Il masochismo di FLI: la rotta è giusta, ma i marinai litigano. Gli errori dell’Assemblea

di PIERCAMILLO FALASCA – Masochismo allo stato puro, quello di Futuro e Libertà. Fare un’assemblea costituente, sapere che i media avrebbero coperto poco e male l’evento (anche per la coincidenza della manifestazione per le donne), ma concedersi una contesa fratricida e semipubblica sulle poltrone. Con il risultato che i tre quarti buoni dell’informazione relativa all’assemblea è stata dedicata a questo, non ai contenuti degli interventi e alle conclusioni di Gianfranco Fini. Il presidente del nuovo partito ha indicato la rotta che in molti auspicavamo: FLI è e sarà un movimento di centrodestra, liberale, moderato e repubblicano. Un progetto politico coerente con le ragioni fondative di quel “Popolo della Libertà” che doveva essere e non è stato, quel partito che Fini contribuì a fondare e far vincere, ma che – ai primi esercizi di pluralismo – ha mostrato l’insofferenza di Silvio Berlusconi per qualsivoglia forma di “eterodossia” culturale. Per tacere d’altro.

Sui temi economici, che alla redazione e ai lettori di questo magazine interessano particolarmente, FLI ha dimostrato di aver imboccato un percorso autenticamente riformatore: valgano su tutti gli intervenenti di Baldassarri, di Della Vedova e di Bocchino, le conclusioni delle commissioni tematiche, le sottolineature di Fini. Liberalizzazioni, una riforma del mercato del lavoro che superi il dualismo puntando ad una maggiore flessibilità in uscita, la modernizzazione del welfare in senso universalitisco e assicurativo, l’alleggerimento del carico fiscale per famiglie e imprese, politiche per l’innovazione. Non sono tutte rose e fiori, ovviamente: chiedere conto a Carmelo Palma delle discussioni animate in Commissione Programma sui temi della cogestione e della partecipazione agli utili dei dipendenti (su quest’ultima, la bozza del documento programmatico evidenziava la natura volontaria dell’istituto, mentre la citazione della vicenda Fiat come “modello per il futuro” faceva storcere il naso ai fautori della cogestione, tema caro alla destra sociale); chi ha seguito i lavori della Commissione Sviluppo, poi, ha notato più di un cenno da parte della “base” alla necessità di un protezionismo contro la concorrenza asiatica e tiritere di questo tipo. Ma la strada appare francamente segnata: la sfida è ora quella di irrobustire la credibilità di FLI come forza innovativa con proposte e iniziative concrete. Si parva licet, Libertiamo proverà a giocare un ruolo in questa direzione.

Tutto ciò detto, è bene sottolineare quanto segue: dall’assemblea di Milano, Futuro e Libertà esce malconcia. Il partito ha commesso tre errori madornali: arrivare alla kermesse senza aver risolto preventivamente il nodo della gestione e della rappresentanza del partito, aver sottovalutato l’effetto mediatico delle polemiche del retrobottega congressuale, aver del tutto escluso i congressisti dalle decisioni sull’assetto del partito. Molti dei problemi sorgono dall’impossibilità di Fini di assumere la leadership reale del partito, avendo lui scelto di non abbandonare lo scranno più alto di Montecitorio. D’altro canto, in un paese in cui la difesa giudiziaria, para-giudiziaria e mediatica di Silvio Berlusconi coinvolge direttamente i titolari delle alte cariche del Paese – il presidente del Senato, il Ministro degli Esteri, il Guardasigilli – è ragionevole pensare che “tenere” la presidenza della Camera sia per Fini (e per le opposizioni in generale) una garanzia di terzietà. Avendo Fini scelto di essere un leader “autosospeso”, la soluzione più naturale è un’attribuzione diffusa di ruoli e responsabilità, al riparo da velleità sub-lideristiche, da logiche colonnellistiche e gelosie incrociate. In un movimento in cui tutti sono importanti, ma nessuno – nessuno – è fondamentale, a che serve sovradimensionare il peso di questo o quell’incarico assegnato? In un partito “a vocazione leggera”, piccolo vascello in mezzo alla tempesta, a chi giova giocare a fare il capo marinaio?

Dopo i litigi, prevalga il principio di realtà. La rotta è quella giusta, se i marinari s’azzuffano tra loro, la nave si schianterà contro uno scoglio.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

45 Responses to “Il masochismo di FLI: la rotta è giusta, ma i marinai litigano. Gli errori dell’Assemblea”

  1. Alberto Pirola scrive:

    Analisi giusta, tranne la parte sulla difesa della poltrona da parte di Fini… La rotta è giusta, ma dovete cambiare tutti i marinai partento innanzitutto dal Capitano…

  2. Pietro M. scrive:

    Articolo bello e totalmente condivisibile. Purtroppo i giochi di poltrone contano per molti più delle idee, la politica degli interessi è più importante della politica degli ideali. Spero che questo chiaro richiamo all’ordine faccia rinsavire qualcuno, è inutile fare come la DC, ma con un quinto dei voti, che a far cosa rischiano di diventare un ventesimo.

    Durante la discussione della Commissione Sviluppo ero indeciso tra fare harakiri e darmi fuoco, ho sentito assurdità degne di Tremonti, Bossi e Vendola. Però il resto delle discussioni stato di gran lunga pù sensato e liberale.

