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“Antisionismo” schizofrenico: piange i coloni morti, accusa quelli vivi

– Due assassini sono riusciti ad introdursi nel recinto che proteggeva l’insediamento ebraico di Itamar, in Cisgiordania, verso le 9 di sera, senza essere visti dalla sorveglianza locale. Hanno atteso, come belve in agguato, un momento in cui le vittime erano indifese, poi, verso le 10,30 di sera, un’ora e mezza dopo che erano entrati nel villaggio, sono penetrati nella casa. E hanno ammazzato tutta la famiglia Fogel.

Prima sono entrati nelle stanze dei bambini e hanno trovato Yoav (11 anni) e il fratellino Elad (4 anni). Li hanno pugnalati. Yoav è morta subito, Elad è riuscito a sopravvivere, gravemente ferito. Poi hanno ammazzato la loro mamma, Ruth. Infine hanno fatto irruzione nella stanza dei genitori, dove hanno pugnalato a morte il padre, Rabbi Udi Fogel, insegnante nella scuola religiosa di Itamar e la figlia più piccola Hadas, di appena 3 mesi. Il padre è stato poi trovato nel letto, in un lago di sangue, abbracciato alla sua piccola nell’ultimo, estremo, tentativo di proteggerla.

Il “lavoro” è stato completato alle 11, quando gli assassini hanno abbandonato la casa, lasciando vivi due bambini. Perché non li hanno trovati ed evidentemente avevano fretta di andarsene. La figlia maggiore, una ragazzina di 12 anni, era fuori casa, fortunatamente per lei. Tornata, attorno a mezzanotte, si è insospettita dal fatto che nessuno le rispondesse alla porta e da evidenti tracce di fango nei pressi dell’uscio. Allertato, il vicino di casa Rabbi Ya’akov Cohen, è riuscito ad aprirle la porta ed è tornato a casa. Ma subito dopo è piombato di nuovo fuori, per strada, scosso dalle urla della ragazzina.

E’ stata lei a vedere per prima la scena del massacro a casa sua. I servizi di sicurezza e i soccorsi sono stati avvertiti solo allora. Elad Fogel era ancora vivo, quando è stato assistito dai paramedici. Ma anche per lui non c’è stato più nulla da fare: è spirato poco dopo. Cinque morti. Una famiglia distrutta. Gli assassini sono ancora a piede libero.

Per Israele il massacro è uno shock e uno scandalo. Lo scandalo è la lentezza dei servizi di sicurezza. Come mai due uomini armati sono penetrati a Itamar? Come hanno potuto restare nel villaggio per almeno due ore senza essere visti, massacrare una famiglia intera e poi scappare? Giusto per chiudere le porte dopo che i “buoi” erano già scappati, il giorno successivo al massacro i soldati dell’Israeli Defence Force hanno stabilito check-point attorno alle cittadine palestinesi di Nablus, Awarta e Burqa, da dove, probabilmente, arrivavano gli assassini. Ispezioni sono state condotte anche a Sanur e Zababdeh, ma i colpevoli non sono stati ancora trovati.

Assieme ai pattugliamenti di polizia ed esercito è iniziata anche l’ondata di protesta. Duecento coloni ebrei hanno marciato su Awarta, lanciando pietre contro le case dei palestinesi, prima di essere dispersi dalla polizia israeliana. Altri coloni si sono radunati su una collina vicina a Itamar per proclamare unilateralmente la costruzione di un nuovo insediamento. Il sacrificio di Yoav, Elad, Ruth, Udi e Hadas è visto dai coloni come il simbolo di una battaglia giusta a cui non si deve rinunciare: non cedere alla violenza dei terroristi, ma andare avanti.

Per rispondere alla crescente ira popolare, il governo Netanyahu ha annunciato la costruzione di altre centinaia di unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania. Costruire case: non proprio una vendetta sanguinosa.
Ed è proprio questa la natura del conflitto e la causa prima dell’eccidio. I coloni sono odiati perché costruiscono, perché abitano, perché colonizzano terre in cui, secondo i palestinesi, non dovrà più vivere nemmeno l’ombra di un ebreo.

Quella contro i coloni è una guerra puramente razzista, non una lotta contro uno Stato, le sue forze armate e le sue istituzioni, bensì contro uomini, donne, anziani, bambini ebrei. Eppure la comunità internazionale ha iniziato a ragionare con il loro (palestinese) metro di giudizio. Costruire case e abitarle, agli occhi delle cancellerie occidentali, è diventato il “principale ostacolo al processo di pace”.

E’ inutile negarlo: i coloni ebrei che vanno ad abitare questi insediamenti sono diventati sinonimo di “falchi” ed “estremisti” nella stampa più politicamente corretta. In quella più politicamente scorretta, sono semplicemente “criminali”. E’ in atto da decenni un’opera di disumanizzazione di questa gente, laboriosa e religiosa, che ha l’unica colpa di voler proseguire il sogno sionista: quello di trasformare il deserto in un giardino.

