Disoccupazione giovanile, una questione di futuro e di libertà

– Un movimento politico che si chiama Futuro e Libertà dovrebbe impegnarsi soprattutto per garantire futuro e libertà ai giovani, che oggi in pratica non vedono né il primo né la seconda.

Che futuro hanno i giovani in un Paese in cui la disoccupazione giovanile si attesta al 30 per cento? Che futuro hanno, in un Paese in cui le sole opportunità di lavoro sarebbero quelle legate ad attività concrete di formazione professionale, se questa, malauguratamente delegata alle Regioni, serve solo ad intercettare fondi pubblici in modo deviante?

E quale futuro garantisce un sistema dell’istruzione totalmente sganciato dalle esigenze del mondo del lavoro? E che libertà hanno i giovani, se ad essi non è consentito, vuoi in quanto lavoratori precari, vuoi in quanto disoccupati, accedere ad un mutuo per la casa, o stipulare un regolare contratto di affitto?

In questo strano Paese, gli unici soggetti istituzionali che hanno colto il disagio e la disoccupazione giovanile come questione cruciale per il presente e per il futuro sono il Presidente della Repubblica (che su questo tema ha incentrato il messaggio di fine anno) e il Governatore della Banca d’Italia, che ha rilanciato il tema anche nel suo ultimo intervento al Forex. Evidentemente, in quanto autorità imparziali, sanno cogliere i veri problemi del Paese. Quanto ai partiti, invece, non sembrano in grado di percepire le questioni di fondo.

Questo mi sembra valere anche per Futuro e Libertà, che pur dice di voler parlare ai giovani e restituire ad essi quella passione politica e civile che da tempo latita. Eppure il campanello d’allarme era stato ampiamente suonato già dall’onda studentesca del 2008, poi replicata nel 2010: tanti striscioni inalberati nei cortei recitavano “Ci avete rubato il futuro”.

Mi sembrerebbe doveroso, quindi, soprattutto per una nuova formazione politica, porre al centro del dibattito l’esigenza di un piano straordinario per la formazione e l’occupazione giovanile, collocando il tema in testa all’agenda politica.


Autore: Luigi Tivelli

Consigliere parlamentare della Camera dei deputati, docente ed esperto di amministrazione pubblica ed autore di numerose pubblicazioni e libri in materia amministrativa, giuridica, economica e politologica. E’ editorialista del Messaggero e del Mattino.

2 Responses to “Disoccupazione giovanile, una questione di futuro e di libertà”

  1. Massimo74 scrive:

    Liberalizzazione dei contratti di lavoro(abolendo quell’abomino che è oggi rappresentato dal contratto nazionale) e abolizione del salario minimo d’ingresso oltre ad una generale riduzione della pressione fiscale a cominciare dall’abolizione dell’irap,imposta che penalizza fortemente chi assume.
    Queste sono le uniche ricette serie in grado di portare risultati concreti,tutto il resto è ciarlataneria.

  2. enzo51 scrive:

    Mah!!!

    Giovani! Siete ancora “impegnati” a voler rivoluzionare il sistema in termini culturali?

    Non perdetevi in chiacchere inutili!

    Due esempi : 1)- Rivoluzione alla “tunisina”;
    2)- Rivoluzione “alla belga”;

    A voi la scelta… ma fate presto prima che sia irrimediabilmente troppo tardi!!

    Buona fortuna!!

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