Internet può creare rivoluzioni, ma anche lavoro

– Al recente seminario di Libertiamo tenutosi a Pescara, tra i diversi interventi, tutti di rilievo, si è distinto per originalità quello di Mikaela Bandini, cittadina sudafricana che si autodefinisce urban blogger e che, nella riscoperta delle sue origini italiane, ha saputo creare business nel meridione d’Italia attraverso internet.

 Mikaela gestisce a Matera, assieme a un gruppo di donne, un sito web, www.viaggidiarchitettura.it, tour operator virtuale specializzato in itinerari dedicati agli addetti ai lavori, ma anche ad appassionati del mondo dell’architettura, del design e della creatività, che oggi conta 50 itinerari nel mondo.
 Altri suoi progetti web comprendono www.sassiweb.it, tradotto in cinque lingue, attualmente il portale più visitato in Basilicata, e www.urbanitaly.it, il blog-guida disponibile solo in inglese con consigli sull’Italia dei luoghi non comuni.

Cuore dell’intervento di Mikaela era sottolineare come, in un contesto in cui le carenze infrastrutturali sono un ostacolo, il web può costituire uno strumento per superarle e creare occasioni di lavoro con sicure ricadute sul territorio. Mikaela ha ragione da vendere.

Dopo il rapporto “Fattore Internet” (elaborato dal Boston Consulting Group su commissione di Google), volto a individuare l’attuale impatto di Internet sull’economia italiana e le prospettive di crescita dell’Internet economy, negli ultimi giorni è stato pubblicato uno studio commissionato a McKinsey in cui viene misurato l’impatto di internet sul prodotto interno lordo globale, pari alla considerevole cifra del 3,4% del Pil dei 13 Paesi considerati (quelli del G-8 più Cina, India, Brasile, Svezia e Corea del Sud). La parte del leone la fa la Svezia, dove sul web viaggia ormai il 6,3% del Pil, fanalino di coda è la Russia con appena lo 0,8%, ma l’Italia è terzultima con  solo l’1,7%. I dati sono relativi al 2009 e c’è da ritenere che non possano che crescere per il futuro.

Naturalmente il successo svedese dipende dalla capacità del governo di spingere la conoscenza e l’utilizzo di internet nelle scuole, nelle aziende di piccola dimensione, nella società in generale. La classe dirigente svedese (seguita dagli inglesi) dimostra di avere compreso appieno la forza di internet e la sua dimensione economico-sociale.  Nel rapporto non emergono dati sulla qualità della rete, ma va da sé che a tanto utilizzo corrisponda altrettanta efficienza tecnica.

Il dato più importante, tuttavia, è che – sempre dallo stesso rapporto – emerge che, contrariamente a quanto si possa credere, per ogni posto di lavoro effettivamente perso internet ne produce 2,5 e le PMI che hanno creduto nel web generalmente hanno raddoppiato il fatturato. Internet, dunque, è uno strumento le cui potenzialità sono sfruttate ancora solo in minima parte e il contesto economico italiano, fatto principalmente da piccole medie imprese che faticano ad aggregarsi, pare proprio rappresentare quel terreno fertile attraverso il quale il web può fare la differenza. Soprattutto al meridione, dove alla cronica e atavica carenza di infrastrutture si sovrappone una burocrazia invadente oltre ai noti problemi “ambientali”.

La diffusione di internet in Italia, tuttavia, è ancora sotto la media europea, mentre un dato incoraggiante è che si va attenuando la differenza tra nord e sud, con quest’ultimo in lenta ma costante ripresa.
L’esperienza e il messaggio di Mikaela sono un’importante testimonianza che il seminario di Pescara ha consentito di conoscere e la cui memoria è importante conservare. Peccato che (se non ricordo male) del suo gruppo di donne nessuna sia italiana, nonostante siano passati più di dieci anni dal famoso proclama di berlusconiana memoria della tripla i (internet, inglese, impresa).

L’intervento di Mikaela Bandini è riascoltabile qui, nell’ambito del seminario “Sud e spirito d’impresa”


Autore: Francesco Valsecchi

Nato a Roma da famiglia valtellinese nel 1964, avvocato, docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, è stato, tra i vari incarichi, componente della Commissione di studio per la riforma del processo civile e consigliere di amministrazione di Poste Italiane S.p.A. e di ENEL S.p.A.. Ha scritto “Il popolo della Lega" (Marietti 1820) e “Poste Italiane, una sfida fra tradizione e innovazione" (Sperling & Kupfer).

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