I cinque corpi senza vita dei membri della famiglia Fogel ci fanno ricordare che anche i coloni ebrei sono esseri umani. Ma, come sempre, purtroppo per il popolo ebraico, provocano compassione solo quando sono morti. Oggi sono tutti uniti nella condanna del massacro. Ma già c’è qualcuno (come il ministro palestinese Riyad al Maliki) che semina dubbi sulla paternità palestinese del quintuplice delitto.

C’è già qualcuno che lascia intendere che la colpa sia comunque degli ebrei. Non solo in Palestina. Su Il Manifesto, il giorno dell’eccidio, si leggeva: “La strage rompe la relativa calma degli ultimi mesi, ma col cosiddetto ‘processo di pace’ fermo perché Tel Aviv vuole andare avanti indisturbata nella colonizzazione. Negli ultimi giorni però, proprio attorno a Nablus, i palestinesi avevano denunciato ripetute aggressioni da parte dei coloni della zona, nazionalisti religiosi molti dei quali immigrati dagli Stati Uniti”. Notare come vengono usate le parole e come vengono scelti i dettagli. Ci sono tutti gli estremi per vedere il demonio nelle vittime: gli Stati Uniti (potenza imperiale), il nazionalismo religioso, la colonizzazione aggressiva.

Qualcuno non è riuscito a trattenere il proprio entusiasmo per l’uccisione di questi “demoni”, anche nel momento più atroce della scoperta del massacro. Subito dopo la diffusione delle prime notizie, un’unità delle Brigate Martiri di Al Aqsa, dedicata al terrorista Al Mughniya, ha rivendicato “l’eroica azione” di Itamar. Forse più per motivi di sicurezza, che non per sincero rincrescimento, il comando delle Brigate Al Aqsa (che fanno capo a Fatah, dunque il partito del “moderato” Abu Mazen) ha rinnegato la rivendicazione e ha condannato il massacro.

A Gaza, la gente è scesa per strada a festeggiare la morte dei cinque “odiati coloni”. Ma Hamas ha dovuto emettere, subito dopo, un ipocrita comunicato in cui si afferma che “uccidere i bambini non rientra nella politica di Hamas”.

Domani o dopodomani finiranno anche queste ipocrisie. Ricomincerà la solita demonizzazione dei coloni cattivi. E qualche testa calda, interpretandola alla lettera, deciderà ancora di “fare giustizia” uccidendo tre bambini, la loro mamma e il loro papà.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

26 Responses to ““Antisionismo” schizofrenico: piange i coloni morti, accusa quelli vivi”

  1. Paolo scrive:

    Giusto piangere i morti per mano del terrore.
    Giusto accusare i vivi per una colonizzazione criminale, altro che “trasformare il deserto in un giardino”!

  2. luciano pontiroli scrive:

    Credo che sia ora di tornare ad un uso appropriato delle parole: la colonizzazione dei territori occupati sarà un comportamento inopportuno dal punto di vista politico, un sopruso agli occhi dei palestinesi, ma definirla un crimine è il primo passo per giustificare l’uccisione dei coloni.
    Per altro verso, come si può rimproverare ad Israele di essere uno stato ebraico, quando si vede la presenza di ebrei nei territori palestinesi come un oltraggio da lavare con il sangue?

  3. Paolo scrive:

    @luciano pontiroli:

    Le colonie israeliane in Cisgiordania sono un crimine secondo la Corte dell’Aja, in quanto violano l’art. 49 comma 6 del 4° Trattato della Convenzione di Ginevra (“The Occupying Power shall not deport or transfer parts of its own civilian population into the territory it occupies”), ratificato da Israele nel 1951.

    Dire questo non significa affatto giustificare l’uccisione dei coloni.

    Anzi, chiedere con fermezza ad Israele di rispettare il diritto internazionale significa riconoscere pienamente il suo ruolo di baluardo della democrazia in Medio Oriente e il suo diritto all’esistenza, senza dare alcuna legittimità al terrorismo.

  4. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Finalmente un articolo decente: il SOLO in tutti i media italiani, a parte lo Zakor di Meotti sul Foglio.
    Sono infatti d’accordo con Ugo Volli che scriveva qualche giorno fa:
    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=38850