  3. roberto scrive:

    Sig. Falasca io credo che l’errore più grande di FLI sia quello di volersi appiattire troppo a sinistra con il rischio di una perdita di elettori. Di certo certe affermazioni un po’ ambigue di certi rappresentanti non aiutano.
    L’articolo è pienamente condivisibile ma in futuro è meglio dare una linea univoca al partito senza cadere in pericolose tentazioni.

  4. inutile scrive:

    CHi dice che la rotta è giusta.
    Mi spiego tu dici che gli interventi sono stati riformatori mi faccio due domande:
    1) Perchè non l’avete fatto prima? A gìà la colpa è di Berlusconi
    2) Come lo farete adesso? Come avrete la maggioranza del paese con chi governerete per mettere in concreto quello che dite?
    Come detto avevate l’occasione d’oro per costringere Berlusconi a darvi spazio, invece avete seguito Bocchino.
    Peccato.
    Non prendertela con i Marinai, se son saliti su una nave che andava a Ovest e il loro capitano punta ad Est è normale che almeno si lamentino

  5. elisabetta scrive:

    Io guardo con trepidante (:-) fiducia alla nascita di Fli.
    Sono una ex/post elettrice disastrata di quell’Armata Brancaleone in perenne ricerca di identità che è il centrosinistra.
    Mi riconosco quasi sempre nelle idee di Benedetto della Vedova, nella sua lucidità politica, nella sua pacatezza, nelle sue posizioni liberali…Andate avanti così!!!
    Anche se si perde qualche “incerto” non è un male; con un buon programma politico (ma, per favore, l’antiberlusconismo noooooo:-) se ne acquisteranno di più motivati andando avanti. Bisogna ragionare sul lungo periodo e non sulla convenienza immediata; lo so, è difficile (guardare – come esempio da non copiare – il PD per credere ;-), ma paga!!!!!!!
    Buon Lavoro.

  6. Leggendo con più attenzione i commenti io sto cominciando a chiedermi se non ci sia una spaccatura più sostanziale, al di là dei fatterelli di poltrone.

  7. Cara Claudia hai ragione. Io c’ero all’assemblea ed era evidente la spaccatura tra le ideologie. Permettetemi d’essere critico portandovi solo qualche esempio.
    L’enfasi su internet come se questo fosse un obiettivo e non un mezzo. Bocchino che plaude alla caduta del Presidente Egiziano senza prima capire cosa succederà, Fini che chiede a Berlusconi di fare insieme un passo indietro Bah!
    Avremmo bisogno di leaders impavidi e ci ritroviamo con mezze cartucce che guardano al passato balbettando del futuro.Doppio Bah!
    Vi scrivo non per sfogarmi ma perché spero sempre che qualcosa cambi.

  8. alessandro scrive:

    Chi si stupisce e casca dalle nuvole perchè a Milano si siano presi a maleparole per le poltrone non aveva capito che l’operazione futurista era, com’è, pura operazione di potere: scalzare Berlusconi per incassare il plauso di tutta l’opposizione “democratica”. Bravo, sette più! gli avrebbe detto a Fini Bersani e la Bindi.
    Peccato che il numero alla roulette non è entrato e sono rimasti fuori dal vero progetto: la maggioranza per un capello ha retto e il giochetto delle tre carte non ha funzionato..
    altro non c’è!
    Mi spiace per il buon BDV che ha perso un pò di credibilità (in termini politici perchè anche lui, come altri, s’è prestato a ridisegnare ipotetiche attribuzioni poltroniere) e qualche più solido sgabello.
    Ma intanto la politica è così. C’è tempo per rifarsi e buttarsi da un’altra parte, chissa? PD, UDC, API, FLI, di nuovo PDL, boh!
    Comunque tanti auguri (all’Italia, naturalmente)
    Alessandro

  9. Euro Perozzi scrive:

    …come elettore, avendo visto e letto poco del congresso, mi resta solo la sensazione che certi partiti più sono piccoli e più si dividono a destra come a sinistra. E’ una vecchia malattia a cui l’area radicale non è purtroppo immune, e a ben guardare nemmeno l’ex area AN. non si può dire che sia un effetto della mancanza di idee… Di idee buone ce ne è molte mi sembra, e anche il sacrificio (in senso letterale) mi sembra sia molto presente. Sembra propio che manchino alcuni caratteri personali, quelle qualità che ancor oggi sembrano indispensabili per guidare, o meglio educare, condurre i gruppi di persone. Qualcuno può facilmente concludere che stia alludendo ai soliti attributi maschili: No! non è più vero, non funzionanon più non pastano più. Anzi ormai sono più d’ostacolo che altro e Fini lo capirà sulla sua pelle se non sta attento. Manca la leadership morale forse, non guasterebbe, ma alla fine mancano quelle qualità personali che ognuno di noi dovrebbe costruirsi per accettare a valorizzare il contributo dell’altro.

  10. Paolo Massarelli scrive:

    La nave è ormai schiantata e la colpa è dell’ammiraglio. Che affondi insieme al vascello.

