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Biotestamento, posizione comune FLI sulla soft law

– Questa mattina il Gruppo di Futuro e Libertà alla Camera si è riunito per discutere la posizione da assumere sul disegno di legge sul “fine vita”, di cui lunedí inizierà la discussione nell’Aula di Montecitorio.

Il Gruppo, si legge in una nota, ‘si è trovato unito sulla posizione espressa, nel settembre di due anni fa, da un gruppo di deputati finiani, che insieme ad altri colleghi, tuttora nel PdL, proposero con un appello al Presidente del Consiglio di non approfondire lo scontro tra posizioni inconciliabili, ma al contrario di disarmarlo, attraverso una ‘soft law’ che, come si leggeva nell’appello, ‘ribadisca con chiarezza il no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico, e che per il resto istituisca una sorta di riserva deontologica sulla materia del ‘fine vita’, demandando al rapporto tra i pazienti, i loro familiari e fiduciari e i medici – nel rispetto dei principi del codice di deontologia medica, delle norme civili e penali e del dettato costituzionale – la decisione in ordine a ogni scelta di cura”.
Si tratta, nella sostanza, della stessa posizione espressa in questi giorni, anche nell’ambito della maggioranza, ‘da quanti ritengono che l’iper-regolamentazione normativa del fine vita contribuisca ad accrescere e non a ridurre l’incertezza del diritto. Questa posizione, articolata nei termini di un emendamento interamente sostitutivo dell’articolo 1 e soppressivo degli altri articoli del disegno di legge, sarà questo pomeriggio presentato con le prime firme di Benedetto Della Vedova e Antonio Bonfiglio’.

Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

2 Responses to “Biotestamento, posizione comune FLI sulla soft law”

  1. Non sono d’accordo con quel ” nò all’eutanasia ” !!

  2. John Fischetti scrive:

    A mio parere così come espressa la “soft law” non solo non dice nulla ma aumenta la confusione, demandando a norme a loro volta contraddittorie contenute nei codici deontologici. Una legge scritta così in pratica dice “arrangiatevi”. Tanto vale non farne nulla, anche perché il rifiuto ideologico a discutere di eutanasia non aiuta a crescere né in consapevolezza né in rispetto, poiché l’eutanasia clandestina è ampiamente praticata, e occorre dare certezza del diritto anche in questo campo, come da molti anni si è fatto con l’altrettanto “scandaolso” tema dell’aborto.

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