Categorized | Capitale umano

Libero arbitrio o libertà di farsi manipolare?

– Quando si parla di lobby, potenti, la prima cosa che salta in mente sono le grandi aziende, le multinazionali. I poteri forti, e visibili. Ma non esistono solo quelli. Alcune pseudo religioni, certe false scienze che assicurano la trasformazione dell’animo umano, taluni pseudo partiti di matrice parafilosofica, certe, in poche parole, sette sono in realtà vere e proprie lobby di potere.

Diverse e influenti lobby settarie operano nel nostro paese, e spesso celate dietro a iniziative meritorie; dalle marce per la pace alla difesa dei diritti umani, dalla lotta alla droga alla tutela del malato.
Funziona così il ballo in maschera delle sette d’Italia, che in nome di questa o quella buona causa tirano dalla propria parte fior di politici, conquistandosene la simpatia grazie al miraggio di un pugno di voti dei fedelissimi delle sette, fedeli alle indicazioni ricevute come solo gli adepti di un guru sanno essere. E in cambio le sette ottengono favori.

Occulto Italia è un libro indagine di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, due “inchiestisti” dell’Espresso, che toglie le maschere al lobbismo settario nel nostro paese, e racconta la sua sistematica infiltrazione, dal Parlamento agli enti locali, passando per scuole, università e magistratura (per non parlare dell’economia e della società civile). «A volte si considerano religioni, altre filosofie, pseudo scienze o movimenti culturali – osserva Stefano Pitrelli – ma in comune hanno una capacità: quella di addormentare il tuo spirito critico».

Un rischio, certo, ma non solo per chi “se lo cerca”.
Pochi sanno, infatti, che oggi per le scuole italiane si aggirano docenti formati da Scientology (una chiesa Americana, diffusissima, amata da vip e attori di Hollywood, e con a suo carico processi per danno psicologico, truffa, minacce, estorsioni, evasione fiscale ecc.) chiamati a insegnare ai nostri ragazzi. E questo “grazie” all’allora ministro Moratti.

Come se non bastasse, parlamentari come il senatore pidiellino Salvo Fleres si fanno attivamente portatori del più grande sogno scientologo da questa parte dell’Oceano: stringere un’Intesa con lo stato italiano per vedersi riconosciuto lo status di religione. E attingere ai fondi dell’otto per mille (con tanto di ora di religione nelle scuole). In vista di questo traguardo, Scientology ha recentemente investito sedici milioni di dollari nella costruzione della sua lussuosissima chiesa romana, come sede di rappresentanza per accogliere e premiare i parlamentari più ben disposti.

Le amicizie importanti sono evidentemente un tratto comune fra queste organizzazioni. Ad esempio l’Ontopsicologia (una sorta di psicoscienza in forma di setta) ha goduto dell’amicizia di Marcello Dell’Utri, e per anni è stata indirettamente in affari con Fininvest. Oggi poi, nonostante la sconfessione dell’Ordine degli psicologi del Lazio, la si insegna a La Sapienza di Roma. E ciò nonostante le testimonianze che gli adepti di Ontopsicologia sono perlopiù costretti ad abbandonare ogni legame familiare (genitori, parenti, coniugi, figli, amici) e a dipendere esclusivamente dalla setta per raggiungere la propria emancipazione totale; sono indotti a pensare ai propri legami affettivi come a vampiri di energia vitale dai quali liberarsi e nell’ideologia che viene loro propinata si mischiano concetti biblici, con quelli ufologici, psicologici o occultistici con grande abilità e senza il minimo discernimento. E nonostante il fatto che nel 1998 il Ministero dell’Interno – Polizia di prevenzione – incluse l’ontopsicologia nelle sette pericolose del nostro Paese, attraverso un Rapporto che rese pubblico.

Non è certo da meno Damanhur (una setta – comunità – religione) che controlla “politicamente” alcuni comuni piemontesi, e allunga da oltre un decennio i propri tentacoli in Parlamento. Dove già negli anni ’90 è riuscita a farsi sanare quell’enorme abuso edilizio che era il cosiddetto “tempio dell’uomo” «una collina sventrata in nome dell’amor sacro per la natura, e imbottita di cemento per farne una costruzione sotterranea da Guinness».

