Tasse, se le conosci le eviti. Anche i candidati alle amministrative lo fanno

– Quelle di domenica e lunedì prossimi sono le prime elezioni amministrative che si tengono dopo l’approvazione dei decreti legislativi sul federalismo municipale.

Certo, la riforma federale è lungi dall’esser compiuta, tanto che il Governo deve ora chiedere al Parlamento una proroga della delega conferitagli nel 2009 per aggiungere gli ultimi tasselli del federalismo fiscale.

Tuttavia, ci si poteva attendere una maggior centralità della questione fiscale nella campagna elettorale di queste settimane. Invece, si è parlato di tutt’altro. Nella migliore delle ipotesi si è dibattuta la valenza nazionale dell’esito elettorale, per altro ribadita ieri dal premier. Nel peggiore dei casi, si è preferito usare la stoccata finale per rivolgere ingiurie personali rivolte all’avversario, come è accaduto a Milano, tra la Moratti e Pisapia. Il colpo basso inferto davanti alle telecamere, l’accusa, per altro infondata, di aver rubato un’auto e di esser stato condannato per il medesimo reato fa rimpiangere la fiorettata con cui Berlusconi ha chiuso la campagna elettorale nel 2006, quando davanti alle telecamere ha promesso l’abolizione dell’ICI.

Le giunte che si formeranno fra qualche settimana che ne faranno dei soldi che i comuni ricovereranno dalle compartecipazioni all’IVA e alla cedolare secca sugli affitti? Quale dei candidati presentatisi ha proposto di ridurre l’addizionale IRPEF che grava sui propri concittadini? Chi si è impegnato a non istituire l’imposta di scopo che il decreto sul federalismo fiscale consente, ma non obbliga i comuni ad esigere dai propri cittadini?

Chi vincerà le prossime elezioni sarà chiamato a disciplinare l’imposta municipale propria, che sostituirà l’ICI entro il 2014. Chi si è impegnato, nel corso di queste settimane, a fissare l’imposta municipale propria all’aliquota più bassa applicabile, ossia allo 0.46% del valore dell’immobile? Chi si è impegnato a combattere gli strascichi della crisi con uno sconto fiscale sull’imposta municipale propria e secondaria per le imprese, in modo da rilanciare un’economia in crisi?

Il federalismo fiscale che sta prendendo forma non è la rivoluzione attesa, ma dovrebbe spingere gli amministratori locali a misurarsi, sin dai primi giorni, con le leve che avranno a disposizione.ConfContribuenti e il Tea Party Italia hanno sollecitato qualche risposta da parte dei candidati su questi temi. Un’iniziativa rivelatasi utile a smuovere in alcune realtà il dibattito politico.

Sono circa quaranta i candidati a sindaco e consiglieri, di diversa appartenenza politica e luogo di elezione, ad aver firmato l’impegno a difesa dei contribuenti  sottoposto alla loro attenzione.

Con la sottoscrizione hanno dichiarato di fronte alle associazioni-testimoni, come nella migliore tradizione americana, la promessa di perseguire la parità di bilancio, di ridurre la spesa pubblica e di mantenere o portare il livello di tassazione ai livelli minimi consentiti dalla legge.

In alcune piazze, come a Latina e a Milano, l’iniziativa è stata portata dinanzi ad un più ampio dibattito pubblico. Nel capoluogo milanese, dove hanno sottoscritto l’impegno solo alcuni candidati, il convegno tenutosi venerdì 6 maggio è stata l’occasione per discutere anche di privatizzazioni e tagli agli sprechi, argomenti non sempre comodi ai candidati a caccia di consensi. Un argomento, quest’ultimo, utile a sondare la convinzione e la credibilità degli impegni a difesa del contribuente.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

2 Responses to “Tasse, se le conosci le eviti. Anche i candidati alle amministrative lo fanno”

  1. Io in questi ultimi anni ho capito una cosa: se le cose in Italia non cambiano, fare l’evasore fiscale è diventato legittima difesa. Io non posso, ma s e potessi lo farei. Se mi sbaglio, vi prego, ditemi perchè. Saluti, michelericciardi.mr@gmail.com

  2. libertyfighter scrive:

    L’EVASIONE FISCALE
    è sempre legittima difesa.
    Complimenti Diego. Articolo molto buono!

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