  11. vittorio scrive:

    Il FLI pare essere un partito gestito da Fini in modo padronale. E le poltrone si assegnano ai più fidi e leali. Sarebbe questa la sorpresa? La cosa era ovvia fin dall’inizio. Fini è un antileader perchè pur di aver ben saldo lo scettro del partito preferisce dividere piuttosto che unire. E’ la solita stucchevole regia usata fin dai tempi di AN.
    E la direzione del partito? A zig zag per cercare di adeguarsi alle possibili alleanze che permettano la sopravvivenza. E quindi dopo aver aperto ai gay, ecco le braccia aperte a Buttiglione. Ecco i flirt con D’alema. Ecco la condivisione delle piattaforme fiscali tanto care alla sinistra infarcite di tasse e di collateralismo con confindustria e sindacati.
    D’alema, Casini e Fini sono per natura e posizionamento politico fatti gli uni per gli altri. La direzione è una ed univoca: socialismo assistenzialista e corporativo, la riediezione del nostro caro vecchio cattocomunismo.
    Certo i tre galli, se mai dovessero vincere le elezioni, finiranno per scannarsi a vicenda. Ma il futuro è lontano e la partita tutta da giocare a spese dei contribuenti. Quindi l’obiettivo immediato è solo uno: triturare chi si frappone fra loro e la cuccagna. In altre parole crocifiggere Berlusconi.
    Tutto chiaro e lapalissiano fin dall’inizio, perfino noioso nella sua ovvietà.
    Sorprende piuttosto che nel FLI ci siano persone che non abbiano capito tutto questo. A me sorge il corposo dubbio che tutte queste beghe siano solo del cinema congegnato giusto per attirare un po’ d’attenzione su un congresso che altrimenti sarebbe passato quasi del tutto inosservato nell’apatia più totale. Chissà un po’ di cinema a firma Barbareschi, magari? E con le musiche di Morricone? Bahhh. Svegliatemi alla prossima puntata.

  12. Andre scrive:

    Mi pare che i nodi stia venendo al pettine. L’operazione Fli aveva un senso in quanto opposizione interna a Berlusconi, interna al Pdl o anche al cdx. Ma ora che ne è totalmente estraneo ha perso credibilità. Non dico che sia stato un errore uscire dalla maggioranza, anzi.. però si capiva dall’inizio che era una formazione troppo variegata per poter funzionare una volta fuori. L’unica via, a mio avviso, è quella di creare un vero Terzo Polo, più forte e ampio, in modo da ridurre le spinte dei piccoli verso l’autodistruzione. Ma non credo che uno tra Fini e Casini voglia cedere il comando. Se Fli resterà così com’è credo che la sua strada sia sul modello della Destra di Storace, un partito “disturbatore” alle elezioni, che può avere qualche soddisfazione, ma consapevole di non poter vedere realizzate le proprie aspettative.

  13. giancarlo scrive:

    Le idee….le poltrone.Prima gli enunciati di cosa bisognerebbe fare e poi le poltrone che ci fanno capire dove veramente va il partito,e qui casca l’asino.Perchè il problema poltrone non è marginale ,ma sostanziale….Ci dice,come già si vedeva dall’andazzo che Fini vuole i falchi e le colombe a covare….Della Vedova è stato messo con l’unico scopo di marcare il laicismo …sberleffo al Cavaliere e segnale a Casini…Ancora una volta nel momento di maggior debolezza del Cavaliere invece di un sostanziale avvicinamento che poteva facilitare il ricambio…si è preferito lo scontro….Chi ci guadagna??..ma ragazzi non è che Fini è l’agente infiltrato della sinistra???quanto l’hanno pagato?

  14. inutile scrive:

    ormai BDV è diventato un fido di fini, il segugio di bocchino.
    Invece di Libertiamo chiamate sto blog FINIAMO

  15. condivido: FLI ha sbagliato a mostrarsi disunito.
    penso invece che Fini si sarebbe dovuto dimettere da presidente della camera, quantomeno per non creare un precedente istituzionale.

    l’errore grosso del congresso è stato, secondo me, non lanciare un paio di idee a forte impatto elettorale che avrebbero potuto risuonare sui vari tg e far breccia tra la popolazione.
    si poteva dire :
    1) aboliamo le province, accorpiamo i piccoli comuni
    2) legalizziamo la prostituzione e tassiamola
    3) non facciamo pagare i contributi ai precari che non arrivano alla pensione minima (la copertura dalle prime due voci)
    4) aboliamo gli studi di settore ed introduciamo il controllo del tenore di vita (sotto segnalazione)
    5)evitare alle imprese di pagare le tasse sui redditi dichiarati ma non ancora incassati

    invece..boh

    p.s.
    io, avrei anche lanciato la proposta di una campagna nazionale per l’andrologia … che nel giorno della manifestazione delle donne avrebbe fatto scalpore

  16. Paolo Luchessa scrive:

    Cosí sempre succede ai bambini che vogliono giocare a “fare i grandi”. Il giocattolino si rompe ed i bambini “pangono”.

    Pangete!, bambini, pangete!

    Paolo Luchessa – Milano

  17. Pietro M. scrive:

    @Alessandro Ceccoli

    Bocchino che plaude all’idealismo democratico nelle relazioni internazionali non dimostra che c’è una differenza ideologica dentro FLI, dimostra che almeno sulla politica estera la mentalità è la stessa. Io non sono convinto che basta far cadere un governo autoritario per creare una società più libera, ma questo non mi rende solo dubbioso di quanto scrive Bocchino, ma anche di quanto scrivono tutti i liberali su questo argomento. Non c’è forse argomento in cui c’è una comunanza di vedute più evidente.