    Signor Paolo, a parte dare letture da Bignami di questioni internazionali, la corte dell’Aja non ha ALCUNA giurisdizione in materia, in quanto non è neppure riconosciuta dalle parti in causa, oltre che dagli USA e dai 4/5 del pianeta!). Sono dei politicanti togati squalificati da anni di sentenze politiche.
    Poi, come lei stesso può vedere vi è una contraddizione interna nella sua stessa citazione.
    Tanto per cominciare, NESSUNO in Israele ha “trasferito” parte della popolazione Israeliana nei territori CONTESI: ci sono andati da soli e spesso ostacolati dal governo israeliano. Dico territori contesi, i quanto per poter essere definiti occupati in termini di legislazione internazionale e della convenzione di Ginevra, avrebbero dovuto essere territori parte di uno Stato sovrano, MENTRE NON LO ERANO AFFATTO. In Giudea e Samaria non vi `´uno stato sovrano da oltre duemila anni, e quello stato si chiamava Regno di Giudea. Da lì in avanti fu occupato da altri. Infatti, la Giordania manteneva abusivamente il controllo – JUDENREIN, ripulito da Ebrei – della Giudea e della Samaria dal 1949, e né l’ONU, né alcun altro paese, tranne il Pakistan e la GB, le avevano mai riconosciuto alcuna sovranità, in quanto non era legale, dopo la costituzione UNILATERALE di uno stato SOLO PER ARABI in cui la residenza agli Ebrei è proibita nel 1926, la Giordania, sul 75% dei territori del Mandato Britannico su cui, secondo la Società delle Nazioni (Conferenza di San Remo 1920, 1922 etc.), sarebbe dovuto essere invece stabilito, insieme al resto 25%, uno stato per il Popolo Ebraico. Non a caso in Israele la Giordania è considerata lo Stato Palestinese da quella che adesso è la stragrande maggioranza della popolazione, visto che su 120 deputati i laburisti ne hanno 15, l’estrema sinistra 4 e gli arabi antisionisti 10 su un totale di 120 deputati alla Knesset, il parlamento Israeliano.
    Quindi, definire crimine ciò che non lo è, è da idioti (che vuol dire ignoranti). E aggiungerei che è segno del solito “double standard” sulla base del quale è giudicata solo Israele: il che non è altro che vecchio antisemitismo mascherato oggi da anti-sionismo.
    Inviterei alla lettura di quanto scritto da esperti di legge internazionale proprio sulla questione degli insediamenti Ebraici, che tra l’altro non sono ASSOLUTAMENTE ritenuti illegali neppure dai TRE accordi cosiddetti di Oslo con l’OLP, accordi che invece ritengono illegale ogni atto di terrorismo, la cui fine è PRECONDIZIONE per tutto!!
    Comincerei dalla lettura di quanto scrive Eugene Rostow, former U.S. Assistant Secretary of State, (1966-1969) and former Dean of the Yale Law School, che rappresentava gli USA nella trattativa ONU sulla risoluzione 242 dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, in seguito alla quale Israele liberò i territori ancestrali ebraici occupati illegalmente dai Giordani…
    Vedi per esempio l’articolo “Are The Settlements Legal?” riportato su:
    http://www.tzemachdovid.org/Facts/islegal1.shtml

  5. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Quanto al fatto che il massacro di famiglie e bambini piccoli Israeliani da parte degli arabi non è una novità, vedere:
    http://www.libertiamo.it/2011/03/16/antisionismo-schizofrenico-piange-i-coloni-morti-accusa-quelli-vivi/
    e
    http://www.education.gov.il/children/page_23.htm
    e
    http://www.education.gov.il/children/page_34.htm

  6. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Per errore avevo messo il link a questo articolo, mentre il link giusto doveva essere:
    http://sultanknish.blogspot.com/2011/03/muslim-terrorist-war-against-israeli.html
    Me ne scuso.

  7. Paolo scrive:

    Continuo a ritenere che le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele pesano come un macigno sul processo di pace.

    Riproporre argomentazioni pseudostoriche, condite con l’immancabile richiamo all'”antisemitismo mascherato da antisionismo”, gli inviti alla lettura dei soliti triti e tristi pareri, per poi ricordare che (cito il Dottore correggendone il lapsus ortografico) “il massacro di famiglie e bambini piccoli israeliani da parte degli Arabi non è una novità” non servono a negare la cruda realtà criminale della colonizzazione della Cisgiordania, mentre concorrono inesorabilmente all’isolamento di Israele.

    Insomma: alla mia affermazione idiota, il Dott. Sergio Hadar Tezza ha aggiunto la Sua discettazione imbecille (nel senso di debole, ovviamente).

    Pace e democrazia hanno bisogno di altro.