E anche oggi, grazie ad alcuni deputati democratici, Damanhur sta lavorando all’ennesimo testo pro domo sua. Cioè un disegno di legge salva-sette che «se mai passasse legittimerebbe molte di queste organizzazioni nello sfruttamento del lavoro nero dei propri adepti, nell’attingere ai loro “beni materiali”, e nella realizzazione di nuove costruzioni in barba ai piani regolatori comunali». E se l’ex dipietrista fulminato dalla mistica berlusconiana, Mimmo Scilipoti, strizza l’occhio ai damanhuriani e li accoglie nel suo entourage (come già Pecoraro Scanio e i “suoi” Verdi prima di lui),il Movimento Umanista – una filosofia, poi movimento, ora pseudo partito – diffonde le proprie idee dalle fila dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

A fronte di amici e simpatizzanti, però, nella politica italiana esiste qualche eccezione. Il tema del pericolo settario, in Italia, è caro ad esempio, al presidente Napolitano e ad alcuni altri “volenterosi”, quanto ignoto o, peggio, ignorato da una buona parte dei nostri parlamentari.

Certo, c’è da dire che in questo i più distratti fra i nostri politici sono – per così dire – “agevolati” dalla costante opera da un lato di disinformazione mediatica e dall’altro di proselitismo “aggressivo” messa in opera dalle lobby settarie. Si tratta senza dubbio di un corteggiamento sfrenato, nei confronti della società e di suoi componenti “deboli”, nel senso di influenzabili, ma non proprio di plagio.

Plagio era una parola scorbutica fin dal latino, dove indicava l’acquisto o la vendita come schiavo di un uomo libero, «Solo che nel caso delle sette di cui parliamo nel nostro libro le catene non sono fatte di metallo, bensì di parole. Ma per qualche “strana” ragione in Italia si fa fatica a riconoscerne la realtà» dice l’autore Stefano Pitrelli, «Dopo l’abolizione del reato di plagio in quella che era la sua vecchia forma di derivazione fascista – giustamente cassato perché troppo simile a un reato d’opinione, e in quanto tale incostituzionale – niente ha mai preso il suo posto, lasciando magistratura e forze dell’Ordine, come ci è stato raccontato da loro stessi, senza gli strumenti adeguati per arginare la manipolazione mentale».

A preservare accuratamente questo vuoto legislativo hanno certamente partecipato alcune “manine”. «Manine – chiarisce l’autore – pronte a disseminare tutti gli uffici dei nostri parlamentari di pubblicazioni studiate per sensibilizzarli. O meglio per dissuaderli dal votare a favore. Si è combattuta così, dietro le quinte, una vera e propria crociata delle sette d’Italia, che ha poi effettivamente contribuito a far naufragare testi come quello del sottosegretario alla giustizia Alberti Casellati sulla manipolazione mentale».

Questo é quello che succede in Italia. In Francia invece le divisioni politiche non hanno impedito la nascita di una legge contro la “messa in stato di soggezione”. Un testo che non solo offre alle vittime la consapevolezza di non essere lasciate da sole, e quindi gli strumenti per reagire (gli effetti aldilà delle Alpi già si stanno vedendo), ma in più prepara magistrati e forze dell’Ordine ad affrontare un problema che altrimenti risulta fumoso, e difficile da inquadrare. Proprio come lo stalking fino a poco tempo fa.

E mentre oltralpe destra e sinistra hanno raggiunto un consenso repubblicano, in Italia, grazie a questo vuoto legislativo,  al libero arbitrio si continua a preferire la libertà di esser manipolati.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

4 Responses to “Libero arbitrio o libertà di farsi manipolare?”

  1. Chiesa di Scientology di Roma scrive:

    Quanta disinformazione.

    Questo libro, per ammissione degli stessi autori, è fatto prendendo solo notizie dagli ex-membri che hanno abiurato pubblicamente e con astio, ovvero gli “apostati”, individui che la letteratura di molti sociologi definisce inaffidabili. Tanto si trova nel saggio del professor Bryan Wilson, Professore Emerito di Sociologia all’Università di Oxford:

    «In generale, l’apostata ha necessità di auto-giustificarsi. Tenta di ricostruire il proprio passato, di farsi una ragione delle proprie precedenti adesioni, e di biasimare coloro che prima erano i suoi compagni più vicini. Abbastanza comunemente, l’apostata ha imparato a narrare una “storia atroce” per spiegare in che modo, tramite manipolazione, malizia, coercizione o inganno, egli venne indotto a unirsi o a restare in un’organizzazione che ora rinnega e condanna. Gli apostati, sotto i riflettori della stampa scandalistica, di quando in quando hanno cercato di realizzare profitti dai racconti delle loro esperienze grazie a storie vendute ai giornali…».