    @Claudia Biancotti

    Credo sia un errore leggere i commentatori come rappresentativi di FLI, alla fine chiunque può scrivere, anche se vota Vendola. Molti commenti sono di elettori del PDL. Io non sono convinto che FLI riuscirà a fare qualcosa di buono, ma chi è convinto che si sarebbe ottenuto qualcosa di buono rimanendo dentro il PDL secondo me si illude completamente. Ci vorranno anni o decenni per riscattare la nozione di liberalismo dallo stupro che ne ha fatto Berlusconi per i suoi interessi. Berlusconi ha fatto bunga bunga con la nostra credibilità, e i liberali che lo appoggiano perpetuano la confusione concettuale.

    @Everybody

    Secondo me il problema di FLI è che deve acquisire credibilità liberale: Berlusconi l’ha persa dopo 10 anni di governi in cui non ha fatto nulla, ma Fini gli è stato sempre dietro e la sua credibilità finora è frutto di due anni di dichiarazioni generiche come esponente di punta della maggioranza, e sei mesi di dichiarazioni generiche cone esponente di minoranza. Fossi in lui, io passerei ad una fase operativa più programmatica e andrei casa per casa a trovare tutti gli elettori di Berlusconi e tutti i potenziali liberali a mostrare studi, programmi, ideali, valori, idee, proposte.

    Il punto è: perché si è discusso per tre giorni di dichiarazioni di principio, di spartizioni di poltrone, e di Ruby? Temo che i rischi siano due: che come in tutti i partiti i cercatori di poltrone giocheranno il ruolo principe, e che una evidente presa di posizione programmatica creerebbe spaccature. A parte la strana idea del fondo dei fondi di venture capital, tutte e sole le idee buone che ho sentito erano di Libertiamo, ma solo perché nessun altro ha parlato di cose concrete. Chi lo ha fatto, come Bocchino, ha parlato di liberalizzazioni e la cosa mi ha reso un po’ più ottimista. E’ giunta l’ora di fare tante di quelle proposte concrete in ogni campo da soffocare lo statalismo.

    Riguardo la leadership finiana, invece che lamentarsi che non sia sufficientemente “democratica”, bisogna ricordarsi che Weber afferma che le situazioni paludate e ingestibili si possono superare grazie al carisma. Carisma che Fini non ha certo a tonnellate, a differenza di Berlusconi e in misura minore Vendola, però Berlusconi lo usa per i suoi affari, Vendola per difendere lo status quo. L’unica è trovare un leader in grado di proporre una visione di cambiamento concreta e realizzarla. Democrazia, alla fine, significa che gli spartitori di poltrone hanno la meglio sulla “vision”.

    Fini ha fatto un bel discorso. Quando ha detto che i magistrati pagano per i propri errori non ho capito da che pianeta veniva, quando ha parlato di partecipazione agli utili mi è venuto qualche dubbio, ma per tutto il resto mi sono trovato fondamentalmente d’accordo. Essendo quasi l’unico che parla al microfono senza urlare, io che non vedo la politica come lo stadio sono disposto maggiormente ad ascoltarlo. Però deve specificare contenuti, altrimenti FLI si continuerà a non capire cos’è. E se vuole fare riforme liberali, deve succhiare voti a Berlusconi. Probabilmente da dentro il PDL sarebbe stato più facile.

  18. Pietro M. scrive:

    PS Bisogna spiegare le cose di base, a partire dal mercato come gioco a somma positiva, perché la cultura liberale del paese è a zero. Della diffusione dei valori e delle idee liberali a livello di massa deve farsi carico qualcuno: IBL è troppo elitario, e Libertiamo troppo concreto.

  19. Volevo solo dire che mi sembra la questione sia relativa più alla collocazione politica (“colombe” che vogliono stare a destra in maniera molto evidente e “falchi” aperti ad accordi temporanei più ampi per levarsi dal pantano di Berlusconi&Bossi) che alle poltrone di per sè, le quali sono conseguenza e non causa. L’idea di un manipolo di individui litigiosi per ambizioni personali è stata confezionata in tempo reale da Sallusti e Belpietro per far passare FLI come un gruppetto di infide mezze figure assetate di potere, ma la discussione credo vertesse su temi sostanziali e importanti. E in ogni caso ora sembra che si sia trovata una quadratura, speriamo non di brevissimo termine.

  20. ivan scrive:

    articolo condivisibile, avanti FLI senza + fare errori, bene Benedetto della Vedova capogruppo, da l’idea di un partito non monolitico.

