Smutandati col Cav, integralisti con gli altri

– I radical-chic non erano affatto in piazza, per la delusione dei molti che sostengono questa versione. Per osservare questi curiosi e divertenti scalatori del nulla era necessario recarsi presso il Teatro Dal Verme; eccola lì al gran completo la truppa farisea, capitanata dalle imponenti mutande di Giuliano Ferrara (ma non era quello contrario all’aborto?). Davanti a una platea di 1500 persone è stato elevato un maestoso inno all’esaltazione del libertinismo più spinto, della difesa della privacy, dello spirito del ’94 (quale, mi viene da chiedermi? Anche allora Berlusconi era un monopolista in fuga da magagne giudiziarie).


Una rumorosa fanfara accompagnata da pesanti proclami contro i puritani, da dichiarazioni folli quanto raccapriccianti (“dove c’è una campana c’è una puttana”), da improbabili e comiche interpretazioni del pensiero popperiano, da apologie dell’antiliberale conflitto d’interessi. Aggiungete – come background – un pubblico impettito nella sua serietà, nella sua fermezza, nella sua palpabile ferocia, tutto proteso in avanti, a dare forza al diritto alla felicità e alla libertà sessuale sfociante nella satiriasi.

Tutto questo non è che falsità, mistificazione, ipocrisia. Perché il diritto alla felicità così prepotentemente preteso e rivendicato in quella sede non è che una barzelletta sporca, una stortura, un canto gregoriano riuscito male, un giustificazionismo sfacciato per salvare il Capo (e forse, un modo molto rispettabile e benpensante per assolversi). Dove sono – questi fieri signori – quando viene (veramente) violentata la privacy di imputati tutt’altro che celebri e tutt’altro che famosi? Quando vengono gettati in un buio vortice di vergogna e sbattuti – già colpevoli – sulle prime pagine dei giornali, dei programmi della qualunquissima Barbara d’Urso, dei Tiggì? Dov’era la loro irruenza verbale, il loro glamour, quando Beppino Englaro e Mina Welby vennero scomunicati, insultati, irrisi, derisi, giudicati per un sofferto gesto d’amore? Dove sono le loro così vibranti orazioni quando si lotta per i diritti civili, perché tutti possano disporre a proprio piacimento della loro vita, del loro corpo, del loro pensiero?
C’erano, ovviamente. E non furono silenti, ma furono (e continuano a esserlo) oppositori virulenti di queste istanze, di queste richieste.

E oggi, come farisei, condannano il “moralismo” di cui essi stessi fanno abbondante uso quando c’è da difendere la “sacralità della vita” (e non solo), seduti sulle poltrone del conformismo intellettuale che tanto si confà alla loro persona. Salvo rinnegarlo quando c’è da difendere il Potente di turno. Essi sono le perfette icone del cattolicesimo-edonista che ha piantato le sue sporche e purulenti radici nell’italiano medio (con tutto rispetto ai veri cattolici); le porcate, la bassezza morale, l’indegnità, il favoritismo, le corsie preferenziali, il giudizio dei Giusti, la Serietà, la Fermezza dei feroci.

Tutto va bene, tutto: basta che sia benedetto dal prete, basta che sia fatto per rincorrere l’assoluzione. Basta predicare bene e razzolare male. Basta tuonare contro le meretrici di giorno e frequentarle di notte. Basta urlare in modo sdegnato a porte aperte e sghignazzare in modo complice “a porte chiuse”. Basta dire che Ruby fosse cattolica. Non esiste nulla di più esemplare per rappresentare l’ipocrisia italiana.

Ovviamente la vicenda è ben più complessa e trascende questo singolo aspetto; un personaggio istituzionale non può godere appieno della distinzione tra pubblico e privato (basti pensare alla sempre più crescente curiosità con cui l’elettorato richiede ea accoglie le notizie sulle abitudini più innocenti e private dei politici), specie quando vengono chiamati in causa dei reati molto gravi di cui è necessario rispondere presso le sedi competenti.

