Il Cav. dice sì ad Obama, anche se Bossi dice no. Una buona notizia

di CARMELO PALMA – Appena Berlusconi ha detto sì ad Obama – e sarebbe da capire come e in nome di che cosa avrebbe potuto dire no – subito Emergency ha annunciato di lasciare la Libia e la Lega di mollare il governo in braghe di tela, anticipando che nei prossimi passaggi istituzionali – in Cdm o in Parlamento – il Carroccio sarà e voterà contro la scelta di bombardare Gheddafi. Quindi – perché questo è il corollario logico e politico della questione – se Berlusconi vuole fare la guerra, cercasse i voti dell’opposizione.

Saremmo felici, se davvero Gino Strada e Umberto Bossi se ne andassero insieme (metaforicamente) dalla Libia e cessassero di ingombrare il campo con l’interesse cinico e il pregiudizio ideologico della loro “bottega”. Ma non sarà purtroppo così e soprattutto il secondo si divertirà a maramaldeggiare contro un esecutivo debole e costretto dall’alleato americano ad un passo che non avrebbe voluto compiere.

Se avessimo ancora una qualche fiducia e considerazione dell’autonomia politica del Cav. potremmo sperare che, a tu per tu, via cavo, con Obama, Berlusconi abbia riscoperto il senso di una antica militanza atlantica e ammesso la miseria di una politica estera rinunciataria e recriminatoria. Ma temiamo che non sia così.

Il Governo ha fatto tutto quello che non avrebbe dovuto, e nulla di ciò che avrebbe potuto. Ha accusato la Francia di avere scippato ciò che in realtà le abbiamo regalato con il sostegno suicida ad un Gheddafi a fine corsa e con il prolungato disimpegno politico dal “regime change” di Tripoli. Ha consentito che i cani da guardia del consenso del Cav. – dentro e fuori dalla Rai e dalle aziende di famiglia – accusassero gli Usa e l’Inghilterra di congiurare contro l’Italia a favore del vicino d’oltralpe. Ha lasciato spazio ad ogni sorta di teoria complottistica per giustificare gli errori italiani e le ragioni altrui, fino a spiegare che Gheddafi, come dittatore, non era poi peggio di altri.

Ora che il Governo è stato messo con le spalle al muro dagli Usa e dalla Nato, l’Italia – c’è da scommetterci – finirà impaludata in un dibattito surreale, di cui già si colgono le prime avvisaglie, sulla natura più o meno indiscriminata dei “nostri” bombardamenti (come se gli altri Paesi impegnati sul fronte libico, a nostra differenza, bombardassero a casaccio).

Così, mentre in Libia si tenterà di mettere fine ad uno dei regimi più longevi e sanguinari della storia contemporanea, il Parlamento italiano discuterà di aria fritta. Ma anche quell’aria ci sembrerà respirabile, se alla fine Gheddafi mollasse lo scettro del comando e finisse alla sbarra di un qualche tribunale internazionale.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

2 Responses to “Il Cav. dice sì ad Obama, anche se Bossi dice no. Una buona notizia”

  1. Euro Perozzi scrive:

    …ecco una cosa in cui mi sento ancora leninista: “la guerra è solo il proseguimento della lotta politica con altri mezzi”.
    Quanta gente ha buttato l’acqua con il bimbo…
    Ipocriti.

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