Berlusconi e i berlusconiani scalano il Secolo. Che se ne fanno?

– Che sta accadendo al Secolo d’Italia? Secondo varie fonti di stampa, in parte confermate dallo storico quotidiano della destra, all’amministratore unico on. Enzo Raisi (FLI) è stato sostituito un consiglio d’amministrazione che esprime la componente del PDL proveniente da Alleanza Nazionale. Circolano voci di un’imminente epurazione della direttrice on. Flavia Perina (FLI), per ora prive di un riscontro ufficiale.

Non è il caso di soffermarsi sulle dimensioni ovvie: i berluscosauri ora blandiscono, ora ricattano, ora azzannano, usando tutte le armi a loro disposizione nel tentativo di stroncare la nascente realtà di FLI (che pure indicano come minuscola, innocua: se è così irrilevante, perchè tanto sforzo?). E neppure è questo il momento per aprire una riflessione sull’obsoleto e dannoso finanziamento pubblico alle testate di partito, in assenza del quale simili episodi non sarebbero possibili.
 
Per ora è più urgente sottolineare come quest’operazione di commissariamento sia l’ennesima prova di quanto alla corrente maggioranza non interessino per nulla le idee, la visione, i contenuti. È un potere che ama se stesso in quanto tale, una scatola d’oro piena di vermi sospesi nel niente. Pur di consolidarsi non esita a buttare a mare, o ancor peggio a trasformare in squallido altoparlante dell’impero, un giornale che ha meriti culturali notevoli.
 
Il Secolo d’Italia, in tempi recenti, ha contribuito in modo decisivo a portare una volta per tutte la destra italiana (quella vera, non il PDL di oggi) fuori dalle secche del conservatorismo, del razzismo, della fascinazione autoritaria. In sincrono con le idee di modernità richiamate da Gianfranco Fini, ha sdoganato un amore di libertà spesso percepito a torto come appannaggio della sinistra.
 
Per rendersene conto basta sentire il tono con cui proprio Flavia Perina ricordava , a un anno dal suicidio, Roberta Tatafiore. Il Secolo volle fortemente la collaborazione di quest’intellettuale femminista e libertaria, impegnata nelle battaglie a favore delle prostitute, così sensibile al concetto della scelta da voler definire esplicitamente come tale anche il suo gesto estremo (si veda il memorialeLa parola fine“, pubblicato da Rizzoli nel 2010).
 
Con lo stesso spirito Luciano Lanna non si fa scrupolo di riportare, nel suo “Il fascista libertario”, alcuni passaggi delle opere di Valerio Marchi: un antifascista convinto, portabandiera degli SHARPs (SkinHeads Against Racial Prejudice) negli stadi romani, sociologo e attento osservatore di tutte le sottoculture. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non può dimenticare il suo negozio a San Lorenzo, dove accanto ai dischi degli Sham 69 si trovava letteratura carceraria da tutto il mondo, ed era possibile leggere Martin King in lingua originale ascoltando in sottofondo una band autoprodotta.
 
E ancora su questa falsariga di apertura, curiosità, disponibilità a linee fuori dalla tradizione è la  crescente sensibilità liberale: l’ospitalità offerta alla redazione di Libertiamo.it, il coinvolgimento in alcune delle nostre iniziative, le chiare prese di posizione contro l’omofobia. E’ chiaro come tutto questo possa offendere il PDL, al di là della convenienza politica immediata: non c’è un doppio standard nemmeno a cercarlo bene, e ci sono troppi libri di mezzo. Ma, come i lettori di lungo corso del Secolo sanno bene, “le radici profonde non gelano”: l’intelligenza viene prima del berlusconismo, e ad esso sopravviverà.

