De Magistris non è Pisapia. E per Napoli non sarebbe una liberazione

– Premetto che non sono qui a chiedere un endorsment per Gianni Lettieri. Chiedo solo a ai lettori di Libertiamo di riflettere sul grande rischio che Napoli sta correndo. Per dare un colpo decisivo alla leadership berlusconiana, si potrebbe scegliere inerzialmente di votare Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli. Ma De Magistris non è Pisapia. Anzi potrei dire che, per molti versi, è il suo opposto. Possibile che i liberali, i libertari, i garantisti non si rendano conto della partita esiziale che si sta giocando sulla pelle dei napoletani in queste ore?

Possibile che la memoria di Enzo Tortora e trent’anni di malgoverno di (pseudo) Sinistra a Napoli (tranne brevissimi intervalli), non mettano in allarme le (poche) anime libertarie di questo Paese in declino? Possibile che l’erede legittimo di quella magistratura che sbatté in galera e massacrò un galantuomo innocente come Enzo Tortora, rischi ora di farsi eleggere addirittura a sindaco di Napoli, quasi ne avesse i meriti, senza uno straccio di presa di posizione da parte degli sparuti liberali italiani?

Possibile che Napoli corra il serio pericolo di rimanere sotto il giogo, oltre che dei politicanti, anche dei loro paraventi giudiziari, di quella sinistra giustizialista e di quella destra illiberale che insieme si riparano ora sotto la toga di un ex pm che ha sconvolto la vita di tanti per pura ambizione personale e mediatica, e nessuno si allarmi? Possibile che a nessuno dei cosiddetti “equidistanti” faccia correre un brivido dietro la schiena la carriera di un pm, le cui richieste d’arresto, di persone risultate innocenti, iniziavano così:

Nell’ambito dell’attività di indagine rivolta alla moralizzazione della cosa pubblica… ?

Un fautore dello stato etico che rischia di diventare Sindaco di Napoli solo per fare un dispetto a Berlusconi? Al mio amico Benedetto Della Vedova chiedo sommessamente, ma con una certa inquietudine: i tuoi nuovi compagni di partito del FLI, gli onorevoli Bocchino e Granata, dicono di sentirsi più vicini a De Magistris perché “paladino della legalità”, ma hai provato a far legger loro la storia della sua carriera di magistrato?

E’ paladino della legalità chi si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione, senza che nessuno, ripeto nessuno dei suoi indagati “eccellenti” sia stato mai condannato per reati contro la pubblica amministrazione? Il tutto facendo anche spendere all’erario milioni di euro per consulenze (tutte da chiarire) e per risarcire tutti gli innocenti ingiustamente incarcerati in anni di attività fallimentare (ed impunita). La nostra cultura liberale non fa a pugni con chi ha perso i processi “storici” da lui istruiti, a spese del povero contribuente, senza contare le inchieste messe in piedi con grande clamore mediatico che si sono arenate prima ancora di giungere in dibattimento?

Per mandar via l’odiato Berlusconi, volete lasciare Napoli nelle mani di chi è stato giudicato così dal Consiglio Giudiziario di Catanzaro, che si espresse sulla sua nomina a magistrato di Corte d’Appello:

“Il dato certo è che il dr. De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell’equilibrio e sul piano dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere quantomeno le funzioni di pm”?

A tutti i liberali ed ai riformatori, napoletani e non, a tutti gli esponenti di quello che resta della sinistra libertaria e garantista chiedo sommessamente ma con crescente preoccupazione: chiunque abbia avuto modo di verificare l’attività di questo magistrato che con le sue inchieste flop, ma ben orchestrate sui giornali prima di scoppiare come bolle di sapone, ha distrutto vite, persone, famiglie, imprese, posti di lavoro e reputazioni, se la sente di affidargli le sorti della mia già martoriata città?

Per onorare il sacrificio di Enzo Tortora, il cui nome resterà per sempre scolpito nei nostri cuori con un senso di colpa indescrivibile, vi chiedo di pensarci bene prima di mettere quella croce, o di suggerire cosa mettere nella scheda elettorale, domenica e lunedì a Napoli. E se decideste comunque di sostenere De Magistris, prego Enzo Tortora di perdonarci e da lassù di aiutarci come noi non siamo stati capaci di aiutare lui.


