Ecco perché non ha senso strumentalizzare Fukushima

di DIEGO MENEGON – Il reattore Fukushima 1 è in funzione da 40 anni. Doveva essere disattivato a febbraio, ma il governo giapponese ha deciso di prolungare il suo ciclo di vita di dieci anni.

In questi giorni, le prime tecnologie del nucleare per uso civile, concepite negli anni ’50 del secolo scorso, sono sottoposte alla prova di un terremoto di dimensioni inattese in un Paese a forte rischio sismico. In Giappone sono attivi oltre cinquanta reattori nucleari; in tre di questi, tutti collocati nello stesso sito nucleare, si sono verificati dei malfunzionamenti ed è stato dichiarato lo stato di emergenza. Le autorità hanno reagito al pericolo rappresentato dall’esposizione della popolazione a livelli di radiazione sopra la norma decidendo di evacuare un’area compresa nel raggio di 20km dalla centrale.
L’edificio esploso a Fukushima, le cui immagini hanno girato il mondo, non conteneva combustibili fissili; il nocciolo del reattore che li contiene è sotto controllo.
Un portavoce del governo ha dichiarato che attualmente nei reattori viene immessa acqua di mare per frenare l’aumento della temperatura all’interno del nocciolo. Il peggioramento dello stato del sistema elettrico rende tuttavia difficile il costante ed efficace funzionamento dei sistemi di sicurezza.

Il cataclisma ha tolto la vita a circa diecimila persone, ma già l’attenzione è rivolta al danno sull’ambiente e agli effetti nel lungo periodo sulla salute della popolazione.
L’intero sistema infrastrutturale è messo a dura prova dallo tsunami e dalle scosse del terremoto. Alcune centrali idroelettriche sono state danneggiate e noi Italiani possiamo ben comprendere il timore che accada qualcosa di simile a quanto è accaduto nel Vajont.

L’ingegnere Rod Adams ha tracciato un primo bilancio delle conseguenze dello tsunami e del terremoto sull’ambiente e sulla salute, in cui si dichiara pressoché certo che le misure adottate a Fukushima per stabilizzare il sistema faranno rientrare l’allarme senza conseguenze. La contaminazione radioattiva sarà contenuta e localizzata in specifiche aree dell’impianto, non interessando quindi le aree abitate circostanti.
Secondo Rod Adams, il vero danno all’ambiente deriverà dal rilascio di combustibili e sostanze inquinanti da parte di veicoli e industrie nell’area sommersa dallo tsunami.

La strumentalizzazione di una tragedia rappresenta il modo peggiore di fare politica. Piegare i fatti all’ideologia offende le vittime e distorce la realtà, inducendo all’errore l’opinione pubblica e i governi.
A quanti intendono utilizzare i fatti di cronaca di questi giorni per influenzare l’opinione pubblica ed alimentare un sentimento antinuclearista in patria, sarebbe il caso di ricordare la dura realtà: ogni infrastruttura civile, per quanto utile al progresso e alla stessa incolumità delle popolazioni, può, seppur raramente, essere teatro di una catastrofe. A Middletown, nel Connecticut, nel febbraio 2010 l’esplosione in una centrale termoelettrica ha causato la morte di cinquanta persone. L’anno prima in Russia un incidente in una centrale idroelettrica ha tolto la vita a sessantasei persone; decine di tonnellate di olio dei trasformatori si sono riversati sul fiume Yenisei. In questo contesto, nella triste conta delle vittime, il nucleare rimane la tecnologia più sicura.

I tentativi di strumentalizzazione si spingono a cercare analogie tra il caso giapponese e quello italiano, analogie che, però, si rivelano abbastanza improbabili, principalmente per due motivi.

In primo luogo, il ritorno all’atomo, se sarà compiuto, porterà in Italia tecnologie di ultima generazione, più sicure, che, come prevede la delibera CIPE in materia, rispettino standard di sicurezza superiori a quelli garantiti dalle centrali attualmente in funzione negli altri paesi.
In secondo luogo, il confronto non è opportuno se si pensa a come il rischio sismico sia senza dubbio più elevato in Giappone che in Italia, dove non si è mai registrato un terremoto di magnitudo 9.

Inoltre, nel nostro Paese esistono aree, per quanto circoscritte, non a rischio sismico. Sarà quindi compito dell’agenzia per la sicurezza nucleare individuare i criteri per la scelta dei siti, tenendo conto, per l’appunto, di questo rischio.

