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Ben trovato, Giuliano, nella informazione militante di Rai-Cav.

– Una democrazia è fatta di istituzioni che funzionano in modo ragionevole, della separazione tra poteri possibilmente in equilibrio tra loro e, da ultimo ma non ultimo, di una informazione libera; libera in primo luogo dai poteri “al potere”.

Giuliano Ferrara è tornato ad essere, in queste settimane, spin doctor e ghost writer “ufficiale” di Berlusconi, dopo esserne stato, a lungo, consigliere inascoltato (si pensi all’espulsione di Fini dal PdL, che egli tentò inutilmente di scongiurare) . La reciproca lontananza, in questa legislatura, ha fatto molto male a Berlusconi e forse bene a Ferrara.

Il ritrovato feeling ha restituito un po’ di smalto e di chiarezza di linea al Cavaliere – anche se, a mio avviso, comunque troppo tardi – e ha dato ragione a Ferrara, che, negli ultimi mesi, contestava a Berlusconi una difesa troppo leguleia del suo privato e una conduzione poco coraggiosa del suo ruolo pubblico.

Malgrado Ferrara sia molto altro che un “militante da prime time”, è un’anomalia che oggi allo spin doctor in esercizio permanente e effettivo del Presidente del Consiglio (nonché editore di diritto o di fatto di Rai e Mediaset, di due quotidiani e di svariati periodici politici e di costume) sia assegnata la finestra di pubblico più ampia e potente per parlare al Paese.
E per parlare “programmaticamente” in difesa del premier.

Un’anomalia che prosegue una catena di anomalie – intese, rigorosamente, nel senso più deteriore del termine.

Ferrara ha contestato al Presidente della Camera la possibilità di distinguere il suo ruolo politico e quello istituzionale, che sarebbe di per sé compromesso dal fatto che un leader politico, che è anche Presidente della Camera, esprima idee politiche contrapposte a quelle del presidente del Consiglio, di cui in precedenza era stato alleato.
La commistione e confusione dei ruoli sarebbe secondo l’Elefantino istituzionalmente inammissibile.

Caro Giuliano, sono certo che, nella commistione di ruoli in cui da questa sera ti vai ad infilare, saprai ugualmente distinguere tra militanza politica e informazione libera. Sarebbe impossibile per chiunque, viste le premesse. Ma forse a te riuscirà l’impossibile.

Anche perché sono convinto che un paese libero può tollerare un’informazione faziosa da chi fa opposizione, ma assai meno da chi sta “al” o “con” il potere: è una regola empirica e popperiana di salvaguardia della democrazia. La quale è il sistema con cui le minoranze tentano di scalzare le maggioranze, non le maggioranze di schiacciare le opposizioni.

L’informazione va maneggiata con altrettanta cura di quella che va usata con le istituzioni.

Ad esempio, questa storiella dei puritani. Una chiave di difesa dell’amato Cav. non banale, ma non per questo meno falsificante.

L’opposizione mediatico-giudiziaria non ha inventato il bunga bunga (qualunque cosa, nel dettaglio, questo sia), ma l’ha usato. Ad inventarlo aveva pensato il Cav. Ad alimentare lo scandalismo non è stato il moralismo degli scandalizzati, ma quello della pietra dello scandalo, cioè il Cav., che non poteva pensare di presentarsi come campione dei “valori tradizionali” senza pagare, se ci fossero state – e ve ne sono state, di enormi – contraddizioni anche solo “private”.

Ragioniamo col buon senso. Oggi, con l’informazione digitale e compulsiva che scandaglia dove trent’anni fa era impensabile, prima di invocare astrattamente come uomo delle istituzioni quella privacy che si viola quotidianamente come editore e come capo-partito, è bene che ci si attenga alla regola del “buon esempio” e di un minimo di linearità tra ciò che si predica, direttamente o attraverso i partiti che si guidano, e ciò che si pratica. Tutto qui.

Comunque buon lavoro, caro Giuliano.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

15 Responses to “Ben trovato, Giuliano, nella informazione militante di Rai-Cav.”

  1. Roberto scrive:

    Complimenti Della Vedova: parole inappuntabili per difendere la libertà in questo nostro Paese.
    Magari queste cose si dicessero così chiaramente anche in area PD!

  2. Luigi Calabrese scrive:

    Per Ferrara le regole liberaldemocratiche sono un optional da attivare a richiesta, una ipocrisia utile per mettere in difficoltà la controparte…

    Dimenticate che Ferrara è crescituo prima nel partito comunista, poi nel liderismo craxiano, infine in quello berlusconiano, ambiti dove i poteri non sono mai stati divisi e bilanciati, ma sempre molto concentrati e le minoranze annichilite.

    Le regole liberaldemocratiche le guarda con un certa cinica insofferenza e disprezzo.

  3. Marianna Mascioletti scrive:

    Luigi, scrivi:
    “Per Ferrara le regole liberaldemocratiche sono un optional da attivare a richiesta, una ipocrisia utile per mettere in difficoltà la controparte…”

    Io sono d’accordo con te, però non mi sembra che sia solo Ferrara a pensarla così e ad agire di conseguenza. Diciamo pure che, in Italia, questa è praticamente la norma, e quelli che credono veramente nelle regole, e le applicano per prima cosa a se stessi, sono una sparuta minoranza.

  4. giovanni choukhadarian scrive:

    Può darsi che Mascioletti non abbia torto: chi applica le regole, e prima di tutto a se stesso, è sparuta minoranza. Ha tuttavia ragione, e ha torto chi le regole viola o ignora.

