Amministrative 2011: il commento di Gianfranco Fini

– Berlusconi ha raccolto quel che ha seminato negli ultimi 15 mesi, da quando mi espulse per aver denunciato che: 1) il PDL era un partito nelle mani di ras locali tenuti insieme dall’interesse personale e dal culto della personalità verso il capo; 2) lasciare alla Lega la guida di fatto della coalizione avrebbe significato passare dalle “grandi riforme” alle “grandi paure”, di volta in volta ossessionati dagli immigrati, dai musulmani, dai pubblici ministeri, dagli omosessuali, dagli avversari politici, dai giornalisti scomodi; 3) limitarsi a tenere sotto controllo i conti pubblici senza riforme difficili ma ineludibili per rilanciare la crescita economica, avrebbe messo a rischio la coesione del Paese oltre che il blocco sociale di riferimento del centro-destra.

Il nostro non era disfattismo, si è avverato quel che temevamo. Per questo, FLI non ha nulla da festeggiare, ma molto da capire e da fare. Perché il risultato delle amministrative è figlio in primo luogo della delusione degli elettori moderati che hanno capito che ad un centro-destra culturalmente ispirato alle migliori esperienze della tradizione liberal-conservatrice europea si è sostituita in questi 15 mesi, una coalizione estremista e opportunista, che nella politica interna, come in quella internazionale, ha radicalmente snaturato l’impostazione con cui si era presentata al Paese ottenendone l’ampio consenso.

Anche se il Governo non cadrà, col voto di Milano, Napoli, Trieste e Cagliari il berlusconismo è stato di fatto archiviato, ma non può e non deve esaurirsi anche la possibilità di una “casa comune” per tutti gli italiani moderati e riformisti, quindi culturalmente e politicamente lontani dalla coalizione di sinistra oggi vittoriosa.
Oggi la casa comune non c’è: lo dimostrano i risultati, prevedibili ma non certo lusinghieri, delle candidature a sindaco alternative tanto al PDL quanto alla sinistra.

Costruirla in fretta è l’obiettivo strategico che, insieme agli amici del Terzo Polo, dobbiamo porci con chiarezza e senza diversivi tattici. Sappiamo che molto dipenderà ancora una volta da cosa deciderà Berlusconi, cioè se capirà o meno gli errori commessi – traendone le conseguenze -, e da quali margini di manovra gli consentirà Bossi. In ogni caso per chi come noi non si rassegna a veder vincere la sinistra per le incapacità del centro-destra di essere davvero se stesso (capace cioè di ragionare e di fare, non di urlare e di insultare!) la parte più bella e impegnativa della sfida comincia ora.


Autore: Gianfranco Fini

Nato a Bologna nel 1952, tre figlie, laureato in pedagogia e giornalista professionista, è deputato dal 1983. Nel 1978 è stato eletto segretario nazionale del Fronte della Gioventù e nel 1987, su designazione di Giorgio Almirante, segretario del Movimento sociale italiano. Con la cosiddetta svolta di Fiuggi ha avviato il percorso di trasformazione della destra italiana in una forza di governo ispirata ai valori del liberal-conservatorismo europeo. Da Presidente di Alleanza Nazionale è stato vicepresidente del Consiglio e Ministro degli esteri nei governi Berlusconi della XIV legislatura. Co-fondatore del PdL, ne è stato espulso il 29 luglio del 2010 e ha fondato Futuro e Libertà per l'Italia. Dal 30 aprile 2008 è Presidente della Camera dei deputati.

35 Responses to “Amministrative 2011: il commento di Gianfranco Fini”

  1. Giovanni Baroni scrive:

    Sveglia Fini, è il momento di essere più reattivi ora…

  2. Amelie83 scrive:

    Beh, positivo che Fini riconosca come FLI debba essere alternativo sia a Berlusconi sia alla sinistra. Io credo che FLI potrà avere successo se saprà distinguersi da entrambi gli schieramenti, anche dalla sinistra.