    Ora Fini dovrebbe dimettersi da presidente e prendere in mano il partito

  21. giancarlo scrive:

    @Pietro….L’ansia antiberlusconiana e la voglia di voltar pagina di FLI fa dire cose che nel centrodestra suonano bestemmia….e chi brama ad essere la punta nobile del centrodestra deve fare attenzione….E’ vero che i risultati attuali del periodo berlusconiano sono fallimentari,ma se non si è intimamente di sinistra o ipocriti,non si può non ammettere che il Cavaliere ha aperto nuovi sbocchi alla destra e ci dovra essere un laeder capace di rendere il campo fertile , produttivo…Ma questo laeder non potrà essere Fini.Non lo sarà per vari motivi ..perchè non potrà esserci un perdente e un vincitore,ma un erede….se no i ronin del centrodestra diventeranno come i socialisti di Craxi e la faranno pagare….Non sarà Fini perchè non è all’altezza e non ha il senso del ridicolo ( quel facciamo un passo indietro…come se fossero sullo stesso piano fa ridere..)..Non sarà Fini perchè al momento dell’incoronazione ,la magistratura si ricorderà (guarda caso) di RAI e Montecarlo e si ricomincerà tra gli strali dei bempensanti di sinistra e lo sghignazzo della destra.Non sarà Fini perchè uomo incapace di prendere decisioni(io direi ..avere un idea)senza una cerchia di sodali,e perchè ha dimostrato di non essere un politico vincente e quindi credibile.L’aver mantenuto contatti ossequiosi vero le istituzioni ..specie con la magistratura..non lo rendono più autorevole…Il congresso di FLI ha deluso…proprio perchè al dilà dei discorsi è stato l’organigramma a chiarire la linea di totale scontro con il centrodestra ipotetico (io direi naturale) approdo di FLI…Questo tagliare i ponti ..tipico dei Granata e Bocchino che tengono per i capelli Fini(io direi lo tengono per i fili)..spinge ad approdi innaturali di cui FLI dovrà in seguito pentirsi.

  22. giancarlo scrive:

    Mi sono accorto di aver eluso un ipotetica domanda,i pro e i contro di Berlusconi.I carichi giudiziari..sono stati il primo errore su cui magistratura e sinistra hanno sguazzato…Il non aver risolto il problema Politica-Magistratura è il secondo grosso punto negativo che ne innesca un terzo di cui è solo in parte colpevole ..il degrado istituzionale….Premesso che le varie crisi mondiali hanno frenato l’economia….ritengo che sia qui,tra risanamento dei conti pubblici e controllo economico uno dei punti a favore,anche se è più merito di Tremonti che del premier…resta di positivo anche l’istruzione e le polemiche generate sono la dimostrazione che si è toccato il dente malato….Ma fra tutto di positivo c’è di aver creato un popolo di centrodestra maggioritario capace di amalgamare un reietto partito reducistico e nostalgico nell’alveo democratico..vera sorpresa sconfortante per la sinistra.

  23. Pietro M. scrive:

    Giancarlo: quanto hai scritto è stato detto de facto da Della Vedova all’Assemblea. Una cosa sono i meriti storici, e un’altra è l’esser diventato una palla al piede per motivi personalistici. A parer mio, se FLI vuole un programma, non ha che copiare quello di Forza Italia del 1994. Sarebbe un buon modo per recuperare l’unica cosa bella di Berlusconi: la retorica liberale.

  24. giancarlo scrive:

    Casro Pietro ,lo stesso Ferrara a Milano aveva evocato lo spirito del 94 per il Cavaliere.Quel che dico ,detto in sostanza da Della Vedova..??mi fa piacere,ma a parte la mia visione molto meno laicista..mi sembra che le idee di Della vedova “servano” al laeder per marcare il terreno….terreno utilizzato da altri nel partito.D’altra parte la scissione plateale di oggi al Senato dei senatori finiani alla votazione la dice lunga di dove sta andando .

  25. alessandro scrive:

    Mi pare giusto quanto suggerito per la capocciata, pardon “testata” giornalistica: invece che LIBERTIAMO passiamo direttamente a FINIAMO_LA’.
    Tanti auguri all’Italia e agli Italiani che lavorano (ancora..)

  26. Marianna Mascioletti scrive:

    Italiani che lavorano, tra cui quelli che hanno il tempo per pensare, scrivere e pubblicare una media di trenta commenti dispregiativi al giorno su Libertiamo.it.
    Uh, come lavorano. Mamma, come lavorano. Sono impressionata.

  27. Pietro M. scrive:

    Marianna è un genio.

  28. ahahah marianna presidente

  29. giancarlo scrive:

    Marianna si è dimenticata dei pensionati…..

  30. GG scrive:

    Ho visto che il gruppo di FLI al senato rischia di saltare perchè si è dimesso un senatore. Qui i marinai stanno litigando troppo e la barca appena costruita rischia già seriamente di affondare.
    So che è sgradevole girare il dito nella piaga, ma mi viene naturale pensare “Io l’avevo detto”.
    Io avevo sin da subito pensato che abbandonare il centrodestra e aprire una dialettica troppo antiberlusconiana avrebbe comportato notevoli difficoltà in termini di identità politica del partito, sia al suo interno sia nel contesto più ampio del terzo polo.
    Oramai per evitare che si perdano altri marinai, bisogna parlare chiaro. Bisogna parlare chiaro sul ruolo che deve avere il terzo polo (che sia un centrodestra alternativo a PDL-Lega e non un minestone centrista da prima repubblica) e sul ruolo di FLI (partito liberal-popolare che non si allerebbe MAI con la sinistra).
    Mi spiace che Della Vedova, parlamentare che stimo più di tutti in assoluto, si trovi in questa situazione sgradevole.