Ma questo rimane e rimarrà l’aspetto più scandaloso; questa violenza verbale, questi scodinzolanti pseudo-intellettuali, questi difensori dell’indifendibile, vestiti di tronfia serietà; pronti a spendersi nel nome della libertà sessuale di un vecchio satrapo abbandonato e ridotto all’ombra di se stesso, ma – beninteso – pronti a sentenziare quando sono i poveracci a lasciarsi andare in leggerezze non penalmente punibili e perfettamente lecite. Pronti a sputare in aria, in punta di piedi, sui loro tristi e vetusti piedistalli marmorei.
Nell’anno di grazia 2011, i Farisei sono vivi, in mutande e lottano insieme a noi.


Autore: Michele Dubini

Nato a Mariano Comense (CO) nel 1990, ha conseguito la maturità classica e studia Giurisprudenza presso l'Università di Milano - Bicocca, privilegiando particolarmente le materie penalistiche. Ha scritto per Fareitalia Mag e The Front Page.

32 Responses to “Smutandati col Cav, integralisti con gli altri”

  1. Luigi scrive:

    Beh, è la loro interpretazione della carità cristiana: misericordiosi coi potenti e inflessibilmente feroci con i cittadini comuni. Dei veri e propri capitani coraggiosi!

  2. la cosa che mi fa ridere e’ che se Ferrara vedesse due persone in piazza duomo in mutande, sarebbe il primo a chiederne l’arresto

  3. Guido scrive:

    O si vuole pervertire il pensiero e la ragione della manifestazione di Ferrara a proprio uso e consumo, oppure non lo si è mai voluto capire. Veramente superficiale, dal trattamento dei temi ridotti a slogan e comunque pure sbagliati, a parallelismi strampalati coi programmi di Barbara d’Urso (?!) ai preti e alla religione,alla solita stupida accusa (tipica della sinistra più odiosa e supponente) di essere il lustrascarpe di Berlusconi.

  4. Silla scrive:

    Ho una certa età; ebbene non miricordo un’Italia divisa come ora: che ciascuno si assuma le proprie responsabilità,soprattutto chi è al potere, prima che sia troppo tardi

  5. Roberto Ercoli scrive:

    mi scuso per la “violenza” del commento, ma questo articolo scala vertiginosamente la classifica del qualunquismo, dell’insipienza e di un’ingiustificatissima quanto irritante supponenza.
    L’autodefinizione di libelare e libertario dell’autore è davvero fuori luogo.

  6. Michele Dubini scrive:

    Caro Roberto, se c’è una cosa che non ho mai sopportato è il trattamento differenziato, di cui Ferrara è supremo maestro; giustizialista coi deboli, giustificazionista coi potenti. Io, che sono garantista con TUTTi, non posso certo tollerare questi farisei.

    Detto questo, la messa in scena (non so come chiamarla) al Teatro Dal Verme non aveva nulla di liberale/libertario. Non trovo nullamdi tutto ciò quando si manifesta per i porci comodi di qualcuno (diverso dalla privacy) e si attacca a testa bassa il potere giudiziario. Vorrei ricordarle che il liberalismo fa della “responsabilità individuale” la propria cartina tornasole.

  7. Roberto Ercoli scrive:

    Caro Michele, vedo che non hai minimamente compreso il senso della mia critica. Io non difendo la manifestazione di Milano, l’ho seguita solo superficialmente e non sono affatto appassionato del tema.
    Quello che mi ha profondamente disgustato è proprio l’atteggiamento, lo stile, il tono del tuo articolo. Vedo che non li hai abbandonati nemmeno nella replica al mio commento, così come il vizio di autodefinirti a sproposito. Nel caso non lo capissi, te lo sottolineo, il tuo atteggiamento non è affatto garantista, la maniera di porti verso persone (Ferrara o pincopallo) sostenitrici di idee diverse, rispettabili o disprezzabili, non ha nulla di liberale.
    Per ultima questa spocchia e supponenza sono davvero irritanti, non usare a sproposito termini di cui probabilmente non cogli appieno il significato, non avventurarti nel definire “improbabili e comiche” delle “interpretazioni popperiane”. Non so a cosa nella fattispecie ti stessi riferendo, ma sono ragionevolmente sicuro di poter definire Ferrara un buon conoscitore del pensiero popperiano, molto più di me e infinitamente più di te. Concludendo, ogni critica è lecita, ogni tono è lecito, puoi utilizzare fair play o estrema asprezza, ma questa seconda opzione richiede conoscenze mezzi e padronanza di cui evidentemente ancora non disponi, quindi ti espone a critiche altrettanto aspre e violente. Ti consiglio vivamente di utilizzare l’opportunità che ti è stata offerta (cioè lo scrivere per un contenitore che per larga parte è ancora liberale nonostante l’essere quasi un house organ lo porti a frequenti forzature), per aumentare le tue conoscenze e la padronanza di certe tematiche.
    Cordialmente

