– Ma che bella società corporativa! “Grazie” a questo ‘decreto milleproroghe‘, è diventato ancor più chiaro che lo spirito liberale del 1994 è morto, sepolto e dimenticato.

Vi spiegherò nel dettaglio perché  un articolo del milleproroghe ha definitivamente gabbato tanti correntisti bancari.
La rivoluzione thatcheriana e reaganiana che negli anni passati ci aveva illuso di un ritorno al privato, al merito, alla concorrenza si è definitivamente sottomessa agli interessi delle categorie potenti (in questo caso le banche) e il Presidente Berlusconi ha dimostrato di essere incapace di far prevalere l’interesse comune. Un emendamento prodotto da un nostro beneamato senatore farà saltare molti dei processi, attualmente in corso, in cui i correntisti accusano le loro banche di anatocismo e chiedono un risarcimento.Ma veniamo ai fatti.
Il Governo ha riproposto nel maxiemendamento al decreto milleproroghe, inserendolo in modo subdolo, un emendamento che in pratica stravolge l’ultima sentenza della Cassazione. Nel 2010 la Cassazione a sezioni unite ha sancito definitivamente, con la Sentenza n.24418 , il diritto dei correntisti a farsi restituire tutte le somme illegittimamente addebitate in conto corrente dalle banche, con la capitalizzazione trimestrale degli interessi.

La suprema Corte, infatti, aveva stabilito che la prescrizione del diritto del correntista a ottenere la restituzione delle somme, illegittimamente addebitate dalla banca sul conto corrente, scatta dalla chiusura del rapporto e non dalla data della singola annotazione a debito sul conto, riaffermando il divieto assoluto dell’anatocismo trimestrale e annuale e garantendo in questo modo la certezza matematica della restituzione dell’indebito quantificato da una apposita perizia, in merito ad una prassi illegale, vietata dall’articolo 1283 del Codice Civile, il quale inibiva la capitalizzazione trimestrale degli interessi praticati dalle banche.

Nelle disposizioni concernenti il sistema bancario, all’articolo 2 quinquies – dopo aver espunto il punto 10 che voleva modificare l’Art. 644 del codice penale, aumentando i tassi-soglia previsti dalla legge antiusura – il Governo ha inserito nel maxiemendamento un punto 9, in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente con l’articolo 2395 del codice civile, in cui la legge viene interpretata nel senso opposto a quello indicato dalla Cassazione: la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. Questa interpretazione della legge, che sconfessa completamente la decisione ben più qualificata della Suprema Corte di Cassazione, farà perdere ai correntisti migliaia di cause già avviate con, in pratica, la certezza della vittoria.

Certamente questo inserimento suggerito dagli addetti ai lavori produrrà delle conseguenze non indifferenti per molti correntisti che avevano iniziato una causa nei confronti delle banche per vedere riconosciuti i propri diritti.

Permettetemi, quindi, di affermare che siamo nelle mani o di dilettanti allo sbaraglio o di politici di poca cultura giuridica e liberale e senza nessuna volontà riformatrice.  Ad oggi, la sola attività in cui la nostra classe politica riesce ad eccellere è quella nella funzione di mediazione fra le corporazioni (in questo caso le banche).