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Novara, nel fortino leghista il Pd propone Taranta e taralli!

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 Novara, una città due anime. Il capoluogo, piemontese per confine geografico, lombardo per cultura e per prossimità a Milano, è la cassaforte del Governatore leghista. Qua Roberto Cota è un’icona, fa e disfà liste e listini, è la stella polare di ogni decisione politica maturata nel centro destra. Bisogna riprendersi la città – è il mantra – dopo un periodo di commissariamento dovuto all’elezione dell’ex sindaco, sempre del Carroccio, e di guida PDL.

Il manifesto del candidato leghista, Mauro Franzinelli, di pura fede bossiana, sostenuto dal PDL e dalle liste civiche Gioventù Novarese e Integrazione, solidarietà e sviluppo, è la quintessenza del “cotismo” che si respira da queste parti. Il suo primissimo piano, mentre guarda diretto in camera, come a dire che non ha niente da temere o da nascondere, nessuna titubanza né timidezza, è affiancato ai lati, come nella locandina di un thriller americano, dai visi del Governatore, a sinistra, e da quello dell’ex sindaco, a destra. Sembra la pubblicità di Scarface in salsa piemontese. La triade appare come una squadra formidabile per la città, e infatti il candidato sceglie un profilo di totale continuità: “Novara continua a crescere” – è lo slogan – mentre i nomi nelle liste chiuse e presentate non nascondono sorprese.

Ecco, Novara la leghista rappresenta la parabola della Lega nazionale. Il Carroccio è istituzione, pur se tenta di mantenere lo spirito della prima maniera, più popolare e popolano, quasi ribelle, fuori dal palazzo. Però qui quelli col fazzoletto verde sono classe dirigente che, con l’abilità della vecchia DC, mettono in fila i diversi livelli di governo, occupano spazi, ruoli, nomine. Tenere insieme celodurismo e istituzionalità non è compito da poco. Ci si può riuscire solo attraverso una grande abilità retorica e politica insieme che il Carroccio, con la faccia di Cota, sa pure dimostrare. Insomma, il Governatore piemontese ha quello spirito quasi imbelle in grado di renderlo l’anti-Calderoli: il buono, ma più forte e sicuro.

Tra gli otto candidati, poi, spicca come vero rivale Andrea Ballarè, sostenuto da PD, SEL, Federazione della Sinistra, e le liste civiche Moderati per Ballarè (un tocco di centrismo in una coalizione che pare spostata a sinistra) e Pensionati, invalidi e giovani insieme (mancano i gay e le donne per mettere in fila i deboli e unirli in cartello elettorale). IDV va da solo, sostiene Giovanni Pace, così, tanto per dimostrare che il tafazzismo ha ancora un colore politico e che conta di più farsi valere che far valere un progetto di città.

Ballarè, infatti, pur se pare essere l’unico in grado di fare una campagna come si deve, in termini di marketing elettorale appare debole e a corto di veri argomenti. Sposta l’attenzione sul Governo, sulle mancanze della maggioranza nazionale e adotta un piglio populista anti-tagli, come se invece, a Novara, si potesse spendere e spandere, mentre la Lega è stata cattiva e non l’ha fatto.
Ballarè rischia di spianare la strada agli avversari. 
I sondaggi, infatti, individuano un largo pubblico di indecisi, il 40% degli intervistati, e per ora le stime fanno prevedere il ballottaggio, con Franzinelli al 24,5% e Ballarè al 15,1.

Per guadagnare numeri e consenso, il candidato del centro sinistra ha ben pensato di aprire la campagna elettorale con il sindaco di Bari, Emiliano. Va bene, Emiliano è bravo, serio, concreto. Ma la festa d’inaugurazione della campagna elettorale nel fortino leghista non si può chiamare, come invece è stato fatto, Il Giorno della Taranta. Proprio qua, nella patria di Cota, nelle terre di mezzo tra il Piemonte e la Lombardia, il racconto del PD prende una strada tutta originale, da festa della cultura e dei popoli, scordandosi del suo, di popolo, che magari s’aspetta un racconto alternativo a quello del Carroccio. Alternativo, però, non significa ambientato altrove, in un’altra parte del Paese. 
 A quel 40% di indecisi novaresi che gliene importa dei taralli?

Antonio Pedrazzoli, invece, è il candidato sostenuto da UDC, Fli e Partito dei Pensionati, i quali, intesi come segmento sociale, sembrano impazzare qua a Novara, presenti come sono un po’ dovunque, richiamati dalle coalizioni come soldati pronti alla battaglia in prima fila. Pedrazzoli ha un tema su cui dare battaglia: la legalità. Insomma, rosicchierà qualcosa, s’insinuerà un po’ ma, per quello che si vede finora,  pare più un candidato tematico che il portatore di una visione globale di città.
Gli altri uomini in corsa, poi, sono tutti ispirati dal populismo più grillino che c’è, come se raccogliessero, in quel richiamo alla coscienza, alla prossimità popolare, le briciole lasciate dalla Lega prima maniera, l’incazzatura contro il Palazzo.
Però pare che qui il Palazzo abbia funzionato. E non dà veri sintomi di crollo.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

One Response to “Novara, nel fortino leghista il Pd propone Taranta e taralli!”

  1. puzzailsignorvincenzo scrive:

    Il vero e unico Partito Pensionati è solo quello che si fregia come segretario nazionale di Carlo Fatuzzo, che è financo un bellissimo uomo.

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