Da Fiuggi a Della Vedova

di CARMELO PALMA – Da Fiuggi a Della Vedova, la parabola finiana è giunta là dove la gran parte dei colonnelli non ha ritenuto di potere arrivare, ad un liberal-conservatorismo europeo, che non rinnegasse il passato, ma neppure il presente, e non lucrasse la rendita comoda – e ancora ricca, purtroppo – che un Paese invecchiato e incattivito corrisponde alla destra più “vecchia” e “cattiva”.

Che oggi ci sia una destra – che non è leghista, né berlusconiana – a cui fanno più paura i morti ammazzati dal “pazzo di Tripoli” che l’invasione dei vivi in fuga dalla Libia, più la carneficina orchestrata dal tiranno che l’invadenza dei profughi, è un titolo di merito non morale, ma politico.  Che la serietà e il rigore non si sposino con il cinismo di chi ieri baciava l’anello al tiranno e oggi – in cuor suo – maledice la ribellione che ne ha sovvertito l’ordine e il potere, è anche merito di una destra che il gerente della destra ufficiale iscrive invece sdegnosamente nelle fila della sinistra.

Fini come Aznar è partito dalla “fogna” post-fascista e come lui avrebbe voluto incarnare una destra moderna e disinibita, senza complessi di inferiorità rispetto alla sinistra e al proprio passato “sbagliato”. Il rinculo ideologico della destra berlusconiana – che intanto si muoveva in direzione uguale e contraria – lo ha paradossalmente espulso dal perimetro della destra italiana, mentre più pienamente lui arrivava ad appartenere, su tutti (e ripetiamo: tutti) i temi politicamente sensibili, all’identità della destra europea.

La scelta di Della Vedova come capogruppo di FLI alla Camera, formalizzata nella giornata di ieri, è anche il messaggio – speriamo comprensibile – che indietro non si torna.  A capo dei deputati ora c’è un economista bocconiano di storia e militanza radicale, un libertario senza complessi e senza eccessi, che è uscito dai radicali “verso destra”, inseguito dalle accuse di moderatismo che gli scagliava contro l’allora segretario Capezzone mentre firmava l’accordo con Prodi. Dove e come finirà la sua vicenda lo scopriremo presto – e noi, ovviamente, con un particolare interesse. Ma che stia lì, votato da tutti, stimato da tutti, anche dagli ex ragazzi di Salò, è già una notizia.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

15 Responses to “Da Fiuggi a Della Vedova”

  1. ….e a noi piace!

    E’ una speranza liberale in un partito che si dà un’identità nuova in mezzo a gerontocrati ed illiberali pezzi ormai da museo!
    Rimbocchiamoci le maniche e diamo una mano ad un politico che coerentemente ha portato e porterà la bandiera della libertà lontano!
    Dei radicali anche oggi si può dire che seminano, che cambiano gli altri senza cambiare loro.

  2. Auguri a Della Vedova, voce fuori dal coro di politicanti allo sbaraglio.

  3. vittorio scrive:

    Nonostante che ultimamente mi sia piaciuto poco, Della Vedova probabilmente è il migliore nel FLI. Il problema è il FLI e la sua ambiguità ideologica e la sua connivenza con la sinistra all’insegna dell’antiberlusconismo.
    In realtà il PdL potrebbe prossimamente prestare il fianco proprio a destra: se verranno aperti i tavoli con le lobby sindacali e confindustriali, progettando magari più tasse per i cittadini invece che tagliare la spesa pubblica, il mal di pancia di molti suoi elettori crescerà.
    Il FLI avrebbe una probabilità di successo solo se imbracciasse i motivi dei tea party americani, evitando naturalmente il radicalismo religioso che non serve a nulla se non a perdere voti. In altre parole: no tasse e riduzione della spesa pubblica dovrebbero essere i temi fondamentali. Il FLI dovrebbe contestare le ricette assurde dei sindacati e della sinistra, invece che continuare in polemiche sterili con il PdL. Invece dovrebbe incalzare Berlusconi e Tremonti quando non usano politiche liberiste volte ad abbassare le tasse o almeno a non alzarle.
    In questo modo uscirebbe dall’ombra della contiguità con la sinistra e potrebbe essere credibile come alternativa a destra.
    Invece cos’abbiamo? Un Fini che se ne esce incautamente con la proposta di tassare rendite e capital gain a braccetto con D’alema. I vari Granata e Bocchino che sognano grandi coalizioni col PD. Un FLI che polemizza unicamente con il PdL su questioni come gli immigrati, il rapporto con Gheddafi, le notti erotiche di Berlusconi. Se il FLI vuole conquistare un elettorato di centrodestra farebbe meglio ad impiegare il suo tempo a contestare le ricette economiche della sinistra. E invece? Invece si allea o tenta di allearsi col cattosocialista Casini che ormai ha la stessa piattaforma fiscale di D’alema: fantastico. Per questo il FLI a destra non è credibile.
    In Italia il PdL non rappresenta sufficientemente bene i movimenti anti tasse e anti socialisti. Probabilmente qui un’alternativa a destra ha spazio di crescita, soprattutto se Berlusconi e Tremonti faranno il grosso errore di assecondare sindacalisti e confindustria. Ma gli eventuali delusi del PdL non voteranno per un FLI come quello di Bocchino e Granata. Semplicemente non andranno a votare. A meno che non si dimostri che c’è veramente un’alternativa liberista, antitasse, anti spesa pubblica, antisocialista, fortemente e ostilmente contrapposta alla sinistra. Il FLI attualmente non rientra proprio in quest’identikit. Il FLI ora come ora sembra soltanto l’utile idiota amico della sinistra.

