Caro Menia, puntiamo all’Italia nuova, i bigotti lasciamoli a Giovanardi

di PIERCAMILLO FALASCA – Sono iscritto allo stesso partito di Roberto Menia. In questi mesi di convivenza dentro FLI ho scoperto di condividere con lui molte più cose di quante – forse pregiudizialmente – credessi in passato. E non mi scandalizza il fatto che il deputato trovi spiacevole, come Carlo Giovanardi, l’ormai famoso manifesto di Ikea (di cui abbiamo già parlato ieri con Marco Faraci

ed Enrico Oliari): avendo rispetto per la libertà altrui, accetto persino che altri  “discriminino”, che scelgano ad esempio le proprie amicizie o i propri collaboratori sulla base del sesso, della nazionalità, della religione, della razza o dell’orientamento sessuale.

Par di capire dalle sue dichiarazioni che Menia consideri l’omosessualità un rischio per la conservazione della specie umana: “Se il mondo funzionasse in ‘quel’ modo, nell’arco di una generazione sparirebbe”. I giornalisti de La Zanzara, intervistando l’esponente di FLI, ci avranno messo del loro, questo è chiaro. D’altronde, in punta di logica, il ragionamento di Menia non fa una piega: gli omosessuali non si riproducono, se tutti fossero omosessuali nessuno si riprodurrebbe, senza nuovi nati la popolazione diminuirebbe fino a estinguersi.

Ciò detto, sappiamo tutti – e anche Menia certamente lo sa – che il mondo non funzionerà mai tutto in “quel modo” e che l’omosessualità di qualcuno non porterà un incallito eterosessuale a cambiare le sue preferenze o viceversa. Dico di più, il mondo funziona bene perché non ha un “modo”, perché non si divide dicotomicamente in etero e omo, pieno come è di sessualità complesse, plurime e variegate.

Nessuna pubblicità, nemmeno quella tanto fortunata (e amplificata dai suoi detrattori) di Ikea, può indurre ad un cambio di orientamento sessuale. D’altronde, abbiamo passato secoli a nascondere l’omosessualità e a caricarla di significati peccaminosi: è forse “servito” a qualcosa, se non a rendere ipocrita il mondo e infelici le persone?

A Roberto Menia vorremmo chiedere: a chi conviene che FLI mostri un fianco omofobo? Non allo stesso Menia, che omofobo non è, né ad un partito che ha scelto l’innovazione politica e sociale come suo connotato essenziale e distintivo. Sui temi dell’integrazione, del lavoro, dei diritti civili e della bioetica, abbiamo scelto di stare dalla parte degli esclusi, convinti che la costruzione di una società aperta e inclusiva sia l’obiettivo della nostra azione politica. C’è un elettorato sconfinato a cui parlare, l’Italia che conosce e accetta la pluralità nelle sue mura domestiche e nelle sue relazioni personali, il paese dove laici e cattolici non sono divisi in compartimenti stagni, dove gli etero sono amici degli omo, con questi ultimi spesso affezionati all’idea di famiglia più di quanto lo siano molti eterosessuali. I bigotti – intristiti da un mondo che cambia ad una velocità che li inquieta – lasciamoli a Giovanardi.

Poverino Giovanardi, affidatario dell’arduo compito di istruire il popolo sul fatto che, a differenza dei manifesti Ikea, i virtuosismi sessuali di Silvio Berlusconi sono coerenti con il catechismo e con lo spirito della Costituzione.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

12 Responses to “Caro Menia, puntiamo all’Italia nuova, i bigotti lasciamoli a Giovanardi”

  1. Laura scrive:

    Nel corso de la zanzara… diciamo che c’era chi batteva Menia in cacchiate sull’omosessualità. Detto ciò il coordinatore nazionale non è che abbia fatto una brillante figura su tutti i fronti con Cruciani e co. Anche sulla vicenda i-pad… anzichè rispondere con una battuta ha abboccato all’amo dei conduttori perdendo la pazienza. a volte una risposta ironica spiazza meglio e ti rende pure simpatico!

  2. Penso che il concetto di sanzione politica sia il giusto spartiacque tra il dichiarare dei valori e il praticarli. FLI sta perdendo letteralmente la bussola e solo la Maiolo, forse perchè l’ultima ruota del carro, ha avuto una sanzione politica. La frase di Menia i aggiunge a quella di Salatto. Si può essere vicino alla parte nobile di FLI, libertaria e attenta ai diritti civili, ma quando il coordinatore nazionale del partito fa affermazioni frutto di una eredità di massacri e stermini nei confronti degli omossessuali (lo stigma dell’imporduttività è secolare, ricorre nelle bolle papali quanto nelle leggi naziste) ci si aspetta una sanzione politica esemplare. Se no che differenza c’è tra il PDL che tutto ingloba e FLI che invece è nato per creare qualche paletto? Che differenza c’è? Si rischia di creare una grave disaffezione perchè bastano queste affermazioni per trasformare l’interesse in indifferenza.

