Draghi: Raisi (FLI), Servono riforme, politica superi barriere

”Le considerazioni fatte oggi dal Governatore Draghi confermano le critiche che Futuro e Libertà ha sempre fatto in termini di materia economica al Governo sia in maggioranza sia all’opposizione: in modo particolare la necessità di superare il dualismo nel mondo del lavoro tra i tutelati da una parte ed i precari, soprattutto giovani, dall’altra; la necessità di una giustizia civile più veloce; il no ai tagli spesa orizzontali più volte enunciati dal Presidente Fini; il superamento degli interessi corporativi attraverso una grande fase di liberalizzazione e le poche infrastrutture del nostro paese. Questi sono i temi fondanti della nostra battaglia politica”. Lo dice in una nota il deputato di Futuro e Libertà Enzo Raisi, a margine del discorso annuale del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Il problema vero che pone anche il Governatore Draghi – sostiene Raisi – è che il superamento di questa impasse in cui viviamo può essere fatto solo attraverso una condivisione della società civile e della politica ben più ampia rispetto a quello che è l’attuale maggioranza di Governo, oggi fortemente minoritaria nel paese. Tutte le nazioni europee hanno colto l’occasione di questa crisi economica del capitalismo moderno per fare riforme impensabili in tempi normali. L’Italia non si
può permettere di perdere questa occasione, ci vuole uno sforzo della politica per superare antiche barriere e lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo della modernizzazione del sistema Italia
”.


One Response to “Draghi: Raisi (FLI), Servono riforme, politica superi barriere”

  1. S’io fossi Berlusconi per un giorno

    Cosa farei se avessi il potere del premier Berlusconi per un solo giorno?

    1 – imposizione del salario minimo garantito per legge per tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, visto che è sempre per legge che si attuano i contratti collettivi nazionali di lavoro;

    2 – regionalizzazione della contrattazione del lavoro dipendente in base a criteri di corrispondenza con il costo della vita, suddividendo il paese in macro regioni con caratteristiche omogenee;

    3 – defiscalizzazione totale del lavoro straordinario, eccetto ovviamente il prelievo Irpef;

    4 – defiscalizzazione totale degli investimenti per anni 5 in tutto il territorio italiano con il corrispettivo simbolico di una tassa una tantum annuale, correlata alla misura dell’investimento ed inversamente proporzionale alla forza lavoro assorbita: più assumono dipendenti, meno pagano di tassa una tantum;

    5 – abbattimento della spesa pubblica attraverso la imposizione di un rapporto fra il numero di cittadini che risiedono in ogni regione ed il numero dei dipendenti pubblici, para-pubblici, regionali e degli enti locali compreso tutto l’arcipelago delle aziende pubblico-private che offrono servizi locali: la parte eventualmente eccedente tale rapporto, va eliminata attraverso il ricollocamento nei servizi pubblici carenti di personale, anche localizzati in zone differenti da quella in cui si presta opera e servizio;

    6 – abolizione di tutti gli atenei universitari eccedenti il numero di 1 per ogni regione, eccetto le università private o quelle di maggior rilievo, funzionalità e produttività nella ricerca universitaria;
    (commento ridotto dalla Redazione per eccessiva lunghezza)

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