  8. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    1) Nessuna delle mie argomentazioni è “pseudostorica”, ma sono TUTTE basate sui FATTI, che nella storia esistono e sono indipendenti dalla narrativa degli storici. Le insuperate lezioni di Edward Hallett Carr a Cambridge (Sei Lezioni Sulla Storia, Einaudi, per chi non legge l’Inglese) forse potrebbero insegnare qualcosa a codesto signore presuntuoso, mistificatore ed ignorante; che giudica ignorando che proprio in Storia Contemporanea, e proprio su Middle East, Contemporary Jewry, Third Reich, ho ricevuto la Laurea non dall’Università di Vattelapesca, ma da UCLA, una delle prime 25 università del mondo. Dato lo sfoggio d’ignoranza, mi chiedo quali siano le sue credenziali e se abbia ricevuto anche istruzione ed educazione, oltre che u titolo di studio…
    2) Nessun “lapsus” ortografico: Israeliani rimane maiuscolo e arabi minuscolo intenzionalmente. Non vedo, a parte un contributo in massacri incomparabile, nessun contributo dato all’umanità da codesti signori negli ultimi millecinquecento anni. Contiamo i Nobel, le scoperte medico-scientifiche, e prendiamo in considerazione la condizione della donna e il livello di libertà delle società arabe prima di affermare idiozie. Alla faccia del relativismo (che Gramsci chiamava “la filosofia dei camerieri” e di cui Mussolini si onorava – al congresso fascista del 1921 proclamava fiero “Noi siamo dei relativisti per eccellenza”) ci sono culture superiori e culture inferiori, culture liberticide e da fermare e culture che portano alla libertà. NON siamo tutti uguali.
    3) Idiota vuol dire proprio ignorante in Greco, mentre imbecille è un insulto che qualifica veramente il “signore” che lo ha usato nei miei confronti.

  9. Lorenzo scrive:

    Si prega a riguardo di leggere “Hopes and prospects” di Noam Chomsky. Grazie.

  10. Paolo scrive:

    1) Vorrei farmi convincere (altrimenti non discuterei), ma le Sue argomentazioni non fanno al proposito.

    Ripeto: le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele (e la colonizzazione della Cisgiordania) pesano come un macigno sul processo di pace.

    Fosse solo una mia convinzione errata, probabilmente in M.O. vivrebbero in pace da anni.

    Purtroppo non è così, e il mio amico Rami deve imbracciare il fucile (come dice lui) “per separare due coloni invasati” – magari giunti là con una laurea all’UCLA – “da qualche rozzo contadino”. Bella vita.

    2) Io sfoggio ignoranza.

    Lei ostenta una laurea e dimentica che si usa l’iniziale maiuscola per i sostantivi propri (“gli Arabi”, “gli Israeliani”) e la minuscola per gli aggettivi (“i bambini israeliani”, “i bambini arabi”; che, peraltro, sempre bimbi sono): senza scomodare il relativismo, la condizione della donna, né le scoperte medico-scientifiche.

    Semplice ortografia da terza elementare, caro dottore.

    3) Io continuo a sfoggiare ignoranza.

    Lei fa l’offeso, quando dalla consultazione di un mediocre vocabolario apprenderebbe che molto probabilmente “imbecille” deriva da “in-” (privativo) e “bacillum” (bastone), ovvero “senza bastone”, “senza appoggio”, “senza fondamento”, dunque “debole”.

    Solo Latino da quinta ginnasio, caro dottore.

    La pianto qui, ché la mia laurea serve ad altro, Libertiamo non è it.discussioni.litigi, e non vorrei che l’UCLA La citasse per danno all’immagine…

  11. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Citare Chomsky serve a poco, visto che è un linguista e non uno storico, visto che è stato svergognato da moltissimo studiosi e storici, e visto che è uno dei più virulenti attivisti anti Israele che si conosca, uno che persino pubblica citazioni false (vedi le MOLTE del libro “The Faithful Triangle”, che nella mia biblioteca sta vicino al Mein Kampf), non prova nulla. Codesto self-hatng Jew, cosí li chiamiamo negli USA, pochi emsi fa era a Teheran a sbaciucchiare Ahmedinedjad dopo essere stato in Libano a sbaciucchiare Nasrallah…

    Il Sig. Paolo evidentemente non sa leggere, visto che si produce in una tirade assurda sull’ortografia, non avendo neppure capito che non era un errore ma una differenziazione intenzionale COME HO SCRITTO… Non c’è più sordo di chi non vuole sentire.

    Quanto al suo Rami, può ricordargli che è un cretino e DOVREBBE VERGOGNARSI, visto che 1) ci difendiamo benissimo da soli (per anni ho lavorato nella sicurezza delle “colonie”) e lo abbiamo dimostrato in combattimento quando idioti come lui di Nachal stavano ben nascosti dietro le rocce mentre noi combattevamo un certo Shabbath di 9 anni fa, e ci davano i loro fucili e le loro munizioni perché si cagavano sotto invece di muoversi mentre conducevamo un conflitto a fuoco di quasi due ore con i terroristi della Jihad Islamica ; 2) la più alta percentuale di arruolamento nell’esercito e soprattuttio in unità combattenti e d’elite è a qiryat Arba, col 97%…
    Poi, altra ragione per cui si dovrebbe vergognare, è che NESSUNO se non un estremista di sinistra RAZZISTA E scemo come lui direbbe delle cretinate del genere tipo “dobbiamo difendere i coloni”, visto che NESSUNO DI NOI, su cui voi sputate il vostro veleno, si permetterebbe MAI di dire, per esempio, “chi me lo fa fare di sacrificarmi per 23 famiglie comuniste di Misgav ‘Am (kibbutz di estrema sinistra al confine col Libano)”. LUI è UN RAZZISTA E FA VERGOGNA A TSAHA”L, NOI NON DISTINGUIAMO SU CHI DIFENDIAMO E CHI NO A SECONDA DELLE NOSTRE OPINIONI POLITICHE!!!!
    Cresci!

