Il golpe di Asor Rosa e la Procura BR. L’emergenza democratica vista da destra e da sinistra

E’ l’indignazione “azionista” – come dice Ferrara – ad avere acceso le allucinazioni golpiste di Asor Rosa (come a dire: “mamma” Repubblica chiama e il “picciotto” Manifesto risponde con la spericolata chiamata alle armi del suo editorialista di vaglia)? E’ il “progetto Spinelli” (nel senso di Barbara, editorialista pensosa e puntuta del giornale-partito progressista) ad essere oggettivamente golpista e a portare il peso maggiore della responsabilità per i disastri cui lo sgombero forzoso del Cav. da Palazzo Chigi potrebbe portare (come a dire: se qualcuno si fa male, mettere tutto sul conto di Ezio Mauro e di Carlo De Benedetti)?

Allora, cosa ha acceso l’immaginazione di quanti vogliono cacciare a pedate i magistrati “brigatisti” dalla Procura di Milano, usando, quasi alla lettera, un concetto declinato con varietà e chiarezza di toni dal Cavaliere in persona? E’ lo stesso Cav., l’untore di questa peste? O il senatore Mario Mantovani, infaticabile organizzatore dei sit in di protesta con-panino-compreso di fronte al Palazzo di Giustizia?

Che barba, che noia.

Per quel tanto o poco che siamo stati “berlusconiani” piuttosto che “anti”, lo dobbiamo all’aver preferito alla retorica democratica la diffidenza liberale (la prendiamo alla larga, ma stringiamo in fretta).  Abbiamo cioè creduto che il “volere del popolo” fosse un concetto, che un paese affascinato dalle religioni politiche di massa avrebbe continuato ad intendere in un senso pericolosamente assoluto.

Tra le tante tentazioni salvifiche che si profilavano all’orizzonte di un’Italia  – anche ideologicamente – in bancarotta nel trapasso tra la prima e la seconda Repubblica e tra il primo e il secondo millennio, quella berlusconiana ci è sembrata quindi la preferibile proprio perché la più “corrotta” dal vizio privato e borghese del denaro e degli affari e dunque più interessata a salvarsi che a “salvare” il Paese, per incamminarlo sulle magnifiche sorti e progressive di una politica “moralizzata”.

Sarà stato un modo snobistico e minoritario per essere berlusconiani, ma lo siamo – politicamente – stati così e per questo, ancor prima di diventarlo in senso stretto, cioè di saltare, nel 2005, sul carro del Cav. quando sembrava pronto per andare ad Hamammet, non per tornare a Palazzo Chigi (non uso il pluralia maiestatis, ma un plurale impersonale, ad intendere una constituency liberal-radicale dai confini elettoralmente incerti, ma con un’ identità politica abbastanza precisa).

Tra le tante cose da cui il berlusconismo avrebbe dovuto, se non liberarci, almeno proteggerci, c’erano anche queste ossessioni golpiste che ubriacavano una sinistra perdente e alimentavano il suo complesso di superiorità intellettuale, riscattando quello di inferiorità elettorale. Questo “completino” ideologico complottista, rovesciato per rivestire il vittimismo della maggioranza berlusconiana, calza ora a pennello ai martiri del “non ci lasciano governare”.

Noi che da Berlusconi ci aspettavano una teoria della sovranità che non ripescasse dagli armadi della storia i ferrivecchi della retorica giacobina e gli appelli sul diritto-dovere di fare la “volontà del popolo”, oggi abbiamo qualche difficoltà a mobilitarci contro il “golpe costituzionale” di chi dovrebbe arginarne la bulimia legislativa sulla base di prudenze abbastanza liberali e molto ragionevoli. Figurarci se viene voglia di armarci contro il golpe letterario di un barone universitario in disarmo che vorrebbe mandare i carabinieri ad arrestare il Cavaliere.

Sinceramente, non ci pare questa la questione politicamente e neppure democraticamente più urgente. E per converso, non pensiamo di gridare all’emergenza o di indossare l’elmetto democratico per le gesta dei militanti “anti-comunisti” che hanno tappezzato Milano chiedendo di espellere le BR dalle Procure. Sappiamo che nulla eccita i borghesi quanto il gusto di épater le bourgeois e che fra questo narcisismo verbale e la violenza corre la stessa distanza che tra le cene eleganti e il bunga bunga.

Per tornare ad Asor Rosa, che mai potrebbe, per complessione dell’ego e dimensioni del superego, lanciare provocazioni anomine rinunciando alla firma palindroma, a costo di apparire troppo benevolo e disimpegnato, mi verrebbe da dire “Parce sepulto”, non di suonare l’allarme.  Come ho già scritto a commento di un’intelligente lettura delle paronoie asoriane – fatta da uno degli autori più “berlusconiani” e quindi interessanti della banda di Libertiamo – tra il fascismo di Asor e il comunismo di Berlusconi – tra virgolette e forse anche senza – a preoccuparmi è più il secondo che il primo.

