Finanziamento pubblico ai partiti? Tutti d’accordo!

– Tra gli usi e i costumi più diffusi nel nostro paese c’è quello di bollare come populista e demagogo chiunque azzardi qualche critica al sistema di finanziamento della politica e alla quantità di soldi che ad esso i contribuenti italiani sono costretti a dedicare.
Non fa eccezione Ugo Sposetti, tesoriere del PD, bersaniano di ferro e primo firmatario del progetto di legge “sulla disciplina e il finanziamento pubblico dei partiti” che nei virgolettati riportati dal Fatto Quotidiano se la prende con le interpretazioni malevole di alcuni organi di stampa, colpevoli di non aver colto il senso intimo e profondo della sua proposta, preferendo la facile demagogia.

Se la norma entrasse in vigore il finanziamento pubblico verrebbe ripartito tra i partiti (come rimborso delle spese sostenute in campagna elettorale) e le fondazioni che ne organizzano l’attività culturale. Ma non dividendo per due la cifra attualmente stanziata: sarebbe stato troppo facile e probabilmente anche “demagogico”. Molto meglio raddoppiarla e arrotondare per eccesso: se oggi i partiti hanno ricevuto 170 milioni di euro di rimborso elettorale, le fondazioni ne riceverebbero altri 185. Troppi? Per carità: “No che non sono troppi. Perché altrimenti governeranno sempre i partiti dei ricchi, e i Berlusconi ve li tenete per i prossimi 20 anni.”

Eh già. Ma una tale sottigliezza deve essere sfuggita ai capigruppo del partito di Berlusconi, che infatti presta 5 dei suoi deputati alla lista dei firmatari del progetto di legge, del quale fanno parte, oltre al gruppone del PD, anche un esponente dell’UDC e uno dell’IDV, oltre a Luca Barbareschi che, al tempo in cui appose la firma, ancora celebrava con la voce rotta dal pianto la nascita di FLI dal palco di Bastia Umbra.

Un progetto di legge bipartisan, come ogni provvedimento che riguarda i soldi per la politica e della politica. Come quando, a febbraio, i partiti si sono condonati le multe per le affissioni abusive dei manifesti elettorali (dal 1996 ad oggi un miliardo e 200 milioni di euro).

Chi fa demagogia per i soldi della politica si vada a vedere quanto spendono Francia e Germania” – continua Sposetti, che evidentemente nelle sue gite d’oltralpe ha dimenticato di dare un’occhiata al livello della spesa pubblica rispetto al PIL dei due paesi. E tra l’altro non risulta che in Germania, al momento, si discuta di prelievi fiscali straordinari e patrimoniali, come invece fanno a più riprese dalle nostre parti molti importanti esponenti del suo stesso partito.
Proprio pochi giorni fa, il responsabile economico del Partito democratico, Stefano Fassina, rilanciava l’idea di un “innalzamento delle imposte sulle rendite e sui redditi da capitale”. Per farci cosa, ce lo spiega oggi Ugo Sposetti, ma guai a sembrare troppo qualunquisti: “I finanziamenti i partiti li ricevono come rimborso per le campagne elettorali, e gli altri non arriverebbero ai partiti ma alle fondazioni che sono da questi distinte.”
Certo, come no. E per finire, l’ultima chicca: il rimborso elettorale tornerebbe ad essere concesso a chiunque superi la soglia dell’1%, e non più del 4% come oggi: “Uno può decidere che per avere una rappresentanza in Parlamento deve raggiungere una certa soglia, ma perché non si deve concedere ai movimenti politici il rimborso per averci provato?

Capito gente? Provateci, tanto un rimborso non si nega a nessuno.


Autore: Giordano Masini

Agricoltore, papà e blogger, è titolare di una azienda agrituristica nell'Alto Viterbese e si interessa prevalentemente di mercato, agricoltura, scienze e sviluppo curando il blog lavalledelsiele.com. Prima di tutto ciò è nato a Roma nel 1971, ha studiato storia moderna e ha provato a fare politica qua e là, sempre con scarsa soddisfazione.

7 Responses to “Finanziamento pubblico ai partiti? Tutti d’accordo!”

  1. Concedere il rimborso ai partiti che non superano lo sbarramento è cosa giusta… semplicemente bisognerebbe portare il rapporto spesa-rimborso a 1:1 come avviene in ogni paese civile e democratico.