    A beneficio degli ALTRI lettori, alcune fonti SERIE sulla questione:

    http://www.jcpa.org/text/occupation-sharon.pdf

    http://www.jcpa.org/JCPA/Templates/ShowPage.asp?DRIT=1&DBID=1&LNGID=1&TMID=111&FID=378&PID=0&IID=5603&TTL=The_Settlements_Issue:_Distorting_the_Geneva_Convention_and_the_Oslo_Accords

  12. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Ripetere la stessa frase falsa sulle presunte violazioni israeliane (per giunta mentre l’articolo era su un massacro di Ebrei, cosa sulla quale il signor Paolo si guarda bene di concentrarsi!) e ripeterla ad infinitum, non la rende vera. Al massimo fa capre meglio la celebre frase del Ministro Nazista della Propaganda, Josef Goebbels, che disse: “Anche la più grande menzogna, se ripetuta abbastanza volte, sarà prima o poi considerata verità dalle masse.”
    L’esempio seguito è illuminante in sé…

  13. Sarah Giani scrive:

    Nella storia recente, la presunzione di superiorità di un popolo ha portato allo sterminio degli Ebrei. Strano che Tezza non se ne accorga: è evidentemente un Superiore, che sentenzia quale popolo è degno o meno della lettera maiuscola, ed usa la storia solo quando “dimostra” la legittimità di sfratti, requisizioni, occupazione.

    Le colonie sono altro: http://www.arabcomint.com/colonie.htm e non solo per gli Arabi, ma anche per molti Occidentali. Tezza se ne faccia una ragione.

    Sia chiaro, nessuno sconto ai terroristi. Ma con questi coloni e con questo governo, Israele è condannato alla guerra permanente.

  14. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    arabcomint… LOL !!!
    Perché non citare direttamente Stalin, Diliberto, Nasrallah, Ahmedinedjad o Bin Laden?

    Poi….il solito accusare gli Ebrei di nazismo, che è tipico degli antisemiti più incalliti (compresi gli arabi che negli anni ’40 erano loro alleati)!
    Brava SaraH.

    Quanto alla guerra… Israele non ha scelta.

    Per citare un amico: “Se gli arabi deponessero le armi ci sarebbe la pace. Se Israele deponesse le armi non ci sarebbero più Ebrei in Israele e non ci sarebbe più Israele”.

    Quindi, come già facevano gli Ebrei oltre centovent’anni fa in Terra d’Israele, ci teniamo strette le nostre armi e ci difendiamo da chi – ben prima che si parlasse di Stato d’Israele – MASSACRA bambini, donne, vecchi e uomini, vedi, per esempio, la Comunità ebraica di Hebron, STUPRATA, MASSACRATA E BRUCIATA VIVA nel 1929, 19 anni prima dello Stato e 41 anni prima del primo “colono”…

    Voi sceglietevi pure gli amici che preferite, e FATE FINTA di piangere ipocritamente gli Ebrei sterminati nella Shoah, mentre AIUTATE il massacro degli Ebrei vivi oggi e ci date pure dei nazisti!

    Vergogna!

  15. Sarah Giani scrive:

    >>> “Se Israele deponesse le armi non ci sarebbero più Ebrei in Israele e non ci sarebbe più Israele”.

    Potrebbe semplicemente mantenere le armi e intanto smantellare le colonie. Visto che Israele non le dichiara territorio israeliano, proprio per confutare le accuse di violazione di Ginevra!

    Ma forse le colonie sono proprio armi da guerra, come scritto nel già citato http://www.arabcomint.com/colonie.htm , che Lei evita accuratamente di controbattere limitandosi ad un puerile “LOL”.

    Ho citato Arabcomint per provocazione, ovviamente: potevo mettere i link di centinaia di rapporti delle ONG e il significato era lo stesso.

    Nel frattempo prendo atto che secondo Lei:
    – le colonie non violano Ginevra “perché lo dicono Sharon e il JCPA”.
    Peccato che buona parte del mondo democratico sostiene il contrario.
    – in Cisgiordania non c’è mai stato uno Stato sovrano quindi è “terra di nessuno” liberamente colonizzabile.
    Evidentemente i Palestinesi sono Nessuno.
    – citare Chomsky “serve a poco perché non è uno storico”.
    Propongo di lasciare il diritto di parola e di voto solo agli storici.
    – “codesti signori” (gli Arabi) appartengono a “culture inferiori”.
    FarLe notare che Lei si ritiene appartenente a una “cultura superiore” significa accusarLa di nazismo.
    – un soldato che non condivide l’azione dei coloni è un “cretino che si deve vergognare”, un “razzista”, “fa vergogna a Tsaha’l”.
    Magari è solo una persona con una diversa opinione sul futuro del proprio Paese.