  5. grano scrive:

    Bah, ritengo che uno spazietto di cinque minuti dedicato “programmaticamente” alla difesa del premier ha buone probabilità di rivelarsi un flop totale da tutti i punti di vista: chi è disposto a bersi la propaganda berlusconiana ha già ampiamente ricevuto la versione originale dal Tg minzoliniano e non ha bisogno della replica in salsa ferrariana, per cui rischia di zappare altrove; chi invece evita come la peste il Tg senza notizie ed è interessato tutt’al più ai programmi di prima serata non si collegherà certo 5 minuti prima per sentirsi il comizietto dell’Elefantino.
    Enzo Biagi aveva un suo pubblico proprio. Questa cosa di Ferrara, fatta così, penso proprio di no.

  6. Piccolapatria scrive:

    RAI: di tutto di più. Travaglio, Crozza, Santoro, Dandini, Fazio,Floris,Vianello ecc… ecc..tutti bravi, santi, buoni, equilibrati, perfetti onesti comunicatori e…liberali! Perchè no Giuliano Ferrara? Così potente da far paura all’agglomerato esistente?

  7. Marco De Rossi scrive:

    Non credo giusto bollare Giuliano Ferrara come “voce del padrone”. Purtroppo per Berlusconi. Come ricordato anche da Benedetto, non sono mancate le occasioni di aperto e manifesto dissenso di Giuliano nei confronti del cav., inoltre tutto si può dire di Ferrara meno che non pensi con la propria testa e che parli coerentemente con quello che pensa. Il suo “endorsment” filogovernativo l’ho trovato piuttosto ironico e astuto, un modo per spiazzare chi lo contesta. Perché mai Ferrara dovrebbe rinunciare a questa opportunità e per quale ragione dovremmo privare il servizio pubblico del suo contributo originale e mai banale? Perché – ora – è in sintonia con Berlusconi? A me non pare un motivo valido.

  8. lodovico scrive:

    Mi chiedo sempre se le informazioni che sempre più i P.M od i giudici ci forniscono sul “valore” della magistratura debbano esser configurate come informazione “libera” o propaganda. sottolineo le sue parole “” LIBERA DAI POTERI AL “POTERE”” In una democrazia dove ci si augura che i poteri siano in perfetto equilibrio nessuna informazione ha valore o si può defire libera. Non mi sembra una buona dmocrazia…. per Popper correggendo gli errori ci si avvicina ad una nuova verità che a sua volta potrà essere falsificata.

  9. elisabetta scrive:

    Della Vedova come Voltaire:
    “Posso non condividere quello che dici, ma lo rispetto”.
    Una lezione di democrazia e di liberalismo in un paese che, purtroppo, proviene da tradizioni politiche che non hanno mai avuto simpatia per questi concetti.

  10. dfsss scrive:

    la solita censura contro chi sta dalla parte che vuole cambiare le cose.
    un classico. la sx ha santoro e, travaglio, floris, annunziata, dandini, fazio ecc…
    e noi non possiamo avere ferrara e vespa.
    voi si che sapete cosa è il pluralismo….

  11. Marianna Mascioletti scrive:

    @dfss (o altro insieme casuale di lettere): Per favore, mi indica dove in questo articolo si è detto che Giuliano Ferrara e la sua trasmissione andrebbero censurati?

  12. tyer scrive:

    x masciletti
    nell’articolo si dice che ferrara è il gost wrtiter di berlusconi, mi porti una prova a sostegno di ciò nell’articolo.
    l’articolo è ridicolo, sono opinioni di un tizio. e le sue opinioni, come quelle di tutti, sono insignificanti per l’universo.

  13. tyer scrive:

    e non si può accusare un uomo libero di essere un servo.
    ki è servo pensa che tutti lo siano….

  14. Marianna Mascioletti scrive:

    Ah. Dire che uno è il ghost writer di un altro equivale a censurarlo. Pensa, quante cose che non sapevo. Mi sa che la mia capacità di pensiero logico è un limite, allora.

  15. MASSIMO scrive:

    concordo con Della Vedova quando afferma che certi squilibri alla luce del sole sono stati causati solo dal Cav. forse inavvertitamente o forse, conoscendo le sue qualità mediatiche (la tv l’ha inventata lui, in fondo), dette a bella posta. ciò che mi sorprende è al contrario un’altro aspetto cui non diamo la giusta rilevanza: mister B. è indagato già da prima che entrasse in politica e sarebbe cosa giusta e buona se pubblicaste in questo blog le varie dichiarazioni sia di lui medesimo che dei suoi sodali, alle quali Ferrara non ha mai opposto critiche (e neppure Feltri, Belpietro e zio Mortimer-Sallusti) e che l’unica indagine da “eletto dal popolo” se l’è procurata con le sue stesse mani…(l’on. Della Vedova dovrebbe sapere anche che il nostro è un bipolarismo imperfetto e scrivere il nome Berlusconi Presidente non significa assolutamente alcunchè: il presidente della repubblica avrebbe potuto dare l’incarico a qualcun altro della coalizione di destra). per quanto riguarda i vari Santoro e Floris (considerando l’esposto di queste ore di due commissari dell’Agcom contro la faziosità di Ferrara, va comunque dato atto che, al di là dei vari comportamenti in studio, lì esiste una forma di contradditorio in quanto presenti entrambi gli schieramenti mentre da Ferrara ciò che conta è il soliloquio suo e di nessun altro (tra l’altro con evidenti bugie e strafalcioni vari) semplicemente perchè Ferrara non è tipo di accettare confronti con chicchessia. l’importante è essere il Verbo! di chi poco importa… il tempo passa ma a quanto vedo non è poi così galantuomo.

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