  31. giancarlo scrive:

    Io l’avevo detto…sento dire poco prima….in “un giorno da pecora” Briguglio rompe il silenzio finiano e dice che non è vero che Fini subisce l’influsso dei falchi perchè e lui il falco per antonomasia…La Stampa riportando la frase si stupisce…..Io è da quando è cominciata l’odissea che lo dico…..Fini è un falco che vuole la distruzione del Cavaliere e il suo posto nel PDL…o io o muoiano i filistei…..I falchi sono quindi i compari ,le colombe i poveri idioti che fanno numero …pare che qualcuno si sia svegliato dal brutto sogno.Se Berlusconi passa la mano Fini avrà perso l’ennesima occasione…

  32. alessandro scrive:

    E’ UN DISEGNO POLITICO SEMPLICEMENTE SBAGLIATO E DEPRIMENTE QUELLO DEI RETRO-FUTURISTI!
    e a Milano c’è stata la prova. Al Senato comincia a franare il gruppetto che ora non ha più i numeri (minimo otto).
    C’hanno provato e ora gli tocca Casini, la Bindi, Bersani o meglio ancora Di Pietro per sopravvivere. Bella mossa!
    Auguri all’Italia
    Alessandro

  33. LucianBelmau scrive:

    Signori, il punto è che qui si spaccia per “destra” ciò che destra non è. Mi meraviglio dei troll del PdL, e mi rivolgo a loro: ma voi parlate di politica come parlate della vostra squadra del cuore, o vi occupate dei contenuti? Ovviamente la prima, e infatti basta dare un’occhiata ai due più grandi partiti del panorama politico, masse informi di ex comunisti e democristiani litigiosi (da un lato) e di leccapiedi del padrone senza il quale farebbero un mestiere qualunque (dall’altro).

    Berlusconi ha promesso, ha promesso tanto. Ma già nel ’94 Dell’Utri ha chiaramente detto che lui si era candidato per le sue imprese. Voi fate finta di niente, ma è così. E’ evidente, lui è in politica per farsi gli affari suoi. Secondo la vostra mentalità bacata, uno che dice una cosa del genere è “DI SINISTRA”. Ecco l’errore fondamentale. Io penso che una persona che sostenga che un magnate dell’industria e della comunicazione, che ha sempre avuto favori dai politici (si veda Craxi e la Legge Berlusconi degli anni ’80), sia un pericolo per gli equilibri democratici, non è una persona DI SINISTRA; è semplicemente un cittadino che crede in certi valori della democrazia occidentale (e scusate se è poco), specialmente in quelli illuministici tipici di un pensiero liberale che al giorno d’oggi si identifica col centrodestra. Ma anche questa storia è l’ennesima dimostrazione di come avesse ragione Machiavelli; il popolo è pecorone, e vuole le bandiere per tifare. Avete bisogno di sentirvi dire, i vari pidiellini e “colombe”, o meglio ex-missini che però soffrono di tanta nostalgia, ancora, nel 2011, che siamo di destra, che nessuno è comunista, che tranquilli il nemico non schiaccerà. Sapete cosa penso di questo, e cosa penso di FLI? Che spero che tutti coloro che sono ancora legati a quest’idea post-sessantottina di destra e sinistra, rossi e neri, buoni e cattivi, se ne tornino in ginocchio dal Padrone, portando via con sé anche tre quarti dei voti attuali, e che finalmente FLI possa dialogare con tutti quei cittadini (come me, e sapete, stiamo parlando del 40% che non va a votare) che si sono rotti le bolle del vostro continuo scannarvi su “sto con la destra, sto con la sinistra”, e vorrebbero vedere realizzate quelle riforme fondamentali che interessano davvero, che non siano né pro né contro Berlusconi, ma siano pro Italia.

    Altrimenti FLI resterà l’ennesimo partitino, succube della nomenklatura della politica, autoreferenziale, immaturo e degno di questa Seconda Repubblica disgustosa.

    Io non avrei problemi se Fini si alleasse con Storace, non li avrei se si alleasse con Vendola, non li avrei con Casini, se questo significasse tornare a parlare di politica in Italia, e non dei processi del Cavaliere.

  34. Matteo scrive:

    Sig. Belmau, come fa a sapere che noi che votiamo o abbiamo qualche volta votato Berlusconi non guardiamo i contenuti? Forse semplicemente diamo una valutazione diversa a questi contenuti, sempre che anche lei li guardi. Se l’opposizione parlasse tutta come Renzi potrei votarla, ma se parla come Bindy o Vendola neanche morto, questi farebbero fallire un’edicola in un mese.

  35. ivan scrive:

    certo che la situazione non è rosea, secondo me non rimane altro che le dimissioni di fini e la guida del partito.

    è chiaro che il più falco di tutti è fini, avete presente quello che hanno scritto i giornali di famiglia quest’estate?

    Avete presente la differenza sulla giustizia (processo breve, intercettazioni, riapertura dei processi delle stragi del 92-93 che per berlusconi costerebbero troppo, chissa perchè!!)