Ma soprattutto, di questo Secolo, di questa storia politica, editoriale e culturale, Berlusconi e i berlusconiani ex An cosa vogliono farne? Lo buttano e basta? O lo usano come carta per stamparci sopra un’altra cosa, magari uguale e contraria? Lo rimettono nella macchina del tempo? E per portarlo dove, culturalmente: prima di Fiuggi? Per spiegare magari che la destra italiana non c’entra nulla con i destini, le parole d’ordine e lo standing politico della destra europea, cui Fini così “conformisticamente” assomiglia?


Autore: Claudia Biancotti

Nata a Moncalieri nel 1978, é economista presso la Banca d'Italia. Studia i metodi statistici per le indagini campionarie, ma anche la distribuzione del reddito, l'economia della felicitá e un po' di neuroeconomia. DISCLAIMER: Le opinioni qui espresse sono strettamente personali e non impegnano l'istituzione di appartenenza.

18 Responses to “Berlusconi e i berlusconiani scalano il Secolo. Che se ne fanno?”

  1. inutile scrive:

    Il Secolo d’Italia è il giornale di AN, visto che la maggior parte degli ex AN sono nel PDL non vedo perchè dovrebbe essere contro il PDL

  2. Andrea Benetton scrive:

    Ma la domanda è: dopo che avremo dato visibilità a questo takeover che era già nelle premesse, pensiamo davvero che qualche italiano in più sarà convinto che Berlusconi è un antidemocratico ? Quelli che lo hanno capito già lo sanno da un pezzo e quelli che non lo vogliono capire c’è un solo sistema per fargli cambiare cavallo, dimostrargli che stanno perdendo soldi e offrirgli una alternativa. Per questo scandalizzarsi su come il potere venga gestito arbitrariamente e stupidamente, lascia un po il tempo che trova. Invece la riflessione sull’obsoleto e dannoso finanziamento pubblico alle testate di partito, che tocca le tasche degli italiani sarebbe stato molto più utile. E non solo a FLI.

  3. FuocoDiVesta scrive:

    Domanda, perchè la Fondazione AN composta perlopiù da ex-AN rimasti nel PDL dovrebbe continuare a finanziare e ripianare i debiti di un quotidiano che rappresenta solo una minima parte di loro (ovvero quelli passati a FLI) e che attacca continuamente e brutalmente tutti gli altri? perchè dovrebbero essere fessi a tal punto? Qui il bavaglio non c’entra nulla, semplicemente come in ogni quotidiano, a nominare la direzione e a deciderne la linea politica sono i suoi “azionisti” ed in un quotidiano “di partito” decide chi ha i numeri; anche in Rifondazione Comunista, per esempio, quando è cambiata maggioranza ed è divenuto segretario Ferrero è stato rimosso Sansonetti da direttore di “Liberazione”, non mi sembra che allora qualcuno abbia parlato di bavaglio…
    In ogni caso spero che una volta nominata una nuova direzione, si riesca a creare un vero quotidiano di destra, che non sia appiattito sulle posizioni di Berlusconi, non sia “nostalgico”, ma rappresenti veramente una “nuova destra” moderna, abbandonando quindi la linea politica “liberal-progressista” tenuta negli ultimi anni dalla Perina, solo così forse potrei ricominciare a comprarlo.
    P.S. Ho appena riproposto qui, nella sostanza, un commento che ieri mattina ho scritto sul sito del Secolo, ma che a quanto pare è stato molto democraticamente censurato…

  4. Non mi pare di aver citato alcun bavaglio; mi rendo perfettamente conto che l’operazione è legittima dal punto di vista giuridico e comprensibile da quello politico. Quello che mi premeva è segnalare come ci sia nella maggioranza corrente una sensibilità prossima allo zero nei confronti di idee di tipo liberale (che non definirei “liberal-progressista”, se “progressista” sta ad indicare socialdemocratico). Questo, come dice Andrea sopra, è forse già ovvio a molti: io non credo che sia davvero così chiaro, e infatti lo ribadisco.