    Ah, oggi “idiota” vuol dire proprio idiota, e “imbecille” imbecille. Se Lei fa il furbetto con il Greco e il sig.Paolo lo ripaga con il Latino, c’è poco da fare il suscettibile…

  16. Sarah Giani scrive:

    Tanto per essere chiare, magari ce ne fosse ancora bisogno:

    Massacrare una famiglia è un crimine, e chi lo ha fatto è un criminale.
    Israele è uno Stato democratico continuamente minacciato nella sua stessa esistenza da potenze del terrore che vogliono semplicemente che cessi di esistere.
    Ma Israele ha la possibilità di rivolgersi ad altri interlocutori nel mondo arabo.
    Quando Stefano Magni scrive che /I coloni sono odiati perché costruiscono, perché abitano, perché colonizzano terre in cui, secondo i palestinesi, non dovrà più vivere nemmeno l’ombra di un ebreo/ scrive una dannata verità PARZIALE: quella è la verità dei terroristi.
    L’altra verità (FATTI, direbbe Tezza) è che le colonie illegali rendono impossibile la vita a molti Palestinesi e li privano delle risorse e dei diritti più elementari.
    Smantellare le colonie (o almeno non estenderle) è un passo necessario per rendere credibile la lotta contro il terrorismo.

  17. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    MA questo postulato del “senza colonie ci sarà la pace” da dove arriva??
    La STORIA, I FATTI, dimostrano il contrario.
    Ci sono state guerre continue PRIMA che ci fosse un solo insediamento ebraico al di là della linea verde delle mappe militari giordane (perché di ciò si tratta, non essendoci MAI stato un confine riconosciuto ad Israele). Quindi, a meno che non si riesca ad invertire il rapporto causa-effetto, indipendentemente da quale maggioranza lo affermi, gli insediamenti sono venuti DOPO le guerre continue.
    Poi, tanto per non rimaner nel vago, gli accordi di Oslo NON PREVEDONO AFFATTO lo smantellamento di insediamenti ebraici, e tali accordi sono stati firmati dai cosiddetti “palestinesi”. Quindi, visto che invece HANNO FIRMATO per la fine del terrorismo, che AL CONTRARIO dopo Oslo è AUMENTATO VERTIGINOSAMENTE, che soddisfino prima le cose alle quali si son impegnati, poi parleremo del resto.
    È profondamente RAZZISTA pretendere che uno non possa vivere da qualche parte solo perché è Ebreo, è QUESTO è quanto pretendono, ed è ciò che vuol dire proibire agli Ebrei e SOLO AGLI EBREI di vivere nella nostra terra ancestrale, posto in cui siamo certamente meno coloni di gente venuta ILLEGALMENTE da mezzo mondo meno di 100 anni fa – DOPO CHE COMINCIAMMO A TORNARE NOI A CASA NOSTRA – gente senza alcun legame storico o religioso con questa terra: da Sudan, Afghanistan, Hedjaz, Bosnia, Egitto, Transgiordania, eccetera.
    Si dia un’occhiata qui (le obiezioni del signor Said, terrorista OLP, che mentì persino sul posto dove crebbe le conosco): http://www.eretzyisroel.org/~peters/
    Se i pals fossero veramente interessati alla PACE e non a terre JUDENREIN, ripulite da Ebrei, si sarebbe visto.
    Invece, non appena fecero elezioni libere nel 2005, cosí come in Germania votarono DEMOCRATICAMENTE per i nazisti di Hitler, costoro hanno votato al 98.5% per nazislamici di Hamas (oltre 70%) e per altri nazisti meno islamici tipo FPLP, FDLP, Fatah, eccetera. E hanno un sacco di utili idioti in occidente che li aiutano, cosí come negli anni trenta Hitler aveva i pacifinti che impedirono che lo si fermasse militarmente negli anni trenta quando ancora era possibile senza perdere 80 milioni di persone come poi successe, con appeasements vari e manifestazioni paciFINTE in mezza Europa…

  18. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Quanto alle ONG, attivissime CONTRO SRAELE, MAI NEUTRALI, pagate e finanziate da satrapi arabi, da antisemiti di ogni tipo e nazionalità, s’informi meglio sulla loro totale assenza di neutralità:
    http://www.ngo-monitor.org/index.php