  8. Piccolapatria scrive:

    *Roberto Ercoli* Parola per parola faccio mio questo suo intervento ma, nel contempo, ho il sospetto che Michele Dubini è troppo pieno di sè per cogliere il messaggio pacato e rispettoso. Si autodefinisce “garantista” e ne è convinto mentre spara sentenze dall’alto della sua rocca del solo giusto pensiero. Gli altri, quelli che non la pensano come lui, li manda al rogo. (Ma chi mai ha deriso, insultato o peggio il padre di Eluana o la moglie di Welby?)

  9. Michele Dubini scrive:

    Consiglio di attaccare l’articolo, non l’autore. E’ una chiara manifestazione di mancanza di argomentazioni contro la tesi sostenuta (ovvero di farisei pronti a difendere i Potenti e mai dalla parte dei Deboli, quando “peccano”). Dato che non vi conosco ne voi conoscete me, consiglio di evitare giudizi sulla mia persona (falsi. A quanto pare non avete letto il mio articolo sulla Riforma della Giustizia, per dirne una).

    Per il resto, non si preoccupi sig.Ercoli. Conosco molto bene il pensiero popperiano e nulla di ciò che scrivo viene lasciato al caso; lecito di non essere d’accordo, ma gradirei motivazioni serie, non formulette retoriche o attacchi “ad hominem”. Se non gradisce il tono dei miei articoli, può sempre non leggerli.

    P.S. Chi ha insultato la moglie di Welby/Beppino Englaro. I farisei del Teatro Del Verme. Capitanati da Ferrara.

  10. stupefatto da certi commenti, qualcuno che mi spieghi il senso della manifestazione di Ferrara, perche’ io a parte il paraculaggio, non ne ho carpito il senso

  11. creonte scrive:

    Ercoli e Pietralata fanno delle dichiarazioni, ma non le giustificano. mentre l’articolo porta avanti una interpretazione degli avvenimenti dell’attualità.

    io ho capito che per Ferrara un 70nne può andare a letto con una 17nne, ma se rimane incinta deve tenersi il bambino. Così salvaguardiamo i diritti umani del feto e dell’anziano

  12. Michele Dubini scrive:

    Il problema – creonte – è che Ferrara dà un doppiopesismo in questa valutazione; se il 70enne è un ricco e potente, va benissimo. Se è un poveraccio o un povero mortale, commette un’immoralità imperdonabile. Questa è la critica principale mossa nell’articolo; l’atteggiamento ipocrita, tipico dei farisei.

  13. Roberto Ercoli scrive:

    Caro Dubini, io attacco te in quanto estensore dell’articolo e mi sento nel pieno diritto di farlo. Ho criticato il tono e l’arroganza di cui continui a fare sfoggio. Non ti attacco come persona ma come “giornalista”, sono liberissimo di farlo, vorrai convenire “libertariamente”, o no?
    In merito ai contenuti dell’articolo, forse non sono stato chiaro. Poco mi appassionano, non voglio difendere o sostenere la manifestazione di Ferrara a Milano, né le posizioni di Ferrara in materia di etica, se così vogliamo chiamarla all’ingrosso, né Ferrara stesso che saprebbe difendersi da solo e credo si curi poco o nulla dei tuoi attacchi.
    Sto semplicemente dicendo che puoi benissimo scrivere un articolo livoroso per attaccare quella manifestazione e le persone lì presenti, ma io come chiunque altro può trovare le argomentazioni e soprattutto lo stile assolutamente sopra le righe, impreciso, borioso, qualunquistico, saccente… il tutto basato su una pochezza di fondo. Io posso non leggerli i tuoi articoli, però posso anche leggerli trovarli urtanti e scriverlo qui, visto che c’è uno spazio per i commenti. Come vedi la critica di fondo è in ultima analisi all’articolo, le mie esortazioni invitavano a non specare un’ottima opportunità per produrre qualcosa di più interessante. Questo mi interessava e null’altro, figurati se mi appassiono all’ipocrisia o double standard di Ferrara o della parte avversa, se sia più insensati o ridicoli i paragoni con un programma di Barbara D’Urso, sull’uso ossessivo del termine fariseo, syl qualunquismo di indefiniti “poveracci”….
    devo continuare? davvero ne vale la pena? preferirei qualcosa di minimamente interessante, da chi a 20 anni si sente sicuro di affermare di conoscere molto bene il pensiero popperiano.