Autore: Ernesto Caccavale

Napoletano, laureato in giurisprudenza, giornalista e imprenditore nel settore della comunicazione, è stato dal 1994 al 1999 deputato europeo di Forza Italia. Di formazione radicale, liberista e libertaria, è oggi portavoce regionale del PdL in Campania.

8 Responses to “De Magistris non è Pisapia. E per Napoli non sarebbe una liberazione”

  1. Giacomo Canale scrive:

    Ho letto con molto interesse l’articolo, di cui condivido molti contenuti. Però, se l’autore ha espresso chiaramente le ragioni per cui non scegliere il candidato del centro sinistra, non ha fatto altrettanto per giustificare il consenso al candidato del centro destra. Devo riconoscere, avendo visto il confronto sulla 7, che Lettieri almeno sembrava di sapere di cosa parlava, mentre il suo avversario ha spesso dato risposte fumose, anche se meglio espresse, ma qualche dubbio sulla sua autonomia politica lo ha fatto nutrire e in coscienza ciò mi pare sia stato il suo più forte handicap, almeno visto da lontano.

  2. creonte scrive:

    non stiamo eleggendo un pm, ma un sindaco.

    la questione è stabilire chi riesce a stare più distante dai ricatti della camorra.

    per il resto la parola va agli esperti di procedura penale e alla sua riforma

  3. Tooby scrive:

    In questi giorni continuo a dire che con Lettieri Napoli o resta la stessa o peggiora; con De Magistris o resta la stessa o migliora.

    L’articolo conferma ciò che vado dicendo. Il problema, qui, è la distanza che i due candidati hanno dalla camorra, ben diversa, e che nell’articolo non viene minimamente preso in considerazione (andrebbe infatti ricordata la vicenda del coordinatore regionale del PdL Nicola Cosentino, per così dire padre politico di Lettieri, il quale Cosentino, accusato indipendentemente da un nutrito manipolo di pentiti, se fosse stato un cittadino normale oggi sarebbe dietro le sbarre per camorra, come stabilito dalla Corte di Cassazione [non da un de Magistris qualsiasi, dalla Cassazione]).

    Contesto poi la ricostruzione dei processi istruiti da de Magistris (e poi scippatigli: la Procura di Salerno si è premurata di rinviare a giudizio vari magistrati calabresi per quelle vicende): lei da bravo berlusconiano afferma che non dovrebbe essere sindaco «chi ha perso i processi “storici” da lui istruiti, a spese del povero contribuente, senza contare le inchieste messe in piedi con grande clamore mediatico che si sono arenate prima ancora di giungere in dibattimento». Ovviamente agitando la bandiera dello spreco di denaro pubblico (e ovviamente dimenticando, tanto per ricordare l’ultimo, quello delle multe comminate dall’AGCOM per le “interviste” a Berlusconi a TG1 e TG2, che saranno pagate dal contribuente, questo sì vero spreco) mette in un unico calderone inchieste diverse. Se però prendiamo ad esempio l’inchiesta principale, la Why Not, il GUP, tra le certo non poche assoluzioni, ha stabilito anche diverse decine di rinvio a giudizio e anche diverse condanne per chi aveva chiesto il giudizio abbreviato. De Magistris può avere sbagliato qualcosa o tanto (è un essere umano e proprio per questo servono i tre gradi di giudizio), ma le sentenze sinora emesse confermano che non ha sbagliato tutto. Tanto già basta per dire che de Magistris non ha sprecato denaro pubblico (d’altro canto, se ci fosse sempre la certezza della colpevolezza e dell’innocenza, non esisterebbero i tribunali, ci sarebbero solo le carceri).

    Non va dimenticato, infine, che Lettieri è sotto processo a Salerno per truffa e falso (inchiesta che vede imputato anche il sindaco del PD de Luca).

    Per questo ribadisco la mia asserzione iniziale: con Lettieri Napoli può peggiorare per via della poca distanza dai ricatti della camorra, o può restare la stessa perché proseguirà la tradizione campana dei politici inetti (quando non criminali), di destra e di sinistra sia ben chiaro; con de Magistris Napoli può restare la stessa perché de Magistris è ugualmente inetto o può migliorare, per il semplice fatto che la camorra troverebbe porte chiuse.

