Alpini di serie A e di serie B? Il federalismo secondo Calderoli

– Questa mattina, alla Camera, è prevista la discussione in aula del testo unificato delle proposte di legge 607 e 1897, dal titolo “Modifiche all’articolo 9 della legge 23 agosto 2004, n. 226, in materia di incentivi per favorire il reclutamento di personale volontario nelle zone tipiche di reclutamento alpino“.

E’ una proposta di legge dalla terminologia piuttosto tecnica, di cui pochi si sono interessati, ma che, a leggerla con attenzione, può essere vista come un’ulteriore integrazione del “federalismo” proposto da questo governo e fortemente voluto soprattutto dalla Lega Nord, in particolare nella parte che dice “Fermo restando quanto previsto dal comma 2, a decorrere dal 1o gennaio 2012, le regioni e gli enti locali, al fine di incentivare il reclutamento alpino nei rispettivi territori, possono riconoscere ai volontari in ferma prefissata e in rafferma, che prestano servizio in reparti alpini ubicati nel territorio medesimo, benefìci di carattere fiscale e assistenziale“.

Ciò vuol dire, in sostanza, che chi risiede nelle regioni di reclutamento alpino (quasi tutte, tranne l’Abruzzo, situate nel Nord Italia) e sceglie di entrare nel corpo degli alpini, oltre ad avere una “corsia preferenziale” di arruolamento già prevista nella legge (“Gli aspiranti volontari in ferma prefissata di un anno residenti nelle zone dell’arco alpino e nelle altre regioni tipiche di reclutamento alpino sono destinati, a domanda, ai reparti alpini, fino al completamento dell’organico“), avrà diritto a benefici fiscali regionali che non spetteranno, invece, agli alpini non residenti in quelle regioni. Insomma, due alpini volontari in ferma quadriennale di stanza in Trentino, magari vivono e lavorano fianco a fianco, ma l’uno – residente in quella stessa Regione – godrà di uno stipendio netto più alto o di un’agevolazione per l’asilo nido di suo figlio, mentre l’altro – napoletano – no.

Le Regioni, per di più, in base alla proposta di legge in discussione potranno anche decidere di destinare agli alpini residenti “riserve di posti nei concorsi banditi in relazione a impieghi concernenti attività di sicurezza e protezione civile“. Detto in altri termini: i residenti al Nord avranno una percorso agevolato che, passando attraverso le truppe alpine, li può portare diritti all’impiego pubblico regionale e locale. Prima nei settori della sicurezza e della protezione civile, poi – chissà – con un concorso interno si può arrivare a sedersi comodamente ad una scrivania, in modo da avere, oltre che l’esercito del Nord, anche corsie preferenziale per la Pubblica amministrazione. Secondo Calderoli questo è federalismo, econdo noi è un modo surrettizio di ripetere al Nord gli errori che per decenni sono stati commessi al Sud.

Inoltre, la proposta di modifica vorrebbe stabilire che “Il possesso di brevetti di alpinismo, sci e soccorso in montagna, ovvero di altri brevetti, attestati e abilitazioni in settori correlati alle attività dei reparti delle truppe alpine” costituisca titolo preferenziale per l’arruolamento, e fin qui si può essere d’accordo: un volontario già esperto di come ci si comporta in montagna è oggettivamente avvantaggiato, nel fare l’alpino, rispetto ad un altro che debba imparare tutto dalle basi. Il testo, però, vorrebbe estendere il titolo preferenziale per l’arruolamento anche a chi dimostri la sua “adesione a organizzazioni di volontariato che operano nei medesimi settori“: immaginiamo già tutte le associazioni vagamente “montane” che nasceranno, guarda caso, nelle regioni di reclutamento alpino, e favoriranno, guarda caso, l’arrivo nel corpo degli alpini dei loro associati. Ancora, contravvenendo ad ogni principio di uniformità e parità di trattamento proprio dell’esercito, gli alpini volontari in ferma annuale avranno un vantaggio rispetto agli volontari in ferma annuale per l’accesso alla ferma quadriennale.