  5. inutile scrive:

    Scusa perchè parle di idee liberali Claudia?
    Se vogliamo esser coerenti diciamo che il Secolo si regge con i soldi pubblici, quindi come liberale dovresti esser la prima a volerlo eliminare.
    Poi se credi tanto nelle idee liberali, mi spieghi se c’è una norma che impedice a Raisi, Bocchino, Fini e Perina di fondarsi un altro bel giornale? Proporsi al mercato e andare nelle edicole.
    Questo vorrebbe un vero liberale, altrimenti si fa solo accademia

  6. Parlo di idee liberali perchè il Secolo ne ha diffuse molte, come peraltro argomentato nel pezzo.
    E ho anche detto che il finanziamento pubblico alle testate di partito è dannoso (nonchè sono d’accordo con l’idea di una testata autofinanziata e di mercato).
    Non so che ci sia di poco chiaro, ma il punto che volevo fare era tutto diverso: ennesima dimostrazione del vieto conservatorismo berlusconiano e pidiellino, che di fronte alle logiche di potere butta via le idee.

  7. Pietro M. scrive:

    Ah, la logica!

    “Se vogliamo esser coerenti diciamo che il Secolo si regge con i soldi pubblici, quindi come liberale dovresti esser la prima a volerlo eliminare.”

    Abbiamo scoperto che i liberali sono a favore della distruzione delle autostrade. :-D

    Questa frase mi ha fatto venire in mente un gioco di parole:

    “Il liberalismo è contro la schiavitù, quindi bisogna uccidere gli schiavi” :-D

  8. inutile scrive:

    Claudia se sei liberale devi accettare anche le idee diverse e in una logica di mercato sono molti più ex AN nel PDL che nel FLI, quindi ritieni giusto che anche le loro idee siano espresse?
    PS: di idee liberali ne avrà scritte il Secolo, ma se andiamo a prendere la Storia del giornale diciamo che non è mai stato la bandiera dei liberali.

    Per Pietro invece mi chiedo come fa un liberale a confondere infrastrutture con giornali.
    Comunque anche per Pietro, se vogliamo tenere la tesi che lo Stato deve finanziare i giornali che espongono idee di gruppi parlamentari, ritengo che gli ex AN nel PDL siano superiori agli ex AN nel FLI, quindi ritengo che anche in questo caso il discorso regga, a meno che non si pretenda di dire che quelli del FLI hanno più diritto degli altri a parlare.

  9. ddd scrive:

    secondo me il bavaglio c’è adesso, e berlusconi lo toglie
    avete avuto il secolo per 10 anni, ora tocca 10 anni a noi

  10. Pietro M. scrive:

    Inutile: è inutile che forzi la logica e la grammatica, il soggetto del tuo “eliminare” era “Il Secolo”, se rileggi la tua frase, non le “infrastrutture”. Nessuno si è dichiarato a favore del finanziamento pubblico. Da questo punto di vista l’unico giornale serio in Italia è Il Fatto.

  11. inutile scrive:

    Appunto pietro ribadisco, come liberale vorrei eliminare tutti quei giornali che per vivere prendono il finanziamento pubblico.
    Tu poi hai voluto fare l’ardito paragone con le autostrade.
    Comunque a proposito di sforzare la logica, seguendo la tua, non ritieni che la maggior parte dei parlamentari degli ex AN che sono nel PDL abbiamo diritti di avere il giornale di più dei pochi ex AN nel FLI.
    L’ideale sarebbe 8 foglio a una parte e due all’altra.
    Ma non credo sia fattibile neanche cencelli arriverebbe a tanto.