  2. Diego Perin scrive:

    Cosa buona e giusta? I partiti se vogliono pagarsi le loro costosissime campagne elettorali, usino i loro gazebi per tentare di raccogliere i fondi, vediamo chi ha il fegato di dare ancora soldi a queste zecche! Poi magari se togliessero il divieto di spot televisivi (meno costosi globalmente delle affissioni cartacee)…ma sappiamo che anche quello non si può fare perchè sennò Berlusconi…
    Sempre la solita storia. L’unica legittima risposta a questi continui soprusi è l’EVASIONE FISCALE.

  3. Massimo74 scrive:

    @umberto stentella
    Tu saresti un simpatizzante(o militante) dei tea party(almeno a giudicare dall’avatar) e vieni a dire che che questa legge sarebbe buona e giusta?Complimenti per la coerenza!

  4. Roberto A scrive:

    1)visto che si tratta di rimborso delle spese elettorali,non dovrebbe essere ripartito in base ai voti ne alle percentuali prese dai partiti,ma sull’effettiva spesa sostenuta in campagna elettorale da ogni partito che vi partecipi (anche quelli che non entrano in parlamento),con un tetto massimo che si ottiene moltiplicando un tetto per ogni candidato,moltiplicato per il numero di candidature di ogni partito…altrimenti non lo si chiami ipocritamente rimborso per le spese elettorali…se di questo si tratta,allora democraticamente tutti i partiti che partecipano alle elezioni devono avere parità di condizioni,con il meccanismo descritto prima,visto che teoricamente ad ogni elezione,partono da zero e devono prendersi i voti uno ad uno,anzi,i partiti piu’ grandi sono gia’ avvantaggiati da maggiore visibilità sui media nei periodi di non campagna elettorale,se proprio vogliamo andare a vedere…che cavolo c’entrano le fondazioni fatte dai partiti e dagli ex grandi partiti che si sono fusi tra di loro per formare altri partiti e che hanno fatto delle fondazioni per preservare i loro patrimoni immobiliari invece di convogliarli tutti nei nuovi partiti ?Ma stiamo scherzando?E finiamola con questa balla che vincerebbero sempre i piu’ ricchi…il finanziamento dei partiti (e non del rimborso elettorale) deve dipendere dalla contribuzione volontaria dei cittadini che devono mettersi in tesa che la politica costa e tirare fuori dei soldini di tasca per finanziare le loro strutture…non mi si venga a dire che partiti che hanno 7-800 mila votanti o anche di piu’,non possono avere almeno 100.000 persone che sgancino ogni anno 50 euro?Sarebbero già 5 milioni di euro per partiti che magari prendono l’2-3% dei voti…non gli bastano 5 milioni di euro per finanziare le proprie strutture?E i grandi partiti come il PD,anche senza avere un Berlusconi dietro,possibile che non siano in grado di sensibilizzare i propri elettori e trovare 1 milione di persone che sgancino 50 euro all’anno?Occorre fare un opera culturale nel paese per far capire ai cittadini che devono mettersi in testa di finanziare la politica ma volontariamente,non con il denaro delle tasse…anche riguardo alle elezioni,se andiamo a vedere negli USA,Obama ha raccolto molti fondi tramite tantissimi versamenti,anche piccoli via internet…

  5. Roberto A scrive:

    e poi evitate con la solita solfa che “sono dutti d’accordo”….i radicali hanno fatto ben due referendum sul finanziamento dei partiti e uno sui rimborsi elettorali…

  6. Patrizia Franceschi scrive:

    E’ inaccettabile che un partito come il PD, UDC ecc che ogni giorno dimostra nelle piazze con il POPOLO disgraziato, che non ha lavoro, che non arriva alla fine del mese (almeno loro dicono). Chiedano di aumentare il finanziamento dei partiti, aumentare perchè,i rimborsi
    già ci sono e abbondanti!!Questa si è una vergogna e ancora più vergogna fanno quelli del PDL che appoggiano questa proposta. Si
    ricordino che se attuano una cosa simile il PAESE (come loro lo chiamano) se ne ricorderà.

  7. Ragazzi, ma perchè prendercela tanto con quei …. incorreggibili. Piuttosto, puntiamo al sodo; e non è un utopia: dobbiamo pretendere che, chi non va a votare, non deve essere rappresentato in parlamento. E il numero dei parlamentari si riduce drasticamente del 20 per cento, 30 per cento,…. Saluti da, perchenonsonopiudemocratico.it

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