  19. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Tra l’altro…
    Visto l’uso dei due pesi e due misure su Israele – il che di per sé costituisce antisemitismo, essendo esattamente la stessa cosa fatta per secoli con gli Ebrei – mi chiedo se le “colonie” siano veramente l’ostacolo alla pace, dato il CONTINUO ricorso all’incitazione al terrorismo e alla glorificazione dello stesso da parte dell’ANP.
    La dedica di piazze e strade a massacratori di ebrei (come questa che massacrò 37 civili in un autobus nel 1978! http://www.jta.org/news/article/2011/03/18/3086475/state-condemns-outright-naming-of-square-for-terrorist ) sembra proprio un indice di volontà di pace, no?
    Usare esempi nei libri di matematica delle elementari tipo: “se ci sono dieci Ebrei e ne ammazzo sei quanti ne restano?” è anche segno di volontà di pace, no?…
    Vorrei sottolineare ancora che, mentre negli Accordi di Oslo non si parla ASSOLUTAMENTE di eliminazione di insediamenti Ebraici in Giudea e Samaria, né del resto di congelarne la crescita – a quando la sterilizzazione dei coloni, visto che all’eutanasia ci pensano già da anni? – o le costruzioni, si para ESPLICITAMENTE di fine delle attività terroristiche e fine dell’incitazione nei media e libri di testo…

  20. Sarah Giani scrive:

    Il sig. Tezza, incapace di una minima contestazione del (ripeto, provocatorio) articolo http://www.arabcomint.com/colonie.htm, sfodera il solito becero, antistorico, illiberale armamentario dell’estrema destra israeliana.

    Cita frasi deliranti che qui nessuno ha scritto:
    >>> pretendere che uno non possa vivere da qualche parte
    >>> solo perché è Ebreo
    >>> proibire agli Ebrei e SOLO AGLI EBREI di vivere nella
    >>> nostra terra ancestrale

    Nega qualsiasi dignità al popolo palestinese
    >>> gente senza alcun legame storico o religioso con questa terra

    Reagisce contro chi condanna il terrorismo *E* la violenza della colonizzazione, tacciandolo di antisemitismo:
    >>> uso dei due pesi e due misure su Israele – il che di per
    >>> sé costituisce antisemitismo

    Mistifica l’operato delle ONG, senza alcun distinguo. Per Sua informazione, quella in cui opero non riceve un centesimo dai soggetti da Lei citati. Se “neutralità” significa appoggiare le violente politiche colonialiste, stia pur certo che siamo ben fieri di non essere neutrali.

    Sinceramente sapevo di arrivare a questo punto di incomunicabilità, perché conosco fin troppo bene i tipi come Tezza.

    Io continuerò a tentare di far crescere, da ambo le parti, le speranze di tolleranza, rispetto e democrazia. I Tezza continueranno a fomentare odio e violenza tra due popoli.

  21. Piero scrive:

    Ammetto di non avere un’opinione articolata e precisa sulla questione mediorientale.

    Personalmente, non condivido le opinioni del dott. Tezza, che mi sembrano basate anche sulla rivendicazione di diritti di proprietà per via di criteri di appartenenza religiosa e culturale.

    Ma non è questo il punto.

    Le colonie, certo, costituiscono un problema nello scenario della convivenza tra due popoli. Non sono il problema principale, né è fondamentale inquadrarle nel diritto internazionale (qualora fosse chiaro cosa ne è _oggi_ di esso); possono, semmai, essere un ostacolo a trattative contingenti, e i vari governi israeliani hanno “usato” l’operato dei coloni: spesso favorendoli, altre volte ostacolandoli, con baratti poco comprensibili per me (che ho la fortuna di non avere le chiappe in uno Stato in guerra per la sopravvivenza fin dall’origine).

    La questione dei diritti umani per i Palestinesi è un grosso problema. Ma sicuramente la soluzione ad esso non può venire, oggi, dal mondo arabo. Con tutte le limitazioni che a noi possono apparire insopportabili, i diritti e la qualità della vita degli Arabi in Israele è anni luce avanti a quella di qualsiasi altro stato arabo.

    Se vogliamo parlare di “liberazione” dei Palestinesi, qualunque cosa essa significhi, non può prescindere dall’esistenza e dallo sviluppo di Israele.

    Oggi è proprio il futuro di Israele _IL_ problema. A meno che non vogliamo appiattirci sulle posizioni di Abu Mazen, che è evidentemente intenzionato non a concludere alcuna trattativa, e di fatto contribuisce ad espandere l’egemonia iraniana sui Palestinesi.