    Specifico che per inetti non intendo cattivi politici in generale, bensì politici semplicemente non all’altezza di governare una città complessissima come Napoli, il che comporta anche l’impermeabilità alla criminalità organizzata. Lettieri potrà anche essere in linea puramente teorica un bravo amministratore, anche migliore di de Magistris, ma la zavorra camorrista pesa e peserà troppo, non certo per colpe dirette di Lettieri, su cui non grava un mandato di cattura per camorra né simili vergogne, bensì per via della scarsa autonomia di cui si parlava qualche commento sopra.

    Chi ama davvero Napoli, dunque, per un semplice calcolo delle probabilità, voterà de Magistris, gentile Caccavale, per il semplice motivo che è “meno peggio”. E lo dico da liberale e garantista e campano (pur respingendo la definizione di garantista che trasuda dalle sue parole e dal suo partito: vero che si è non colpevoli fino a sentenza definitiva, ma non ritengo adeguato che rappresentanti dello Stato si presentino candidati con dei processi sulle spalle – per non parlare di quelli che secondo la Cassazione non dovrebbero neppure girare a piede libero. Nei Paesi veramente liberali, quale gli USA, ad esempio, basta molto meno per distruggere una carriera politica, si veda il caso Edwards, e un Cosentino qualsiasi, se non si fosse dimesso, sarebbe già stato sacrificato all’albero della Libertà di cui parla il noto comunista Thomas Jefferson).

    Il continuo richiamo a Enzo Tortora è semplicemente ridicolo, ma corona degnamente un articolo che è tutto FUD e niente arrosto. In una cosa ha ragione: speriamo ci perdoni per averlo chiamato in causa senza giustificazione alcuna.

  4. osvaldo scrive:

    Splendido articolo, d’accordo al 100%

  5. Elle Zeta scrive:

    Chiedo scusa ma che c’entra Enzo Tortora? Ed a che titolo de Magistris sarebbe l’erede di quei giudici? Perchè non usa argomentazioni invece che oblique suggestioni? Non difendo affatto de Magistris non foss’altro perchè Non voto a Napoli.In ogni caso l’alternativa Lettieri non è affatto milgiore e la tutela di Cosentino no è certo un buon viatico.
    Luigi Zoppoli

  6. Redazione scrive:

    Oggi all’appello di Ernesto Caccavale ha risposto Benedetto Della Vedova, tramite la pagine del Corriere del Mezzogiorno. Riportiamo qui di seguito la lettera:

    Caro direttore,

    Ernesto Caccavale, battagliero amico, dalle colonne del suo giornale, in qualche modo chiede conto anche a me della candidatura di De Magistris a sindaco di Napoli. E si interroga se anche io voglia affidare Napoli all’ex pm. Rispondo che io, come è noto, per quel che riguarda la mia responsabilità politica, volevo affidare Napoli a Pasquino. Aggiungo che Futuro e Libertà ha scelto di non dare alcuna indicazione di voto al ballottaggio, né a Milano né a Napoli. Ci potremmo fermare qui o parlare, cosa che Ernesto non fa, dell’altro candidato al ballottaggio, Lettieri. Mi fermo qui.

    Ovvio: potrei ribadire che non ho cambiato idea sul garantismo (quello tradito e affossato da Berlusconi in questa legislatura, dedicata a inasprire le pene per i poveracci e a proporre scappatoie per qualche imputato eccellente), che resto per le riforme per cui mi sono battuto da radicale e di cui in questa legislatura si è solo parlato e straparlato inutilmente, che non mi piace la magistratura che fa politica e tantomeno che i pubblici ministeri passino senza fare una piega dalla toga agli scranni della politica, che non ho mai sentito alcun trasporto per la guerra alle toghe rosse ma tantomeno per le inchieste di De Magistris e ne ho giudicato severamente i mancati risultati, e potrei continuare.

    Ma queste ultime considerazioni non mi pare abbiano ormai molto a che fare con lo scontro politico in atto a Napoli in vista del ballottaggio, a cui guardo con molto interesse, ma nel quale non mi sento più impegnato in prima persona.

  7. bruno scrive:

    meglio un magistrato d’assalto, che magari da’ fastidio ai benpensanti parrucconi e gattopardeschi, che un imprenditore in odore di….. Cosentino

  8. creonte scrive:

    come volevasi dimostrare: i napoletani si fidano di pèiù di De Magistris. Terzo polo compreso

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