Olimpiadi 2020, medaglia d’oro alla ‘lealtà’ di Alemanno

– Quando uno non li ha, lo stile e soprattutto la lealtà, non se li può dare. Prendete ad esempio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Sabato scorso, durante la cerimonia commemorativa di un tipografo del Secolo d’Italia ucciso nel 1980, richiesto da un cronista di valutare le conseguenze del cataclisma giapponese sulla candidatura di Tokyo alle Olimpiadi del 2020 nonché l’opportunità di ritirare la candidatura di Roma per favorire il paese asiatico, il sindaco di Roma rispondeva così:

“Quella di Tokyo era ed è una candidatura di grande prestigio da valutare con molta attenzione, non è mai avvenuto che si verificasse un corto circuito di questo tipo. Quando un Paese deve ricostruire è difficile che si dia priorità agli impianti sportivi. Siamo tutti molto vicini al popolo giapponese che sarà aiutato a livello internazionale. Ma la questione olimpica è un altra storia”.

Alla faccia dello spirito olimpico. Alemanno non conosce l’obbligo di tregua, anzi. Non riesce a trattenere, vanesio, le sue capacità di avventuriero del sillogismo: tra un terremoto e un’Olimpiade ha precedenza il terremoto; il Giappone è prostrato dall’Apocalisse di un terremoto; il Giappone non può organizzare l’Olimpiade.

Né Roma gli darà una mano, ché anzi la questione olimpica è un’altra storia, di quelle in cui la competizione non conosce il presupposto della lealtà, né la vittoria l’onorevolezza di seguire a una “lotta” ad armi pari. Gianni non disdegna di vincere facile. Ammesso che ci riesca. I giapponesi ricostruirono in dieci anni un paese distrutto dalla seconda guerra mondiale, diventando la seconda potenza economica al mondo. La candidatura di Roma è avvisata.

Ma non è solo etica la falla che buca il ragionamento del primo cittadino romano. E’ anche politico/economica. Perché è proprio in  presenza di eventi straordinari  come quello che ha colpito il paese nipponico che è più utile e simbolicamente più significativo, terminata l’emergenza,  scompaginare l’ordine della linearità logica in favore del disordine della volontà narcisistica. Fra dieci anni al Giappone farebbe benissimo specchiarsi nei miliardi di monitor collegati da tutto il mondo sui giochi olimpici di Tokyo perché si riscoprirebbe rinato.

E se valesse il criterio di priorità individuato da Alemanno, il Governo italiano fece male, anzi malissimo, a trasferire nel 2009 il G8 dall’isola della Maddalena a L’Aquila appena colpita dal sima. Non era opportuno impegnarsi a ricostruire la città distrutta piuttosto che la vetrina del summit internazionale? No, ma non mi risulta che in quell’occasione il sindaco della capitale brillò di altrettanta virtù logica.

L’unica cosa da valutare con molta attenzione, in questa vile faccenda, ce l’hanno i romani, ed è la permanenza al Campidoglio di un sindaco che ha aggiunto l’inadeguatezza umana alla propria incompetenza politica.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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