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Fotovoltaico, dal paradiso (degli incentivi) all’inferno

– Oggi dovrebbe essere il giorno del verdetto per il settore dell’energia solare.

Il decreto 28/11 sulle rinnovabili, infatti, fissava al 30 aprile il termine per l’adozione da parte del Ministero dello Sviluppo economico del decreto che ridetermina le tariffe incentivanti per il fotovoltaico. Le nuove tariffe saranno applicate agli impianti che entreranno in esercizio da giugno.Ieri la Conferenza Stato-Regioni ha bocciato la prima bozza di decreto proposta dal Governo, che prevede tagli di circa il 13% per il periodo estivo, fino ad arrivare a tagli del 40% dal prossimo anno.
Le aziende del comparto sono sul piede di guerra, ma il Governo sembra deciso a confermare grossomodo le misure di ridimensionamento degli incentivi e si rende disponibile, al limite, a rimuovere le soglie massime di potenza incentivabile previste per l’anno in corso.

Le misure prese rappresentano praticamente una cacciata dal Paradiso terrestre. Il secondo conto energia, prorogato per gli impianti realizzati entro il 31 dicembre scorso e in esercizio a partire dai 6 mesi successivi, era particolarmente generoso ed ha portato ad un aumento della potenza installata del 154,7%, da 1.142MW a 2.910MW. Nei primi quattro mesi dell’anno la potenza installata ha continuato ad aumentare in modo esponenziale, raggiungendo i 4.712MW.

È evidente che il livello di incentivazione è stato, per lungo tempo, troppo alto, così da provocare significative distorsioni. La decisione di prorogare il vecchio conto energia, approvata da tutto l’arco parlamentare in nome della green economy, si è dimostrata una scelta disastrosa di cui oggi paghiamo, in senso letterale, le conseguenze. Già ad agosto 2010 erano state definite le nuove tariffe per gli anni 2011-2013, ma le riduzioni, tra il 15 e il 20%, non sono considerate sufficienti.

L’AEEG calcola che gli incentivi al fotovoltaico sono costati agli Italiani 300 milioni di euro nel 2009, 826 milioni nel 2010 e, se non venissero modificate le tariffe vigenti, la cifra sarebbe destinata a triplicare nel 2011. Quel che è peggio è che oramai ci siamo impegnati a pagare salata l’energia prodotta da impianti che fra 15 anni potrebbero essere considerati tecnologicamente obsoleti.

Possiamo ammettere la legittimità di un favor per le rinnovabili, visto che le fonti tradizionali comportano costi ambientali consistenti nel depauperamento di common goods (come la qualità dell’aria), ahimè sottratte alle felici dinamiche del mercato e dei diritti di proprietà privata. Il problema è che le tariffe incentivanti sono un giro di roulette: l’autorità pubblica fissa tariffe sulla base dei costi dell’impianto e di esercizio, facendo previsioni a caso sulle tendenze future dei medesimi, e solo dopo qualche tempo si può verificare se le tariffe fissate a priori erano troppo alte, troppo basse o (ipotesi quanto mai remota) giuste.

In Germania – quella Germania che rappresenta un modello per l’Europa in materia di promozione delle energie rinnovabili – le tariffe incentivanti sono più basse del 39%. Da quelle parti vige inoltre il meccanismo di aggiustamento automatico delle tariffe, che peraltro sta per essere introdotto anche in Italia. Tale meccanismo prevede che, se in un dato periodo vengono superati gli obiettivi di potenza installata, nel periodo successivo le tariffe incentivanti siano ridotte di una misura predeterminata. Il prezzo per gli operatori è un margine di incertezza per le proprie strategie di investimento, che dovranno affrontare seguendo con attenzione le dinamiche del mercato e lo sviluppo del settore.

“Margine di incertezza” è un termine, di per sé, destabilizzante: destabilizza meno, però, ci sia consentito dirlo, del panico provocato dal brusco arresto deciso lo scorso marzo, quando è stato deciso, praticamente all’improvviso, che a fine aprile si sarebbero razionalizzati gli incentivi da riconoscere agli impianti in esercizio da giugno.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

14 Responses to “Fotovoltaico, dal paradiso (degli incentivi) all’inferno”

  1. Renzo scrive:

    Parlano tanto della Germania, OK facciamo come in Germania niete tasse sull’incentivo , incentivo collegato all’inflazione, tu vai in banca e la banca finanzia l’impianto con la sola cessione del credito senza nessun’altra garanzia, documentazione varia, con tassi a livello mutui agevolati l’allaciamento elettrico avviene entro 30 giorni,l’erogazione dell’incentivo avviene nel mese seguente.
    Continuiamo a parlare di Germania??
    Ci sarebbe altro per cui i nostri cari ministri è bene che vadano a casa.
    In germania non ci si preoccupa delle aziende che consumano troppo , ma atali aziende si da la possibilità di eseguire impianti fotovoltaici anche distanti dall’azienda a cerchi concentrici.
    Continuiamo con la Germania???
    L’installatore e l’utente finale non rimane in balia delle banche , ma sono tutt’edue garantiti.
    Saluti

  2. Pier Luigi Caffese scrive:

    Le rinnovabili italiane sono speculative perchè non hanno lo stoccaggio e si chiede sempre allo stato di pagare incentivi e stoccaggio.Personalmente sono per la restituzione di tutti gli incentivi ricevuti in 10 anni e chi non aderisce al consorzio stocaggi niente contributi.Il Consorzio paga il peak a certe ore su tariffe europee.Ma è sullo stoccaggio che si gioca il futuro energetico del paese.Il mio piano prevede 5.000 GW di stoccaggio hydro pompaggio turninaggio via mare-fiumi per 250 GW di produzione,di cui 200 GW si impiegano per 35 miliardi di litri di refuels o carburante rinnovabile.Il ft chiede 160 miliardi in 20 anni per soli 30GW.Dove sta la convenienza,ma le lobbies chiedono contributi perchè senza Stato il 90% degli impianti vecchi,senza stoccaggio deve chiudere.

