Il complottismo de L’Espresso sul nucleare ricorda certi metodi berlusconiani

di ENZO RAISI – Un raro caso di disinformazione da parte de L’Espresso, fatto per ingarbugliare il dibattito referendario sul nucleare, evocare complotti internazionali e indurre i lettori a credere che solo biechi interessi affaristici abbiano portato alla scelta nucleare.

Chi legge il documento che l’ambasciata americana in Italia ha inviato a Washington, reso pubblico da Wikileaks, trova spunti interessanti: gli USA auspicano da anni, almeno dal 2005, la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia per rendere il nostro paese autonomo dal gas russo (e da Putin), tanto da intavolare un dialogo sul tema col governo Prodi e poi con l’esecutivo guidato da Berlusconi;  il governo francese e le grandi imprese pubbliche transalpine hanno svolto una decisa azione di lobbying affinchè l’Italia adotti prevalentemente tecnologia francese; ció rappresenta un elemento di preoccupazione industriale per l’ambasciatore statunitense Thorne che segnala al suo governo le possibili azioni da intraprendere per consentire alle imprese americane di non essere tagliate fuori da un business rilevante.

C’è il rischio – come dice il documento americano – che gli accordi industriali tra Enel e Edf propedeutici alla costruzione congiunta di centrali nucleari in Italia e altrove siano stati agevolati da tangenti pagata a qualche funzionario italiano? Siamo nel campo delle ipotesi più o meno realistiche, non spetta nè a L’Espresso nè al sottoscritto sentenziare la veridicitá della cosa. Ma il settimanale rielabora il contenuto del documento in un titolo volutamente forzato: ‘Il nucleare in Italia deciso da mazzette e interessi privati‘. Insomma, L’Espresso sveste i panni dell’organo d’informazione e indossa quelli della militanza, confondendo fatti certi e possibili misfatti in un unico grande calderone di dietrologia. L’interesse americano ad allentare la dipendenza energetica italiana dalla Russia è “banalmente” condivisibile (anche dalla sinistra, spero…), mentre l’ambasciata americana fa il suo mestiere quando prova ad aprire sentieri per gli imprenditori suoi connazionali (lo facessimo di più anche noi italiani con le imprese nostrane…). I misfatti eventuali – le tangenti, che lo stesso documento ipotizza ma non conferma – non riguarderebbero la scelta politica del nucleare. La quale è stata libera, consapevole e condivisa dalle forze politiche principali.

Da relatore alla Camera dei Deputati del provvedimento sul nucleare, posso asserire – senza timore di smentite – che il Parlamento operò in piena autonomia. Anzi, dirò di più: porto con soddisfazione il ricordo del lavoro svolto in commissione, l’imprinting che personalmente riuscì a dare all’iter di approvazione e il dialogo che s’instaurò tra le forze politiche. Non fu una misura approvata a colpi di maggioranza, anzi: anche i colleghi del PD collaborarono pragmaticamente alle modifiche parlamentari del testo, con propri emendamenti, condividendo modifiche altrui e infine esprimendo il voto favorevole agli articoli di legge relativi al nucleare. Il disegno di legge del governo è stata modificato dalle Camere in molte sue parti, senza che nessun parlamentare subisse alcuna indebita pressione “esterna”. Sfido chiunque dei miei colleghi ad asserire il contrario.

Il brutto articolo de L’Espresso pone un serio interrogativo sulla qualità del dibattito pubblico italiano. Questa campagna referendaria, come quella amministrativa che l’ha preceduta, sta dimostrando lo scarso interesse dei partiti e dei mezzi d’informazione ad una discussione concreta, sul merito delle cose. Si preferiscono gli argomenti ideologici e le tesi complottistiche. La dietrologia come arma di scontro politico: L’Espresso fa sul nucleare ciò che Il Giornale e Berlusconi fanno “sulla magistratura”. Mi vien da pensare: non sarà forse che una “certa” sinistra – dopo aver criticato per anni il berlusconismo che parla alla pancia delle persone e non alla mente – ne ha ormai adottato metodi e toni?


Autore: Enzo Raisi

Nato a San Lazzaro di Savena nel 1961, è laureato in Scienze Politiche e svolge l'attività di imprenditore. E' deputato di FLI, coordinatore regionale di FLI per l'Emilia Romagna e responsabile Immagine e Promozione del partito.

7 Responses to “Il complottismo de L’Espresso sul nucleare ricorda certi metodi berlusconiani”

  1. Joe scrive:

    D’accordo con lei On.le Raisi. Per questo aggiungo la parte più importante che si è scordato di apporre in calce all’articolo: per punire le fole de l’Espresso al referendum non andiamo a votare.

  2. … è anche parlamentare di FLI !…..

  3. Marianna Mascioletti scrive:

    @Silvana: hai ragione, mi sono scordata di metterlo nel profilo, tanto lo davo per scontato!

  4. …. le formichine di periferia…. ciao

  5. Maurizio scrive:

    Ma come si fa a scrivere un “RARO caso di disinformazione da parte dell’Espresso”. E ci si stupisce anche della “militanza” del settimanale, da sempre uno dei più schierati e militanti. Mi viene da pensare che in tutti questi anni l’On.Raisi non abbia mai letto l’Espresso. E non ci ha perso nulla.

  6. Paolo Luchessa scrive:

    Un raro caso di disinformazione da parte de L’Espresso??????? L’Espresso e La Repubblica sono nati per disinformare, fanno molto bene il loro lercio mestiere, fesso chi li compra, li legge e li commenta. E soprattutto se ne lamenta……Come dispiacersi perché la cacca puzza……E che dovrebbe? profumare di verbena?!

    Cordialente

    Paolo Luchessa – Milano

  7. LC scrive:

    L’azionista dell’Espresso è anche azionista di Sorgenia, non credo serva aggiungere molto altro.

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