    Mi limito a citare una parte di un (non recentissimo) articolo di Sharon Levi (anche lui estremista, sig.ra Sarah)), che ben inquadra la questione:

    —–
    è proprio sulla parola “sopravvivenza” che bisogna concentrarsi per capire a fondo i motivi del comportamento di Israele e il perché la questione palestinese non sia una priorità. Oggi il nemico più temibile e pericolo per Israele si chiama Iran. Ahmadinejad non si è solo limitato a dire di voler cancellare Israele dalla faccia della terra, ma sta facendo tutte quelle azioni necessarie a raggiungere questo obbiettivo. Ogni volta che Israele si è ritirato da territori occupati, questi sono passati quasi immediatamente sotto il controllo (diretto o indiretto) dell’Iran. Gli israeliani si sono ritirati da Gaza e oggi quel territorio è sotto l’influenza iraniana attraverso Hamas. Gli israeliani si sono ritirati dal Libano del sud e oggi quel territorio è sotto il controllo iraniano attraverso Hezbollah. Cosa pensate che succederebbe se Israele si ritirasse anche dal Golan e dai territori occupati in Cisgiordania? Ve lo lascio immaginare. Oggi l’Iran si trova ai confini con Israele e sta facendo di tutto per completare l’accerchiamento. Questa è la vera priorità che gli israeliani devono affrontare e non i capricci veniali di Abu Mazen o quelli elettorali di Barack Obama. Si tratta di sopravvivenza e non di smanie coloniali sulla Palestina.
    —–

    L’articolo completo è http://www.secondoprotocollo.org/?p=1843

  22. Piero scrive:

    E’ saltato un punto interrogativo. Volevo scrivere: “Anche lui estremista, signora Sarah?”

  23. Piero scrive:

    Tornando nel merito dell’articolo, mi chiedo fino a che punto può arrivare la disinformazione anti-israeliana.

    Ecco un terrificante esempio di “self-hating Jews” di casa nostra, proprio sul massacro terroristico di Itamar: http://rete-eco.it/it/approfondimenti/cisgiordania/19897-awarta-cisgiordania-il-giorno-dopo.html . Vi anticipo il sommario, con tanto di virgolette:
    Dopo 4 giorni e mezzo di perquisizioni e interrogatori, alla
    ricerca dei sospetti che “avrebbero” ucciso una famiglia di
    coloni a Itamar, le truppe israeliane se ne sono andate.
    Lasciando nel villaggio di Awarta danni economici e
    psicologici. Continuano anche gli episodi vandalici ad opera
    dei coloni.

  24. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Se non bastassero le centinaia di razzi e bombe di mortaio lanciate sin da Gennaio sulle città e paesi del Sud d’Israele dalla Striscia di Gaza resa Judenrein dopo migliaia di anni e ora occupata dai nazislamici…

    “L’attacco a Gerusalemme è un memento per tutti noi che, agli occhi degli islamisti e dei terroristi, Israele in sé è tutta una “colonia”. Il conflitto è sull’esistenza d’Israele, non sulla sua grandezza”

    Cosí scrive Giulio Meotti su
    http://www.nationalreview.com/corner/262860/jerusalem-bus-station-bombing-chilling-reminder-us-all-giulio-meotti

  25. Ora Basta scrive:

    Questi due pseudopopoli hanno avuto tutto il tempo e le risorse per convivere civilmente.
    Hanno preferito continuare a scannarsi su chi è il padrone di quelle terre del cazzo senza petrolio, a negare l’uno esistenza dell’altro, a coinvolgere il mondo intero nel loro stupido conflitto sanguinario. E a ricevere soldi a palate (per pane o per armi, non importa: finché c’è guerra arrivano i quattrini).

    Ora basta.

    Se l’Occidente ha un briciolo di dignità, deve proporre un semplice ultimatum.
    UN BELL’ANNO DI TEMPO per organizzarsi IN DUE STATI BEN DIVISI E IMPERMEABILI (di qua o di là dalla linea verde, ritorno o no dei profughi, settlers ok o ko, ulivi o palme, moschee o sinagoghe o entrambe o nessuna: CAZZI LORO basta lo facciano).

    Se in un anno non ce la fanno a dividersi PER SEMPRE, e comunque AL PRIMO SGARRO (un piedino che da lì va di là) gli diamo UN MESE PER DISPERDERSI NEL RESTO DEL MONDO, in PICCOLI GRUPPI BEN LONTANI, e occhio a NON ROMPERE LE PALLE a chi vorrà ospitarli.

    Poi BOMBARDIAMO QUELLE CAZZO DI TERRE MALEDETTE DAL GOLAN AL NEGEV finché non resta la minima traccia di chiese, moschee, sinagoghe, tombe di santi, martiri o patriarchi, né di essere vivente alcuno.

    E finalmente ci facciamo tanti parcheggi nell’interno, e tanti bei villaggi vacanza sulla costa.

  26. John scrive:

    Tutto l’articolo è creato ad hoc in salsa anti-antisionista e mira a far credere che i colpevoli fossero stati i palestinesi.
    In realtà la notizia (ormai vecchiotta) è stata aggiornata, e pare che i colpevoli fossero dei lavoratori filippini dipendenti di quella stessa famiglia, arrabbiati perchè questa non li aveva retribuiti per il loro lavoro.
    Subito tutti i coloni e tutta la stampa israeliana però si sono scagliati contro i palestinesi… non è forse razzismo questo?

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