Certo, rimane da chiedersi per quale motivo un Paese abituato a sentir fremere la terra, a cavalcioni tra due placche terrestri in perenne movimento, abbia disseminato il proprio arcipelago e continui ad investire in impianti di produzione di energia da fonte nucleare.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

30 Responses to “Ecco perché non ha senso strumentalizzare Fukushima”

  1. Fiandri scrive:

    Sono agnostico sul tema del nucleare, non mi sono ancora fatto un’idea precisa, anzi ero tendenzialmente favorevole proprio quando una parte della Sinistra contrastava con forza il nucleare. Quindi non credo che mi si possa accusare di piegare i fatti all’ideologica, su questo tema, né di offendere nessuno.
    Penso – invece – che sia poco serio parlare di nucleare senza dare il giusto peso a ciò che è avvenuto in Giappone, specie quando ancora si possono fare solo previsioni sugli esiti, e non si hanno di fronte dati precisi. Anche questo è un modo per utilizzare i fatti di cronaca di questi giorni per influenzare l’opinione pubblica.
    Invece di “sparare” certezze e accuse (anche accuse di sciacallaggio o di strumentalizzazioni) credo che dovremmo tutti quanti avere il coraggio del dubbio, e mettere le cose in discussione, studiare.

  2. stefano scrive:

    ma guarda a mio parere è inutile andare ancora dietro alla chimera del nucleare sicuro.
    i fatti sono chiari anche se il nucleare fosse ipersicuro resta il fatto che nella seppur lontana ipotesi di un incidente ciò andrebbe a discapito di svariate generazioni.
    Prova a vedere come si presenta pripyat oggi.(cittadina a ridosso di chernobil)
    Un incidendete nucleare a dei costi mostruosi la costruzione di una centrale ha dei costi mostruosi lo smantellamento IDEM(ricordo che noi siamo ancora alle prese con lo smantellamento delle nostre),l’estrazione e la lavorazione del combustibile nucleare è dispendiosa e pericolosa nonche inquinante(vedi i problemi degli inerti che hanno i francesi)lo smaltimento del combustibile esausto non ha ancora trovato una soluzione neanche in paesi molto più avanti di noi come gli stati uniti.Insomma la tecnologia nucleare ha degli ottimi risultati in campo medico e ci puo aiutare ma perfavore smettiamo di scomodare una grande e pericolosa energia per scaldare l’acqua ci sono metodi migliori, ricordo che la germania grazie ad una politica energetiva volta allo svilutto di energie rinnovabili ha deciso di abbandonare e CHIUDERE i suoi impianti nucleari.Nel MONDO attualmente solo 2 nuovi impianti di terza generazione sono in costruzione con ritardi enormi e aumenti di costi.
    NON NE VALE LA PENA

  3. Alessio Marignani scrive:

    Io sono contro le centrali nucleari non per questioni di sicurezza (anche se!!!!!1), ma per motivi economici. Di fatto con il continuo progresso tecnologico le energie rinnovabili stanno diventando sempre più efficienti, è presto saranno più conveniente del nucleare.

    La casta boicotta e denigra le rinnovabili perchè sono democratiche, cioè ognuno si potrebbe produrre autonomamente la sua energia, a quel punto fine della speculazione, il monopolio del mercato finirebbe e i prezzi crollerebbero.

    Se non conoscessi come ragiona la casta, direi che le due vie (nucleare e rinnovabili) non sono alternative, ma potrebbero essere complementari, tuttavia se quelli decidono di investire nel nucleare faranno in modo che lo sviluppo delle rinnovabili si fermi, per poter speculare tranquillamente sui prezzi.

    Oggi bisognerebbe puntare tutto su un mix di mini-eolico (pale di piccole dimensioni con basso impatto acustico e ambientale, posizionabili sui tetti, in giardino, ovunque) e Geotermico; per le loro caratteristiche di elevata rinnovabilità e democraticità.

    Per quanto riguarda il solare, oggi nn è una buona alternativa, perché basato sul silicio il quale, oltre ad essere costoso, ha un forte impatto ambientale durante l’estrazione e presenta molti problemi per lo smaltimento, quindi non è un energia puramente rinnovabile. Tuttavia le alternative al silicio ci sono (http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/3409-le-7-alternative-al-silicio-nel-futuro-del-fotovoltaico ) quindi andrebbe incentivata la ricerca, e i mini impianti sui tetti (gli enormi impianti compromettono gravemente il territorio, e sono facile preda di speculazione e mafia).

    Uno dei maggiori vantaggi delle rinnovabili rispetto al nucleare è l’indotto, per il nucleare il lavoro finirebbe tutto nelle mani di grandi aziende soprattutto estere, e ci sarebbe la creazione di pochi posti di lavoro, altamente specializzato. Invece se si puntasse su la costruzione di mini impianti rinnovabili, si creerebbe una immaginabile quantità di posti di lavoro (tra produzione e impiantistica qualche milione di posti di lavoro).

