– C’è qualcosa di fatalmente plastico e surreale nella strana coppia Marine Le Pen – Borghezio che si aggira ai confini dell’Europa e nel centro di Roma nei giorni dei grandi sbarchi dai Paesi del Mediterraneo. Il surreale ve lo lasciamo immaginare, la plasticità è tutta nell’immagine, nella presenza dei due che testimonia una assenza.

Le critiche alle istituzioni europee, per svariate ragioni, grondano in questi giorni dalle pagine dei quotidiani inglesi o irlandesi, ma per farsi una ragione dell’impennata dei sondaggi di Marine Le Pen delle ultime settimane, del suo ricercato protagonismo a Lampedusa, bisogna raccontare dell’assenza delle istituzioni europee. Si potrebbe facilmente ricorrere agli argomenti più volte avanzati dagli euroscettici, ma probabilmente sono quelle di un vecchio professore italiano le parole che raccontano meglio l’agonia di un continente.

Terminata l’esperienza governativa e tiratosi fuori dalle sacche della politique politicienne che gravita attorno ai palazzi romani, e che ci regala ogni giorni spettacoli sempre più indecorosi, Romano Prodi si è concentrato sulle attività relative alla politica internazionale con particolare attenzione all’Africa ed alla Cina.

Le sue analisi, relative agli sviluppi della politica internazionale, appaiono quanto mai puntuali soprattutto rispetto al ruolo delle istituzioni dell’Unione europea.

Così, se già il 7 novembre 2010, ben prima che scoppiassero le crisi politiche che stiamo affrontando in questi giorni, il professore poteva sostenere: “Peccato che fra i nuovi attori difficilmente troveremo l’Europa, i cui grandi Paesi sono tutti destinati a marcarsi a vicenda senza capire che la loro paralisi reciproca li obbligherà a scendere definitivamente dal palcoscenico”, lo scorso 2 marzo Prodi concludeva un articolo relativo alle crisi africane con una sentenza che pare essere senza possibilità di appello: “Ci riempiamo la bocca di parole come libertà, diritti, democrazia e cooperazione e non abbiamo nessuna politica pronta, salvo doverla preparare in tutta fretta in caso in cui si verificasse davvero un esodo biblico verso le coste europee. (…) E’ triste doversi accorgere che anche di fronte ad un evento storico così importante e così vicino la politica estera europea non esiste”.

Sono giudizi severi, proprio perché pronunciati da un ex presidente della Commissione convinto sostenitore delle istituzioni dell’Unione.Non dobbiamo sorprenderci davanti alla crescente popolarità delle idee LePen-leghiste: dobbiamo allarmarci. Siamo davanti al risultato dell’assenza e dell’incapacità di decidere delle istituzioni dell’Unione e dei suoi Paesi più importanti e se l’Europa decide di lavarsene le mani, il vuoto politico viene colmato da altri attori.

In compenso, mentre la follia di Bruxelles partoriva la malsana idea di chiedere all’Irlanda di rinunciare alla bassa aliquota prevista per la corporate tax, partiti Le Pen e Borghezio, pare che a Lampedusa sia arrivato Claudio Baglioni. “Io me ne andrei” (op. cit.).