  4. GG scrive:

    Da parte mia, grandissima stima per BDV e sono contentissima per il suo incarico.
    Non posso dire però di avere la stessa stima per Fini, perchè io giudico un leader politico non solo per le idee ma anche per i risultati. E i risultati quali sono finora? La sonora sconfitta del 14 dicembre, le continue fuoriuscite di parlamentari, un antiberlusconismo quasi dipietresco che il suo alleato Casini ha tentato più volte di moderare, un possibile consenso elettorale che da un possibile 8-10% è arrivato al 3,5%.
    Questi sono i risultati, ma a quanto pare con l’intervista ad annozero, Fini non sembra aver capito che questa è la strada sbagliata. Prima o poi gli elettori glielo faranno capire.

  5. William Ottaviano scrive:

    La scommessa politica incarnata da Futuro e Liberta’ non e’ quella di aggregare un mondo vecchio in nome di qualche eredita’ del secolo scorso, non e’ semplice preservazione di un identita’, ma un avventura politica tutta nuova che superi gli steccati tradizionali.

    fli deve essere un contenitore plurale per chi vuole essere altrnativo alla sinistra provenendo dalla cultura di una destra libertaria e repubblicana , che fa confluire al proprio interno altre culture come quella moderata, laica e liberale.Una forte alternativa al centrodestra populista attuale, guidato da Berlusconi e Bossi.

    Abbiamo pagato un prezzo troppo alto a chi stava al nostro interno per frenarci e vendersi per 30 denari!

    Ora davvero si parte in mare aperto, destinazione futuro….

    Complimenti davvero a Benedetto, da uno che segue questa idea di politica da quando militavo nei radicali ed insieme a voi ed altri fondammo Riformatori liberali….

    William

  6. Max Vassura scrive:

    Il problema non e’ Della Vedova che e’ uno dei pochi politici che posso votare senza avere i conati di vomito, ma e’ i compagni ed il partito che si e’ scelto, che non gli consentiranno in alcun modo di portare avanti le sue idee. Purtroppo se ne accorgera’ alla prova dei fatti …. nel frattempo sara’ stato usato, con la sua credibilita’, per fratturare la destra …..

  7. alessandro scrive:

    L’ottimo commento di Max Vassura colpisce nel segno. Salvo che egli ancora sembra credere nella “ingenuità” politica di BDV, il quale sapeva bene (come sa) che sarebbe stato usato dal Fini presidente di Camera come paravento liberal/radicale d’avanguardia: e ciò gli sta bene, al Benedetto, ricoprire il ruolo di specchietto per le allodole, evidentemente. Purtroppo per i futuristi è che a tutta prima sembra che non abbiano un gran futuro stretti come sono tra i Casini e i neocentristi di ultima generazione come l’ex radicale Rutelli. Tutti sono degli ex e questo gli italiani l’hanno ben capito. Qualche riflessione più attenta al proprio movimento interno di FLI non farebbe male, piuttosto che suonar fanfare di un ottimismo che non è quello della volontà ma quello della negazione della realtà.
    Auguri all’Italia e al bipartitismo, Alessandro

  8. Sinigagl scrive:

    Basta che questa nuova destra non si perda per strada…

  9. Sinigagl scrive:

    Ma poi DellaVedova non aveva dichiarato di voler fare un passo indietro affinchè FLI facesse un passo in avanti? Boh, non si capisce più niente…

  10. enzo alessandrini biondi scrive:

    Carmè, ma che stai a dì? Fini come Aznar…Volete un pò tutti uscire dal torpore che vi annebbia. Della Vedova è ancora lì che giochicchia con le sue (nostre) impostazioni laiciste e libertarie pensando di trovare nel Fli uno spazio per realizzarle. Illuso,scarso spirito critico ed una visione onirica delle prospettive (che per me sono pari a zero). Ma scusate come si fa a star dietro ad un personaggio (Fini) di tutta evidenza mediocre, inappropriato, incolto, non perspicace, opportunista, insipiente, non intelligente, senza carisma.

  11. ivan scrive:

    Benissimo la scelta di Della Vedova, condivido in pieno la scelta di stare FLi, l’unica novità nel panorama politico italiano.

    Avanti con °Fini, già nel 2005 voto si ai referendum

  12. Paolo Luchessa scrive:

    Long time ago avevo scritto all’On. BDV: “Quando Lei dice certe cose tendo a condividerle. Quando le dice Fini mi scappa un violentissimo vaffa. È sicuro che Fini La meriti?”. Oggi ripropongo la domanda, con l’aggiunta: e Granata, Bocchino, Briguglio etc.

    Paolo Luchessa – Milano

  13. Rocco scrive:

    Politicamente, BDV ha fatto un capolavoro. Con i Riformatori Liberali era riuscito a strappare al massimo un posto. Adesso, in un partito anomalo, può godere di una golden share decisionale e magari piazzare qualcun’altro dei suoi in lista.
    Palma, gongoli… un posticino per te in una lista bloccata alle prossime elezioni Benedetto potrebbe farlo anche uscire ;-)
    Anyway, meglio voi che i pasdaran alla Granata e Briguglio.
    Una curiosità: ma come si conciliano Tommaso Barbato e Falasca?

  14. lucio scrive:

    Molto d’accordo con quasi tutti i commenti all’articolo. Questo “nuovo” partito mi sembra esattamente come viene definito nell’articolo: LIBERAL-CONSERVATORISMO EUROPEO, che puzza cosi’ tanto di vecchia politica che non solo non ha potere di attrarre chi e’ arcistufo di PdL e incompatibile a Bersani&C, ma che si sta pian piano sgretolando sotto la sua inconsistenza.

  15. ok ok… ma una curiosità: come mai il banner al blog di Della Vedova non compare sul sito di FLI come per Bocchino, Moroni, Briguglio.. ?

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