Insomma, stiamo arrivando all’istituzione dell’ “esercito del Nord” (che è questo e non quello comandato da Massimo Decimo Meridio)? Non lo sappiamo, e non vogliamo insinuare niente; aspettiamo di vedere se, dopo l’eventuale approvazione di questa proposta di legge, qualcuno della Lega esulterà dicendo “ora abbiamo il nostro esercito”, o magari rivendicherà la ritrovata purezza etnico-geografica delle gloriose truppe alpine. Il PdL – sedicente partito nazionale – lascia fare, piegando il capo di fronte ai desiderata dell’alleato dal fazzoletto verde.

Capiamo però che, oltre a creare probabili conflitti di competenza tra Stato e Regioni – che si sa, vivacizzano il dibattito politico – si sta cercando di creare una discriminazione sempre più profonda tra l’alpino autoctono delle Alpi e quello che – forse altrettanto, se non di più, appassionato della montagna – è nato magari al Sud, magari lungo le coste e, pur tra le difficoltà già poste dalla legge esistente, si ostina, disgraziato lui,  a voler entrare in questo storico corpo dell’esercito.

Il gruppo parlamentare di Futuro e Libertà, nella discussione che avverrà oggi in aula, cercherà di proporre emendamenti che attenuino questa discriminazione, nella convinzione che non è la provenienza geografica a fare l’alpino, ma piuttosto il merito e, semmai, lo spirito di appartenenza al corpo; spirito che, se si insisterà nel creare disparità tra gli alpini di serie A e quelli di serie B, rischia di essere irrimediabilmente compromesso.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

6 Responses to “Alpini di serie A e di serie B? Il federalismo secondo Calderoli”

  1. filipporiccio scrive:

    Cadono veramente le braccia. Concedere nuovi privilegi fiscali e assistenziali a discrezione delle regioni? Vista la situazione fiscale italiana, la proposta di legge corretta, da cui cominciare a trattare, dovrebbe essere “le regioni e le province vengono abolite insieme a tutte le loro funzioni”.

  2. filipporiccio scrive:

    E come era ovvio il “federalismo” dà più autonomia solo ai politici per fare quello che vogliono con i soldi dei contribuenti.

  3. Andrea B. scrive:

    Evidentemente i legaioli sono invidiosi degli “schutzen” di Durnwalder…
    Visto che però la proposta proviene dal Calderoli, che tanto aveva tuonato contro la festa del 17 Marzo perchè priva di “copertura”, è prevista in questo caso per i privilegi fiscali ed assistenziali che si vorrebbero elargire ?
    E quando questi difensori del “purismo” settentrionale penseranno che la residenza da sola non basta, cosa chiederanno, l’ albero genealogico dell’ aspirante alpino ?

  4. lisa scrive:

    E quando ci saranno dei benefici solo per i meridionali????

  5. lisa scrive:

    Ma perchè non ci ribelliamo a questo sistema che ci governa? Non voglio nè destra nè sinistra, sogno un’Italia in cui al potere ci sia qualcuno che si batti per l’interesse dell’Italia intera, non per il proprio o solo per alcune regioni. Chi fa politica dovrebbe farlo come una sorta di volontariato.A tal proposito vi invito a leggere quanto segue:

    Stipendio onorevoli
    Un bel refrendum non ci starebbe male. Facciamola circolare

    PURTROPPO CIO’ CHE SEGUE E’ VERO

    MANDIAMOLI A LAVORARE

    Recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti (ma va?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa . 1.135,00 al mese.

    Inoltre la mozione stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
    INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
    TUTTI ESENTASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE gratis

    TESSERA DEL CINEMA gratis

    TESSERA TEATRO gratis

    TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis

    FRANCOBOLLI gratis

    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

    PISCINE E PALESTRE gratis

    FS gratis

    AEREO DI STATO gratis

    AMBASCIATE gratis

    CLINICHE gratis

    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

    ASSICURAZIONE MORTE gratis

    AUTO BLU CON AUTISTA gratis

    RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (inviolazione alla legge sul finanziamento ai partiti), pi i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2215,00 al MINUTO !!

    Far circolare…….si sta promovendo un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari……….. queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……

  6. luigi zoppoli scrive:

    Trovo osceno chi si inventa questi giochino. dimostra di non avere un tubo da fare e di avere pochi neuroni da utilizzare. Cosa facciamo aspettiamo il prossimo che vada blaterando di impedire a chi vive in zone interne di arruolarsi in marina? E con l’aviazione o il paracadutismo come la mettiamo? arruoliamo gli uccelli? Ma per favore cacciate via a pedata costoro.

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