Il Cavaliere ‘addolorato’ scommette sulla salvezza di Gheddafi?

di SIMONA BONFANTE – Il Presidente del Consiglio, che pure si dichiarata “addolorato” dal destino di Gheddafi, sospetta che il despota libico al quale lo legavano condivisione profonda di valori, costumi relazionali e standing internazionale possa farcela e rimanere in sella.

Non è per le pressioni della Lega che ha cominciato a riformulare i toni sull’operazione militare in corso. Non è per i pur ragionevoli dubbi sulla strategia, le finalità, il comando della missione.

Non è neppure – almeno così confidiamo – per la preoccupazione ufficiale esposta dall’Italia in sede internazionale – ovvero l’afflusso di immigrati, poiché quegli immigrati in partenza dalle coste libiche espatrierebbero comunque, visto che le bombe sui civili le ha sganciate Gheddafi, non i caccia di Sarkozy.

Berlusconi teme (o auspica) che Gheddafi tenga. E forse ha ragione: il dittatore lucidamente spietato può farcela davvero. E, se così fosse, non ci vuole un genio di relazioni internazionali per capire che all’Italia che gli ha fatto guerra, l’ex amico farebbe un culo così.

E qui non parliamo solo di barconi, o di petrolio o di gas. Le coste siciliane sono vicine. Forse – come dice Berlusconi – non abbastanza per i mezzi militari di cui dispone il Rais.  Ma per sotterrare gli Stati Uniti non sono servite né bombe né aerei. Sono bastati due terroristi regolarmente imbarcati su un aereo di linea.

Berlusconi non ha curato gli interessi nazionali siglando il Trattato di amicizia italo-libica
, che, come ci ha ricordato ieri Stefano Magni, ci inibisce dal fornire agli alleati euro-atlantici le basi per operazioni militari aggressive.  E questo è un problema di Diritto internazionale.

Il Rais – o chi gli succederà, che potrebbe anche non essere quello che tutti noi ci auguriamo , ossia un democratico liberale amico dell’Occidente – potrà avere buon agio ad adire le vie del medesimo Diritto internazionale contro di noi. E, in punta di Diritto, potrebbe anche avere ragione.

Berlusconi – con Putin – scommette sulla tenuta del dittatore libico ed è disposto ad andare contro il mainstream umanitario internazionale
pur di ritagliarsi uno scranno al fianco di quello che per lui potrebbe essere il vincitore di domani – Gheddafi, appunto. Può ancora farlo. Può ancora provare a “disturbarlo”, magari per convincerlo che al tradimento di cui l’accusa il Rais lui è stato costretto – suo malgrado. E forse il dittatore libico lo perdonerà, ri-accogliendolo a braccia aperte, sotto quella tenda nella quale i caccia francesi non saranno stati in grado di raggiungerlo.

Ecco, sarà allora che il Presidente del Consiglio ci spiegherà che è grazie a lui se ci siamo salvati dalla guerra, dall’ondata di immigrati, dai danni economici, dal rischio di non avere più gas…che è invece esattamente quella congerie di sciagure cui ci avrebbero portato i comunisti.

L’Italia si allineerebbe – de facto – a quello che una volta si usava definire l’asse del male. Però saremmo salvi. L’interesse nazionale sarebbe stato tutelato e garantito e valorizzato. Nell’immediato, visto che il solo tentennamento, i distinguo, le ‘aperture’ e i dispiaceri che il Presidente del Consiglio ha espresso in successione, in queste concitatissime ore, avrebbero l’effetto istantaneo di interrompere l’azione militare degli alleati, i cui aerei non avrebbero più la possibilità di decollare dalle basi Nato di Gioia Del Colle e Decimomannu.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

2 Responses to “Il Cavaliere ‘addolorato’ scommette sulla salvezza di Gheddafi?”

  1. Piccolapatria scrive:

    Le immonde bombe civili di Gheddafi sono capitate sulla testa del popolo libico della Cirenaica e Sarkozy , animato da spirito ideale,li vuole liberare dal cane rabbioso e fa il bombardiere sulla testa dei tripolini. Sta di fatto che è guerra; non si sa quanto potrà durare; non si sa quali esiti potrà avere; non si sa neppure di che qualità siano gl’insorti. Quel che si sa o si può pensare è che sarkozy ha fatto scattare l’ora ics con l’intento di trarne beneficio politicamente personale e con il calcolo della raccolta economica di un dopo Gheddafi, che al momento è ancora incerto mentre le vittime non mancano e la conta del loro numero di quà e di là sarebbe un esercizio avvilente e sterile. Per quanto riguarda il discutibile omaggio di B. al losco G. e il “dolore” oscuro di queste ore,ogni sarcasmo è giustificato. Però, per amore di verità, lo stesso Sarkozy non è stato da meno; quando G. ha fatto visita a Parigi è stato accolto con tutti gli onori ( tenda compresa ); si è visto Sarkozy muoversi gioioso dalla postazione in veranda e scendere gli scalini a braccia aperte per ricevere con il dovuto onore il personaggio di riguardo; sorrisi, calore amicale e un grande abbraccio cordialissimo che vale tanto quanto il baciamano da spettacolo e plateale di B. sul quale si continua a menare e menare.

  2. Simona Bonfante scrive:

    convengo

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