    Poi va fatto anche un discorso sul know how, in Italia le competenze e la ricerca sul nucleare è praticamente nulla è dovremmo acquistare queste all’estero, mentre in materia di rinnovabili la ns ricerca è abbastanza prolifica e se si investe in questo settore ci ritroveremo presto ad esportare la ns tecnologia in tutto il mondo, dato che quasi tutti i paese vanno in questa direzione (ad esempio se riuscissimo a produrre un fotovoltaico a basso costo grazie alla ns posizione strategica potremmo esportarlo in tutta l’Africa).

  4. Marco scrive:

    Ma smettiamola anche solo di parlare di nucleare finche’ non si trova una soluzione anche solo vagamente plausibile al vero problema del nucleare, il decommissioning …. Basta ciarlare di convenienza o sicurezza se non si sa come completare il ciclo di vita di scorie ed impianto….

  5. Ci fosse anche una sola ragione per riprendere da zero il programma nucleare per far arricchire i soliti col denaro pubblico, alla faccia dei liberali e del liberalismo: chi si prende la responsabilità di mettere a rischio disastro o scorie questo nostro tragicomico Paese incapace di smaltire le pattumiere di casa e sismico come un piccolo -anche nelle capacità di affrontare le emergenze- Giappone?

  6. Forza Giappone scrive:

    Non sono un esperto, e sono un antinuclearista senza essere ossessionato da apocalissi e senza essere un figlio dei fiori alla Carlo Verdone maniera. Ci sono varie obiezioni che credo valide, anche sulla effettiva rendita economica del nucleare (come la creazione dell’ennesimo monopolio), ma soprattutto .. davvero mettereste una cosa così delicata come il nucleare in mano ad una classe dirigente italiana così cialtrona e incapace?
    Il paese che non riesce a finire la Salerno-ReggioCalabria, il paese che ad ogni piccolo/medio terremoto o alluvione vive tragedie (e poi farse nella ricostruzione). A questo paese qui affidereste il nucleare?

  7. Bap scrive:

    Immolano ogni giorno le nostre vite e quelle degli altri al dio denaro!
    Sarebbe ora di cambiare le cose in modo definitivo, aspettare ancora potrebbe farci arrivare ad un punto di non ritorno!
    Ma forse è già troppo tardi, e la lenta saturazione non ci fà vedere quello che abbiamo davanti agli occhi…ormai come tanti nutro una forte sfiducia nell’umanità…e un immensa tristezza per il popolo italiano

    Han approposito dell’articolo…stanno buttando acqua di mare e boro per avvelenare l’uranio e scongiurare il rischio del piu grande incidente nucleare della storia…pensi che le autorità e il buon ingegnere Rod Adams dicano a tutti che sono nella cacca fino al collo…facendo scoppiare il panico…giustooo non bisogna aver paura delle centrali nucleari, il rischio che avvenga un incidente in cui possono morire migliaia di persone è basso…che mondo trite e malato T__T

  8. Diego Menegon scrive:

    Diego, da liberale e liberista sono contrario ad ogni sussidio al nucleare (ad oggi non previsto), sono contrario al monopolio Sogin, sono contrario a negare la libera iniziativa economica nel settore del nucleare per uso civile.

  9. Simmaco scrive:

    Figuriamoci gli ambientalisti nostrani ora… staranno già festeggiando… e come nell’86 ancora una volta l’avran vinta.
    E L’Italia rimarrà nuovamente indietro, senze centrali nucleari, con pesanti tasse per finanziare incentivi al non ancora conveniente solare, e pagando fior di money per petrolio e carbone.

