di CARMELO PALMA – Da Fiuggi a Della Vedova, la parabola finiana è giunta là dove la gran parte dei colonnelli non ha ritenuto di potere arrivare, ad un liberal-conservatorismo europeo, che non rinnegasse il passato, ma neppure il presente, e non lucrasse la rendita comoda – e ancora ricca, purtroppo – che un Paese invecchiato e incattivito corrisponde alla destra più “vecchia” e “cattiva”.

Che oggi ci sia una destra – che non è leghista, né berlusconiana – a cui fanno più paura i morti ammazzati dal “pazzo di Tripoli” che l’invasione dei vivi in fuga dalla Libia, più la carneficina orchestrata dal tiranno che l’invadenza dei profughi, è un titolo di merito non morale, ma politico.  Che la serietà e il rigore non si sposino con il cinismo di chi ieri baciava l’anello al tiranno e oggi – in cuor suo – maledice la ribellione che ne ha sovvertito l’ordine e il potere, è anche merito di una destra che il gerente della destra ufficiale iscrive invece sdegnosamente nelle fila della sinistra.

Fini come Aznar è partito dalla “fogna” post-fascista e come lui avrebbe voluto incarnare una destra moderna e disinibita, senza complessi di inferiorità rispetto alla sinistra e al proprio passato “sbagliato”. Il rinculo ideologico della destra berlusconiana – che intanto si muoveva in direzione uguale e contraria – lo ha paradossalmente espulso dal perimetro della destra italiana, mentre più pienamente lui arrivava ad appartenere, su tutti (e ripetiamo: tutti) i temi politicamente sensibili, all’identità della destra europea.

La scelta di Della Vedova come capogruppo di FLI alla Camera, formalizzata nella giornata di ieri, è anche il messaggio – speriamo comprensibile – che indietro non si torna.  A capo dei deputati ora c’è un economista bocconiano di storia e militanza radicale, un libertario senza complessi e senza eccessi, che è uscito dai radicali “verso destra”, inseguito dalle accuse di moderatismo che gli scagliava contro l’allora segretario Capezzone mentre firmava l’accordo con Prodi. Dove e come finirà la sua vicenda lo scopriremo presto – e noi, ovviamente, con un particolare interesse. Ma che stia lì, votato da tutti, stimato da tutti, anche dagli ex ragazzi di Salò, è già una notizia.