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Rinnovabili, 100 miliardi di ‘pizzo’ pagato alla retorica ambientalista

– A quanto pare, la nostra politica è ancora affetta dalla miopia che contraddistingueva il pensiero di John M. Keynes. Probabilmente, nel lungo periodo, l’attuale classe dirigente sarà ancora viva, ma la responsabilità della sua scarsa lungimiranza ricadrà sulle spalle delle nuove generazioni, come in parte già avviene con i contributi silenti.

Gli imponenti incentivi destinati alle energie rinnovabili comunicati dall’Authority per l’energia elettrica e il gas, che da qui al 2020 ammonteranno a 100 miliardi di euro, provocheranno aumenti in bolletta di circa 3 centesimi per kwh consumato. Gli italiani saranno dunque costretti a drogare con ingenti iniezioni di denaro pubblico un settore improduttivo, che qualora il rubinetto dei finanziamenti venisse chiuso, fallirebbe palesando la sua incapacità di ritagliarsi autonomamente una fetta del mercato dell’energia.

Tra vent’anni, le tecnologie rinnovabili per cui avremo investito una cifra così importante saranno già obsolete, alcune persino superate in fase di costruzione. Nel frattempo, se non si darà impulso alla crescita con le liberalizzazioni e la riduzione delle imposte, il disavanzo pubblico verrà totalmente sottratto al controllo della politica con conseguenze catastrofiche, pari a quelle registrate in Grecia, Irlanda e Portogallo.

L’ambientalismo, con le sue utopie, è la nuova frontiera dell’irrazionalità marxista, del mito dell’abbondanza di tutte le merci. L’ideologia verde rivendica la necessità di una sostenibilità ambientale, dimenticando che oggi come non mai l’unica sostenibilità a cui dobbiamo fare fronte è quella finanziaria. I conti ci impongono il ridimensionamento del perimetro dello stato e ci vietano un aumento sciagurato della spesa pubblica.

Per queste ragioni il pragmatismo deve dominare sull’idealismo, sul pensiero astratto di quanti vorrebbero dare al mondo la forma del loro ideale. Il pragmatismo procede per interrogativi e quando un’idea cozza con quanto è possibile praticare, si dirige verso altri percorsi, altre soluzioni. Dalla storia delle politiche economiche dello scorso secolo dovremmo apprendere che l’ideologia dei finanziamenti a pioggia, dell’intervento statale ad ogni costo, dell’allocazione sciagurata delle risorse, non è più praticabile.

Occorre guardarsi dalle maschere ideologiche con cui le nuove politiche keynesiane pretendono di affermarsi: l’ambiente, il bene pubblico, il fallimento del mercato, le speculazioni, la crisi. Dietro tanto buonismo, alimentato dalla paura del mercato, si cela infatti l’antica logica del dirigismo. E’ con la paura della fine del mondo, dell’esplosione delle centrali nucleari, dell’acqua “privata”, della crisi provocata dalla deregulation che si afferma lo statalismo, giocando sulla paura degli individui male informati.

La paura è un sentimento instillato nelle masse da coloro che traggono vantaggio dal mantenimento dello status quo. Ebbene la situazione attuale impone un drastico cambio di rotta, una virata verso la crescita e il rigore dei conti, che lasci libero il mercato – e non più lo stato – di decidere da sé cosa è sostenibile e produttivo.


Autore: Daniele Venanzi

Romano, studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla Sapienza. Contributor di Libertiamo, Linkiesta, l'Occidentale e The Front Page; autore del blog Mercato & Libertà. È redattore di Disarming the Greens, blog che si occupa di questioni ambientali e green economy da una prospettiva di mercato. Nel 2011 ha tradotto l'appendice all'Autobiografia di Friedrich Von Hayek, edita da Rubbettino. È vincitore della Scuola di Liberalismo 2013 di Roma organizzata dalla Fondazione Einaudi, con tesina sulla public choice e la crisi del welfare state.

24 Responses to “Rinnovabili, 100 miliardi di ‘pizzo’ pagato alla retorica ambientalista”

  1. Roberto scrive:

    Sig. Daniele Venanzi le consiglio di frequentare più spesso l’università e cercare di occuparsi di politica, non di impianti FV e tantomeno di costi in bolletta, nucleare, privatizzazione dell’acqua ecc ecc. A mio modesto parere, lei a scritto una sequela di inesattezze, donandoci un discorso a dir poco vaneggiante.