  14. Michele Dubini scrive:

    Ripeto : se giudica non interessante il tema trattato, affar suo. Io mi interesso nello svelare tutte le ipocrisie di fondo che si annidano in personaggi autocelebrativi (e che si fanno passare per liberali) come Ferrara. Fosse solo per onestà intellettuale. Ci sono altri miei articoli di taglio squisitamente giuridico/filosofico/sociale; si legga quelli e ignori il resto, se proprio vuole.

    E invece di attaccare il mio tono tonitruante a testa bassa, trovi delle critiche SERIE a quanto scrivo; altrimenti si riduce il tutto a mera lezioncina di metodo (cosa che non mi interessa), assai spocchiosa.

  15. creonte scrive:

    @Ercoli
    se si vuole attaccare qualcuno per come fa il giornalista in Italia la lista dei casi più importanti di questo è tanto chilometrica, che questo proprio *semmai* non lo dovresti manco menzionare!
    ma poi, solo per la frase “comiche interpretazioni popperiane”!
    Va inteso anche col fatto che si strumentalizzano i pensatori secondo l’obiettivo del momento, scevro da alcuna disamina sulle reali intenzioni dello studioso. O perlomeno è questo che vuole far trasparire l’autore dell’articolo, vero o falso che sia. In tal senso è poco rilevante chi conosce meglio Popper; il problema è con che animo e obiettivi lo si cita.

  16. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Beh…definire liberale e libertario a 360 gradi uno che esprime concetti catto-fascio-comunisti usando una terminologia da inquisizione – “farisei” – è veramente il massimo.
    Questo ragazzino, dovrebbe scusarsi per aver offeso chi come me è Ebreo, e FIERO di esserlo e magari studiare un po’ di più – comincerei dalla Storia – anziché rivomitare il suo catechismo e i suoi pregiudizi culturali antisemiti.
    I Farisei, in Ebraico “perushim”, non sono altro che i Nostri Maestri, i rabbini.
    Visto che c’è, la prossima volta, visto che Ferrara è molto pro-Israele, gli dia pure del rabbino…
    Andrà a braccetto con gli altri antisemiti, catto-fascio-comunisti, che hanno – SECONDO LORO – insultato Fini, dandogli dell’Ebreo dicendogli che dovrebbe indossare una chippà.
    Si vergogni l’autore dell’articolo!

  17. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Quanto al merito… Entro solo rispett ad UNA cosa che denota qualunquismo di sinistra ed ignoranza…
    Non si può continuare a rappresentare il caso di Eluana Englaro come se si trattasse di una battaglia di libertà.
    Mi ripeterò, ma la verità ne vale la pena.
    A livello mediatico, l’assunzione e diffusione delle proprie idee preconcette e a prova di fatti, concetto che in Inglese si esprime con un “don’t confuse me with fatcts”, al posto di una visione globale che tenga conto anche di punti di vista diversi, ha ormai raggiunto livelli patologici di negazione o deformazione costante della verità.

    E’ eclatante l’esempio della copertura mediatica del caso Eluana Englaro, in cui si è diffusa l’informazione falsa che Eluana ricevesse terapia medica, per giustificare il passo successivo che affermava il diritto legittimo di rifiutare l’accanimento terapeutico. Il fatto è che Eluana non riceveva alcuna terapia medica ma solo nutrizione, neppure alimentazione forzata, in quanto aveva intatti i riflessi deglutitori. Tale nutrizione si svolgeva per mezzo di sondino naso-gastrico SOLO per comodità, visto che sarebbe stato possibile anche sederla e aprirle la bocca e mettervi dentro acqua e pappette anziché usare il comodo sondino.
    Questo fatto, dicevo, è stato passato sotto silenzio perché altrimenti sarebbe stato molto difficile dire che non era viva e che veniva mantenuta in vita a forza, in quanto chi respira autonomamente, mangia, beve e reagisce a stimoli, anche se non parla e non si muove, difficilmente si può definire “morto”.