  3. Joe scrive:

    Sì, okay. Bravo il ghostwriter

  4. Lorenzo Pastori scrive:

    Mi pare un’analisi onesta e non maramalda della situazione. La coalizione berlusconiana non può più baloccarsi nel mito dell’autosufficienza, il Terzo Polo dove prendere atto della propria insufficienza. Per fare la casa comune del centro-destra, serve rimettersi attorno ad un tavolo, senza padroni ma senza tatticismi. Molto bene che Fini torni a rivolgersi apertamente all’elettorato di centro-destra e ad identificarsi con esso, in un momento in cui, archiviato Berlusconi, non si possono archiviare le ragioni (le riforme promesse e non fatte) per cui l’Italia è stata berlusconiana.

  5. Miki scrive:

    Fini, lei è intelligente, ma ha sprecato anni della sua vita politica a supportare l’attuale presidente del consiglio, condividendo il gretto giustizialismo della Lega Nord e affini. Ma come si suol dire, meglio tardi che mai! La cosa triste è che la destra italiana ha pochi personaggi come lei e troppe veline o, come qualcuno le ha definite, “ciarpame senza pudore”.

  6. Andrea Verde scrive:

    L’analisi é corretta. Io aprofitto di questo spazio per porgere un paio di domande al Presidente Fini; esiste oggi in Italia la possibilità di aggregare una larga maggioranza dei moderati che sull’esempio di quanto ha saputo fare Nicolas Sarkozy, sappia dare segnali di forte discontinuità verso le politiche fallimentari del passato? Una sorta di UMP italiano che affronti seriamente i problemi legati all’integrazione adottando il modello francese di assimilazione, che abbia come parole d’ordine, Repubblica, Senso Civico, Solidarietà, che sappia aprire un grande dibattito sulla laicità dello Stato, riformare le istituzioni e rilanciare l’economia?
    Se uno schieramento simile esiste sono pronto ad aderirvi.

  7. Alessandro DS scrive:

    Vi ricordate l’endorsement di Berlusconi per Fini quando nel ’93 correva contro Rutelli per diventare sindaco di Roma?

    Quel sostegno pubblico innescò una reazione a catena nell’opinione pubblica che prima era restia a considerare la destra italiana come un partito che fosse lecito votare. Dopo venne meno quella conventio ad escludendum: la diga crollò – complice anche l’allora Presidente della Repubblica Cossiga – e la destra si avviò ad avere un peso politico che non aveva mai avuto nell’Italia repubblicana.

    Ora, io penso che Fini con il suo strappo da Berlusconi abbia innescato una reazione uguale e contraria a quella di allora.
    Lo strappo di Fini ha definitivamente reso non credibile nell’opinione pubblica di centro-destra la vulgata berlusconiana seconda cui chi non è con lui è comunista.
    Perché finché sono comunisti i comunisti ve bene. Finché lo sono quelli del PD che ormai a tutti gli effetti sono socialdemocratici, si può far finta di crederci, perché sempre di sinistra sono. Ma poi? gli
    Ma poi? tutti i giornalisti son comunisti (con il Corriere della Sera in testa), e gli industriali (con la Confindustria a capo), e i giudici addirittura brigatisti (con quelli di Milano a capo della colonna), e i terremotati dell’Aquila, e Saviano, e insomma chiunque non lo osanna.

    Quando Fini ha detto come stanno le cose, cioè che Berlusconi si è messo la maschera dell’anticomunismo per farsi acclamare della destra italiana, ma che poi a della destra e dell’Italia non gli interessa niente perché gli interessa solo di se tesso e dei suoi affari e…. zac! Fini è un comunista! (non proprio così brutalmente ma il concetto era quello)

    Però questa volta è scattato il cortocircuito. Perché Fini nonostante il suo lungo e maturo percorso politico e personale, nell’immaginario collettivo di chi è di centro-destra resta pur sempre l’erede di Almirante nonché l’ultimo segretario del MSI. Insomma Fini è un’icona della DESTRA.

