Il pacifismo ‘tendenza Berlusconi’

– Che tra la destra cinica e la sinistra ideologica ci sia un rapporto come tra il serpente e la sua coda noi libertari lo abbiamo sempre sospettato, per diffidenza verso l’eccessivo “realismo” e “idealismo”, che sempre corrompe l’intelligenza delle cose e apparenta chi non crede a nulla e chi crede a tutto, pur di soddisfare la propria “cattiva coscienza”.

La compagnia di giro del Cav., trascinato suo malgrado in un conflitto che si sarebbe risparmiato e che lo “addolora”, sta da giorni spiegando che in Libia la guerra non è contro Gheddafi, ma contro l’Italia in generale e l’Eni in particolare: come se la Cirenaica si fosse sollevata per fare gli interessi della Total e il Consiglio di sicurezza dell’Onu fosse stato irretito dal perfido Sarkò in un trappolone anti-italiano.

Più o meno negli stessi termini, la sinistra pacifista negli ultimi vent’anni ha spiegato come dietro ogni intervento umanitario – da quello in Bosnia, in poi – ci fossero gli inconfessati interessi degli “americani” e come anche i genocidi tentati e riusciti dal vecchio amico del senatur Slobodan Milosevic, per non parlare di Saddam, fossero dei pretesti, sostanzialmente inventati, per giustificare “l’aggressione”.

Della sinistra pacifista la destra cinica condivide anche la logica per cui, non potendosi far fuori tutti i tiranni, bisogna coerentemente non disturbarne nessuno, come se il poco di “bene” che si riesce ad assicurare con gli scarsi mezzi della politica, per il suo carattere parziale e relativo, pagasse pegno alla sovrabbondanza del “male”. Non ha mai senso morire per Danzica, perché c’è sempre un’altra Danzica. Salvare i ribelli libici (filo francesi) senza assistere quelli del Bahrein (filo iraniani) è più ingiusto – dunque – del farli accoppare entrambi.

Così la responsabilità politica, che appartiene all’ordine delle cose umane, viene soppiantata da una “logica formale” disumana, per cui se muoiono tutti è più giusto che se qualcuno la scampa. Ecco dove alla fine porta la marcia dell’atlantismo berlusconiano verso est: all’ideologia dei “partigiani della pace” anni ’50, al soldo dell’anti-imperialismo sovietico.

Che poi la sinistra pacifista consegni la propria anima ai francescani di Assisi e la destra cinica la venda invece a qualunque macellaio disposto a pagarla più del giusto (cioè niente), non fa a dire il vero una grande differenza. Come gli uni se ne fottevano di chi crepava a Srebrenica, gli altri se ne fottono dei morti per mano del “cane pazzo” di Tripoli. Il pacifismo ‘tendenza Cossutta’ e quello ‘tendenza Berlusconi’ non sono, alla prova dei fatti, così diversi.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “Il pacifismo ‘tendenza Berlusconi’”

  1. MauroLIB scrive:

    L’opinione pubblica, specie quella di sinistra, ripete compulsivamente che la guerra ‘la fanno solo per sporchi interessi economici’. E’ verissimo. Solo che non hanno (mai) capito (sia quelli di destra che quelli di sinistra) quali sono questi interessi e chi ne sarebbero i beneficiari. Le multinazionali, i fabbricanti di armi, gli speculatori del petrolio, ora pure quelli sulle materie prime, i guerrafondai di destra etc.

    Domandine random e rispostine facili facili.
    Con cosa si finanziano le guerre? Col debito pubblico. Cioè coi BOT (diciamo bond che fa più agente segreto). Chi li emette? Il governo. Chi li compra e perchè? Tutti, perchè ci ridaranno i quattrini con gli interessi. Da dove li prendono i soldi per rimborsare capitale e interessi? Stampano moneta e/o alzano le tasse. Chi ci perde con l’inflazione che ne deriva e/o la pressione fiscale che aumenta? (Che ve lo dico a fare). Chi ci guadagna a stampare moneta che viene prestata ‘a interesse’ alle banche commerciali che vi vendono i bond (a cui pagate spese di conto e commissioni? Le banche centrali (e quelle commerciali). A chi interessa varare programmi sociali o dichiarare guerre ‘umanitarie’ o di ‘esportazione della democrazia’ (sempre a debito, ricordatelo), insomma guerre ‘giuste’, e su quelle promesse e guerre giuste prendere voti? Le classi politiche.

    Quindi chi sono secondo voi i beneficiari delle guerre, dell’inflazione e del debito pubblico? E quali rubinetti bisognerebbe chiudere per avere un mondo (un po’) più pacifico?

    Bisognerebbe spiegarlo ai marciatori di Assisi. Il fatto è che se glielo dici, e può essere che lo capiscono pure, poi ti chiedono – E la cassa integrazione chi la paga? E i fondi allo spettacolo? E gli incentivi alle rinnovabili? Ma non stai mica proponendo un Stato liberista, per caso??? – Naaa, abbasso l’America, abbasso Berlusconi e viva la pace senza se e senza ma -.

  2. Giuseppe Del Giudice scrive:

    Certo che “Libertiamo” fa parlare certa gente…un pò più di pratica ed un pò meno Curricula da raccomandati sarebbe meglio…

  3. Marianna Mascioletti scrive:

    Signor Del Giudice, io capisco che i Suoi capi la mandino qui tanto per sporcare il nostro sito coi Suoi inutili commenti insultanti e pieni di puntini di sospensione che manco un libro di Moccia, però sa com’è, anche a insultare ci vuole un po’ di abilità.

    Le Sue “accuse” (metto le virgolette perché anche un’accusa, per essere degna di questo nome, deve avere un minimo di logica) non sono circostanziate, non sono argomentate e contengono parole messe lì a caso.

    Di fronte a una pochezza del genere, anche il disprezzo è sprecato.
    Spero solo che quelli che hanno mandato Lei, in futuro, scelgano di mandarci qualcuno un po’ più capace di esprimere un concetto sensato.

    PS, riferendomi ai Suoi commenti sull’articolo di Flavio Ciabattoni: “Po’ ” si scrive con l’apostrofo, non con l’accento. Ahmadinejad si scrive così e non “Acmdinejan” come Lei ha scritto. Khomeini si scrive così e non Komehini. Non esiste necessità di mettere la maiuscola alla parola “curriculum”. Ma dove ha studiato? Chi L’ha raccomandata? (vede come sono brava? Al giochino Suo ci so giocare pure io. Pure meglio di Lei, in verità. Però il bel gioco dura poco, e io mi sono già stufata.)

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