    Ovviamente, i professionisti dell’informazione hanno preferito fare dell’ideologia, della politica, e ignorare persino la terminologia e la pratica medica, facendo credere che le posizioni contrarie a far morire di sete o di fame un paziente fossero posizioni religiose, indebita ingerenza vaticana (non che non ce ne siano!), preferendo ignorare che illustri primari di reparti di terapia intensiva confermavano di avere e avere avuto migliaia di pazienti in condizioni simili o addirittura peggiori, e che non si sognerebbero mai di sospendere la nutrizione di un paziente, anche visti i numerosi casi di risveglio improvviso, dopo anni, con ricordi di tutto il periodo “vegetativo”; vista l’ignoranza medica sulle cause e quindi cure dello stato vegetativo; visti i progressi incredibili nel campo medico che ci permettono di misurare attività cerebrali di reazione a stimoli uditivi, con attività intense delle parti “superiori” del cervello addette a pensiero e memoria.
    Diffondere il tutto andava contro la vulgata e la demagogia, secondo cui Eluana era morta, e che una vita così “non valesse la pena”.

  18. Michele Dubini scrive:

    Io invece consiglio – da ateo – di leggersi cosa il vangelo dice dei farisei. E magari di fare un corso di bioetica. Si imparano tante cose, tipo che la nutrizione artificiale è classicata come terapia medica dall’OMS.

    Ma immagino che sia inutile, con certa gente.

  19. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Beh… Se lei prende una fonte religiosa ostile per definire i farisei e poi si definisce ateo, è affar suo…
    Forse un po’ di storia sarebbe più coerente…
    L’OMS parla di “nutizione forzata” per chi non ha la deglutizione spontanea. Altrimenti, perché non proporre l’eutanasia degli anziani che non si nutrono più da soli? O dei paralitici? O degli handicappati in genere? Hitler imitandus est?
    Ora vada e studi.

  20. creonte scrive:

    il sedicente dottore forse non sa che l’ebraismo nel mondo (non tanto in Italia) non trova tabù la questione del fine-vita.

    e forse non sa neppure il significato che “fariseo” ha nella lingua italiana, che prescinde dalle proprie convinzioni etiche e religiose. “fariseo” è molto vicino al borghese “puritano” americano, per come viene descritto in molte opere culturali

