Dopo l’Equitalia Day, sia Fini a parlare di questione fiscale

– Vi è in Italia un disagio diffuso per quel che concerne gli adempimenti fiscali, il sistema dei controlli e la giustizia tributaria. All’elevato carico fiscale su lavoratori e imprese si aggiunge la schizofrenia di un’amministrazione tributaria poco amichevole nei confronti del contribuente, a causa di una mentalità burocratica non orientata al soddisfacimento dei cittadini-utenti e di un impianto normativo che aggiunge complessità a complessità.

Con il suo pacchetto di proposte “anti-oppressione fiscale”, oggetto di una serie di manifestazioni organizzate ieri davanti alle sedi provinciali di Equitalia, Futuro e Libertà prova a riproporre sul tavolo della politica italiana la questione fiscale. Nonostante l’indifferenza mostrata da giornali e tv per l’iniziativa, è molto opportuno che il tema resti in cima all’agenda del partito, perché consente di parlare ad un’opinione pubblica ampia e variegata, delusa dalle inevase promesse berlusconiane di riduzione delle tasse e quotidianamente asfissiata dalla rapacità del fisco.
A questo punto, perché la posizione di FLI “emerga” sui mezzi d’informazione e arrivi al grosso dell’opinione pubblica, è auspicabile che sia Gianfranco Fini a parlarne espressamente. Nella “narrazione” politica che Berlusconi usa fare da quando il partito finiano ha abbandonato la maggioranza di governo, il presidente della Camera è descritto come colui che ha ostacolato le possibilità di una riforma di alleggerimento dello Stato nell’economia italiana. Non è vero, come molte delle cose che Berlusconi blatera, ma le sue parole continuano ad alimentare una robusta diffidenza nei confronti di Fini.

D’altronde, il “meno tasse” non è mai stato un elemento fondante del bagaglio politico di quella destra nazionale da cui Fini e la gran parte degli esponenti di Futuro e Libertà provengono. Nonostante la credibilità che sul tema possono offrire personalità di formazione economica come Mario Baldassarri o Benedetto Della Vedova (o l’attivismo di Enzo Raisi o le tante volte che Italo Bocchino denuncia l’incapacità di questa maggioranza di dar corso alla promessa elettorale di ridurre la pressione fiscale sotto il 40 per cento), nell’immaginario collettivo la percezione di FLI come forza impegnata per la riduzione della pressione fiscale è ancora piuttosto debole.

Per dare quindi contenuto al tentativo di costruire una credibile prospettiva politica repubblicana, la questione fiscale deve divenire un cardine della piattaforma programmatica di Gianfranco Fini. Quante tasse si pagano, quanto è complicato pagarle e quanto invasivo e poco garantista per i contribuenti onesti è l’impianto dei controlli: parli di questo, Gianfranco Fini. Avrà un’arma in più per la caccia grossa a quell’elettorato moderato cui Futuro e Libertà punta, alle amministrative ma soprattutto dopo, quando in ballo ci sarà il governo del paese.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

5 Responses to “Dopo l’Equitalia Day, sia Fini a parlare di questione fiscale”

  1. meglio tardi che mai(ma il pdl non si è mosso per niente). sono d’accordo con l’iniziativa e il mio blog http://www.marlai.ilcannocchiale.it si è in tema particolarmente distinto. tra il silenzio e l’ottusaggine dello schieramento di appartenenza e dell’informazione. aggiungo anche il tuo articolo al mio post di oggi.
    mario nanni

  2. Benedetto Della Vedova seppe già negli anni Novanta proporre una svolta liberista al Partito Radicale, che secondo me non a caso si stabilizzò sopra il tre per cento dei consensi (ovvero al suo massimo storico, eccezion fatta per il boom del ’99). Oggi Libertiamo dimostra di poter essere la chiave di una nuova svolta, in questo caso di FLI. Secondo me, insistere in questa direzione pagherà in termini elettorali e politici, perché ci si rivolge a un pezzo di società che non credo sia oggi politicamente rappresentata in maniera adeguata.

  3. Pietro M. scrive:

    Il posizionamento di FLI nell’elettorato moderato si gioca su prese di posizione chiare come questa, purtroppo non se ne sono viste moltissime, e il dubbio che Libertiamo sia solo una piccola corrente di un partito senza un’identità, un programma, e una strategia politici, e con una nozione confusa del liberalismo, è molto frequente. Tutto si può dire tranne che FLI e Fini si siano impegnati a fondo per risolvere il problema.

  4. enzo51 scrive:

    Qualsiasi richiesta fiscale sarà accettata sempre e comunque qualora si ponesse il cittadino nelle in condizioni tali da poterla onorare.

    Colpire i furbi e che,pur potendo,evadono, sarebbe già un buon inizio.

    Molti onesti cittadini,purtroppo,all’attualità sono impossibilitati a pagare i vari balzelli perchè la forbice della povertà si è allargata in modo impressionante: non solo precarie le giovani generazioni ma anche la generazione degli anta sta subendo abbondantemente la precarietà elevata ormai a sistema.

    Equitalia si sta dimostrando vampira nei confronti dei tanti che,con oggettive difficoltà nel pagare il dovuto – multe,versamenti agli Enti ecc.- vengono vessati e intimoriti con il blocco dei propri mezzi di locomozione o,addirittura, assurdità nell’assurdità, con ipoteche sui beni di proprietà con coseguente vendita all’asta.

    Gli attuali redditi della maggior parte degli Italiani non consentono di poter onorare al meglio gli impegni nei confronti del Fisco; è ovvio che da questa disamina sono esclusi i tanti che potendo non pagano e i grandi che,quando si sentono più furbi degli altri,trasferiscono i loro beni all’estero.

    Il tartassato alla fonte,per sopravvivere ,è costretto ad inventarsi tanti escamotage nei confronti del fisco.

    Non è bello nè corretto ma purtroppo è così!

  5. gianpaolo@liberista scrive:

    Scusate ma allora quest’affermazione fatta da fini poco tempo fa??
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1048811/fini-credere-a-taglio-tasse-e-come-credere-a-babbo-natale.aspx

    “Chi crede di poter ridurre la pressione fiscale crede a babbo natale”, e adesso gli chiedete di chiedere il contrario??
    Io ho molta stima in Piercamillo, Carmelo e Benedetto, ma non in Fini,mi spiace!!!E i suoi co,mportamenti lo dimostrano….

    Buona giornata a tutti

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