L’asse Roma-Berlino contro la guerra in Libia

 – Chi l’avrebbe detto che la guerra avrebbe riavvicinato Roma e Berlino?
In un momento tutt’altro che facile nella storia delle relazioni diplomatiche italo-tedesche, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha lanciato il guanto di sfida al Presidente Sarkozy, facendosi promotore di un’iniziativa congiunta con la Germania, membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, che si è astenuta sull’intervento in Libia. Mai del tutto convinto dall’opzione militare nei confronti di chi è stato fino a poco tempo fa nostro alleato, il Governo italiano è alla ricerca di una sponda europea per individuare una soluzione diplomatica all’impasse.

Mossa tardiva? Può darsi. Certo è che Italia e Germania paiono decise a sventare l’ipotesi che la guerra si allunghi e si trasformi in intervento militare di terra. Tanto più che l’espressione “forza militare di occupazione“, di cui alla risoluzione n. 1973 lascia spazio ad interpretazioni estensive, come ha notato anche il professor Vellano, docente di diritto internazionale presso l’Università di Torino.
Di qui il tentativo di Frattini di rinsaldare l’asse italo-tedesco, proponendo un piano che preveda in primo luogo l’esilio di Gheddafi. Una soluzione sulla quale la signora Merkel e Westerwelle non si sono ancora pubblicamente espressi, complici gli appuntamenti elettorali che li hanno tenuti impegnati in Renania-Palatinato e Baden Württemberg.

Il piano di Frattini, che include la partecipazione diplomatica di un altro paese scettico come la Turchia e dell’Unione Africana, verrà discusso a Londra quest’oggi nel corso del meeting convocato da Sarkozy e Cameron. La Germania ha tutto l’interesse ad appoggiare questa strategia. Dopo l’astensione al Consiglio di Sicurezza, infatti, sul Cancelliere e sul suo Ministro degli Esteri sono piovute le critiche di diversi osservatori, nonché di parecchi esponenti di maggioranza ed opposizione.
Benché alcuni sondaggi mostrino che circa due terzi dell’elettorato abbia condiviso la scelta del Governo, alla signora Merkel non va di essere del tutto esclusa dai giochi. Il tentativo di recuperare terreno, evitando frizioni con il blocco occidentale, si è percepito in particolare quando il Cancelliere ha proposto un embargo totale sul petrolio libico. Non a caso anche l’Italia ha subito detto di essere favorevole, purché fosse deciso in sede ONU.

Che l’asse Roma-Berlino sia destinato a funzionare è comunque cosa non scontata. Come si accennava, i rapporti tra i due paesi, al di là dell’interscambio commerciale, sono piuttosto tesi. Dal dicembre 2008 pende infatti presso la Corte internazionale di Giustizia dell’Aja un contenzioso che rischia di incrinare del tutto gli storici legami tra Italia e Germania. La nostra Corte di Cassazione ha infatti negato alla Repubblica federale l’immunità giurisdizionale per i crimini commessi dalle truppe naziste nell’estate del 1944.

Secondo i giudici italiani, che hanno ribadito così un orientamento inaugurato nel 2004, la Germania dovrebbe risarcire le famiglie delle vittime costituitesi parte civile, atteso che nell’ordinamento internazionale le norme a tutela dei diritti umani vanno collocate in posizione gerarchica superiore al principio immunitario. Su diversi beni appartenenti a Berlino è già stata iscritta ipoteca. Entro la fine dell’anno è atteso il responso della Corte. Benché l’esecutivo italiano abbia sconfessato l’orientamento della Cassazione e appoggiato la Germania con un decreto che ha fatto molto discutere, un accordo sulla Libia potrebbe contribuire a distendere ulteriormente i rapporti.

UPDATE: Che tutto fosse destinato a risolversi in una bolla di sapone si è incominciato a sospettarlo quando, ieri sera, i governi di Francia, Gran Bretagna, USA e Germania hanno tenuto una videoconferenza, dalla quale l’Italia è stata esclusa. Un portavoce del Ministero degli Esteri tedesco ha poi smentito l’idea di un asse italo-tedesco. Lo stesso Frattini ha poi fatto marcia indietro. L’ennesima figuraccia.


Autore: Giovanni Boggero

Nato nel 1987, si è laureato in giurisprudenza a Torino con una tesi in diritto internazionale. Ha studiato anche a Gottinga e Amburgo. Svolge un dottorato in diritto pubblico presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e si occupa di Germania per il quotidiano Il Foglio, la rivista Aspenia e per FIRSTonline.

2 Responses to “L’asse Roma-Berlino contro la guerra in Libia”

  1. Update: Che tutto fosse destinato a risolversi in una bolla di sapone si è incominciato a sospettarlo quando, ieri sera, i governi di Francia, Gran Bretagna, USA e Germania hanno tenuto una videoconferenza, dalla quale l’Italia è stata esclusa. Un portavoce del Ministero degli Esteri tedesco ha poi smentito l’idea di un asse italo-tedesco. Lo stesso Frattini ha poi fatto marcia indietro. L’ennesima figuraccia.

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