  21. Roberto Ercoli scrive:

    C’erano, ovviamente. E non furono silenti, ma furono (e continuano a esserlo) oppositori virulenti di queste istanze, di queste richieste. “” C’entra qualcosa con la manifestazione? O Visto che sono contro pratiche eutanasiche non hanno diritto di parola (Salve di nuovo sono la Lo…, vabbé ho capito me ne vado). Il discorso qui sarebbe molto lungo, oltretutto i casi Englaro e Welby sono stati accomunati, da tutti e colpevolmente, essendo però diversissimi. Non ho memoria di insulti, quelli che lei invece vomita copiosamente, di asprezze si ovviamente e molto crude. Dico solo che specialmente Welby aveva deciso, meritoriamente e coraggiosamente, di utilizzare il suo corpo, la sua malattia e la sua vita per una battaglia politica e di libertà. Lo ringrazio sentitamente, ma capisco che il tema possa accendere gli animi e quindi entrando nell’arena lui si sia esposto a duri attacchi, è stato in fondo coraggioso anche per questo. Ma non mi sognerei lontanamente di accusare tutti gli altri di volgare ignoranza, il rispetto è anche questo, per un liberale almeno a 5-6 gradi. Comunque tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’incontro del Dal Verme, potrebbe facilitare i suoi lettori non dico rimanendo sempre sul tema, qualche digressione è sempre lecita e divertente, ma un pezzettino solo però dell’argomento che chiunque si aspetterebbe di trovare sarebbe buona educazione inserirlo.
    “”E oggi, come farisei, condannano il “moralismo” di cui essi stessi fanno abbondante uso quando c’è da difendere la “sacralità della vita” (e non solo), seduti sulle poltrone del conformismo intellettuale che tanto si confà alla loro persona. Salvo rinnegarlo quando c’è da difendere il Potente di turno. Essi sono le perfette icone del cattolicesimo-edonista che ha piantato le sue sporche e purulenti radici nell’italiano medio (con tutto rispetto ai veri cattolici); le porcate, la bassezza morale, l’indegnità, il favoritismo, le corsie preferenziali, il giudizio dei Giusti, la Serietà, la Fermezza dei feroci. “ Ancora una manciata di insulti a caso, in una melassa di qualunquismo. Mancavano ancora però le accuse di indottrinamento del famoso italiano medio, che è troppo stupido per apprezzare i vostri ragionamenti raffinati e si ostina a votare male, e oltretutto pratica e apprezza tutti quei comportamenti del “berlusconismo” elencati (mi pare non ne manchi nessuno ma mi riservo di verificare), che i retti ed illuminati disapprovano e ai quali giammai penserebbero.
    L’articolo è quasi finito, vorrei dannatamente entrare in questo benedetto merito, davvero mi sento pronto adesso. “”Tutto va bene, tutto: basta che sia benedetto dal prete, basta che sia fatto per rincorrere l’assoluzione. Basta predicare bene e razzolare male. Basta tuonare contro le meretrici di giorno e frequentarle di notte. Basta urlare in modo sdegnato a porte aperte e sghignazzare in modo complice “a porte chiuse”. Basta dire che Ruby fosse cattolica. Non esiste nulla di più esemplare per rappresentare l’ipocrisia italiana. “ Certo il clericalismo ancora mancava, ora abbiamo anche quello. Razzismo e pedofilia li diamo per scontati che si portano sempre. Un piccolissimo inciso, non so se frequentino meretrici, sicuramente larga parte di quelle persone non si sono mai sognati di condannarle o disprezzarle. Mi pare invero che la parte avversa usi allegramente l’aggettivo o sostantivo di prostituta molto allegramente, non curanti di bollare e marchiare pubblicamente non una ma decine di donne, incuranti delle conseguenze. Ma per lei saranno sicuramente delle sottigliezze a cui non prestar attenzione.
    “Ovviamente la vicenda è ben più complessa e trascende questo singolo aspetto; un personaggio istituzionale non può godere appieno della distinzione tra pubblico e privato (basti pensare alla sempre più crescente curiosità con cui l’elettorato richiede ea accoglie le notizie sulle abitudini più innocenti e private dei politici), specie quando vengono chiamati in causa dei reati molto gravi di cui è necessario rispondere presso le sedi competenti. “. Ho trovato un po’ di merito, quasi non ci speravo più. Però sono un paio di affermazioni di principio a cui non so cosa rispondere. Devo ammetterlo mi trovo proprio in difficoltà di fronte ad argomentazioni