    http://fragmenta.weebly.com/

  10. Il problema nucleare si divide in tanti capitoli, dei quali la sicurezza è uno dei tanti.
    1- non è vero che il nucleare sia il più economico.
    Le stime più recenti fatte negli
    Stati Uniti dimostrano che al 2020 il costo del kilowattora nucleare da nuovi impianti sarà maggiore del 75% rispetto a quello del gas e del 27% rispetto all’eolico. E a pagare saranno i cittadini. In quanto tutti gli impianti ricevono finanziamenti pubblici (strano, vero, per investimenti così vantaggiosi?)
    Tra l’altro nei costi non si tiene conto adeguatamente dei costi futuri dovuti a: a) smantellamento delle centrali, b) implementazioni sulla sicurezza, per adeguare le centrali via via ai nuovi standards e c) problema rifiuti radioattivi stoccaggi futuri
    2 – non è vero che ci sono grandi risparmi di co2. E’ vero che non si brucia co2 nella produzione di energia ma se ne consuma parecchio nella costruzione degli impianti, nei trasporti delle materie prime e in tutti i processi successivi. Si stima che raddoppiando nel mondo l’attuale produzione di energia nucleare ci sarebbe una diminuzione totale del 5% di co2
    3- Sicurezza. A parte tutte le discussioni che si possono fare sui margini di sicurezza, i tempi di ritorno previsti per il sisma massimo ammissibile, per il fatto che questi calcoli in giappone sono stati clamorosamente sbagliati (nonostante le correzioni dopo il terremoto di Kobe), rimane un fatto. Anche se le strutture civili ed il !”recipiente” cioè l’involucro o gli involucri della centrale fossero inattaccabili da qualsiasi evento esterno, i problemi veri riguardano la parte impiantistica. in giappone è andato in tilt il circuito di raffreddamento, fatto di pompe, saracinesche, rubinetti e tubi che si sono clamorosamente “inceppati” al momento che dovevano entrare in funzione. Da qui il surriscaldamento del nocciolo e delle barre di combustibile anche a reattore spento, in quanto le temperature comunque aumentano se non raffreddate opportunamente. Per evitare danni peggiori si è costretti a rilasciare vapori caldi radioattivi nell’ambiente, un po’ come si fa con una penmtola a pressione che comincia a fischiare. Questo crea diffusione di nubi radioattive che possono spostarsi, aseconda i casi, per centinania, o migliaia di km. ecco perchè non è la stessa cosa parlare di sicurezza di un qualsiasi altrio impianto di produzione di energia e gli impianti nucleari. Nel primo caso gli effetti sono contenuti nel tempo e nei luoghi nel secondo si parkla di disastri a livello planetario. Non capisco perchè su libertiamo si propaganda l’energia nucleare, manco fosse il manifesto del liberalismo, quando si tratta dell’attività economica e produttiva più finanziata al mondo dai vari stati… boh…

  11. Diego Menegon scrive:

    gli studi che cercavano di dimostrare la maggior convenienza delle rinnovabili sono stati facilmente smentiti. Scontano dai costi i sussidi, ossia dei costi trasferiti all’utente in modo coercitivo.
    Non so quale sarà la fonte più conveniente domani; vorrei che si potesse investire i propri soldi nelle tecnologie che si ritengono più promettenti, in un quadro normativo stabile e certo.
    Sulle rinnovabili, che dal mio punto di vista non sono assolutamente alternative al nucleare, bensì complementari, rinvio al recente paper scritto con l’IBL: http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/PP/IBL_PP_13-Rinnovabili.pdf

  12. Mauro Suttora scrive:

    non insistete. Il nucleare ormai è una causa persa. Unico commento: poveri giapponesi

  13. Euro Perozzi scrive:

    a volte in questa civiltà delle immagini può ancora capitare che non ci accorgiamo che le immagini hanno un significato profondo che non è possibile oscurare con le parole. Il nostro supercervello ci autocensura e non ci accorgiamo che la realtà che tutti vedono è più avanti della nosta mente, ferma alle nostre convinzioni, ai nostri desideri più profondi, radicati nella nostra mente autoreferenziante. Ma non c’è problema siamo in democrazia (liberale) e quello che tutti vedono dovrebbe essere sufficiente a esprimere una volontà maggioritaria… o no?!

  14. Michele scrive:

    Non sono affatto aprioristicamente contro il nucleare ma ho come la sensazione che si sia in balia degli eventi… si rassicura e si trovano giustificazioni all’aggravarsi della situazione dicendo che non può più peggiorare per poi dopo poche ore dover trovare altre spiegazioni, altre giustificazioni altre rassicurazioni.
    Se questo avviene in Giappone non oso immaginare in Italia.
    Chicco Testa, uno dei tanti zompatori nostrani, derideva la notizia circa una presunta fornitura di liquido refrigerante dagli USA al Giappone, dicendo che il liquido refrigernate è semplicemente l’acqua di mare! Se questo convertito sulla viad del conto corrente sapesse almeno distinguere fra un circuito primario e secondario di raffreddamento mi sentirei appena un po più rassicurato quando viene a speigarci che sicuramente (e già qui casca l’asino) nelle modernissime centrali italiane non vi potranno mai essere incidenti.
    Sulla questione dll’economicità della prduzione di energia elettrca dal nucleare l’unico vero vantaggio penso starebbe nella bilancia commerciale . Come tale credo che il ruolo dei privai si ridurrebbe in un modo o nell’altro ad intsacare sovvenzioni pubbliche.
    Per concludere ritengo che quando si parla di nucleare la cosa più importante sia la cribilità del complesso sistema di gestione e controllo (politico, imprenditoriale, tecnico ecc.) In Italia non so se questo sarà mai possibile.
    Forse si dovrebbe puntare sulla ricerca e sulla fusione nucleare ma… dimenticavo che la ricerca costa

  15. bart_simpson scrive:

    Vorrei solo precisare che a Middleton i morti sono stati sei e non cinquanta.

