.
    Penso che Fini faccia bene a prendere in mano le redini di questo ambizioso progetto in un momento come questo in cui, oggettivamente, c’è troppa confusione a livello di linea politica. Torniamo a proporre un progetto chiaro a tutto il Paese prima che sia troppo tardi!

  6. Francesco Condò scrive:

    Condivido l’articolo e mi unisco ai commenti sopra. A mio avviso, in questo momento appare evidente che Fini è l’unica persona con le capacità di leadership necessarie per dare un indirizzo politico a FLI

  7. ivan scrive:

    Concordo. Penso che lo fara a mirabello

    oltretutto e finita l emergenza berlisconiana e basta napolitano a tenerlo sotto controllo

    si apra una nuova fase

  8. Miguel Garcia scrive:

    Rispetto tutti i commenti precedenti che sottoscrivono l’idea delle dimissioni del Pres. Fini dalla terza carica dello Stato, ma non sono d’accordo, per almeno tre motivi :
    1) FLI ha bisogno di una guida, siamo d’accordo, ma questa può darla anche adesso il Pres. Fini. Il problema è a mio avviso la sua rappresentanza ufficiale che non è all’altezza, e che presa da manie di protagonismo distorce ampiamente il suo pensiero.
    2) FLI ha bisogno di rappresentanze locali più omogenee e meno interessate a vecchie logiche di convenienza. Da militante ne ho già sentite troppe a proposito di questa vecchia politica e da neofita della politica attiva mi è già passato molto dell’entusiasmo iniziale. Dobbiamo fare pulizia al nostro interno, cominciando dal basso.
    3) L’Italia ha bisogno di un Presidente della Camera indipendente dal Governo Scilipoti. Ma vogliamo immaginare una Camera presieduta da Cicchitto, Lupi, o Paniz ? Gente che vuole convincerci che il premier che ha telefonato in questura stava cercando di evitare l’incidente diplomatico col Marocco ? Se non ci fossero stati Fini e Napolitano al loro posto sarebbero stati guai grossi in questi mesi…

    Grazie per la pubblicazione

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