Avvertire il Cav.: la responsabilità politica non si prescrive, neppure per legge

di CARMELO PALMA – La riforma “epocale” della giustizia, quella che Alfano garantiva per l’interesse di tutti e non per la convenienza di qualcuno, può tornare nel cassetto del Guardasigilli. Avevano scherzato, ma da questa settimana sono tornati a fare, da par loro, sul serio, prima con una norma sconclusionata sulla responsabilità civile dei magistrati – utile solo a riaccendere le micce della polemica con l’Anm, che si è ovviamente prestata alla pugna –  poi con una modifica dell’art. 161 del codice penale, imposta in fretta e furia, con una maliziosa inversione dell’ordine dei lavori, ad un Parlamento assediato dalle scadenze processuali del Cav. e da manifestanti eccitati e instupiditi, fatti arrivare fin davanti il portone di Montecitorio per aggredire – come da copione – il Ministro La Russa.

Intanto il Cav. se n’era volato a Lampedusa, a farsi lampedusano, cioè a comprarsi una villa da aggiungere alla sua collezione, e a promettere più turismo, zero tasse e un casinò ad un isola devastata da una gestione dolosamente inefficiente degli sbarchi e degli sbarcati, cosicché la fuga di qualche migliaio di disperati facesse più rumore e paura della guerra civile e strategica che si sta combattendo in Libia. Tra gli effetti collaterali della visita del Cav. pure le dimissioni del sottosegretario Mantovano, indisponibile, per ragioni di collegio e di buon senso, a trasformare Manduria in una succursale di Lampedusa . Questa la cronaca. La morale, purtroppo, è la solita: il Cav. si sente stretto e soffocato nei panni dell’uomo di governo di un Paese che non riesce a governare e preferisce irretire nelle sue “questioni private”: economiche, processuali, perfino personali.

Quanto alla giustizia, nessuno, dentro la maggioranza, riesce più a giustificare “garantisticamente” la manomissione chirurgica dei codici, visto che gli interessi del Cav. non riescono più neppure ad incrociare quelli del cittadino comune ma riguardano, ormai paradigmaticamente, la particolarissima posizione processuale di un super-imputato super-incensurato –  Berlusconi e solo lui.

La stessa Unione delle Camere Penali ha liquidato la “riforma” come un provvedimento improvvido e sbagliato, che non rende più giusta, ma più disuguale la giustizia. Cosa ci sarebbe – del resto –  di garantista, in una misura che, rispolverando la teoria reazionaria del diritto penale d’autore – per cui non è il reato a qualificare il reo, ma viceversa – conferma, come già stabiliva la legge Cirielli,  che è la “qualità” soggettiva dell’imputato, non solo la natura oggettiva del reato, a determinare i termini di prescrizione e dunque non tutti i cittadini sono trattati ugualmente, a seconda del reato che viene loro contestato, bensì diversamente, pur di fronte ad una identica imputazione?

Insomma, per Berlusconi, i problemi dell’Italia (e del Governo) sono Ruby, Mills e qualche migliaio di tunisini che arrivano in Italia per cercare fortuna in Francia. Tutto il resto va alla grande. Chissà che qualcuno (non pensiamo a Paniz e Ghedini) non riesca a spiegare al Cav. che la responsabilità politica non si prescrive, nemmeno per legge.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

2 Responses to “Avvertire il Cav.: la responsabilità politica non si prescrive, neppure per legge”

  1. grano scrive:

    E anche se uno riuscisse a spiegarglielo, che cosa cambierebbe? A lui della “responsabilità politica” non gliene fotte niente: gli interessa scampare di riffe o di raffe alle condanne penali ed essere altrettanto di riffe o di raffe a capo della coalizione che alle elezioni ottiene la maggioranza relativa, in modo da rimanere il garante degli attuali equilibri di potere. Tutto il resto non conta, per lui, e se conta per altri, che però non riescono (anche grazie alla sua propaganda, al controllo di una buona fetta dell’informazione televisiva etc.) a sconfiggerlo alle elezioni, peggio per loro!

  2. eppure non sarebbe male, visto che si chiede la responsabilità civile dei magistrati negli atti delle loro funzioni, chiedere la responsabilità civile anche per gli atti politici…

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