    Io credo che che questo strappo di Fini abbia fatto aprire gli occhi a molti, che per prima cosa si son detti: “se tutti son comunisti allora nessuno è comunista”, e per seconda cosa si son chiesti: “ma in tanti anni di governo, cosa ha fatto veramente di destra Berlusconi? Cosa ha fatto per la patria, l’Italia? e cosa ha fatto per il libero mercato? e cosa ha fatto per la la sicurezza e la legalità?”

    Certo in mezzo, tra lo strappo di Fini e la amministrative di maggio, ci sono state le notti di (h)Ar(d)core che hanno fatto aprire gli occhi a tante donne del centro-destra e a tanti cattolici (forse un po’ bigotti, ma tant’è), ma credo che sia lo strappo ad aver innescato la reazione.

    Per il momento i frutti non li sta raccogliendo FLI, ma il centro-sinistra o la sinistra.
    E’ sarà così forse per un po’ di tempo, perché Berlusconi ha azzerato la destra occupandone lo spazio senza averne titolo se non quelli tanto sbandierato dell’anticomunismo.
    Io credo che la strada sia ricostruire, con calma. Senza cadere nella paura “oddio qui vince la sinistra, appoggiamo Berlusconi”.
    Perché ormai da quella parte nessuno vuole più la rivoluzione e ci sono visioni diverse e inconciliabili, ma pu sempre leggittime che non faranno mai (ne sono convinto) i danni per l’Italia che sta facendo soprattutto questo ultimo giverno.

    Ricostruire e collaborarare il più possibile per riscrivere alcune regole democratiche di buon senso che devono essere comuni a tutti.

    Per esempio fino al ’94 le presidenze di camera e senato, più le presidenze delle commissioni di controllo era prassi che fossero appannaggio delle forze di minoranza. Poi con la scusa che ciò era in odore di consociativismo in nome della pratica anglosassone dello spoil-system, non fu più così.
    Penso che questo dovrebbe essere sancito da qualche legge: governi pure chi vuole, ma chi non governa abbia la possibilità di controllare e intervenire un poco.

    E poi soprattutto andiamo a riscrivere una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere chi deve sedere in parlamento, e non a liste bloccate come è il “porcellum” attuale.

    Perché queste amministrative ci insegnano anche che i cittadini (di destra e di sinistra) sono nel loro insieme assai più moderati di certi politici, e che i nomi impresentabili come La Ganga, già condannato per tangetopoli e candidato con il PD a Torino, o Lassini, quello dei manifesti sui giudici=brigatisti di Milano, vengono di solito stati sonoramente trombati.

  8. Joe scrive:

    Certo Alessandro: l’epicentro dello tsunami, che peraltro porta Vendola in piazza a Milano a urlare viva i Rom, è Fini. Lo testimonia il risultato del Terzo polo a questa tornata.

  9. Bravo Gianfry,
    facciamola vedere però questa natura liberale parlando, ad esempio, del referendum sull’acqua e difendendo la legge in oggetto.

    Quel 1,5% delle amministrative è il risultato dell’essere andati allo scontro violento con tutto il PDL invece di tenere banco con le proposte liberali e portarsi in FLI tutti quelli che, anche adesso, manifestano forti disagi.

  10. Emanuela scrive:

    Bene, questo è solo l’inizio. Bisogna solo avere pazienza e, sono sicura, che il tempo darà ragione a Fini. Sicuramente il B fà miracoli, infatti è riuscito a convincere una finiana come me a tifare per un rappresentante di “estrema” (secondo loro) sinistra. Ora il primo passo è stato fatto cerchiamo di accantonare i mestieranti arroganti e senza dignità e torniamo a una politica costruttiva e di confronto e non di scontro. Cerchiamo di fare quanto possibile per far rinascere l’Italia e smettiamo di preoccuparci dei problemi personali del B. Il PdL si meraviglia dei risultati ottenuti… ma nessuno si rende conto che gli italiani non si lasciano turlupinare da certi figuri che hanno votato alla camera leggi vergognose!!! Un’ultima riflessione: si parla di candidata debole a Milano… al di la della simpatia… per me la Moratti è il capro espiatorio che ha pagato per il comportamento avuto dal B.Ora chiedo a Fini di non salire su improbabili predellini ma di continuare per la sua strada. Saremo un partito di nicchia ma ci potremo guardare allo specchio senza vergognarci e non svenderemo la nostra dignità a un venditore ambulante.

