di BENEDETTO DELLA VEDOVA – Il Secolo d’Italia, dopo la svolta di Fiuggi, ha contribuito in modo decisivo al rinnovamento della destra italiana che, con Gianfranco Fini, sceglieva convintamente la strada della modernità politica e dell’innovazione culturale, nel solco della destra europea. Con la coraggiosa e appassionata direzione di Flavia Perina, il Secolo d’Italia ha conquistato una rilevanza nella discussione politica italiana che solo dieci anni fa sembrava impensabile per lo storico quotidiano della destra. Flavia Perina non ha tanto o solo “raccontato” l’iniziativa politica di Gianfranco Fini, ma l’ha sovente anticipata e ispirata, come accade alla elaborazione culturale sganciata dall’ossessione della attualità.Quella che oggi licenzia Flavia Perina dalla direzione del quotidiano, invece, mostra il segno di una destra passatista, che rifiuta la competizione delle idee perché conosce solo la forza del potere. Il danno non sarà tanto per il direttore “cacciato”, che potrà fare tesoro dell’esperienza e degli straordinari risultati ottenuti in altri contesti, quanto per il giornale e per il PdL che ha dimostrato una volta di più il volto dell’arroganza e dell’intolleranza.