Silvio Bin-Lusconi e il vento sardo-maghrebino della rivoluzione per la Libertà

– Come la defunta e non compianta guida jihadista continua a vivere (e lottare) nella dimensione video-mediatica, sì attentamente costruita ed efficacemente propagandata, così il leader della italica crociata contro il “cancro” nelle sue giursiprudenziali, istituzionali, elettoral-democratiche articolazioni si mantiene politicamente in vita grazie ai tubi catodici che ne forniscono l’ormai solo artificiale nutrimento elettorale.

Dopo aver dispensato stipendi governativi ad una pattuglia di arditi e responsabilissimi venduti, ed annunciato un decreto-legge ad hoc grazie al quale arrivare al prodigioso risultato di aumentare il numero di posti e stipendi con cui soddisfare le “legittime esigenze” dei parlamentari che gli hanno dato fiducia – fiduciosi, appunto, che un posto per loro al tavolo dell’esecutivo sarebbe certamente stato aggiunto – a Milano, Silvio Bin Lusconi, il leader del partito più coerentemente liberale che il sistema politico occidentale abbia mai conosciuto, ri-ri-ri-ri-annuncia la riduzione dei costi della politica, cioè il taglio del numero dei parlamentari. E che, ragazzi, mica vi scandalizzerete!

L’altra sera ad Annozero il movimento sardo degli artigiani e commercianti liberi ha mostrato in che direzione intenda spirare il (vero) vento della libertà: la deposizione dello Stato criminale che espropria dei guadagni legittimi, degli averi sì difficilmente conquistati. In una parola, della libertà.
Non pietivano aiuti di Stato, quei combattenti-resistenti: allo Stato – a questo meschino, patologico, violento coacervo di abuso e dispotismo – semplicemente dichiaravano guerra. È il vento del Maghreb – dicevano ai microfoni di Santoro. Lo dicevano a Bersani al quale ricordavano come a volere gli studi di settore e farne un’arma contro i lavoratori liberi fosse stato proprio lui; e lo dicevano all’altro coté psico-politico dell’arco parlamentare, quello maggioritario, sin qui intensamente impegnato nel quanto mai arduo compito di concimare la cancrena fiscal-poliziesca italiota, in modo da poter continuare nel cazzeggio para-terapeutico di tremontiana ispirazione, nella speranza, ovviamente, che nel frattempo il paziente non schianti.

Il paziente, però, potrebbe, prima di schiantare, ribellarsi. E le forme di resistenza – da pacifiche e pazientemente civili – potrebbero finire con il tracimare, e farsi rivoluzionarie. La rivoluzione liberale fatta da rivoluzionari  anarchicamente motivati dall’obiettivo di rimuovere l’oppressore politico-statuale. Altro che via giudiziaria alla soppressione del mostro arcoriano. Il vento sardo (come quello che già da tempo aziona le pale libertarie di Giorgio Fidenato) potrebbe travolgere gli zimbelli della il(libertà) al potere, sconquassarne la posa posticcia, sconfiggerne la soverchia megalomania alla quale già da tempo, e con sempre più insopportabile arroganza, hanno subordinato l’essenziale democratico: la dignità del cittadino libero.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

One Response to “Silvio Bin-Lusconi e il vento sardo-maghrebino della rivoluzione per la Libertà”

  1. enzo51 scrive:

    Mi pare che proprio da questo sito io abbia più volte paventato ciò che sta maturando ,e da più parti del paese,e cioè la rivoluzione non solo culturale ,tanto amata dai maitre a’ penser ma quella vera che spazzerà tutto quello che è ignobile e perveso in questo traumatizzato e sventurato Paese!

    Già i giovani,precari e senza futuro,hanno dimostrato coscienza civile e determinazione nel dare uno scossone a questi nostri dormienti parlamentari con l’ultimo Happening di qualche mese fa: adesso si incardinano anche le”pantere grige” anch’esse precarizzate che,saldandosi con questa energica e salutare ribelle gioventù faranno sicuramente se non impaurire, sicuramente preoccupare chi ancora gigioneggia con i destini di noi tutti.

    Fateci un fischio attraverso il web e siamo con voi!!!

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