    Continua il prof. Wilson: «Gli studiosi hanno un po’ alla volta riconosciuto le “storie atroci” come carattere distintivo dell’apostata, e sono anche giunti a considerarle come una categoria di fenomeni chiaramente riconoscibile».

    Si tratta di un meccanismo sociale che sebbene, a volte, possa essere ameno da ascoltare, non è il modo giusto e serio per arrivare alla verità.

    Perché allora si va a sentire solo chi è scontento? Sarebbe come sentire la moglie inasprita che ha lasciato il marito, o viceversa, e solo perché lei o lui dice che l’altro era un traditore, lo si giudica tale, a dispetto di ogni altra prova contraria. Questo vuole dire fare inchieste? No, questo vuol dire fare inquisizioni.

    Le fonti citate nel libro a proposito di Scientology sono state smentite da recenti decisioni da parte della Magistratura. Eppure si continua a fare “giornalismo dietrologico”. La domanda è: “A chi giova?”.

    Può accadere che persone intolleranti di professione credano di dare un servizio alla comunità, lanciando “l’allarme sette”, ma non fanno altro che diffondere l’odio e l’intolleranza (anche i primi cristiani erano accusati di essere una “setta mangia bambini nemica dell’umanità”).

    Perché non si è chiesto ai milioni di Scientologist nel mondo che traggono benefici spirituali e stanno meglio nella vita grazie a Scientology?

    Si sa ormai che parlare di Scientology fa sempre notizia. Ma almeno che si riportino tutti i fatti e non solo conclusioni “logiche” basate su pochi “fatti alterati” presi dalla bocca di chi festeggerebbe se potesse vedere morto e finito domani il movimento che fino a ieri ha aiutato e da cui ha ricevuto l’aiuto.

    E’ ovvio che, ora, alcuni di loro, credendo di doversi giustificare agli occhi degli altri e di dover rispondere alla domanda, “ma che ci sei stato a fare così tanto tempo e come mai vi hai contribuito così tanto?”, non possono che rispondere “ero condizionato, una povera vittma…ma ora mi sono svegliato”. Bene quand’è che queste persone dicevano la verità, mentre erano partecipi del movimento, o adesso?

    Quanto al vuoto legislativo, qui si fa il vero lobbismo a favore di qualche gruppo cui gioverebbe l’esistenza del plagio e della conseguente necessità di perizie per accertare qualcosa che non esiste.

    Quanto alla Francia, il laicismo fanatico materialista sta prevalendo. La legge “contro la “messa in stato di soggezione”, o come altro la si vuole chiamare, nel parere dei sociologi, rischia di essere forte coi deboli e debole con i forti, ed è stata criticata da molti sociologi ed esperti di religioni. Si legge in un articolo pubblicato sul sito del CESNUR a firma del sociologo professor Massimo Introvigne, suo direttore: “La nostra opposizione al disegno di legge contro la manipolazione mentale non deriva dal desiderio di difendere questo o quello specifico movimento o associazione. La legge è sbagliata, inutile e pericolosa in via generale, e minaccia la libertà religiosa di tutti i cittadini, cattolici o non cattolici”. In Spagna sono stati considerati “sette perciolose” anche alcuni gruppi cattolici, tra cui i Legionari di Cristo, che invece nella loro università di Roma, la Regina Apostolorum, hanno ospitato convegni a “favore del plagio in Italia”.

    Ma chi sono questi esperti? Da chi si documentano?

    Il codice penale della maggior parte delle nazioni europee prevede già le tutele necessarie per incriminare chi si macchia di colpe che, è bene ricordarlo, non sono mai commesse in nome della religione, ma come riferisce la Costituzione Italiana sono a responsabilità individuale. Invece qui si vuol fare il processo alle idee. Una nazione democratica, come è l’Italia (vedere articoli 8, 19, 20 della Costituzione), difende con le sue leggi le minoranze per dirsi veramente democratica e libertaria.

    Sempre per rimanere nei fatti, la Chiesa di Scientology in Italia, dopo un processo durato un ventennio, non solo ha dimostrato la sua estraneità alle accuse, di cui scrive Linguiti, che non completa però l’informazione, e quindi diffama e disinforma, ma, con sentenze emesse “nel nome del popolo italiano”, è stata liberata dalle stesse e riconosciuta nella sua natura di ente religioso (sentenza n. 1329 dell’8.10.97 della Corte Suprema di Cassazione e sentenza n.4780 del 5.10.2000 della Corte d’Appello di Milano).

