Un doppio passo indietro. E che nasca la Terza Repubblica

di SIMONA BONFANTE – La Costituente di Fli si è conclusa da un paio d’ore. Fini ha appena consegnato la suggestione propositiva, doppiamente propositiva: il federalismo istituzionale e il doppio passo indietro. Condivido con i lettori le mie personali considerazioni, a caldo.

La proposta al leader della Lega
: avviare un percorso razionale per federalizzare l’Italia, non solo nel fisco ma anche nell’architettura istituzionale – un passaggio più complesso ma necessario a dare costrutto alla riforma. Un passaggio cruciale: il federalismo che il Ministro Calderoli ha prodotto rischia di disilludere la stessa base leghista, non solo i ‘tecnici’, che da tempo ammoniscono sulle conseguenze distorsive, in termini di pressione fiscale e ‘responsabilizzazione’ della spesa, che i meccanismi previsti dalla bozza in discussione introducono.
Il pericolo peggiore per la Lega è che, constatata l’inefficacia della riforma, la base ne chieda conto al vertice. Ne potrebbe conseguire una punizione elettorale oppure una sfiducia per l’establishment attuale. Potrebbe aprirsi una frattura, mettersi in discussione la leadership.

Rilanciare il progetto federale, rilanciarlo in un modo più compiuto e condiviso; inquadrarlo in un’ottica sistemica, quindi, può rivelarsi una prospettiva politica tutt’altro che chimerica. E poi, disarcionarsi dalla zavorra Berlusconi è quello che la base leghista chiede ormai apertamente. In questa prospettiva – sostanzialmente ‘bicamerale’  – il federalismo smetterebbe di essere una bandiera geografica e politicamente partigiana: diventerebbe la riforma di tutte le rappresentanze politiche interessate a contribuire al processo; la riforma di tutto il paese, non di una sua parte contro l’altra; la riforma delle istituzioni fatta da istituzioni ricomposte e rappacificate, con sé stesse e tra loro. Sarebbe un’opportunità unificante.

La seconda proposta Fini la avanza a Berlusconi: dimettiamoci entrambi e lasciamo che il paese riparta. Quest’ipotesi era stata avanzata già un paio di mesi fa proprio qui su Libertiamo da Marco Faraci. Era una proposta sensata allora, alla vigilia del voto di fiducia del 14 dicembre. È una proposta sensata oggi, con i fardelli giudiziari che gravano sul Presidente del Consiglio, e delle cui conseguenze si fa in realtà carico l’intero paese.

Berlusconi non è tenuto a dimettersi. È sua piena facoltà continuare così, nella sfida personale contro l’universo mondo, nell’ansiogena campagna di attacchi alle istituzioni, ai contro-poteri, ai corpi intermedi che hanno la colpa di rammentare pubblicamente, ciascuno secondo le proprie prerogative, limiti e doveri della funzione istituzionale che al momento il Cavaliere ricopre. E poi, se anche lo facesse ‘sto passo indietro, non avrebbe sempre la possibilità di chiedere direttamente agli elettori di rinnovargli la fiducia?
Si dimetterebbe anche Fini. Tornerebbe anche lui a fare solo politica: la sfida con Berlusconi, quindi, si riapproprierebbe della dimensione che le è più consona, senza coinvolgere e travolgere le funzioni istituzionali che ne sono adesso invischiate.

Berlusconi, però, una proposta così non l’accoglierà mai. Perché il rispetto che egli nutre per la sovranità popolare non arriva al punto da sfidarla nel pieno di un trambusto che rende vulnerabile non solo la sua persona, ma l’insieme del suo capitale politico. Finirebbe tutto lì dove tutto era cominciato: con un conflitto devastante tra magistratura e politica, con un sistema statale al tracollo ed un tessuto economico, che affaticato lo era già allora e che oggi, più che altro, è stremato. Ed è stremato anche perché, durante il suo prolungato periodo al governo, Berlusconi non ha contribuito né a modernizzarlo né a corroborarlo né a liberarlo dallo Stato oppressore. Tant’è che c’è voluta l’arditezza di Giuliano Ferrara, perché il presidente accettasse di farsi scrivere articoli e discorsi nei quali emergesse come uno statista, capace di stare sul pezzo di quella cosa che è ormai il chiodo fisso di un paese in declino: la ripresa economica.