  16. ANSA – 14 marzo (18:58)

    E’ critica la situazione a Fukushima, dove a tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, si lotta perevitare una nuova Chernobyl. Le barre di combustibile sono rimaste scoperte in tutti e tre i reattori della centrale nucleare di Fukushima 1 ed in uno di essi potrebbe essere cominciato il processo di fusione. Ad aggravare la situazione una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2 avvertita anche a Tokyo. Intanto, si continuano a contare le vittime: 5.000 secondo l’ultimo bilancio che però si ritiene possa salire fino a 10 mila. Sul fronte economico la Borsa diTokyo ha chiuso gli scambi con una perdita del 6,18%; ferma la produzione nei maggiori impianti automobilistici del paese. La Bank of Japan ha immesso sui mercati valutari denaro liquido per 12mila miliardi di yen. La Farnesina ha reso noto che è sceso a due il numero degli italiani di cui non si hanno notizie.

    TOKYO CHIEDE AIUTO A USA PER REATTORI – Il Giappone ha chiesto agli Stati Uniti aiuto per contribuire a raffreddare le centrali nucleari danneggiate: lo rende noto la Us Nuclear Regulatory Commission, l’organo federale di controllo statunitense.

    CAPO AIEA, GIAPPONE CI HA CHIESTO AIUTO – Il Giappone ha ufficialmente chiesto all’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) l’invio di un squadra di esperti, in seguito alle esplosioni in una centrale nucleare. Lo ha detto oggi il direttore generale dell’Aiea, Yukiya Amano.

  17. Patrizia Franceschi scrive:

    Con un terremoto come quello ed ondate alte 12 mt che cosa si salverebbe? L’eolico? Quelle orrende ventole messe in mezzo al mare ed in cima ai monti? Che fra l’altro è stato dimostrato che non portano a niente.E poi se ci fosse stato un terremoto come quello del Giappone credete che le centali nucleari che sono in Svizzera ed in Francia sul confine con l’Italia, non facciano pervenire le nubi anche da noi? Oppure credete che dobbiano anche fare a meno delle dighe? Visto che quella Giapponese si è spaccata?
    Mi sembrano tutti discorsi he come al solito bloccheranno qualsiasi progresso.
    Per quanto mi riguarda ho votato a favore anche l’altra volta.

  18. giancarlo scrive:

    Succedono cose in tempo reale e noi ne traiamo conclusioni per il futuro……un brutto vizio italiano….essere emotivi,lasciarci prendere dal panico e dare giudizi definitivi prima che tutto finisca….Lo facciamo con le azioni legali della cronaca,lo facciamo con la Libia,dove prevediamo quel che non succede…perchè non si ragiona razionalmente ma emotivamente.Insomma aspettiamo,vediamo cosa succede e poi decidiamo e sentenziamo…come ai vecchi tempi…

  19. cristina barbero scrive:

    Mi occupo di energie rinnovabili e di efficienza energetica da circa 15 anni e ho avuto la fortuna di farlo attraverso programmi e finanziamenti dell’Unione Europea che ho condiviso con altri partners europei. Nonostante ci si occupasse di energie rinnovabili nè io nè i miei colleghi europei ci siamo mai sentiti anti-nucleare per ideologia.
    L’Unione Europea ha provato negli anni scorsi a dotarsi di una politica energetica comunitaria, purtroppo con scarsi risultati finora. Ma ha aperto una strada che è fatta di ragionamenti tra paesi maturi e non emotivi, che pensano ad un mix energetico e che comunque intendono ridurre la propria dipendenza dal gas e petrolio altrui, con benefici ambientali non indifferenti.
    Da sempre è chiaro che la chiave di volta dello sviluppo sostenibile passa attraverso ricerca applicata alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica che ha sempre svolto un ruolo da cenerentola perchè non fa arricchire velocemente lobbies e grandi gruppi industriali (semplicemente perchè essendo miopi non ne vedono le enormi potenzialità).
    L’incidente in Giappone è gravissimo perchè causato da un evento spaventoso e rarissimo. Ciò nonostante, io preferirei che le risorse si concentrassero su ricerca applicata sia alle energie rinnovabili sia ad una forma di nucleare senza scorie.
    Chi vince la partita tecnologica nei prossimi 10 anni sarà immerso in ricerce di questo tipo, piuttosto che cercare di varare siti nucleari già nati vecchi in un contesto degenerato come quello italiano, dove nessun cittadino si fida di certo di una gara per costruire una “centrale nucleare sicura” con cantiere aperto magari per 20 anni e costi che crescono a livello esponenziale.
    Perchè non si procede, nel frattempo, ad acquistare centrali nucleari sparse in europa centrale e dell’est, mettendole in sicurezza?
    Per chi vuole approfondire, un articolo interessante del NYT (che non è propriamente la bibbia degli ambientalisti) che mette a confronto i costi tra nucleare ed energie rinnovabili incentivate.
    http://www.nytimes.com/2010/07/27/business/global/27iht-renuke.html