Le “verità di stato” che gli scrivani colti vergano per l’enciclopedia sovietica del Cav. e i picchiatori usano per azzoppare i suoi avversari e i suoi giudici fanno assai più paura e più rabbia del fighettismo di Largo Fochetti, dell’eccitazione del barone Asor Rosa o dell’amore ignorante e inconsulto dei piccoli fan di Silvio-sei-tutti-noi.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

7 Responses to “Il golpe di Asor Rosa e la Procura BR. L’emergenza democratica vista da destra e da sinistra”

  1. Luca P. scrive:

    Chi ha vinto elezioni ha diritto di governare, questa è una legge democratica, o la democrazia è il potere delle minoranze e il sistema con cui chi perde comanda contro chi vince? Se il popolo, anche se ti sembra stupido, decide che comanda Berlusconi, comanda Berlusconi. Se qualcuno vuole usare i cavilli perchè Berlusconi non governi, allora questo è un golpe anche se è legale.

  2. Carmelo Palma scrive:

    Quando poi governerà la sinistra e deciderà che non solo gli amministratori, ma anche i proprietari delle società concessionarie dell’etere “digitale” siano ineleggibili – secondo quanto chiede Barbara Spinelli – che gli diciamo, a questi cattivoni? Che non possono farlo, anche se li ha eletti il popolo sovrano? Che questo è un golpe? Invece quando ci si prescrive da soli grazie alle norme congegnate da avvocati di pregio – sempre democraticamente, of course – questa è la volontà del popolo, e non si tocca?
    Ripeto: se vince la sinistra che vuole ammazzare politicamente il Cav. e democraticamente l’ammazza, nessuno protesta?
    Io, per esempio, protesterei. Per questo protesto oggi contro questa orgia di retorica democraticista. Per essere libero domani di protestare a favore del povero Cav.

  3. Josè scrive:

    Deve essere rivolta come nel Maghreb, anche se con le dovute differenze. Il sistema politico che governa adesso il paese è l’effetto più verosimile di quello che si poteva immaginare del progetto politico della P2.

    Fare passare i processi contro il premier come un complotto è da falsi e criminali. A casa mia si dice sempicemente: “chi mangia fà molliche” e lui altro che se non ha manigato..Berlusconi era INCANDIDABILE ALLA FONTE per manifesto conflitto d’interessi. La democrazia non consente per su anatura troppi poteri nelle mani di uno solo, nemmeno se, come dite voi, è stato troppo bbravo!

    Sono regole,parola scomoda dalle vostre parti. PErchè le regole imbrigliano il capo e lui deve avere mani libere dotato com’è di qualità semidivine…(a poposito fosse stato così perchè l’italia si trova sommersa nello sterco nonostante tanti suoi anni di governo?)

    La Rivoluzione è l’unica soluzione reale nonostante il mio ex moderatismo la vedo così. Dovrà mondare da mentalità massomafiose preberluscnoiane ma ancora vive e vegete, accomodate da decenni nel retrocranio della cosiddetta “maggioranza silenziosa” o dei famosi “moderati” oppure dei cosiddetti “centristi”…ma chi sono costoro? I vecchietti con la pensione buona che sono passati all’incasso qualche decennio fà? Impecoroniti da centinaia di ore-tv della Rete 4 di Emilio Fede? Oppure i consapevolissimi giovani cresciuti a calcio e De Filippi? A vero, potevo dirla con una sola parola questa cosa..berlusconismo..

    Ma lui ne ha avute tante poverino..prima l’11 settembre e quindi niente crescita e niente riforme, poi la crisi ecoomica e allora nisba nemmeno stavolta…solo cose ad personam e tanta ciccia per amici e parenti…mentre ancora come quì leggo tanti si ostinano a votarlo, come se avessero visto 20 anni fà la Madonna.

    Lui è la punta dell’iceberg, sotto ci sono i nipotini “inculcati” discepoli golppisti…per questo bisogna opporsi con una sana Rivoluzione..datemi un bicchiere d’acqua fresca di Rivolta nordafricana è l’Italia che ve lo chiede.

    W LA RIVOLUZIONE E LA REPUBBLICA COSTITUZIONALE CON IL TRICOLORE!

  4. rolando scrive:

    Caro Luca P.:se è legale non è un golpe

  5. luciano pontiroli scrive:

    Vede, signor Palma, se si scrivono articoli ambigui ed eccitati si provocano i trolls.

  6. Caro Carmelo, leggo che continuate a prendervela con il povero Asor Rosa. Eccellente critico letterario, in politica ha poco o nulla da dire ed ha, più che altro, il solo e fatale torto di essere una delle ultime espressioni del comunismo: un’ideologia passatista e sostanzialmente bieca, una suggestione letteraria, insostenibile da ogni altro punto di vista. Del resto, a cosa potrebbe ricorrere chi volesse, avendone il coraggio ancora oggi, sostenere le ragioni del comunismo? Ad artisti e letterati, che possono provare a superare, mediante la forza delle emozioni e dei sentimenti scatenati dalle loro opere, i terribili controsensi e le endemiche insufficienze di una vecchia ideologia superata e bocciata dalla storia. O, almeno, possono provare a darne l’illusione.

Trackbacks/Pingbacks