Non accoglierà l’invito di Fini, Berlusconi. Non si metterà a governare. Si farà processare – forse. Di sicuro rilancerà la crociata contro i comunisti. Ma il ‘passo indietro’ mai.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

19 Responses to “Un doppio passo indietro. E che nasca la Terza Repubblica”

  1. inutile scrive:

    E’ un progetto che nasce morto, nulla si può creare attaccando e insultando i propri padri e figli come sta facendo il FLI. Non è un progetto per ma un progetto contro, basta risentire con calma il discorso di Fini per capire che si sta costruendo un progetto sul nulla. Un centro-destra che non si vuole alleare al centro destra, un centro-destra che si stacca dopo 16 anni insultando i suoi compagni di strada, come pensa di prender voti in quell’area?
    Come ultima cosa vorrei tanto aver visto la faccia di BDV, quando Fini ha detto sul palco che i magistrati se sbagliano pagano.

  2. ma veramente si pensa che un vaso rotto puo’ tornare come prima ? :-D

  3. Sono abbastanza perplesso dopo avere seguito i lavori della “costituente” di FLI. Il Partito doveva nascere “oltre Berlusconi” e il Berlusconsmo, invece nasce innanzitutto contro Berlusconi. Doveva ribadire che lo slogan “legge ed ordine” appartiene in primo luogo alla Destra, e che proprio perché è la Legalità al centro del programma, non ci si può appiattire sulle posizioni di talune Procure che rendono un cattivo servigio alla Giustizia ed invece plaude acriticamente alle iniziative della Procura di Milano. Doveva dare ai cittadini di centrodestra un’alternativa di (vero) centrodestra al PDL, e invece la prima mossa è stata quella di finire nell’abbraccio mortale di un Terzo Polo che fa del rifiuto del bipolarismo la sua caratteristica più evidente.
    Spero che FLI sappia essere in futuro il partito in cui possano riconoscersi i cittadini che si sentono alternativi alla sinistra e che intendano cambiare coraggiosamente questo Paese, facendolo dimagrire e modernizzandolo. Ma per prima cosa la finisca FLI di essere ossessionato da Berlusconi.

  4. Stefano scrive:

    Mi spiace per BDV che reputavo persona seria pur avendo quasi tutto che ci divide. Per una aperturina sui gay andarsi ad infilare con forcaioli come granata e briguglio….spero per lui che avrà avuto almeno un tornaconto personale .

  5. Alessandro Ceccoli scrive:

    Peccato, un’occasione mancata. Non è stato come temevo un bel congresso. Anche il passaggio “facciamo tutti e due un passo indietro” è stata una triste affermazione. Fini si dimetta, rompa con i balletti del passato, dimostri che creda al suo progetto politico. La smetta di parlare di destra moderna e parli di partito del terzo millennio. E permettetemi di aggiungere, da liberale convinto, che Libertiamo mi meraviglia sempre di più; mi sento spesso più in sintonia con Fare Futuro che con i vostri articoli. Nella speranza che queste mie osservazioni Vi possano essere utili…

  6. Paolo Luchessa scrive:

    Astuto il “cognato” del “cognato di”! Se Berlusconi si dimette si chiude la legislatura e lui comunque perde la PresCam. Le sue dimissioni sarebbero quindi pleonastiche. Dove si dimostra che l’astuzia é solo la caricatura dell’intelligenza. Non sparo sulla Croce Rossa e, letti i commenti soprariportati, evito di sparare ulteriormente sulla povera Simona.