  11. Andrea Benetton scrive:

    FLI non ha capitalizzato voti sulla disfatta di Berlusconi, siamo realistici si è chiusa una stagione ma i giochi di un nuovo centrodestra si definiranno nel perimetro dell’immaginario collettivo dell’elettore di centrodestra. Autoesclusasi, FLI è tagliata fuori.

  12. jo scrive:

    Complimenti, non so quanto abbia contato FLI nella vicenda, ognuno ne avrà una sua idea, ma Piazza Duomo con le bandiere di RC è veramente uno scenario dirompente. Quel che stupisce è che Fini abbia il coraggio di bacchettare dopo che, avendo giurato mai con la sinistra, tramite FLI lo abbia fatto. Tutto il resto è opinabile. Questo invece è un fatto.

  13. ~jm scrive:

    Secondo me è prioritario – rispetto al futuro del centrodestra – difendere quanto di buono hanno fatto i politici in questi anni cercando di impedire che i referendum raggiungano il quorum ;) .

  14. Pierpaolo R. scrive:

    Aggiungo una sola cosa:
    a partire da oggi, inizia la partita per la leadership della destra nel suo complesso, una leadership che sia in grado di tenerne unite le varie parti e di darle autentica esistenza e credibilità politica.
    Per il resto rinvio al mio articolo che uscirà domani, mi pare.
    Buona giornata e buona settimana a tutti.

    P.S.
    Francesca Schiavone gioca il match dei quarti di finale del Roland Garros, oggi alle 2 del pomeriggio. Italiani, repubblicani, sportivi e appassionati di tennis: sostenete Francesca.

  15. Pietro M. scrive:

    Condivido buona parte dell’articolo, ma vorrei aggiungere alcuni commenti.

    – parlare di riforme senza proporle non ha senso: non si capisce cosa si voglia dire, dove si voglia andare, cosa si voglia fare. Occorre avere il coraggio e la competenza politica di fare riforme, di avere un “book” di proposte da vendere sul mercato politico, e di idee da diffondere. Libertiamo lo fa, nel suo piccolo (o piccolissimo), quand’è che FLI diventerà un partito?

    – benissimo ammettere che FLI non ha nulla da festeggiare: non è né in grado di prendere voti da Berlusconi né è necessario per sconfiggerlo, ammesso che far perdere qualcuno sia una vittoria. In sostanza FLI, non ha alcun peso politico perché non ha un programma, non ha un’organizzazione, e non fa nulla sul piano strategico per spostare i voti di Berlusconi e Bossi verso sé stessa.

    – Dire che l’obiettivo è costruire il Terzo Polo indica che almeno ci si è resi conto che bisogna cominciare a fare politica. Però significa anche che almeno tatticamente e quindi nel medio termine la strategia di FLI è archiviare il bipolarismo, anziché sostituirsi a Berlusconi. Il secondo obiettivo è palesemente impossibile allo stato attuale date le mancanze organizzative, programmatiche e strategiche di FLI, e capisco che ci si accontenti del Terzo Polo. Ma a che serve? Il centrismo è incompatibile con le riforme, è una forma di politica basata su compromessi e voti di scambio, su elettori mediani che cercano di ottenere rendite impedendo le riforme e conservando lo status quo. Nel medio termine è impossibile aspirare a sostituirsi a Berlusconi, ma nel lungo termine occorre pensare a come riuscirci, e senza la credibilità di un “book” di proposte politiche liberali, e senza andare porta a porta a crearsi un’immagine credibile di riformista, non sarà possibile.