    Fini e Berlusconi sono inconciliabili, anche la vecchia destra missina era sempre stata favorevole alla magistratura Falcone e Borsellino, il nano è favorevole a mangano

  36. giancarlo scrive:

    @ucian….Da quando è nato FLI,c’è un’appassionante dilemma : chi è più di destra…??Berlusconi è di destra?…e poi ,cos’è la destra??..argomento che appassiona decine di elettori chiusi in piccoli cenacoli confessionali a meditare….i risultati non sono ancora stati pubblicati e attendiamo con ansia.Ma di che destra stiamo parlando…cos’è la destra,quella Agostiniana,quella di Voltaire?quella bonapartista,quella reazionaria??..quella liberal cavouriana? quella liberal trasformista giolittiana…quella fascista della prima ,seconda e terza ora…Quella della destra DC o del Liberalesimo malagodiano.???quella di Almirante??..quella Monarchica, quella craxiana?? quella di Berlusconi o di Fini?…..La semplificazione più concisa ,più naturale,più pubblicitaria è di Berlusconi…non destra ,ma anticomunisti…Sembra una citazione anacronistica ,dopo la caduta del muro di Berlino..ma non è così.Infatti in una società come la nostra dove il sinistrismo ha fatto breccia lasciando il suo seme nella istruzione ,nella cultura,nello spettacolo,in gangli istituzionali come la Corte Costituzionale il CSM ,la Magistratura, Regioni..ed altro l’ingresso al governo di ex e presunti tali comunisti….o di sinistra tanto per semplificare,avrebbe prodottola quadratura del cerchio della società e una vita impossibile per chi si mostra di destra…..Dire che Berlusconi non è di destra per sostenere un’immagine ideale che si modelli sulla figura di Fini…è quantomeno ridicolo.

  37. LucianBelmau scrive:

    Attenzione, mi rivolgo sia a Matteo che a Giancarlo: anche io condivido delle vostre idee. Per esempio, il fatto che obiettivamente nemmeno io voterei Bersani o la Bindi più per i contenuti che per altro, tant’è che ne stiamo parlando qui e non sul sito dell’Unità. Ed è anche vero – purtroppo – che in Italia la sinistra ha plasmato una parte della società. Ma questo, miei cari, perché gli intellettuali di rilievo che appartenevano all’altra sponda sono stati molto pochi, dagli anni ’70 in poi. Le grandi figure intellettuali liberali o comunque alternative alla sinistra, da Croce a Einaudi passando per De Gasperi, dagli anni ’70 in poi sono esistite soltanto sotto il nome e l’influenza di Indro Montanelli, e pochi altri, che vi piaccia o no. Nessuno sostiene che la “Destra” sia quella di Fini, anche perché io di “Destra” non lo sono mai stato. Tuttavia, sicuramente i principi che fanno capo a una certa idea alternativa a una visione come quella della sinistra italiana, ovvero di prolungato assistenzialismo e di trasformazione dei diritti in privilegi di casta (paradossale come i propositi da cui nasce siano quelli completamente opposti, e abbiano reso la “sinistra” più reazionaria dei reazionari), per quanto più e più volte enunciati da Berlusconi, non sono certo quelli che ha seguito durante tutti i suoi mandati. Tutti i governi – di destra o di sinistra che siano – fanno almeno qualche buona legge, e i governi Berlusconi non sono esenti da questa regola: tuttavia, tre quarti delle proposte legislative discusse in parlamento da quando il vostro sovrano è al potere riguardano provvedimenti imbarazzantemente ad personam. Parte della magistratura è politicizzata? Certamente. Questo non lo nega nemmeno D’Alema nelle intercettazioni di Wikileaks. Ma come credete che si combatta questo fenomeno? Giusta la separazione delle carriere. E allora perché continuare a fare delle leggi che invece di ridare completa autonomia agli organi giudiziari mirano a farli passare sotto il controllo diretto dell’Esecutivo(sic! Ma un tale Montesquieu non parlava di separazione dei poteri? Ah, comunista anche lui)? Perché si continuano a fare leggi che servano a tutelare SOLO ed ESCLUSIVAMENTE Berlusconi? Sono queste le vere emergenze? Giusta l’idea del processo breve. Allora perché CANCELLARE i procedimenti in corso? Stiamo scherzando? Cosa c’è di “DESTRA” – qualunque “destra” sia – in questo percorso? Sinceramente non ci vedo né destra Né sinistra, ma solo le ossessioni e le manie di Berlusconi. Se vogliamo che in Italia esistano culture differenti (e possibilmente dialoganti, ma dimenticavo che per i Sallustini e Belpietrini chi dialoga è un traditore; peccato che da Cameron al primo Sarkozy alla Merkel in Europa praticamente TUTTI si siano trovati a dialogare e collaborare con la fetta migliore di opposizione), che chi è di destra, ma anche semplicemente non di sinistra, possa alzare la testa e andarne fiero, allora leviamo di mezzo Silvio Berlusconi. Siete persone intelligenti, non vi reputo stupidi, capisco che abbiate le vostre motivazioni. Ma aprite gli occhi: Berlusconi sta prendendo in giro anche voi. Non ha fatto mezza riforma di quelle che doveva fare, le uniche tentate sono stati insuccessi, partite bene e poi finite male anche per i tagli folli e indiscriminati (perché la riforma Gelmini che doveva essere condivisa e premiare la meritocrazia sta punendo proprio le facoltà migliori d’Italia? Alla faccia dei valori di centrodestra! I baroni – quelli sì, di populsinistra – vi saranno grati). Mi potreste rispondere: Fini è stato con lui per anni, dopo siamo tutti buoni a parlare. Però intanto ci ha messo la faccia, ed è stato forse fra i primi a farlo davvero, partendo da destra. Vi invito soltanto a riflettere, a giudicare i fatti. A me non interessa se Berlusconi verrà condannato, assolto o scapperà ad Antigua. A me interesserebbe parlare di politica, di riforme, di contenuti, vedere un dibattito che scaturisca da proposte concrete e non da prese di posizione. Tutto questo finché c’è Berlusconi non sarà possibile. Perché lui VIVE di questa battaglia, di questo conflitto con l’onnipresente “nemico rosso”; gli consente di non essere processato (laddove in ogni caso le prove di colpevolezza ci sono; e il magistrato può essere anche tesserato di Forza Nuova), e fin quando sarà in vita non farà mai nulla per risolvere davvero i problemi. Altrimenti gli toccherebbe tornare fra i mortali. Vi prego, cercate di non insultare la vostra intelligenza.