  2. Daniele Venanzi scrive:

    Roberto, gradirei un elenco delle inesattezze contenute nell’articolo. Per quanto riguarda Lucia Annicchiarico, vorrei informarla che conto più di 50 articoli pubblicati su diverse testate giornalistiche regolarmente registrate al tribunale, e che dunque Libertiamo non è l’unico magazine a reputare di valore il mio lavoro e a darmi spazio. Per di più, Libertiamo è il giornale online più letto nel centrodestra, e non un sito sfigato come lo definisce lei. Impari che le differenze tra il suo pensiero e quello di altri non sono dettate dall’ignoranza, ma semplicemente da una differente visione delle cose. Arriverci

  3. …e meno male che poi ci sono degli ingegni sopraffini come i vostri a commentare in maniera liquidatoria il lavoro altrui.Quanto alla politica l’unica cosa sensata da fare è disinteressarsene visti i danni che cagiona quotidianamente alla società ed agli individui.Se poi si decide di criticare qualcosa di solito bisognerebbe apportare delle argomentazioni un poco più incisive e non limitarsi a contumelie e schiamazzi

  4. Pasini Marco scrive:

    Alla c.a. del sig. Daniele Venanzi
    non conosce l’argomento di cui sta parlando e invece di farsi domande in merito (legittime) sputa sentenze (illegittime).
    Le volevo far notare che siamo nel 2011, e che il Capitalismo ha vinto, non ha nemici in tutto il mondo, è l’unico sistema economico riconosciuto e accettato da tutti ma proprio tutti. Quindi invece di copiare i discorsi d’assemblea universitaria anni ’70 si metta a scrivere, ce la può fare. Forza siamo tutti con lei.

  5. Massimo74 scrive:

    @roberto
    Mi spiegheresti cosa c’è di sbagliato nell’articolo di Venanzi?
    Che il mercato delle rinnovabili sia stato drogato dagli incentivi pubblici mi sembra incotestabile,così come è incontestabile il fatto che che se le rinnovabili fossero così convenienti non sarebbe necessario sussidiarle attraverso gli incentivi,in quanto verrebbero scelte autonomamente dal mercato,cioè dai consumatori stessi,mentre sappiamio bene che così non’è.
    In ogni caso,invece di lanciare invettive contro l’autore dell’articolo,magari dovresti provare ad argomentare spiegando cosa non condividi e quali ritieni siano le inesattezze nell’articolo in questione.

  6. Domenico Troli scrive:

    Leggo e contemplo, questo articolo, parte da un presupposto sbagliato. L’utilizzo della parola “PIZZO” che propende per un qualcosa di illegale che tende a fomentare la delinquenza e la corruzione. Vorrei soprassedere sulle inesattezze (anzi oserei dire sul nulla), in termini numerici ed economici, che questo articolo propina, basti pensare che un “conto della serva” fatto da un autorevole membro del CNR (lui si che ne ha scritti di articoli certificati e ne ha ben d’onde viste le SUE competenze tecniche e scientifiche), riporta che la produzione di energia dda fonti rinnovabili ha un costo stimato per GW (dicesi GIGA WATT e intende un miliardo di watt unità di misura della potenza elettrica, così cominciamo ad erudirla), di 450 milioni di euro, senonchè questa produzione avviene “purtroppo” in una fascia di consumo MOLTO ELEVATA per il nostro paese, portando così ad una concorrenza più elevata dei nostri fornitori europei nella vendita di energia, con conseguente diminuzione del prezzo di acquisto che pare (uso il condizionale per non farla sentire a disagio rileggendo il NULLA di dati da lei prodotti) che porti ad un risparmio di 500 milioni di euro. Ops, un guadagno di 50 milioni di euro, chi lo avrebbe mai detto? E magari viene investito in quella vergognosa (quella si) fucina di aiuti e agevolazioni per pseudo giornali/giornalisti, che riescono solo a fare disinformazione nell’informazione. Palesando che siamo quasi a 5 GW di potenza installata, vorrei farle notare che, al netto di imposte IVA e lavoro che crea il settore (quisquille in un paese che è prossimo alla bancarottta), le rinnovabili producono circa 250 milioni di euro di utile a questo paese. Si tranquillizzi…per qualche anno ancora le permetteremo di prendere compensi per gli sproloqui che continua a proporre, magari riusciamo a pagarle un master per tenerla almeno informato ed eviitare di continuare a scrivere CAZZATE di REGIME come ha fatto con questo articolo.
    Tornando al “PIZZO”, beh non permetto a nessuno di darmi del disonesto, anche se indirettamente, e allora mi chiedo, la sua DISONESTA’ intellettuale nell’usare questa parola, deriverà forse dal fatto che il primo avvezzo a pagare “PIZZO” sia proprio lei, confermando quella famosa regola che recita che “i simili si riconoscono”? Come fatto per il DISonorevole dott. Vittorio Sgarbi, mi riservo di fare copia dell’articolo e di procedere a regolare denuncia presso le autorità giudiziarie e confido nel fatto che tanti miei colleghi facciano altrettanto, magari non servirà a nulla, ma almeno dovendo correre a destra e manca per la notifica delle querele non avrà poi così tanto tempo, e voglia, di continuare a scrivere bidoni.
    Tanto le era dovuto, i miei più SCORTESI saluti
    Domenico Troli.