  16. creonte scrive:

    non è FLI ad autoescludersi, ma un sedicente partito di moderati in cui NON C’E’ UNA SOLA VOCE che dice la verità: ovvero che è solo colpa di Berlusconi. Ormai non siamo più nell’ambito dell’opinabile. a Berlusconi stesso sarebbe convenuto un atteggiamento più discreto nella lotta contro il tribunale di Milano.

    Ha tentato la carta del popolo; ha rischiato; ha perso e ora si trova più espsoto di prima.

    E noi otteniamo un comunista meridionale e Milano e un magistrato a Napoli

  17. Pierpaolo R. scrive:

    Fini, che ha avuto e sta avendo il “coraggio di cambiare” (perdonate l’autorefenzialità del richiamo all’evento di Pescara), prima o poi dovrà spezzare il nodo gordiano del macro-obiettivo della destra italiana moderna, liberale, europea:

    la riduzione del livello di statalismo.

    Un tema elettoralmente insidioso, mi rendo conto.

    Da oggi si apre un tema di leadership nella destra, in grado di tenerne unite le varie parti e di darle credibilità politica. Come rappresentare politicamente quella parte del paese che non vuole un governo di sinistra e che con ogni probabilità corrisponde alla maggioranza del corpo elettorale?

  18. Piccolapatria scrive:

    Vendola trionfante chiama a raccolta i fratelli Rom e Musulmani a spartire con i conquistadores la preda della vittoria. Il signor Fini presuntuoso e mendace come sempre, scrive ( o si fa scrivere) parole vuote di realtà, infarcite con la solita retorica politicante che rivela un tratto “riformista” da partitocrazia scambista democristian- spartitoria ; si crogiola glorioso per la disfatta personale di Berlusconi per non voler vedere il capitombolo rivelatore dell’inutile 1,5 p.c. conseguito dopo tanto sconquasso; insomma, non ha convinto alcuno tranne i parenti, conoscenti e fedelissimi più o meno consci di quel che fanno e dicono. Se il nemico Berlusconi è alla gogna, il FLI e/o Terzo Polo hanno ben poco da razzolare nel diffuso disincanto nazionale, salvo maramaldeggiare per presentarsi stupidamente con una miserevole lettura politica: “io l’avevo detto”. E, allora? Dove sta il nuovo avvincente progetto che dovrebbe ardere gli animi sconfortati? In questi vecchi arnesi che sanno tanto di democristianume? Forse nel ritorno alla proporzionale che porta tutti dentro e poi si mettono daccordo un tanto a me un tanto a te? Andate tutti a “scopare il mare”!

  19. Matteo scrive:

    Che spettacolo il Vendola arancione trionfante in piazza a Milano li portato da Casini, Fini, Tabacci pur di distruggere Berlusconi.
    Due anni di estrema sinistra a Milano e Napoli e Berlusconi vincerà nuovamente nonostante se stesso.

  20. Lorenzo scrive:

    Caro Presidente Fini,

    Non possiamo che essere d’accordo con Lei e con le Sue conclusioni. Crediamo anche noi che “oggi la casa comune dei moderati e dei rifromisti non ci sia” e che la dobbiamo “costrire in fretta con chiarezza e senza diversivi tattici”. “per chi come noi non si rassegna a veder vincere la sinistra per le incapacità’ del centro-destra di essere davvero se stesso (capace cioe’ di ragionare e di fare, non di urlare e di insultare!) la parte piu’ bella e impegnativa della sfida comincia ora”.
    Pensiamo che solo un Suo impegno pieno e diretto in Futuro e Liberta’ possa dare una svolta e garantire il successo del nostro progetto, creare finalmente una destra europea e liberale, che crediamo fondamentale per il futuro del nostro Paese.
    Per questi motivi, da iscritti di FLI, ci permettiamo di chiederLe di dimettersi dalla carica di Presidente della Camera e di assumere la guida del nostro partito.

