di REDAZIONE – Da ieri vive e lotta insieme a noi il futurista (rigorosamente in minuscolo), il nuovo quotidiano on line e settimanale cartaceo su cui scrivono molti nostri amici e anche qualcuno di noi. Il suo direttore, Filippo Rossi, ha in questi anni raccontato e poi personalmente interpretato la lunga marcia dal “fascismo immaginario” della destra post-fascista all’immaginario sincretistico della destra post-berlusconiana.

C’è chi ritiene che la destra pop sia una caricatura della sinistra snob e da questa abbia mutuato l’idiosincrasia per il realismo politico. Più probabilmente ha recuperato alcuni motivi progressisti e di sinistra che appartengono alla storia della destra pre-fascista (futurista, appunto) e li ha trascinati, un secolo dopo, in  una politica in cui la dialettica tra destra e sinistra non esaurisce e forse neppure esprime la sostanza del confronto politico. Operazione meritoria.

Ci sono con il futurista molte ragioni di amicizia. Ne scopriremo (e ne prevediamo) almeno altrettante di dissenso. Anzi, una l’abbiamo già trovata, proprio nell’editoriale di Filippo Rossi. Pensare al “dopo” significa andare oltre Berlusconi. In tutti i sensi, anche in quello per cui ci si dice “contro Berlusconi”. Nelle maggioranze berlusconiane e nelle opposizioni anti-berlusconiane c’è ormai qualcosa di irrimediabilmente vecchio, speculativo, parassitario. Ne siamo più convinti che mai, anche se l’Italia sembra ancora imbambolata davanti alle ombre della caverna.

Auguri a il futurista! Fiocco rosa e azzurro on line e in edicola.