  7. Lucio Scudiero scrive:

    Su Libertiamo.it sono sempre ben accetti commenti critici. Non gli insulti personali. Per disattenzione della redazione ne erano filtrati alcuni. Ci scusiamo con l’autore, confidando che certi lettori maleducati e non abituati al confronto rivolgano altrove la propria attenzione.

  8. Roberto scrive:

    @Daniele Venanzi @Massimo74 Il commento di Domenico Troli riassume in toto il mio pensiero, quindi non farò un doppione dello stesso. Aggiungo solamente che molti dimenticano facilmente ciò che non gli conviene ricordare e vedono del marcio dove marcio non c’è, oppure lo denunciano per secondi fini. Lei afferma che il mercato delle rinnovabili è drogato dagli incentivi: quando sono stati dati gli incentivi per cambiare i televisori (da tubo catodico a lcd o led), per i decoder del digitale terrestre, per i frigoriferi e congelatori (cercando di sostituire spugne energivore e contenenti gas dannosi per l’ozono), per le auto ecc… ecc… anche li ritiene che il mercato era drogato? Io direi che nei settori da me citati è stato inutile, in quanto finiti gli incentivi le vendite sono crollate e chi ne ha usufruito è stato solo ed esclusivamente chi aveva necessita di sostituire un elettrodomestico non funzionante e non per contribuire ad inquinare di meno. La cultura dell’uomo, generalizzando, è sperperare, consumare fregandosene di guardare a quale conseguenze porti domani una sua azione o scelta di oggi. Il concetto di risparmio legato alla casa non è stato recepito: case ecologiche, case attive, intelligenti, che producono più di ciò che consumano. Il fotovoltaico è solo uno dei componenti del mix energetico rinnovabile che possiamo applicare per la produzione di energia (affiancato da idroelettrico, geotermico, solare termico, solare a concentrazione/termodinamico). Dobbiamo cercare il più velocemente possibile di arrivare al 100% di produzione da tali fonti. Attualmente è necessario incentivare: far comprendere al più delle persone che l’investimento in tali forme di produzione elettrica non sono soldi buttati, ma al contrario un ritorno economico e di salute è molto più importante che non pagare gli attuali 3 euro al mese in bolletta. Credo che sia comunque accettabile anche se gli euro arrivassero a 15/20 al mese, dovuto ad una maggiore produzione da fonti rinnovabili e quindi maggiore incentivazione, anche perchè di conseguenza ci sarebbe un abbattimento del prezzo dell’energia (vedi commento del Sig. Troli), quindi il totale rimarrebbe invariato. Quando ognuno di noi sarà obbligato (spero presto) a rendere la propria casa ecosostenibile, anche senza incentivi, cosa direte?

