Berlusconi, nessuno e centomila

di CARMELO PALMA – Se si guarda ai fondamentali di una campagna elettorale che il Cav. ha provveduto a ripulire di ogni contenuto politico, per trasformarla nella prosecuzione con altri mezzi della guerra all’Italia non berlusconiana, non dovremmo pensare e neppure sperare che lunedì sera ci attenda una sorpresa.

L’Italia percorsa in lungo e in largo, via terra e via etere, da uno che la governa da dieci anni e continua ad arringarla come se parlasse dall’opposizione (o dall’esilio) è oggi – a tutti gli effetti – berlusconiana. Il berlusconismo non è più un’opzione elettorale, ma un principio dell’ordine politico nazionale, a cui gli avversari e gli alleati sono stati costretti ad adeguarsi.

Per identità o per differenza, tutti sono tenuti a fare i conti con un’eccezione che si è fatta regola più che regime, senso comune prima che potere. Berlusconiana è la narrazione, che legittima le parole proibite e bandisce con spavalderia le ipocrisie e le buone maniere della retorica primo-repubblicana. Berlusconiana, in un senso più antropologico che politico, è l’identità “costituzionale” del Paese e la linea delle sue divisioni civili.

Il berlusconismo tutto chiacchiere e distintivo è screditato, ma non indebolito, politicamente disarmato rispetto alle sfide del governo, ma perfino consolidato in termini sociali. La sua presa sull’opinione pubblica non dipende solo dal controllo dei media, ma dalla natura del messaggio. Che è meramente mimetico e quindi impolitico. Abusivo tra gli abusivo, napoletano tra i napoletani, leghista tra leghisti,  Berlusconi è centomila e nessuno, ma non può essere “uno”.  Lui è come tutti, ma nessuno è come lui.

Con Berlusconi non è la rappresentazione, ma la realtà della politica a farsi pirandelliana, a confondersi nelle maschere del personaggio. E in questo “pirandellismo di natura” – come direbbe Sciascia – Berlusconi, abbandonando le ambizioni del riformatore e rivestendo quelle del primattore, ha scoperto la pietra filosofale e il segreto del successo. E da qui che lunedì – comunque vada il voto – bisognerà ripartire. Perché Berlusconi presto passerà, questo berlusconismo in cerca d’autore non così rapidamente.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

4 Responses to “Berlusconi, nessuno e centomila”

  1. teco porti lo specchio di Narciso? Questo è piombato vetro, o mascheraio. Aggiusta le tue maschere al tuo viso ma pensa che sei vetro contro acciaio

  2. Paolo Luchessa scrive:

    Complimenti Vittorio, la quartina é ignota ai piú (si trova iscritta a piombo su di uno specchio nella Sacristia -sala di attesa- della Prioria D’Annunziana al Vittoriale). La fece preparare il Poeta per la 2a visita di Benito Mussolini e lí lo tenne, ca. 3/4 di ora, in attesa davanti al “piombato vetro”. Mussolini abbozzó perché il Poeta era oramai diventato monumento di se’ stesso ed era meglio non averlo contro. Detto questo non mi é chiaro chi porterebbe lo specchio di Narciso e chi sarebbe l’acciaio. Carmelo Palma mascheraio? Ma va la’ é solo ossessionato da Berlusconi, come il Gianvermo, il Pierbiscio, il Leléin, Spezzabaffo etc. etc. Ancora non hanno capito che fino a quando l’alternativa sará rappresentata da loro…….meno male che Silvio c’é. Poi ci si puó consolare dicendo……perché ha i soldi……perché ha le televisioni…..perché il 50% degli italiani sono brutti, sporchi e ignoranti. In effetti non ha avversari e quel 50% di italiani brutti, sporchi ed ignoranti, tra il Berlusca ed il vuoto assoluto preferisce il Berlusca. Brutti, sporchi, ignoranti ma pragmatici.

    Io comunque, nel caso non si fosse capito come la penso, voteró alla sezione 770 di Mi Moratti Sindaco, PdL Partito, Berlusconi Consigliere.

    Cordialitá ed ancora complimenti a Vittorio

    Paolo Luchessa – Milano

  3. Antonino scrive:

    Mi scui Sig. Luchessa, ma il pragmatismo quale sarebbe? Quello di offendere quotidianamente i magistrati e le istitutzioni? Appoggiare il rozzismo/razzismo dei leghisti? Proclamarsi liberali per poi comportarsi totalmente all`opposto? Dichiararsi antipolitico e poi trarre grosso vantaggio da essa per il proprio tornaconto e quello degli amici (a spese nostre naturalmente)? Questo al massimo e`una libera e comoda interpretazione dello stesso.

    Cordiali saluti

  4. Nessun tono polemico nella mia citazione ricordavo solo come le molte maschere siano una caratteristica di alcuni uomini politici di primo piano. Sono d’accordo in generale con l’analisi di Carmelo Palma, anche se questo pirandellismo non sarebbe negativo in sé, ma lo diventa quando si limita a proclami roboanti a cui poi non segue nulla. Un esempio per tutti il discorso “io sono lampedusano” di SB, sembra la caricatura grottesca di quello “ich bin berliner” di JFK.

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