  20. Marco scrive:

    Non è giusto strumentalizzare ed è ancora presto per trarre conclusioni definitive, eppure, secondo me, è ormai certo che il nucleare subirà uno stop, un arretramento. Basta vedere cosa sta accadendo in Europa.
    La Germania chiuderà al più presto alcune centrali e tenterà una transizione alle energie rinnovabili, ma secondo me dovrà ancora affidarsi a gas e carbone per moltissimi anni (checchè ne dicano i Verdi tedeschi). Altri stati non potranno rinunciare al nucleare, penso a Francia, Stati Uniti, Cina, ecc…

    Forse molti di quelli che sperano nelle energie rinnovabili pensano che basti poco per una completa transizione verso di esse. Si sbagliano ci vorrà tempo, molto tempo e molti, moltissimi soldi.
    Per lungo tempo le rinnovabili rimarranno delle energie complementari (al carbone, al gas, al petrolio) poi si vedrà. Dipenderà anche molto da quali saranno le nuove energie del futuro, quelle ancora da scoprire o realizzare, magari il nucleare a fusione (senza scorie) o qualcosa che non conosciamo ancora.

    Di certo la via italiana alla lenta affermazione delle rinnovabili per ora ha dovuto e dovrà scontare tutte le peggiori caratteristiche che contaddistinguono questo disgraziato paese: disinformazione, pressapochismo, leggi confuse che arrivano in ritardo, bugie enormi degli ambientalisti, bugie enormi dei politici, una lobby stracciona delle energie rinnovabili che difende con con le unghie, i denti e le falsità i più alti incentivi di tutta l’Europa, la mafia che fa affari con eolico e fotovoltaico, le mazzette, ecc…
    Insomma le rinnovabili ci costeranno tantissimo, saranno di pessima qualità e messe nei posti sbagliati, nei modi sbagliati a scapito dell’ambiente.

  21. Non sono contro il nucleare, ma in Italia bisogna rendersi conto del livello di corruzione senza controllo e regolarsi di conseguenza.
    Per come vanno le cose ultimamente con il nucleare avremmo centrali costosissime in sabbia di mare e scorie radioattive sotterrate nelle fondamenta degli ospedali e delle scuole o affondate in qualche oasi ecologica.
    Essendo poi un energia pesantemente sovvenzionata a questo punto preferisco le fonti alternative, il ministro di turno può trovarsi appartamenti senza sapere chi li paga ed è contento, ma al massimo cade una pala eolica in mezzo al campo.

  22. cristina barbero scrive:

    Risposta per Marco:
    Conosco personalmente molte persone della “LOBBY STRACCIONA DELLE ENERGIE RINOVABILI” e le posso assicurare che sono molto pochi quelli che considero “LOBBISTI LOSCHI” che poi assomigliano molto a personaggi che stanno al Governo in questo momento o tipi come Geronzi che nessuna banca o assicurazione europea vorrebbe come presidente.
    La maggior parte delle persone che lavorano nelle rinnovabili è “STRACCIONA” perchè non è ricca. SI tratta infatti di piccole o piccolissime imprese che hanno cercato una nuova via per stare a galla in Italia, dove non c’è una politica industriale degna di questo nome da almeno 20 anni. Chi lavora in modo serio in questo settore non ama gli incentivi proprio perchè possono DROGARE il mercato e renderlo facile preda di gente che deve LAVARE SOLDI SPORCHI o preda di soggetti del mondo industriale e della finanza che desiderano fare soldi facili, veloci e pure garantiti dallo stato.
    Purtroppo concordo sul fatto che ci siano molti attori che lavorano male e installano peggio, ma questo non impedisce e impedirà il corso delle energie rinnovabili, che ci piaccia o no.
    Il resto del mondo andrà in quella direzione dopo questa immane catastrofe giapponese. Sta a noi decidere se fare parte di questo scenario che può e deve comportare anche ricerca applicata per un NUCLEARE PULITO.
    Sa perchè le energie rinnovabili fanno paura? perchè sono altamente democratiche, come il web. Chi installa un impianto fotovoltaico sulla sua casa è molto contento e non solo per l’aspetto economico ma anche per il vantaggio ambientale: non emette più CO2 per fare energia ma soprattutto, elemento rivoluzionario e fondamentale, comincia a pensare che il SINGOLO IN PRIMA PERSONA può fare la differenza, che un qualunque sig. Rossi può davvero cambiare il mondo. E non sarà certo un vecchio miope come Berlusconi e i suoi lacchè, uomini e donne, a fermare questo flusso.