  9. Buongiorno, non sono d’accordo sul metodo degli incentivi e però capisco che ci possono essere milioni di motivi diversi per proporli e non sto qui ad elencarli tutti. Invece non ho capito che cosa c’entri la mafia in questo discorso. Per tenere fuori la mafia da ogni appalto, occorrono ovviamente, delle regole ferree, non aggirabili in alcun modo, a prescindere dalla tipologia dei prodotti commercializzati. Non mi pare che abolendo gli incentivi alle energie pulite, la mafia scompaia di botto. Occorre ben altro per sconfiggerla! Non ho nemmeno capito cosa c’entri il marxismo con le energie rinnovabili e mi piacerebbe approfondire l’argomento. Io sono convinto che l’unico sistema per evitare che tutta l’umanità rimanga nelle classiche “braghe di tela” da un momento all’altro, è il risparmio a 360 gradi. Quindi ben vengano le energie rinnovabili, il telelavoro e tutto ciò che può servire a risparmiare soldi e tempi, che possono essere dedicati ad attività di vario genere. Poi, è vero che con gli incentivi mangiano un sacco di persone: dalle aziende che aumentano i prezzi, allo Stato che incassa più IVA…. magari ci mettiamo pure qualcuno che si becca la classica mazzetta per aver favorito la sua ditta… un esempio: i primi incentivi sui decoder erano del 50% pari a 75 euro (su 150). Io ho acquistato 2 decoder con i relativi cavi di antenna e scart, spendendo complessivamente 90 euro! Se la matematica non è un’opinione mi piacerebbe capire a quale pro la differenza?

  10. Domenico Troli scrive:

    censuriamo anche i commenti anticensura….sempre più i miei complimenti….

  11. Marianna Mascioletti scrive:

    Dottor Troli, ora anche basta, eh. Per favore. Di spazio alle sue incoerenti grida di censura e di denuncia, su un sito che manteniamo coi NOSTRI soldi e col NOSTRO lavoro, ne abbiamo concesso anche troppo. Se riuscisse a mantenere un livello superiore al “Mamma, Libertiamo mi censura” Le saremmo grati.

  12. Aki scrive:

    Ricordo a tutti che alle 18 “SOS RINNOVABILI” sarà in collegamento con i ragazzi de “I PAZZI SIETE VOI”: si parlerà del referendum sul nucleare e del futuro energetico. La diretta streaming è su http://www.ipazzisietevoi.org

  13. Gianluca M. scrive:

    Non entro nel merito del contenuto dell’articolo.
    Vorrei solo far notare come, secondo me, non sussistano assolutamente gli estremi della querela (per i casi di ipotetica calunnia o diffamazione si chiama così; la denuncia è un’altra cosa, avviene per i reati più gravi e non necessariamente presentata dalla parte offesa) per l’uso del virgolettato “pagare il pizzo”, paventata dal lettore Domenico Troli.
    E’ mio parere infatti che la locuzione usata nel titolo “pagare il pizzo alla retorica ambientalista” sia una chiara metafora; infatti se gli autori avessero voluto sottintendere l’esistenza di un reato avrebbero specificato “chi paga il pizzo a chi”; invece in questo caso non solo manca il soggetto ma addirittura il complemento di termine non è rappresentato da una persona o da un Ente bensì da un oggetto privo di rilevanza guridica (“retorica ambientalista”); appare perciò evidente che non è sottinteso alcun reale pagamento in denaro o in altro modo e che per “pagare il pizzo” si intenda “pagare dazio” (del resto anche dazio, se ben guardate, letteralmente significherebbe “imposta sui consumi” ma usata in un contesto mtefaorico il significato ne viene stravolto). Ma scusate, quando si sentono dire frasi metaforiche tipo “Tal de’ Tali ha stuprato la Costituzione” si intende forse dire che Tal de’ Tali è un violentatore carnale ???? O se dico che sto spostando il mirino su Caio, Caio potrebbe accusarmi di tentato omicidio ???? Ma dai su….

  14. Rodolfo scrive:

    Signor Troli, lei è bravissimo a sparare dati e cifre finto colte. Purtroppo per lei, a volte per di quan passa anche qualcuno che nel mondo dell’energia ci lavora, e quindi stavolta ha sbattuto malissimo, perchè di boiate io ne leggo a bizzeffe, ma non certo nell’articolo.

    Per prima cosa Lei parla di un costo al GW di potenza, cioè di una unità di misura assolutamente insignificante, poichè quello che lei va ad acquistare non è la potenza installata ma l’energia che tali impianti hanno prodotto. Ed ecco quindi che a fronte di 6-7 mila ore di produzione annua di un impianto standard, ci troviamo a confrontarci con le 1300 ore di produzione del fotovoltaico e le 1000 ore dell’eolico.
    Ergo, qui c’è qualcuno che bara sperando che gli altri non se ne accorgano.