così profonde. Un personaggio istituzionale ha una sfera privata meno impermeabile di un comune dittadino, sono affermazioni illuminanti. Cosa ne facciamo discendere, che per accertare angoli nascosti della vita privata di un personaggio pubblico, mettiamo sotto intercettazione qualche decina o centinaia di utenze di terze persone, poi le pubblichiamo, controlliamo anche le vite di queste, normale no poi cos’altro? “Bisogna rispondere nelle sedi competenti dei reati di cui si viene accusati”, dev’essere stata una dura elaborazione, per arrivare ad un concetto a cui nessuno obiettare. Se però l’imputato della fattispecie ricopre casualmente un ruolo pubblico di primo livello, non sorge il dubbio di aver bisogno di qualche strumento di cautela, di cui ora la società italiana non dispone? Un premier sotto processo non è in una condizione di gestire regolarmente la cosa pubblica. Se non si dimette e viene condannato, cosa ne facciamo di tutti gli atti prodotti dal suo governo mentre era sotto processo, formalmente validi ma con un grave vizio di legittimità “morale” alla base. O se si dimette, cambia il governo e quindi per logica anche il futuro della nazione, sia solo labilmente, e poi viene assolto, o peggio il tribunale chiamato a giudicarlo e che ha indagato su di lui viene ritenuto non giudice naturale, che facciamo? Abbiamo scherzato e ci diamo due pacche sulle spalle. Come vede io in questo famoso merito cerco di entrarci, e ci entro carico di dubbi ma anche con alcune certezze su cosa ritengo democratico e liberale, non mi limito a due, per usare la sua terminologia, “formulette”.
    “”Ma questo rimane e rimarrà l’aspetto più scandaloso; questa violenza verbale, questi scodinzolanti pseudo-intellettuali, questi difensori dell’indifendibile, vestiti di tronfia serietà; pronti a spendersi nel nome della libertà sessuale di un vecchio satrapo abbandonato e ridotto all’ombra di se stesso, ma – beninteso – pronti a sentenziare quando sono i poveracci a lasciarsi andare in leggerezze non penalmente punibili e perfettamente lecite. Pronti a sputare in aria, in punta di piedi, sui loro tristi e vetusti piedistalli marmorei.
    Nell’anno di grazia 2011, i Farisei sono vivi, in mutande e lottano insieme a noi. “”
    Era necessario ovviamente chiudere replicando gli stessi insulti di poco prima, forse credeva che qualcuno non li avesse ancora colti, o forse doveva arrivare ad un numero minimo di parole che le avevano richiesto, non lo sapremo mai.
    Un altro piccolo e utile appunto, tornado all’inizio. L’invocazione dello spirito del 94 dovrebbe rallegrare chiunque abbia una goccia di liberalità nelle vene, da chiunque provenga e con la speranza e altre voci si uniscano per non dico realizzare ora un programma autenticamente liberale, ma almeno inserire qualche istanza e qualche idea in più nelle politiche in corso di approvazione. Bollare il Berlusconi del 94 solo come un galeotto in fuga vuol dive mancare totalemente di una prospettiva storica. Egli ha avuto anche solo il merito di consolidare un bipolarismo per quanto largamente (istituzionalmente) imperfetto aver inserito nel linguaggio pubblico italiano la “parola” liberalismo, prima confinata in salottini elitari, tanto è vero che oggi tutti (a parole) si definiscono liberali, fanno a gara a chi lo sia di più, chi lo sia autenticamente. Infine lo spirito e il programma del 94 erano realmente di quella matrice, ispirati e scritti da una figura credo integerrima come il prof. Martino. Non mi dilungo oltre in quanto credo sia del tempo sprecato cercare di convincere “certa gente”, come lei elegantemente definsce i suoi lettori.
    Non aggiungerò ulteriori commenti a questo post, in quanto mi sono ripromesso, dopo “la serietà al governo”, che ogni qual volta qualcuno difenderà la propria opinione con l’aggettivo serio (qui per esagerare anche scritto in maiuscolo) intendendo che l’interlocutore non lo sia, di fargli una sorona risata in faccia, dargli le spalle e andarmene.
    Ho colto il suo invito a leggere i suoi articoli precedenti, in cerca dell’introvabile merito, qualche riga gliela dedicherò ancora giusto per farle capire che di garantista e liberale ha poco o punto. Opinioni rispettabilissime, ma sarebbe meglio definirle opportunamente.
    Le auguro una buona domenica.

