La Lega ha ragione. Sulla Libia ci sono novità. Quindi è bene che il Parlamento ne discuta

– L’impegno dei “giuristi” della maggioranza – abbandonati per qualche giorno i fronti processuali del premier – sembra adesso volto a dimostrare che una nuova deliberazione parlamentare sulla partecipazione italiana alla missione militare alleata, a protezione della popolazione civile in Libia, sarebbe preclusa, dal punto di vista regolamentare, dalle mozioni già approvate dal Parlamento lo scorso 24 marzo.

La logica dell’obiezione è, grossomodo, la seguente: visto che il Parlamento ha già autorizzato la partecipazione italiana alla missione militare della Nato e visto che la Risoluzione 1973/2011 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizza ogni forma di intervento, ad esclusione di quello di terra, allora l’Italia può utilizzare i suoi missili contro gli obiettivi militari del regime libico, senza bisogno di ulteriori autorizzazioni parlamentari.

E’ fin troppo evidente che in questo modo si vorrebbe che la legittimità (secondo il diritto internazionale) delle “azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico” (secondo la formula utilizzata da Palazzo Chigi, dopo la telefonata tra Berlusconi e Obama, per spiegare l’upgrade dell’impegno militare italiano) comportasse l’illegittimità (secondo il Regolamento della Camera) di una deliberazione parlamentare che confermasse e precisasse i ‘nuovi’ termini della partecipazione italiana alla missione Nato.

Detto in altri termini, l’aver avallato la partecipazione italiana nell’ambito del mandato Onu non priva affatto il Parlamento della possibilità di deliberare circa gli accordi che il nostro Paese assume, nell’ambito della Nato, sulle modalità di impiego dei mezzi militari italiani.

Se dunque l’obiezione del PdL dal punto di vista giuridico-istituzionale appare chiaramente infondata, dal punto di vista politico appare francamente risibile.

La Lega non ha condiviso la scelta di accrescere l’impegno operativo dell’aviazione militare italiana. Berlusconi si dice dispiaciuto di non avere consultato Bossi prima di assumere questa nuova decisione, che cambia evidentemente i termini politici e militari dell’impegno italiano. Ma Cicchitto vorrebbe spiegare che consultare sul tema il Parlamento sarebbe non solo inopportuno, ma perfino illegittimo. Con Umberto, occorreva parlare prima. Il Parlamento, invece, non bisogna ascoltarlo, neppure dopo.

Il fatto che anche sui temi della politica internazionale il PdL affidi la propria sopravvivenza politica ad escamotage giuridico-formali dà la misura non solo delle difficoltà in cui si trova, ma anche della qualità, assai scadente, della risposte che è in grado di fornire agli interrogativi che gli vengono rivolti non da fuori, ma da dentro la maggioranza.

La Lega fa la voce grossa, ma il PdL, anziché replicare al suo alleato, continua a spiegare che la verifica parlamentare della tenuta della maggioranza sui temi della politica estera sarebbe istituzionalmente “scorretta”. Da ridere. O da non credere.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “La Lega ha ragione. Sulla Libia ci sono novità. Quindi è bene che il Parlamento ne discuta”

  1. Matteo scrive:

    Alla fine sicuramente la Lega voterà con il governo. Tuto sta a capire cosa ci costerà questo voto, cosa chiedono in cambio e cosa Berlusconi concederà alla Lega per mandare ancora avanti l’agonia di questo governo.

  2. creonte scrive:

    ricordiamoci di come a inizio intervento un soldato che aveva parlato di bombardare era stato rimosso…. e allora sono loro stessi che hanno interpretato così il loro mandato parlamentare, non noi.

  3. Per alcuni potrebb’essere anche una buona notizia (evvai!), per me è un crimine, e tale resta, che anche l’Italia avrà sulla sua coscienza. da Il Corriere della Sera: “Raid Nato, ucciso figlio di Gheddafi “. Sono disgustato, impressionato e schifato insieme al massimo livello, che la storia, datata o recente, non ci abbia insegnato proprio niente. Vorrei sapere in base a quale sentenza passata in giudicato, e in nome di quale corte internazionale di giustizia, di quale giudice, di quale risoluzione Onu andiamo sui cieli altrui, sulle città altrui, su stati sovrani altrui a distruggere porti e città e perfino uccidere persone. Questa Europa, con questo volto aggressivo, irragionevole e irresponsabile si sta rivelando un vero disastro, una vera minaccia alla pace mondiale. Resto tuttavia fiducioso che giustizia internazionale si sveglierà di soprassalto a chiedere conto di questi insopportabili soprusi. E il premio nobel per la pace Obama (ma che scandalo!), Sarkozy, Cameron, Napolitano e a strascico, per correità manifesta Berlusconi verranno chiamati a rispondere anche di questo crimine.
    mn

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