    Certo, questa replica è dura, ma lo è in proporzione alla gravità delle falsità riportate e delle possibili spiacevoli conseguenze discriminatorie nei confronti di cittadini italiani a cui la Costutizione riconosce il diritto di praticare liberamente la propria religione.

    LIBERTIAMO si propone di sostenere le libertà fondamentali, ma sta dando spazio alla promozione di un libro che invece vuole negarle, creando un falso allarme su un falso problema. Riguardo a Scientology, gli autori del libro hanno sentito solo 2 aposatati, negando le migliaia di cittadini di ogni età, ceto sociale e professione che sono ben contenti di continuare a praticare Scientology. Questo è sostenere l’intolleranza non le libertà fondamentali.

    Chiesa di Scientology di Roma

  2. Francesco Linguiti scrive:

    Caro amico di Scientology, io, per mia abitudine, né diffamo né disinformo.
    Si rilegga l’articolo e vedrà che la mia frase “(Scientology) una chiesa Americana, diffusissima, amata da vip e attori di Hollywood, e con a suo carico processi per danno psicologico, truffa, minacce, estorsioni, evasione fiscale” non ha in sé alcun presupposto né diffamatorio, né disinformativo, e questo perché: i processi ci sono stati: in Francia si sono conclusi con condanne: nell’articolo non vi è alcun riferimento ai gradi di sentenza italiani: omettere (come mi insegna il codice) non è principio diffamatorio: il fatto stesso che l’avere tutti questi processi a vostro carico possa farci “inferire” che qualcosa non quadri, non è un predicato della disinformazione. Amen.

  3. Chiesa di Scientology di Roma scrive:

    Gentile Sig. Linguiti,

    premesso che in Italia non c’è nessun “processo a carico”, in diritto, “avere processi a carico” non implica che “c’è qualcosa che non vada”. Lei è personalmente libero di “inferirlo” ma non di riportarlo senza completare l’informazione. “Avere avuto processi a carico”, tutti vinti in Italia, non vuol dire che si sia colpevoli. Se lei non completa l’informazione, visto che è lì per informare, non per supportare tesi preconcette, e se parla di “accuse a carico” che però sono state tutte smentite, lei disinforma e, agli occhi e conoscenza di chi non conosce i “gradi di giudizio”, diffama, perché dà l’impressione, come lei stesso ha detto di “inferire”, che ci sia “qualcosa che non quadra”.

    E’ vero che c’è stata una condanna in Francia e che la Chiesa di Scientology di Parigi ha già ricorso in appello dove la sentenza potrà essere ribaltata. E’ anche vero che la Corte Correzionale della capitale francese ha evidenziato che su un periodo di oltre dieci anni non c’è stata nessuna denuncia nei confronti di Scientology e che gli imputati avevano agito spinti da un sincero convincimento religioso. In ogni caso la sentenza non ha negato alla Chiesa di Scientology di continuare ad operare. Ma anche questo lei non lo riporta.

    Non è la prima volta che Scientology incrocia i tribunali francesi. In effetti gli incubi di una vera ossessione nazionale nella République, sembrerebbero dovuti a tutto ciò che ha a che fare con la libertà di appartenere ad una religione: anche questo è un fatto evidenziato dal ripetersi di polemiche internazionali nei confronti dell’atteggiamento istituzionale francese verso le varie forme di religiosità e avvalorato dal rapporto annuale del Dipartimento di Stato Americano del 26 ottobre 2009.

    A lei potrà anche non piacere Scientology, ma se vuole toccare certi argomenti e fare informazione deve riportare i fatti completi.

    “Omettere”, infatti, non è principio diffamatorio, ma quando ci sono le sentenze n. 1329 dell’8.10.97 della Corte Suprema di Cassazione e n.4780 del 5.10.2000 della Corte d’Appello di Milano che invece, in “nome del popolo italiano”, “fanno quadrare tutto”, ovvero Scientology è una religione e le attività delle sue Chiese sono lecite, qualsiasi commento che faccia pensare o faccia inferire il contrario nel lettore può risultare diffamatorio.

    Se possiamo permetterci di darle un consiglio, verifichi le sue fonti.

    Chiesa di Scientology di Roma

Trackbacks/Pingbacks