  22. Roberto Ercoli scrive:

    ringrazio vivamente Creonte per l’esegesi del pensiero di Tudini, ne sentivamo tutti il bisogno. Vedo inoltre che anche a lei difetta una tantino la logica. Cioè, visto che ci sono molti altri giornalisti che prima e più di Tudini si mostrano ipocriti, saccenti e irritanti, non ho il diritto di criticare il modo in cui viene scritto un articolo e gli insulti in esso contenuti se prima non faccio lo stesso con tutti gli altri?

  23. Marianna Mascioletti scrive:

    Chi è Tudini?

  24. Roberto Ercoli scrive:

    Mi scuso per l’errore nel riportare il cognome dell’estensore dell’articolo. Ovviamente intendevo Dubini, nell’equivoco evidentemente non c’era evidentemente alcuna volontà, solo un po’ di imperizia non credo così grave. Non altrettanto almeno come la rimozione del mio precedente commento, affatto offensivo. Non è stata sinceramente una bella prova di apertura e tolleranza.

  25. Marianna Mascioletti scrive:

    Rimozione? Ma c’erano link, parole straniere…? potrebbe essere finito nello spam, controllo.

    ***EDIT: era finito nello spam perché troppo lungo. Sarebbe gentile, da parte dei nostri commentatori, tenersi entro ragionevoli limiti di brevità, anche perché se no i commenti finiscono nello spam, loro gridano al vile attentato nazifasciocomunista, a noi poi tocca riguardarci centodieci commenti finiti nello spam per cercare il loro: quando abbiamo tempo (= la domenica alle 14) lo facciamo, altrimenti ignoriamo.

  26. Roberto Ercoli scrive:

    LA ringrazio per il tempo dedicatomi, sono anch’io al lavoro la domenica ma a ritmo blando, per cui a volte mi rilasso anche così. Ma alla fine, visto che mi era costato del tempo scriverlo e non aver salvato una copia poiché l’ho visto pubblicato per un tempo, mi era un po’ dispiacuito vedere il commento perso. Ringrazio ancora per l’ospitalità

  27. Michele Dubini scrive:

    Io ringrazio vivamente ercoli perché con la sua prosopea infarcita di luoghi comuni, inesattezze e accuse a fuoco battente mi ha rallegrato una giornata mediocre :D

    Non rispondo in quanto sto scrivendo dal cellulare e anche perché tale commento si commenta da solo :)

  28. roberto ercoli la sua critica a michele si basa sul nulla.
    parla di critiche, offese gratuite, etc, senza commentarne il contenuto.
    mi faccia il nome di giornalisti italiani imparziali e acritici, che si premurano di non inquinare i propri articoli con critiche personali.
    Libertiamo e’ un think tank che elabora concetti liberali, non e’ il “blog dei politically correct” dove chi vi scrive, deve sostenere un’assoluta neutralita’ stilistica.
    dice: lungi da me da difendere Ferrara, etc
    allora cosa vuole?
    se si deve mettere a commentare tutti gli articoli al vitriolo che girano , vada sul sito del Giornale e di Repubblica, trovera’ pane per i suoi denti.

  29. Piccolapatria scrive:

    Si ribadisce con fermezza che in questo blog ” si elaborano concetti liberali” , quindi tutti avvisati: se non siete all’altezza di tale alto consesso e non plaudite e confermate tesi e stili qui promulgati, andate in altro loco più consono alla vostra pochezza mentale, alla vostra impreparazione a dialogare con il vertice del pensiero giusto e con la distinta riflessione di giuristi a tempo pieno. Viva la libertà, appunto!

  30. @ piccolapatria.
    sono tollerante, ti rispiego.
    libertiamo nn e’ il blog del politically correct. secondo me e’ inutile una critica sullo stile, mentre sarebbe costruttiva una sui contenuti. in questo caso c’e’ stata la prima e non la seconda.
    buona giornata

  31. Piccolapatria scrive:

    *Flavio Ciabattoni* usa il termine “policamente corretto” per liquidare come sciocchezze le mie argomentazioni ed è “tollerante”, quindi, da superiore concede all’inferiore una ri-spiegazione, peraltro non richiesta. Tuttavia prendo buona nota, non senza precisare che è mio convincimento che la forma è “sostanza” e quando la prima è costruita volutamente in modo da insultare pesantemente, denigrare e deprezzare colui che ha un punto di vista diverso dallo scrivente, si ottiene, fatalmente, che il contenuto dello scritto si svaluti e non raggiunga il suo intento critico, seppur in certa parte condiviso. L’articolo in questione , appunto! A meno che non fosse rivolto soltanto ai corrispondenti di pensiero e non ad altri intrusi che osano intervenire in questo blog e ai quali ci si rivolge quali “sedicente” o “certa gente”. Grazie per l’ospitalità, se vorrete.

  32. o capo, puoi pure parlare direttamente con me, invece di fare didascalie stile teatrino, come se qui si commenta per dare pubblico spettacolo.
    sui tuoi convincimenti, non mi pronuncio, pur pensandola in modo opposto al tuo, ovvero sostanza>forma
    la ri-spiegazione non richiesta credo sia stata legittima, dato che il tuo precedente commento era riferito a me.
    .

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