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Lo spazio per un quotidiano della nuova destra. Per il nuovo secolo

– Fioccheranno le disdette degli abbonati al Secolo d’Italia nelle prossime settimane. Chi recentemente aveva sottoscritto l’abbonamento allo storico quotidiano – e si tratta di molte centinaia di lettori – sapendo di trovare tra le sue pagine il racconto di una destra problematica, un po’ libertaria, un po’ repubblicana e certamente europea, in cerca di nuove chiavi di decodificazione della realtà, rischia di trovarsi in casa la Pravda berlusconiana. Sbaglia chi pensa che il Secolo sia oggi un quotidiano vicino alle posizioni di Futuro e Libertà. Vale esattamente l’opposto: è il nuovo partito presieduto da Gianfranco Fini ad essere il frutto di quella svolta culturale per il centrodestra italiano di cui il Secolo è stato magna pars.

Da un punto di vista civilistico, le scelte del CdA – la defenestrazione di Enzo Raisi da amministratore, il molto probabile avvicendamento di Flavia Perina come direttore – non fanno probabilmente una grinza. Da un punto di vista politico, al netto della soddisfazione che proveranno i berluscones all’idea di abbeverare i loro cavalli alla redazione di Via della Scrofa, per il PdL la scalata al Secolo sarà probabilmente un danno. Consoliderà l’idea di un potere invasivo, che compra chi non può convincere, ma non aggiungerà molto al pacchetto di mischia mediatico del Cavaliere: alla pancia del “popolo” parlano già Il Giornale e Libero, il Foglio prova ad essere l’anima ragionata, garantista e un po’ critica, al resto ci pensano tranquillamente Minzolini, Fede e compagnia adulante. Insomma, il Secolo d’Italia in salsa gasparrian-larussiana, se infine prenderà piede, sarà una preda che il PdL potrà esporre nel suo carniere, poco altro.

Tutto ciò detto, per chi è interessato a quella nuova destra che il Secolo di Flavia Perina, Luciano Lanna, Filippo Rossi e Annalisa Terranova ha provato finora a raccontare (e spesso a “forgiare”), si apre oggi una prospettiva vera. C’è, con buona probabilità e nel senso più pieno del termine, uno spazio di mercato per un’iniziativa editoriale nuova, che provi a reggersi sulle sue gambe, che si consideri erede della migliore tradizione conservatrice e liberale e che abbia l’ambizione di proiettarla nel prossimo decennio, partendo dalla carta stampata, ma ampliando immediatamente il suo raggio d’azione al web e ai nuovi media. Un prodotto in qualche modo simmetrico de Il Fatto Quotidiano. Una testata con uno o più proprietari, ma senza padroni, per dirla alla Montanelli. Un quotidiano per il centrodestra del nuovo secolo.

Post scriptum. Fa sorridere che, dal pulpito del PdL, negli ultimi mesi sia arrivata al Secolo d’Italia la critica sui contributi pubblici di cui questo gode (tra l’altro, né più né meno che Libero, Il Giornale, Il Foglio, L’Opinione). Così van le cose, il lupo se la prende sempre con l’agnello: anche se l’ovino si abbevera più a valle, il predatore lo accusa di intorbidire il corso d’acqua da cui lui si disseta. Entrato in politica come il principe dell’imprenditoria privata, Berlusconi ha ormai trasformato il suo gruppo editoriale in un grande baraccone para-statale, che vive non di sussidi pubblici, ma di puntelli legislativi ad aziendam: vedi l’ostruzione del Governo all’ingresso di Sky nel digitale terrestre, i mille ostacoli burocratici e fiscali alla tv satellitare, l’agonia assistita cui è costretta la RAI, la schermatura assicurata ai quotidiani rispetto alle norme sul conflitto d’interessi.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

17 Responses to “Lo spazio per un quotidiano della nuova destra. Per il nuovo secolo”

  1. Stefano Iuretich scrive:

    Non so, caro Pier…
    A me il Secolo non sembra affatto liberale. Che poi anche Berlusconi non lo sia, beh, possiamo essere d’accordo. E poi, va detto, vende davvero pochissimo.
    Se davvero l’attuale redazione pensa di poter fare un giornale in grado di camminare sulle proprie gambe (quindi, senza soldi pubblici, come fa il Fatto che a me non piace ma perlomeno non pesa sulle tasche di tutti) lo faccia. Se poi i contenuti fossero di alto livello, meglio ancora! Se dev’essere una copia del giornale di Travaglio e co. non mi pare una grande idea… (antiberlusconismo per antiberlusconismo, tanto vale l’originale).

  2. inutile scrive:

    Ecco finalmente un articolo liberale, l’On. Perina si metta sul mercato e se saprà fare il suo lavoro sarà premiata senza neanche elemosinare soldi pubblici.
    PS: Caro Falasca arriveranno pure le disdette degli abbonamenti, ma vista la tiratura, non saranno moltissime

  3. Pietro M. scrive:

    Se si fa un giornale non di baciapile del potere come certi giornali di partito, o di parente, io mi ci abbono. Voglio però una pagina intera ogni giorno dedicata al liberalismo. :-)

    E se l’iniziativa avrà successo, secondo caso in Italia, bisognerà fare una campagna contro il finanziamento pubblico dei giornali, che è incompatibile con la libertà di stampa.