  23. Marco scrive:

    Risposta a Cristina.
    Non voglio impedire il ricorso alle energie rinnovabili vorrei che si seguissero regole ben definite, non si sprecassero i soldi dei cittadini e che il precesso processo fosse effettivamente democratico ed efficace.

    Certo che chi mette il pannelli sul tetto fa una ottima cosa, per se e per gli altri! Questa È democrazia.

    Però, non è democrazia l’arresto di un deputato siciliano del PD per una mazzetta da 10.000 euro per un impianto fotovoltaico; l’arresto di Oreste Vigorito (ex presidente dell ANEV – Associazione Nazionale Enegia dal Vento – e padrone dell’IVPC, azienda che ha istallato decinee decine di pale in provincia di Foggia) per truffa; gli “sviluppatori” eolici che girano per i piccoli paesi del sud promettendo mirabolanti guadagni ai sindaci; il rinvio a giudizio (per abuso d’ufficio, falso ideologico, abusi edilizi, nonchè paesaggistici) della giunta e delle imprese e del segretario comunale che hanno realizzato un Parco Eolico di 51 aerogeneratori a Sant’Agata di Puglia.
    Potrei continuare a lungo con gli scandali.

    Dobbiamo incentivare le energie rinnovabili o gli speculatori?
    Dobbiamo concedere incentivi del 30-40% più alti rispetto alla media europea? È ovvio che in questo modo si sprecano le risorse a detrimento della produttività. Si attiranoi gli speculatori a danno di chi lavora bene.

    Ecco perchè i lobbisti delle energie rinnovabili dovrebbero essere i primi a chiedere un adeguamento ai livelli europei degli incentivi.
    Dovrebbero farlo per la democrazia e per lo sviluppo del settore in cui operano.

  24. francesco scrive:

    LA STORIA DIMOSTRA CHE NON ESISTE LA SICUREZZA AL 100%.
    A tutti coloro che dicono: Energia nucleare = Risparmio e Sviluppo, Rispondo: Ma di quale risparmio e sviluppo parlano?
    Questi “signori”, dovrebbero chiedersi quanto costerà questa catastrofe ai Giapponesi e non solo, in termini di vite umane (comprese le generazioni future), economici e la distruzione di un’area immensa per centinaia di anni.

    ……. potenti e politici di turno, perchè non vi costruite le centrali nei giardini delle vostre Ville, così potete ammirarle ogni giorno?…………
    Francesco

  25. Massimiliano scrive:

    Le centrali atomiche non saranno mai sicure. La semplice possibilità che anche una sola vita umana possa essere messa a rischio da un’eventuale fuoriuscita di materiale radioattivo dovuta a un errore umano o a catastrofe naturale, dovrebbe farci capire che le centrali nucleari sono una follia.

  26. Andrea B. scrive:

    Ma smettiamola anche solo di parlare dell’ energia a vapore, perlomeno sino a quando non avremo risolto il problema del possibile scoppio della caldaia …

    @ Alessio Marignani:

    Con le rinnovabili ognuno si produrrebbe “democraticamente” in autonomia TUTTA l’ energia che gli serve ?
    A parte che non riesco a concepire come (ripeto “democraticamente” ) ognuno di noi possa sfruttare l’ energia geotermica … si sta parlando dell’ acqua calda e delle lampadine di casa o dei macchinari pesanti delle aziende ?
    Perchè ci sono anche quelle … mica solo le casette biocompatibili con giardino incluso …

    Perdonate i tono ironici … è che ormai ho realizzato che l’ Italia perderà ancora una volta il treno della modernità e del miglioramento, almeno parziale, della sua misera condizione energetica e non mi è rimasto che riderci – amaramente – sopra…

  27. Marco scrive:

    Sul sito di Benedetto della Vedova leggo:
    “Lunedi’ mattina il gruppo alla Camera di FLI depositera’ una mozione parlamentare che impegni il Governo ad emanare in pochi giorni il decreto ministeriale che dovra’ disciplinare il sistema degli incentivi agli impianti fotovoltaici che vigera’ dopo il 31 maggio 2011.