  3. Clara Comelli scrive:

    Dott. Falasca, non so cosa la porta a scrivere che Menia omofobo non è. Vivo a Trieste e condivido questa città natale con l’on. Menia, ne conosco quindi la storia politica e le assicuro che di esternazioni omofobe lo stesso ne ha fatte ed in abbondanza. Basta “ravanare” negli archivi del quotidiano Il Piccolo. Siccome però credo , e convintamente , che le persone si possono redimere, così come per altro ha fatto Gianfranco Fini , passando dal suo “gli insegnanti gay non possono insegnare” alla recente apertura alle coppie di fatto (anche dello stesso sesso) , credo e spero che anche Menia possa seguire questa evoluzione. Ma di certo l’ultima uscita non depone a favore di questo cambiamento . Anzi. Con rispetto.
    Clara Comelli

  4. Roberto Menia scrive:

    Caro Piercamillo, due parole di chiarimento in breve.
    Se chi confeziona certo tipo di agenzie fosse intellettualmente più onesto, certi equivoci neppure sorgerebbero. Ad una domanda sulla famosa vicenda dei manifesti Ikea ho risposto pressappoco così: “personalmente, per la mia formazione cattolica, quel manifesto non mi piace. Credo nella famiglia naturale, composta da uomo e donna. A differenza di Giovanardi, non dico però che quei manifesti siano contro la legge o la Costituzione, né mi sognerei di dire di defiggerli”. Mi hanno chiesto anche della famosa affermazione di Fini di un po’ di anni fa sugli insegnanti gay. Ho affermato che non mi sognerei di dire che un gay non può insegnare. Nel nostro partito convivono posizioni culturali differenti e questa è una ricchezza. Io rispetto la tua e tu, ti prego, rispetta la mia.

  5. Parnaso scrive:

    la cosa bella dell’Italia è che si fa sempre bla-bla-bla sui f**ci e poi il parlamento, che è la volontà del popolo sovrano, da sempre il 2 di picche a queste persone.
    Se hai vecchietti della metro di milano già da fastidio che si sbaciucchino 2 fidanzantini, perchè uno non dovrebbe storcere il naso (fino al vomito?) di fronte alle schifose effusioni di queste persone?
    nella campana statistica di gaus il 95% e più rappresenta il comportamento standard degli uomini; Le code dela campana rappresentano solamente ‘deviazioni’ dallo standard, e questo loro sono: deviazioni dallo standard.
    Sarebbe interessante sapere quanti sono queste persone con il questionario istat che si fa in italia ogni tot. di anni; in inghiltera sono solo lo 0,75% della popolazione(dati del questionario). Se anche in Italia è lo stesso ma che bisogno c’è di fare tutto questo casimo per una mini-minoranza? L’orientamento di genere non è fonte di diritto. E poi se è una teoria, o una ideologia gender, perchè dovrebbe prevalere la loro e non la teoria di un altro, dato che per voi non esistono nè certezze nè evidenze, ma una libertà presunta assoluta sganciata dalla relazione con l’altro?

  6. Clara Comelli scrive:

    E ridaie: la famiglia naturale composta da uomo e donna. Ma dove sta scritto ?? Ma cosa ne sa della natura ?? La famiglia è in primis CULTURAAAAA!! Di naturale c’è l’amore e probabilmente nemmeno come lo intendiamo noi. Basta diffondere concetti che non hanno nulla di scientifico o di attinente con la Costituzione, la quale all’art.29 dice:
    La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

    Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

    parla di un uomo e donna??? Noo. Parla di coniugi semmai. E ‘ sto matrimonio allarghiamolo a tutti. e punto.