    Cordialmente

    Cristian Cattalini Milano
    Diego Cereda Milano
    Francesco Condo’ Milano
    Andrea Giovanettoni Sondrio
    Raffaele Lovero Milano
    Massimiliano Oriolo Sondrio
    Andrea Pastore Milano
    Giuseppe Patti Sondrio
    Fausto Pedroni Sondrio
    Lorenzo Ruffatti Sondrio (coordinatore provinciale)

    Ps: chiediamo a chi e’ d’accordo di sottoscrivere e fare circolare il nostro appello

  21. step scrive:

    Gianfranco Fini torna a rivolgersi al popolo di CDX. Già questo è un fatto positivo. Come è positivo che si affermi che riguardo queste elezioni non ci sia nulla da festeggiare (e vorrei anche vedere…). Mi fa piacere poi che si parli di casa comune del CDX, ma qui sinceramente non so se l’esistenza stessa di un terzo polo sia compatibile con un nuovo CDX comune.

    Mi auguro che queste elezioni contribuiscano a riavvicinare FLI e UDC al PDL e alla Lega. Mi auguro che Fini abbia capito che l’antiberlusconismo – in parte giustificato – porta frutti solo alla sinistra. L’involuzione illiberale del PDL non deve portare ad una speculare estremizzazione di FLI su posizioni giustizialiste, non meno illiberali.

    Fa bene Fini a chiedere un passo indietro a Berlusconi, ma questa richiesta la faccia in modo credibile: se si cambia radicalmente il proprio retroterra culturale tale richiesta non è più considerata seria dagli elettori. Un conto è criticare Berlusconi, un conto è diventare un partito di “semi-sinistra” giustizialista. Fini ha finito per dare ragione a Berlusconi. Intendo dire che una cosa è essere liberali di destra, altra cosa è approdare su posizioni giacobine di sinistra…

    Però voglio essere fiducioso. Credo che quando Fini tornerà alla guida di FLI questo partito si dirigerà verso posizioni più *normalmente” di destra liberale, abbandonando i fumosi richiami al fascio-comunismo e abbandonando un’attitudine giustizialista (peraltro inutile in quanto il Berlusca non è eterno). Spero solo che per FLI non sia troppo tardi, spero non sia stato reciso irrimediabilmente il cordone ombelicale con il popolo di centro-destra.

  22. Scusate la schiettezza e la sintesi, ma tale è il mio pensiero.

    Desideriamo o no capire che, oggi, al cittadino:

    -Non interessano discorsi di destra, centro o sinistra, bensì la lunghezza dei tempi di lista d’attesa per un operazione.

    -Non interessano discorsi di destra, centro o sinistra, bensì che l’asilo del proprio figlio funzioni e che non vi sia rischio di caduta calcinacci nell’aula.

    -Non interessano discorsi di destra, centro o sinistra, bensì che l’uomo politico di rilievo regionale e nazionale rinunci ad alcuni privilegi per poter essere più credibile, in primis le agevolazioni pensionistiche ESAGERATE.

    -Non interessano discorsi di destra, centro o sinistra, bensì che l’uomo politico non offenda le Istituzioni arrecando danno all’intero Paese.

    -Non interessano discorsi di destra, centro o sinistra, bensì che vengano ridotte le tasse sulle piccole imprese, Irap in primis, che sono spesso in difficoltà.

    (COMMENTO TAGLIATO PER L’ECCESSIVA LUNGHEZZA – LA REDAZIONE)

    Dott.Venzano Alessandro ( avenzano@tiscali.it)

    Circolo Ugo Venturini Futuro e Libertà Genova.

  23. lodovico scrive:

    La magistratura ed il FLI hanno scelto: Prodi Presidente della repubblica.