    Non si puo’ attendere la scadenza del 30 aprile, lasciando per troppe settimane un insostenibile vuoto normativo per quanti stanno investendo nel settore. Contemporaneamente, con la mozione chiederemo una maggiore semplificazione del quadro delle autorizzazioni e, soprattutto, che il sistema d’incentivazione attualmente vigente venga esteso agli impianti fotovoltaici autorizzati entro il 31 maggio e non solo a quelli entrati in esercizio per quella data: e’ imprescindibile salvaguardare gli investimenti gia’ realizzati da quegli imprenditori che facevano legittimamente affidamento sulla stabilita’ della disciplina. E’ un principio costituzionale di cui il Governo non puo’ che tener conto.”

    Dove si può leggere tutta la mozione?
    Parrebbe che FLI si preoccupi più degli imprenditori che campano grazie a incentivi gonfiati a spese dei cittadini piuttosto che a una sana e “liberale-liberista” promozione delle energie rinnovabili.
    Perchè è evidente che chiedere che il “sistema d’incentivazione attualmente vigente venga esteso agli impianti fotovoltaici autorizzati entro il 31 maggio” significa dare il via libera a una corsa sfrenata all’arraffamento degli incentivi.
    Non c’è che dire, proprio una tipica politica liberale-liberista! Insomma parrebbe che la “L” di FLI si accende e si spegne a seconda della convenienza (politica?).

    Ma magari mi sbaglio, dove si può leggere la mozione?

  28. Marco scrive:

    La mozione di FLI in materia di energie rinnovabili l’ho trovata ( http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/59456 ) la firmano Della Vedova, Lo Presti, Di Biagio.

    Come si sa in Italia gli incentivi alle energie rinnovabili sono sensibilmente più alti rispetto alla media europea, così alti che oltre che ad attirare da ogni dove affaristi desiderosi di far fruttare i propri capitali fanno spendere a tutti noi (con la bolletta elettrica) più di quello che è sarebbe dovuto visto che i costi degli impianti sono sensibilmente calati. Il governo aveva pensato di limare un po’ gli incentivi ma la corporazione delle rinnovabili si è messa subito a strillare.

    Cosa dice la mozione dei “liberali-liberisti” futuristi? Sostanzialmente che, sì è vero che “è opportuno riformare i meccanismi di sostegno agli investimenti privati, razionalizzandoli sulla base delle dinamiche di mercato e orientandoli all’innovazione di processo e al minor consumo di territorio”, ma piano, piano non vorremo mica spaventare il capitalismo sostenuto da incentivi statali pagati dai cittadini.
    Così FLI chiede al governo di mantenere l’attuale sistema d’incentivazione fino al 31 maggio 2011, favorendo una corsa sfrenata ai carissimi incentivi statali pagati dai cittadini. Bisognar rassicurare gli “investitori” stranieri che hanno trovato in Italia il paese della cuccagna. Poi, visto che già ci siamo, FLI chiede che a questi temerari capitalisti siano concesse agevolazioni autorizzatve che avranno sicuramente un alto costo ambientale (buttiamo via la VIA).

    Insomma i “liberali-liberisti” alla prova dei fatti non si comportano molto diversamente dai leghisti che hanno concesso dilazioni di pagamento sulle quote latte. Ciascuno si ritaglia il proprio giardinetto di voti clientelari.
    Bello fare i liberisti con i soldi dei cittadini. Da Benedetto della Vedova mi aspettavo di più e meglio.

  29. enzo51 scrive:

    Brava Patrizia Franceschi!

    Hai colpito nel segno e sposo in pieno le due logiche deduzioni.

  30. Alberto scrive:

    Ma se non siete nemmeno capaci di fare delle previsioni a breve termine come fate a sapere che un tale evento in base alle statistiche non avverrà.
    Uè gente ingegneri fisici nucleari, qui non stiamo parlando davanti ad una lavagna con le vostre espressioni lunghe kilometri stiamo parlando della terra e di noi tutti. Non vi permetto di decidere sulla vita dei nostri figli solo per darvi la soddisfazione su una vostra equazione.
    Non esiste essere umano che possa controllare la natura, spero l’abbiate capito, quindi lasciate stare signori fisici, mettetevi da parte non ne siete capaci.
    Se mi dite che non è verò, beh allora vi consiglio di aprire una bella paninoteca di fronte alla centrale di fukushima e ritrovatevi tutti li.
    Avremo almeno la certezza che non esisterà un fisico nucleare al mondo.

    Seguite il mio consiglio!! specialmente l’ultimo.

    Grazie, Alberto

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