  7. Come si dice in Veneto peggio il “tacon del buso”. Giovanardi avrà stigmatizzato follemente l’incostituzionalità del manifesto ma non ha condannato la “proliferazione” degli omosessuali quale potenziale estinzione del genere umano, tesi usata proprio dal nazismo come condanna “biologica e razziale” dell’omosessualità, non solo comportamentale. In un certo senso la tesi dell’On. Menia è più seria, grave e profonda di quella di Giovanardi (comunque gravissima), basata. Insomma non confondiamo la pluralità del pensiero e delle posizioni senza dare a tale pluralità un perimetro certo.
    Senza un confine chiaro sui diritti civili si rischia un’ambiguità porta le persone che avevano aderito a questo partito a restare in passiva attesa di un chiarimento definitivo. L’On. Menia è abbondantemente uscito da questo perimetro e crea incertezza sulla reale posizione di FLI. Il fatto che non lo riconosca è preoccupante. Il fatto che FLI non stia muovendo una foglia è altrettanto preoccupante.

  8. chivicapisce scrive:

    “il ragionamento di Menia non fa una piega: gli omosessuali non si riproducono, se tutti fossero omosessuali nessuno si riprodurrebbe”

    pare che questo argomento piaccia molto a tanti “logici”… però fa acqua un pò da tutte le parti perchè:

    1) se fossimo TUTTI maschi etero o TUTTE femmine etero l’umanità si estinguerebbe ugualmente.

    2) ma vale anche per “scelte” individuali. Fossimo TUTTI preti, per dire, l’umanità si estinguerebbe (sempre a ragionare a la Menia)

    3) in ogni caso, supposto anche per assurdo, che TUTTI fossero gay l’umanità potrebbe comunque riprodursi: gay non vuol dire mica impotente… Conosco personalmente omosessuali genitori (2 figli, per la precisione, da un matrimono precedente).

    4) vi faccio sommessamente notare che i gay si riproducono eccome altrimenti non ce ne sarebbero più da migliaia di anni e invece sono qui a fare dispetto a Parnaso…

    quindi lo (s)ragionamento di Menia tutto è fuorchè logico.

    Ps.
    Parnaso, se non è un troll, sulla gaussiana dell’intelligenza si trova a venti deviazioni standard a sinistra.

  9. Marco. M scrive:

    Sono stanco di queste persone come Giovanardi o di questa politica catechista ipocrita che davanti fà la morale e dietro sono squallidi peccatori.
    Andiamo oltre a questa politica oltre all’ipocrisia e a questi predicatori, Menia come altri devono capire che quella visione di vita e di società è cambiata.

  10. inutile scrive:

    Trovo disgustoso che chi Giovanardi usa i Gay per consensi popolari e chi come Menia o la sinistra usa i gay per consensi popolari.
    Il FLI è come tutti gli altri, provi a chiedere al terzo polo di cui fa orgogliosamente parte e si è candidato in tutta italia di fare i Dico, i Pacs, i matrimoni omosessuali, o qualunque cosa.
    Basta gente che urla allo scandalo ma non muove un dito.

  11. Ammazza, bravo Veltroni!! Da lui non mel aspettavo. Finalmente una proposta, coraggiosa, saggia e necessaria. E’ da mò che la sogno io! Condivido tutto quello che ha proposto Veltroni e sono pronto a tutto per realizzarlo. E faccio un appello a voi tutti: prendiamo la palla al balzo, e/o un altro treno come questo non passerà più, vista questa valle di lacrime. Chi fa quelle proposte, ama veramente il suo paese. E’ così che si combatte efficacemente il berlusconismo; riconosciamolo e sosteniamo Veltroni affinchè non molli, perchè se dovesse mollare sarà la fine. Fiducioso, saluti da, perchenonsonopiudemocratico.it

  12. Un occhio Long Kesh scrive:

    E neccessario chiarire che se è giusto che nelle democrazie dove non c’è la censura si possano fare degli spot come quello dell’ikea o altri,che io non condivido ma dal punto di vista democratico devono essere liberi di essere passati per i mass media,dovrebbe essere garantito dalla democrazia anche il diritto di costituire delle lobby per boicottare certe aziende o certi prodotti da parte di chi non la pensa allo stesso modo della azienda che si è avventurata in una campagna omofoba o antiomofoba,ecc.Questo succede negli stati uniti,e non vedo perchè Giovanardi non possa unire la sua parte politica che non scordiamolo è ancora maggioranza in questa nazione per fare determinate battaglie culturali.A volte pare che la libertà propugnata dai radicali sia una libertà a senso unico che nello stesso momento in cui afferma che è vietato vietare,vieta certe tendenze come quelle cattoliche o tradizionaliste relegandole (non certo nei gulag per carità)ma a rango di ottusi e bigotti o fondamentalisti quindi paria intelettuali,questo comportamento non fà bene a Fli un partito che si spera Nazionale ed Identitario che guarda alla storia e alle radici del popolo italiano,e che vuole costituire un terzo polo con i cattolici di Api e Udc .

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