  12. giancarlo scrive:

    Cara Claudia,sono stato deliziato,ma anche sorpreso dal tuo scritto.Deliziato,perchè intravvedevo in quanto scrivi quel sottile umorismo ironico che spesso contraddistingue noi torinesi.Quel scandalizzarsi ,evidenziare l’impegno…mi ha.sorpreso,perchè mi sono accorto che non scherzavi,non ironizzavi ma eri veramente costernata di quanto avviene al “Secolo”.Comprendo che Fini ritiene AN una sua proprietà e quindi agisce di conseguenza….io ti ho creato ministro….il Secolo è mio..Montecarlo pure….ma ..ma come hanno detto chi ha scritto precedentemente AN è in maggioranza nel PDL e in minoranza nel FLI…quindi il giornale doveva riflettere tale situazione….anzi era proprio li che si poteva dibattere e confrontarsi.Invece il giornale è stato sequestrato impedendo che ci fosse testimonianza delle tesi….Voi avete dimostrato per primi di rifiutare il confronto….urlare all’esproprio mi sembra un po vano.Chissà cosa scriveranno sti destri del PDL…dici…chissà,ma voi cosa avete scritto??…Nuove tesi liberali…o confondendo il termine, libertarie.Avete scimmiottato Repubblica e quella “Società civile”ipocrita che tanto poco piace a noi incivili.Nuove idee liberali ,no un coacervo di idee con due finalità..irritare la destra leghista e blandire la sinistra che di voi si farà un boccone….ormai cosa vi differenzia dal’IDV e dal Fatto Quotidiano?…infatti le colombe se ne sono finalmente accorte e la diaspora si vede…..Porta pasiensa nè!

  13. creonte scrive:

    ma dopo Ruby e Gheddafi state ancora a parlare?

    scusate il “corsivo”, ma qualcuno lo doveva dire! L’era dei monopoli di informazioni è finita

  14. inutile scrive:

    Creonte Gheddaffi cosa?
    Vuoi imputare a Berlusconi i problemi degli stati arabi?
    Questo è il classico esempio di chi cerca il peccato dove non esiste.
    Ringrazia che per un po’ abbiamo, contenuto gli immigrati, ringrazia che abbiamo gasdotti dal nord e dal sud del mondo che ci consentono di gestire la situazione. Siamo ora l’unica frontiera per questo nuovo mondo verso l’occidente e stiamo gestendo al meglio la situazione.
    Vergognati per le tue parole

  15. creonte scrive:

    @inutile
    non è molto liberale dire a un altro di vergognarsi di un personale convincimento.

    Certamente ogni cosa ha un prezzo e non sono contro la Realpolitik; ma come in tutte le cose c’è stile e stile e bisogna saperci fare. E anche sapendoci fare qualche volta accadono “imprevisti” e l’importante è saper reagire. Purtroppo in politica in genere si paga anche per colpe non proprie, ma per accidentalità esterne con controllabili.

    …ma non è questo il caso! Anche Andreotti, Craxi e Prodi hanno avuto relazioni con la Libia. Berlusconi s’è accollato un rischio: quello di puntare su Gheddafi per almeno qualche altro anno a venire (pensava che sarebbe almeno arrivato a 50 anni di regime, forse). Ma è andata diversamente da come stimava.

    un po’ di più di prudenza non sarebbe stato chissà quale danno economico per l’Italia. e lascio stare la questione dell’immagine nel mondo, anche quella alla fin fine ha un valore.

  16. inutile scrive:

    Liberale non vuol dire poter limitare gli altri su un giudizio.
    Per me il tuo giudizio è da vergognarsi, fondato solo su anti-berlusconismo.
    L’articolo ed io comunque parlavamo d’altro non di Libia ma del Secolo

  17. FuocoDiVesta scrive:

    Claudia Biancotti: nel mio post “liberal” era inteso nell’accezione americana del termine, quindi “liberal-progressista” non è per me sinonimo di socialdemocratico; per il resto, il mio intervento era volutamente generico, è vero tu non lo hai fatto, ma sento molti sproloquiare a proposito di bavaglio, regime, censura ecc. proprio a loro mi rivolgevo.
    Che poi nel PDL e nel governo ci sia ben poco spazio per le idee liberali mi sembra verissimo.

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