di CARMELO PALMA – Il Cav. ormai monta la guardia al bidone della propria “leadership” senza neppure domandarsi che cosa contenga. L’indifferenza al contenuto e la fedeltà al contenitore, che ha reso il berlusconismo una militanza o tifosa o servile, ma non più politica, ha parimenti dannato l’anima del fondatore.

Il “teorema Verdini” – per cui il partito è la macchina, ma Berlusconi la direzione – sembra avere convinto il capo che nel berlusconismo tutto ciò che è reale è razionale, disarmandolo così del senso della misura e del ridicolo. Delle tante cose di cui il bidone del berlusconismo si è svuotato e riempito nel corso di questi anni, quella che più ci manca e che, per la mancanza, più ci addolora, è la simpatica e paracula confidenza con le fortune e le sfortune della vita, degli affari e perfino degli affetti.

Ci manca il Berlusconi che faceva sul serio e ci affligge quello che si prende sul serio. Ci divertiva il ballista, ci ripugna lo spergiuro. Ci manca la sua “naturale” riluttanza al conformismo morale e ci ingombrano le sue innaturali acrobazie tra vizi privati e pubbliche virtù, che ne fanno un peccatore triste e un uomo della Provvidenza improbabile, quasi più del predecessore. Ci manca poi –  se non ce l’eravamo inventati – il suo capitalismo pro market e non solo pro business (© Luigi Zingales) e ci opprime il suo affarismo economico e politico, per cui il mercato è il tavolo in cui, per dirla con D’Alema, il capotavola è sempre dove si siede lui.

Neppure vorremmo pensare, poi, alla giustizia e all’attitudine a fare l’imputato garantista e il politico manettaro, secondo un’idea classista, censuaria e diseguale del diritto penale, che autorizza ed impone, ad esempio, l’antimafia delatoria e spericolata quando c’è da mandare al 41 bis un mafioso verosimile, ma non quando c’è da discutere delle responsabilità  delle “persone perbene”, o che eccepisce la diversa natura criminale della prostituzione da strada e di quella da salotto.

Comunque vada a finire, ci faremo una ragione – senza tragedie e entusiasmi – del risultato di lunedì prossimo. Il berlusconismo che ci interessava è finito, quello che ci delude è (quasi) passato. I dilemmi della politica italiana sono già oltre Berlusconi e questo spiega, assai più di Pisapia, la sua faccia così nera.