    Quando poi passa al conto dei posti di lavoro prodotti, si sfiora il ridicolo. Probabilmente avrà sentito dire che quando si fa un bilancio, qualsiasi ne sia l’oggetto, è prassi mettere in una colonna gli attivi e nell’altra i passivi. Orbene, lei mi cita le centinaia di milgiaia di posti di lavoro “creati” dalla bolla delle rinnovabili.
    Dimentica però che quei posti sono finanziati da una addizionale che si paga in bolletta, come correttamente detto dalla stessa AEEG.
    Tale addizionale nell’azienda che ho di fronte a casa, senza dovermi sforzare troppo, equivale (parliamo di una media impresa con 100 dipendenti) a circa 300.000 Euro l’anno. Ovvero allo stipendio di 10-12 operai.
    Ergo, mantenendo invariato il bilancio, questa impresa potrebbe assumere 10 operai, aumentare a parità di costiu la produzione, abbassare il prezzo del prodotto e onquistare quote di mercato, magari all’estero chissà.
    Mi dica, Troli, i 10 posti di lavoro perso solo in UNA fabbrica li avete messi a bilancio?
    Il fatto che si tolgano dai 10 ai 50 Euro a famiglia l’anno, con conseguente abbassamento dei consumi, con conseguente aumento della disoccupazione, l’avete messo nel bilancio?
    Il fatto che questa che è di fatto una imposta NON PROGRESSIVA pesi proprio sulle famiglie più numerose, e vada a togliere i soldi alla vecchietta che fa la lavatrice per metterli nelle tasche di chi ha in tasca 500.000 Euro per tappezzare il proprio terreno di pannelli, come mai vi dimenticate sempre di dirlo?
    Del fatto che la stragrande maggioranza dei pannelli (e delle turbine) venga prodotto all’estero, e che quindi incentivare le rinnovabili in Italia ha lo stesso buon senso di un eventuale incentivo tedesco al grana padano, vogliamo parlarne?

    Lei ha snocciolato degli pseudodati, incompleti, inesatti, faziosi e fuorvianti. Io mi auguro solo che questo non sia il metodo con cui tiene la contabilità in casa. In caso contrario, le do il mio IBAN, così potrà stimolare l’economia mandandomi i suoi soldi.

  15. Daniele Venanzi scrive:

    Mi si è dato dell’ignorante e dell’impreparato. Eppure i dati non sono i numeri che ho giocato al lotto, nè tanto meno li ho sognato questa notte; no, sono semplicemente i dati ufficiali fornitici dall’authority

  16. filipporiccio scrive:

    Sono pienamente d’accordo con l’articolo. I numeri sono più o meno quelli, poi si può disquisire sulle cifre ma l’ordine di grandezza non si può contestare, come non si può contestare che il “boom delle rinnovabili” dal punto di vista economico c’è solo grazie stato che paga per far scavare buche e ricoprirle. Purtroppo la dimensione di questi incentivi ha raggiunto livelli tali da cominciare a danneggiare seriamente l’economia, ed è per questo che, nonostante tagliarli generi proteste e campagne da parte di chi oggi vive contando sul sussidio pubblico, gli stati sono costretti a ridimensionarli.
    Purtroppo l’ideologia ambientalista è dominante, e ne subiremo gravi conseguenze nel XXI secolo.

  17. MeteoGeek scrive:

    Buongiorno,
    Forse la parola “pizzo” è un po’ forte, ma l’articolo di Venanzi è assolutamente condivisibile e compatibile con quanto ormai vanno dicendo sempre più economisti. Bisogna dirlo: se dobbiamo seguire le rinnovabili solo per una becera moda ambientalista, va bene. Ma diciamolo apertamente. Di certo non è nè per la loro economicità nè per salvare l’ambiente, visto che pongono più problemi di quanti ne risolvano.