  38. LucianBelmau scrive:

    E concludo dicendo che la mia tendenza al sincretismo e il mio tentativo di analisi dei contenuti mi fa pensare che molte conquiste che ora sono valori bipartisan, in Italia sono state portate avanti dalla sinistra, piaccia o meno. Idee come la libertà di espressione totale, l’emancipazione del singolo e della donna, che pure sono sancite nella Costituzione, sono state sempre più di “sinistra” che di “destra”. E sapete perché? Perché ancora una volta la destra era evidentemente troppo occupata a fare altro. E ancora ora preferisce le mignotte; vogliamo lasciare al monopolio della postsinistrapopulista (perché ormai ripeto, destra e sinistra sono praticamente più tifo calcistico, vecchie tradizioni familiari, che ideali reali) questi temi importanti? Grazie a Berlusconi ci stiamo riuscendo alla grande!

  39. vincenzo scrive:

    ciao, ero al congresso e mi sembrava chiaro che FLI fosse un partito di Destra, liberale,democratico e moderno. Fini ha detto che quelli che nominava sono organi in carica fino alle elezioni a dicembre. Quindi alcuni potevano attendere. Non si è parlato di governare con la sinistra ma di fare le riforme che siano condivise da tutti. E che molti entrati in FLI in realtà volevano stare al governo farsi vedere e ora essere essenziali e quindi riprendere voce nella maggioranza. Ma nessuno si rende conto che il leader del governo è lo zimbello del mondo. Forse dimettersi dalla camera e prendere in mano il partito sarebbe la cosa più giusta. Qualcuno dice berlusconi avrebbe in mano anche la camera??? Ma almeno Fini potrebbe portare il partito ad essere davvero forte.

  40. vittorio scrive:

    Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis, requiescant in pace.
    Amen

  41. giancarlo scrive:

    Caro Belmau ,mentre noi parliamo piacevolmente di “DESTRA” la politica va avanti senza chiederselo…Non che non sia importante capire cos’è e come si evolve…..i politici devono pur parlarne…devono pure indossare un vestito,ma i giochi sono altri ,per la “Casta”.Mentre tu parli dei guasti di Berlusconi,il dopo Berlusconi c’è già…Si sono già incontrati i Fini,Formigoni e Tremonti…la torta è divisa e per Gianfranco la fetta è molto ristretta ,forse estera…Poi bisognerà incontrare il resto della squadra..Casini e Bossi..ma il quadro è ormai completo.Ovvio che si parla di uno scenario nuovo dove si libereranno forze fin’ora sopite o sequestrate in’innaturali partiti…PD e IDV.Questo spiega perchè Fini ,ormai sconfitto,abbia organizzato una squadra d’assalto evitando le colombe….evitare tradimenti e inciuci nei fedeli ,anzi fedelissimi.Qui più che la democrazia ricorda il “Principe”.Con questa squadra cercare di mantenere alto il vessillo nonostante la sconfitta…E questo spiega anche i flussi migratori…essere nelle prime file dei posti,per finire la legislatura e vedere il dopo.Oggi anche Fini ha bisogno di tempo per vendere cara la pelle…non può correre il rischio di una personale sconfitta elettorale ,sommata a quella di Berlusconi…meglio aspettare e concorrere senza di lui.Ieri sorridevo dello scandalo Bunga bunga,,,lo facevo dopo la telefonata ad un mio amico alto dirigente di FLI….A domanda ,cosa fai adesso che alcuni amici di area stanno trasmigrando??….Vedi dice ,prima della tua telefonata ne ho ricevute una decina di vari partiti interessati…ma non mi sento pronto,mi hanno dato garanzie troppo basse…devo avere tempo per contare di più ..poi si vedrà…….AUGURI! ho detto…..La politica è questo….già ora si chiama bunga…

  42. ivan scrive:

    la linea di fli è chiarissima:

    1 costruzione della destra laica e liberale nata dagli ideali del fu pdl
    2 costruzione del nuovo centro destra con udc

    alleanze con la sinistra non sono previste, il nano sta spargendo queste voci (aiutato da D’alema, vero alleato di B.)

  43. giancarlo scrive:

    Punto 2…..nuovo centro destra con UDC…..UDC6 %+FLI 3% vorrei sapere che destra state facendo…che polo??….fino a quando il Cavaliere non abbandona e sarà il 2013…voi non andrete da nessuna parte se non correre il rischio di farsi scavalcare da Casini a destra e voi rimanere col cerino in mano…..sveglia!!!….D’Alema non è alleato di nessuno se non di se stesso…esattamente come Bersani con la Lega…..Vi prego scendete dal pero…

  44. trappo scrive:

    … ma lo statuto che abbiamo votato a Milano la settima scorsa, non è il caso che lo rendiate pubblico ?

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