  4. una buona idea sarebbe trasferire li la rubrica di Giannino che e’ stata ostracizzata da Libero, ospitare interventi dell’istituto Bruno Leoni, NFA, anche coinvolgere i radicali

  5. “una pagina intera ogni giorno dedicata al liberalismo”

    Mi accodo a questa proposta, che ha tra l’altro un enorme potenziale commerciale appena i lettori si renderanno conto che il nostro giornale concilia il sonno. :D

  6. FuocoDiVesta scrive:

    Aveva ragione da vendere Marcello Veneziani: le idee espresse dai finiani, dal “Secolo”, da FareFuturo ecc. non sono quelle di una destra moderna, ma di una sinistra in ritardo…
    Approfittando dell’ignoranza dell’italiano medio che nulla o quasi conosce della politica estera, si continua a ripetere il solito mantra, ovvero che si vuole realizzare una destra moderna ed europea, ma in realtà esistono profonde differenze tra le destre (o meglio i centro-destra) europei e la pseudo-destra finiana/periniana, che è al contrario più vicina al pensiero cosiddetto “progressista”.
    Poi è vero che il Secolo ha spesso “anticipato” le svolte finiane, ma è anche vero che in altre circostanze il giornale si è invece diligentemente appiattito sul pensiero del capo (vedi riforma dell’università).
    In ogni caso è chiaro a tutti che il Secolo e FLI sono legati a filo doppio, e non si capisce quindi per quale ragione la Fondazione Alleanza Nazionale, proprietaria della testata, dovrebbe continuare a finanziare e ripianare i debiti di un giornale che rappresenta solo una minima parte dei suoi membri ed attacca costantemente tutti gli altri, un giornale che non è per nulla plurale, che si crede in Italia unico depositario dei valori di un’ immaginaria destra moderna europea ed offende continuamente gli ex AN che non hanno seguito Fini, definendoli esponenti di una destra “rozza” e “becera”, insomma, anche il masochismo ha i suoi limiti…

  7. inutile scrive:

    Beh parlate di un giornale liberale e radicale, non so se i perina, i raisi e Briguglio siano i migliori testimonial di queste idee

  8. @FuocoDiVesta: no. Dimentichi che il Secolo pubblicava anche contributi da Libertiamo. E immagino che un eventuale nuovo giornale lo farebbe spesso. Dov’è che siamo di sinistra? Sono di sinistra le battaglie per le liberalizzazioni, l’ammirazione per Reagan, i riferimenti a Tocqueville, la proposta di legge su lavoro e welfare che da queste pagine abbiamo lanciato? Se, com’è vero in Italia e in Europa, “sinistra” significa “socialdemocratico” o “socialista”, non vedo proprio dove siamo di sinistra. Che sulla laicità si possano trovare convergenze con partiti di sinistra è vero: d’altronde la presenza vaticana nella politica è un’anomalia italiana di lungo corso e c’è sempre stato un fronte trasversale che mal la tollera, fin dai tempi dell’unità nazionale. Mi sembra però ridicolo decidere che siamo di sinistra solamente perchè abbiamo un accordo con alcuni esponenti della sinistra sulle coppie di fatto. E anzi opinioni di questo tipo fanno appunto il gioco della sinistra, che vorrebbe proporsi come l’unica parte sensibile ai diritti, mentre appena oltreconfine c’è Sarkozy (noto uomo di sinistra, eh) che sostiene i diritti degli omosessuali.

  9. luca scrive:

    Dichiarasi favorevoli ad una regolamentazione delle coppie di fatt, dimostrarsi disponibili ad un dialogo sugli altri temi come il fine vita, l’inseminazione ed altri per coloro che sono al governo e’ di sinistra
    Hanno il cervello talmente raggrinzito che qualsiasi iniziativa presa al di fuori della triade Berlusconi, Lega, Vaticano e’ da considerare comunista
    Lo dicessero a Cameron, Sarkozy, Merkel, che sono comunisti

  10. mick scrive:

    @ Luca
    Concordo in pieno.

    P.s. Se dobbiamo rifarci a Veneziani per avere patenti di modernità … beh io sono obsoleto!

  11. sara’ una concidenza ma tra i commentatori di questo sito, quelli che criticano fini e che osannano il PDL, dicono quasi sempre che la laicita’ e’ di sinistra, e di conseguenza, fli e’ di sinistra.
    ma ormai in italia perfino Cicchitto si autoproclama liberale…

  12. daniele bertoloni scrive:

    Che bello sarebbe avere uno strumento non alle dipendenze del grande capo berlusconi- uno strumento di dibattito di una destra democratica-libertaria aperta al mondo — forse un sogno -Spero che questo accada.Un quotidiano dove si dibattano le idee e non le poltrone .
    Continuiamo a lavorare nella società con la viva speranza che possa accadere-
    grazie