    Saluti,
    MG

  18. Roberto scrive:

    Gli ultimi commenti fanno letteralmente cadere le braccia. Sono rimasto allibito da quante parole senza senso avete scritto. Daniele Venanzi (spero posso permettermi il tu), hai usato dati “veri” per raccontare una storia falsa o comunque costruita ad arte per far vedere il PV e le rinnovabili in genere, come la bestia, il male da combattere. Chi fa innalzare il costo della nostra bolletta elettrica non sono certo gli incentivi. Ricordo ancora una volta che una famiglia in media paga 36 euro l’anno di incentivi. Con i tanti impianti (spero) che si andranno ad installare, si arriverà intorno alle 120 euro all’anno (per 20 anni): 10 euro al mese. Contemporaneamente il costo della componente elettrica scenderà grazie alle rinnovabili ed è un dato di fatto (pareggiando, o quasi, il costo degli incentivi). Ma quanti euro paghiamo per incentivare le cosiddette fonti assimilate, il decommissioning delle nostre centrali nucleari chiuse 24 anni fa, la gestione e stoccaggio delle scorie nucleari, assurde tasse varie??? Chi cerca di gettare fango sulle rinnovabili e mente sapendo di mentire, o peggio è davvero così cieco da non vedere la verità, inizi a documentarsi o taccia. Infine, cari signori, non guardate solo ed esclusivamente al portafogli: volete screditare il PV e le rinnovabili perchè attualmente sono incentivate o perchè credete davvero che l’unica soluzione sia il nucleare? Quest’ultima la credete davvero una fonte di produzione economica? Vi lascio un testo, tanto per farvi riflettere su cosa stiamo pagando e a chi: http://www.educambiente.tv/Cip6.html

  19. Roberto scrive:

    http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_27/precari-atomo-libro-jacomella_d13dd662-889d-11e0-9f3b-7863374fa955.shtml

    I precari nelle centrali? Gente che il giorno prima magari faceva le pulizie in un ufficio, l’indomani manipola prodotti nucleari? Ma dove siamo arrivati? Da pazzi.

  20. Jean Paul scrive:

    Si potrebbe discutere molto sulla miopia delle teorie keynesiane e pure sull’illusione che in Italia il mercato sia libero, ma dal punto di vista energetico, visto che secondo lei l’abbondanza di risorse è un mito marxista ha ragione a essere contrario al fotovoltaico, perchè sappiamo tutti che era Marx che diceva che il sole splende sempre e per tutti. Mi chiedo come dobbiamo fare per produrre energia da ora in poi, dobbiamo continuare ad usare per la quasi totalità del nostro fabbisogno la risorsa meno marxista (in quanto più limitata) in circolazione? Il libero mercato non dev’essere un dogma: è chiaro che in questo caso il singolo fa quello che più gli conviene e questo va nella direzione opposta a quella razionale in senso collettivo, dev’essere lo Stato a governare e indirizzare per far raggiungere quegli obbiettivi ambientali per i quali l’Italia si è impegnata.
    Comunque per fortuna Della Vedova non la pensa come Venanzi e ha presentato questa mozione per chiedere una politica di incentivazione al fotovoltaico:
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=36625&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27+|+%27CAMERA%27

  21. bischerotto scrive:

    improduttivo un settore che ci dà energia da fonte gratuita? scusa, ma secondo me sei disinformato quanto e più degli ambientalioti che terrorizzano con l’atomo cattivo e il profitto privato negli appalti pubblici

  22. Marco scrive:

    Purtroppo sono un normale ingegnere (lavoro nel settore delle energie rinnovabili) non un economista quindi posso fare considerazioni non correttissime ma penso che molto probabilmente i costi “globali” della produzione da fossile (gas, metano, carbone) siano sottostimati non considerando le esternalità negative ambientali e i rischi di blocco “geopolitico” delle forniture.
    Detto questo ammesso e non concesso che il quadro delle incentivazioni fosse troppo oneroso (o addirittura insostenibile come dicono alcuni…) vi pare ammissibile un cambio in corsa con provvedimenti retroattivi come è stato fatto da questo governo?

    (Ps chi finanzierà mai un nucleare in un paese in cui la politica fa cambiare quadri di incentivazioni a seconda del momento e della convenienza come ha insegnato agli investtori stranieri questo precedente? Se pensate che il nucleare possa reggersi senza incentivazioni siete assolutamente fuori strada..)

  23. Marco scrive:

    Scusate per il doppio post ma aggiungo che giudico anche io offensivo il termine “pizzo” che rimanda a scenari quanto meno non limpidi collegati al nostro settore….
    Cordiali saluti.

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