di BENEDETTO DELLA VEDOVA – Ma come: non era il Governo della liberalizzazione totale, con la riforma dell’Articolo 41 della Costituzione? Non era il Governo della libertà economica contro i comunisti, sindacali e politici che impediscono la crescita?Ai sogni mai realizzati ci siamo abituati, ma qui c’è un incubo che ritorna minaccioso: archiviato il panettone di Stato della Prima Repubblica, il Governo Berlusconi ci riprova con lo yogurt di Stato. Neo-statalismo di ritorno.

Anch’io, in astratto, preferirei che nelle grandi aziende italiane investissero degli italiani. Ma trovo sbagliata e demagogica la scelta di impedire con Decreto – cioé cambiando le regole nel corso della partita – ad un investitore europeo di acquisire la maggioranza in un’azienda italiana di latte e succhi di frutta che, fino ad oggi, non sembrava interessare ad alcun investitore domestico. Per crescere, rimpinguare il Pil e dare lavoro ai giovani, l’Italia ha bisogno di investimenti e in primo luogo di investimenti esteri: la scelta del Governo allontana gli investitori dall’Italia e diminuisce il potenziale di crescita del paese. Se davvero la Cassa Depositi e Prestiti vuole scendere direttamente in campo nel settore industriale non dovrebbe usare i soldi pubblici per impedire gli investimenti stranieri, ma casomai per sostenere quelli italiani, o no? Insomma, su Parmalat domina la demagogia di Tafazzi.