  13. FuocoDiVesta scrive:

    E’ divertente notare quanto superficialmente giudichiate chi qui interviene… in tre a rimproverarmi e a dirmi che la laicità non è di sinistra, ma chi lo ha mai sostenuto?? di certo non io, tra l’altro anche il mio nickname (FuocoDiVesta) non mi sembra sia tanto “giudaico-cristiano”, già questo avrebbe dovuto farvi sorgere qualche dubbio prima di appiopparmi una qualche etichetta saltando a facili conclusioni, completamente errate.
    Cascate male, io non solo sono per la laicità dello stato, sono proprio ateo, sono tra l’altro favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto (anche omosessuali), ad un vero testamento biologico, all’eutanasia e mi considero allo stesso tempo tranquillamente di destra.
    Non ho neppure mai sostenuto che voi ex-riformatori liberali siate di sinistra, questa vostra “esegesi” del mio pensiero è francamente ridicola, forse non sono io ad avere il cervello raggrinzito ma qualcun altro (vero Luca?), ho scritto che il Secolo è più prossimo al pensiero “progressista” che a quello di destra, e dato che saltuariamente su quel quotidiano pubblicano anche vostri articoli, avete superficialmente ed incredibilmente dedotto che la mia accusa si estendesse anche a voi, non ho parole…
    No, ovviamente non vi ho mai considerato di sinistra o centrosinistra, la vostra associazione ed il “Secolo d’Italia” sono tra l’altro due entità distinte che non hanno certo posizioni politiche coincidenti, ed è buffo che debba farvelo presente io.
    Personalmente, non ho mai neppure avuto una visione ristretta ed esclusiva di quella categoria politica che viene usualmente definita “destra”, la considero fondamentalmente un calderone dove c’è dentro di tutto, ci siete dentro voi e persino io, ma di certo non ci può star dentro chi porta avanti una linea politica tipicamente “liberal-progressista”, in particolare su immigrazione, cittadinanza, patriottismo costituzionale, esaltazione del parlamentarismo ecc. ecc. più un generale appiattimento sul politically correct (che del pensiero liberal-progressista è figlio).
    Insomma, si può sapere secondo voi in cosa esattamente il “Secolo d’Italia” si caratterizzerebbe come giornale di destra? e cosa lo distingue invece da un giornale di centrosinistra come “Europa” (che è del PD)?
    Tra l’altro anche la stessa Perina sembra avere le idee piuttosto confuse, ciò non lo si deduce solamente da quello che pubblica, ma anche dal fatto che un giorno sostiene di voler superare la vetusta dicotomia destra vs sinistra, descrive il “Secolo” come un giornale “post-destra”, ed il giorno dopo dichiara invece di rappresentare una fantomatica destra moderna europea che esiste a quanto pare solo nella sua testa.
    Anche per quanto riguarda l’economia, benchè il Secolo vi ospiti ed in generale non se ne occupi moltissimo, mi sembra esprima posizioni decisamente più “sociali” che “liberali”.
    Infine lo ribadisco, qualsiasi paragone tra la linea politica espressa dal “Secolo D’Italia” o anche da Fini e quella dei principali partiti europei di centrodestra è completamente campata in aria, innanzitutto perchè non esiste come si suol dire una destra moderna europea, ma al massimo differenti destre, Sarkozy per esempio non è Cameron, e quest’ultimo non è la Merkel(che tra l’altro non ha mai presentato il proprio partito, la CDU, come di destra), inutile poi dire che tra le posizioni politiche sostenute da questi leader e quelle di Fini (e ancor più con quelle del Secolo) esistono parecchie differenze, potrei per esempio farvi notare quanta importanza Sarkozy dia alla salvaguardia dell’identità nazionale/culturale francese, o di quanto drasticamente Cameron abbia proposto di limitare i flussi di immigrati extra-europei, ma per stasera mi sembra di essermi dilungato abbastanza.

  14. Luigi scrive:

    Auguri di buon fallimento per la nuova iniziativa editorial culturale. Magari fallirete insieme al vecchio Secolo berlusconizzato… che figata… du falliments is megl che one

  15. inutile scrive:

    Vi prego non parlate di coppie omosessuali.
    Non prendeteci in giro con queste battaglie fatte per imbarcare qualcuno ma non porteranno mai a nulla, anche perchè se è quello un obiettivo non mi metterei con Casini, De Mita, Buttiglione, Binetti.
    Quindi quella è e deve rimanere discorso fuori dagli schieramenti politici, ma esser trasversale, da Bersani a Rotondi a Della Vedova.
    Non usatela come bandiera. Vi prego un po’ di serietà

  16. ivan scrive:

    SIIIII!!!

    se scegliete modello Fatto Quotidiano (niente finanziamenti pubblici + abbonamenti) mi abbono on line… d’altronde avevo qualche ritrosia ad andare in edicola e comprare il secolo (non l’ho mai fatto e non lo avrei mai fatto, troppo legato all’immagine del msi)

  17. benito scrive:

    Non vi permettete di dichiararvi di destra,siete amici della sinistraTanto Fini SPARIRA’dal parlamento tanto è vero che cercate aiuto da Santoro TRADITORI .Wiva BERLUSCONI attuale rappresentante di noi ex AN.

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