  24. Marianna Mascioletti scrive:

    Scusate, mi rivolgo ai nostri storici commentatori “dissenzienti”.
    Senza alcuna polemica, ma mettiamoci d’accordo: il FLI è quel partituccio ridicolo e stupido che non conta niente e ha fallito completamente in queste amministrative o è un partito che ha talmente tanto potere e tanta intelligenza da essere riuscito a rovesciare il PDL a Milano e Napoli?
    Perché tutte e due le ipotesi non possono essere vere contemporaneamente, e mi pare che non ne esista una terza.

    Così, per amor di logica, eh.

  25. Piccolapatria scrive:

    Ammessa la mia presunzione di essere nel novero dei “dissenzienti” cara Marianna Mascioletti, logica per logica: dove avrei mai detto che B. è sprofondato per opera di FLI e/o Terzo Polo? Sta di fatto che, se il passato recente e remoto è stato ed è deludente il futuro sembra avvicinarsi ancora più fosco e confuso. Finita la festa restano i piatti da lavare, la casa da riordinare e affrontare il costo dei danni provocati dai festaioli giulivi. Con simpatia,cari saluti e, perchè no, auguri di buon futuro.

  26. Marianna Mascioletti scrive:

    @Piccolapatria: non era rivolto in particolare a te/lei, ma mi è venuto spontaneo leggendo quest’infilata di commenti.

  27. Joe scrive:

    Marianna, se permetti rispondo: FLI è un partitino ininfluente, e ora per dirlo abbiamo anche i numeri delle comunali e provinciali. Ma FLI, e per dire questo abbiamo google news, è anche un partito che ha fatto finta di restare terzo ai ballottaggi facendo però indicare da diversi suoi esponenti di primo piano – incluso BDV, e poi Bocchino Granata Briguglio ecc – che l’importante era far perdere i candidati del PDL. E che ora che è successo si compiace – vedi il caporale Italo – facendo notare che gli elettori del terzo polo hanno seguito le indicazioni. Non c’è contraddizione: visto il cappotto preso dal PDL, non credo che la svolta di FLI sia stata determinante. Aggiungo che comunque il tempo è galantuomo: Berlusca sia avvia finalmente all’oblio. Ma davvero qualcuno crede che Fini sarà il leader del cdx di domani?

  28. Marianna Mascioletti scrive:

    @Joe. Certo che permetto, anzi ci speravo! :)
    Mi sembra però che tu sostenga solo UNA delle due parti della questione, cioè che FLI, secondo te, è un partito irrilevante. I numeri, ad oggi, ti danno ragione: tuttavia, secondo me, la “cacciata” di Fini e tutto ciò che ne è conseguito in termini di character assassination etc.etc. ha contribuito in maniera rilevante a far capire a molti italiani che Berlusconi non è affatto un garantista, un (per usare un termine abusato in queste ultime settimane) “moderato”, un liberale.
    E in questo senso, forse, ha accelerato la sua sconfitta: sbaglierò, ma ritengo che l’uscita giustizialista della Moratti contro Pisapia sia in qualche modo una conseguenza del “metodo Boffo” usato da certi giornali nei confronti di Fini, e che prima l’uno, poi l’altra (e il comportamento aggressivo tenuto in generale dagli esponenti PDL in quest’ultimo anno) abbiano nauseato molti elettori che si erano avvicinati al PDL ritenendolo meno giustizialista rispetto alla sinistra.

    Quindi, io non ritengo FLI proprio così irrilevante. (pur ritenendo che ci siano molte ragioni per criticarlo)
    Libero di non condividere questa che è solo un’opinione, naturalmente. :)

  29. GG scrive:

    Fini è, anche in questo caso, eccellente a parole. Ma i fatti? FLI gioisce della sconfitta di Berlusconi ma NON può gioire del suo risultato. FLI è stato rilevante dal punto di vista della tenuta del governo (la maggioranza di governo senza FLI non è più la stessa, è da un anno che arranca) e nell’intuire la deriva berlusconiana, ma è stato completamente irrilevante dal punto di vista dei voti, che è quello che in una democrazia maggiormente conta. Quindi sarebbe il caso di compiere una svolta, se non si vuole far morire un partito non già in ottima salute: dimissioni di Fini dalla presidenza della Camera, rivedere l’organigramma del partito, dare una leadership al terzo polo per non farlo apparire come puro tatticismo… Insomma FARE QUALCOSA (io preferirei le dimissioni di Fini).