  3. lotta per il fotovoltaico scrive:

    Qui si gioca con il futuro di tante persone che hanno investito 5 anni di vita nel fotovoltaico. Il Ministro Romani è un completo incompetente e sopratutto chi lo ha nominato non doveva stare molto bene quel giorno. Ma cosa credono questi miseri politicanti che dobbiamo stare con le mani in mano mentre ci tolgono il lavoro. Hanno buttato miliardi in contributi a fondo perduto vedi 488 e ora riducono l’incentivo in modo assurdo. Ma Romani sa quanto è l’interesse delle banche su un muto solar ???????

  4. Marco scrive:

    Non è la cacciata dal Paradiso Terrestre, ma l’interruzione di un trip allucinogeno indotto da insostenibili incentivi anti-economici e anti-mercato.
    Per quanto riguarda la Germania consiglio vivamente la lettura di uno studio dell’Istituto di Ricerca Rheinisch-Westfälisches Institut für Wirtschaftsforschung (RWI) che smonta i tanti “pregiudizi positivi” che circolano a proposito dello sviluppo delle energie rinnovabili in Germania:
    http://en.rwi-essen.de/publikationen/ruhr-economic-papers/74/

  5. creonte scrive:

    non mi va di far sempre il polemico, però nell’era cel calcolo automatico vedere ancora tassazioni orizzontali, perchè fan comodo, è davvero ridicolo. E poi si arriva al “panico improvviso” come spiegato dall’articolo

  6. filipporiccio scrive:

    Vivere alle spalle degli altri non è un diritto.

  7. giorgio sartori scrive:

    Mi sembra la sagra della disinformazione. L’incidenza del contributo alle rinnovabili sulla boletta delle famiglie è di meno di 2 euro al mese. preferiamo pagarci la cassa di legno per via dell’inquinamento o meglio ancora per il nuke ? vede voi. Le imprese fotovoltaiche italiane hanno avuto un EBITDA ( profitto prima delle tasse) medio del 7- 8% , niente di stupefancente per una industria , che comunque ha dato lavorto a 150 mila persone e di quel 7% metà l’ha poi dato a tutti in temini di imposte.Senza dimenticare IVA e Irpef indiretta.

  8. catello scrive:

    Di seguito trovate una e-mail che ho inviato ad un collega promotore della campagna “Partecipa all’appello che salva ilo fotovoltaico”.
    “Gentile Collega,
    credo che Noi ingegneri, in quanto terminali di qualsiasi politica ambientale, abbiamo il dovere di informare correttamente.
    Noi Ingegneri non dobbiamo avere ideologie.
    Noi Ingegneri non dobbiamo aggiustare i calcoli a vantaggio di lobby.
    Noi Ingegneri dobbiamo indirizzare le politiche ambientali verso una REALE riduzione dell’inquinamento ambientale.
    Favorire lo sviluppo del fotovoltaico significa indebolire la categoria professionale alla quale mi vanto di appartenere.
    Significa far finanziare da disoccupati e cassaintegrati, a loro insaputa: banche, Germania e Cina.
    Fermare lo sviluppo del fotovoltaico, pertanto, credo che sia il minimo atto che un buon governo debba fare.
    Allego, a supporto delle mie argomentazioni, alcuni semplici calcoletti e considerazioni generali che dimostrano la palese truffa ambientale del FOTOVOLTAICO ed in generale di TUTTE le fonti rinnovabili.
    Il fotovoltaico per la diminuzione delle emissio …
    Fotovoltaico Parte II: chi beneficia del Conto E …
    http://www.adiconsum.it/Pages/News.aspx?n=1356
    http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/19:30/3907377
    http://www.foggiaweb.it/ultimenotizie/?p=1172
    Ecco la sua demenziale risposta !
    “Io ho in mano altri dati. Comunque sapere che Edilclima è contro, e poi commercializza software per il fotovoltaico mi sa di ipocrita.
    Salutatemi la Vostra lobby del nucleare.”
    Cercate di evitate che pseudo-ambientalisti-eco-ignoranti possano imporre la loro ideologia, priva di qualsiasi fondamento tecnico-scientifico, a vantaggio dell’enorme truffa ambientale del fotovoltaico.

  9. Lollo scrive:

    Salve,
    qualcuno sa spiegarmi se dopo l’ultimo referendum 2011 riguardo le energie rinnovabili il governo farà qualcosa riguardo nuovi incentivi riguardo al fatto che dicevano che per il 2011 niente + impianti nuovi.. Grazie

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