  30. miciomicio scrive:

    Io direi che gianfranco fini ha raccolto quello che ha seminato: un partitino ininfluente che per sopravvivere dipende a doppio filo da Buttiglione e Casini.
    Anzi personaggi come il signor Fini oggi diventano in un contesto di centro destra un minusvalore. Come elettore di centro destra avrei moltissime reticenze a votare un centro destra con dentro Granata, Bocchino e Fini. E un’altra cosa. Da questa vicenda si vede come il tesseramento nei partiti non corrisponda a una sana dialettica democratica interna. Fini e Bocchino potevano movimentare nel PdL un bel po’ di tessere, benchè come si è visto elettoralmente non contino nulla.
    Quindi che Fini e Bocchino continuino pure a fare gli utili idioti della sinistra. Francamente l’ultima cosa di cui ha bisogno il PdL è il tesseramento clientelare in perfetto stile dalemiano.
    Se per il resto altri del fli come Della Vedova vogliono rientrare nel centro destra perchè ritengono esservi le condizioni ben vengano.
    Ma i tre succitati (Bocchino, Granata e Fini) cerchino poltrone dove sono finiti e dove sembrano trovarsi a loro agio: a sinistra. Nessuno si sogna di richiamarli indietro.

  31. creonte scrive:

    beh si, ormai la macchina del fango si è ingolfata. Basta vedere il piccato Sallusti (“eh, ma è andata di culo alla Moratti, ha preso l’1,5% in più dei sondaggi!”)

    ma chissà se hanno capito che non hanno perso per Santoro, ma per Panis e Stracquadanio

  32. Essendo di Milano e avendo votato per Manfredi Palmeri al primo turno, mi permetto di intervenire nel dibattito aperto da alcuni lettori di questo articolo. Così, tanto perché sarei parte in causa.

    Jo (“Non so quanto abbia contato Fli ma vedere p.za Duomo con le bandiere Rc è uno scenario dirompente”)

    Matteo (“Che spettacolo il Vendola arancione trionfante in piazza a Milano li portato da Casini, Fini, Tabacci pur di distruggere Berlusconi”)

    Emanuela (“per me la Moratti è il capro espiatorio che ha pagato per il comportamento avuto dal B.”)

    Vi faccio dono di un link, sedici minuti di “riassuntino” sul perché i milanesi di destra e di sinistra non hanno votato per la Moratti. Buona visione.

    http://youtu.be/hWyWCWoSAPI

  33. bruno scrive:

    Il giudizio che vale e’ l’esito dell’urna.

    Fini puo’ dire quello che vuole, fare tutte le congetture possibili, ma come politico se non fosse stato per Berlusconi sarebbe rimasto un politico del nulla, e ha tutti i presupposti per ritornare tale.

    Fini era ed e’ un politico che ha sempre brillato di luce riflessa come troppi altri politici. Fini ha voluto crearsi il proprio partitino, sarebbe a dire, ho il partito per cui esisto.
    Pretendere di avere grandi idee, ma non avere le capacita’, questo e’ quello che rendi Fini una persona frustrata, infatti se ci crede in quello che dice perche’ non rinuncia alla poltroncina dorata di presidente della Camera e si butta nell’agone politico. “Armiamoci e partite” lo disse qualcun’altro e il resto e’ storia.

    Con i consensi che si ritrova, credo che l’appartamento di Montecarlo sia piu’ che sufficiente per il congresso, e qui ho voluto essere anche un po’ realista.

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