    Paolo Luchessa – Milano

  7. inutile scrive:

    Purtroppo tutto il discorso liberale si riconduce a: fare portavoce o capogruppo alla camera, è questo che si sta parlando in queste ore.
    Anche se è solo il 3% il partitino genera poltrone come un partito grande

  8. Stefano Parravicini scrive:

    Ma è possibile che sono anni che tutto passa solo per le dimissioni di Berlusconi, per un suo passo indietro ecc.ecc..?
    Non è possibile assimilare il passo indietro di Fini con quello richiesto a Berlusconi perchè Fini ha stravolto la terza carica dello stato pur di avere visibilità politica e di fare i suioi interessi, mentre Berlusconi è in una situazione di corretto esercizio delle sue prerogative di Presidente.
    Questa assillante e assordante richiesta di dimissioni di Berlusconi non è comprensibile se non con una concezione politica arrogante e prepotente che ricorda fatti dei primi del 900.
    Probabilmente si andrà alle elezioni perchè la situazione è stata resa mefitica da una opposizione urlata e basata unicamente sull’antiberlusconismo, tuttavia ancora non si capiscono gli eventuali programmi dell’opposizione, compreso Fini, al di là delle solite parole inconcludenti e retoriche.

  9. Piccolapatria scrive:

    Il grande statista ha “nominato” ( ripeto: nominato) i facenti funzione! BdV ha raccolto il suo fruttino da un leader che di liberale non ha nemmeno l’unghia. Bocchino “Italo” esultante si sente giustamente gratificato ed ha il via libera alle smargiassate televisive. Urso “Adolfo” e gli altri speranzosi restano con un palmo di naso incassano, sembra, malvolentieri. Rimangono le “suggestive” proposte che hanno il valore volatile delle parole in libertà per impressionare l’uditorio vicino e lontano. Non poteva mancare il richiamo moralistico da quel pulpito tanto pervaso da neogiustizialismo: le “tricoteuse” in platea non potevano essere deluse; hanno le tasche già colme di monetine e fremono nell’attesa del succulento lancio. La sceneggiata completa l’enfasi autoreferenziale con l’invito per contemporanee duplici dimissioni per il bene della santa patria. Non c’è pace per gli eroi in cravatta!

  10. Lorenzo scrive:

    Grazie Simona, io con molti altri amici ero all’assemblea costituente e siamo stati soddisfatti di quello che abbiamo visto e sentito.
    Siamo stati anche ascoltati. La nostra proposta di ufficializzare il supporto di FLI ai referendum milanesi promossi da MilanoSIMuove non solo e’ stata accolta ma annunciata pubblicamente a tutta l’assemblea.
    Per i liberali, le relazioni di Baldassarre, che ha presieduto la commissione sviluppo e BDV che ha presieduto quella sul Welfare, parlano da sole.
    Ora lavoriamo per il futuro, che piaccia o no, prima o poi sarà senza Berlusconi.

  11. giancarlo scrive:

    I congressi gratificano..danno andrenalina,si applude tutti insieme tranne quelli che vengono esclusi…Le colombe pagano il prezzo dello scontro e qui ci sarà il germe della ulteriore divisione dopo Moffa…Ma al congresso poteva essere detto di tutto tranne quel che pensa Fini ..o chi pensa per Fini….Quella frase “Facciamo un passo indietro….”pone i motivi e il limite dell’azione politica.Tutto si traduce nella successione del Cavaliere…a chi prende il bottino.Sono anni che Fini ci prova..la sua insofferenza e sottostima del presunto alleato si uniscono alle speranze di chi a sinistra spera che lui faccia il lavoro sporco..per poi vincere su un centrodestra dilaniato dai rancori e vendette….Il cupio dissolvi..Il progetto è vicino dal realizzarsi..la magistratura che aveva avvertito il capo di FLI fa la sua parte…ed ora lui ci prova insinuante “facciamo un passo…”come il diavolo sul monte:buttati e gli angeli….tentatore..ma forse sarà proprio la proposta a svegliare il vecchio capo..e come dice Ferrara restituirci quello del 94.

  12. bill scrive:

    Io invece trovo la proposta di Fini semplicemente ridicola, e tipico di chi gioca solo tatticamente, senza avere uno straccio di strategia. A meno che non si voglia far credere a qualche allocco che tutto si risolva con le dimissioni di Berlusconi, il che è una scemenza.
    Il FlI non ha uno straccio di programma, non sa se presentarsi da solo, col terzo polo o alleato alla sinistra, e a fronte di un’improvvisazione quotidiana fatta da un partitello diviso su tutto Berlusconi, che è lì perchè ripetutamente votato dagli italiani, dovrebbe dimettersi.
    Simpatico poi che chi gridava ai quattro venti che le elezioni sarebbero state un disastro per il paese ora, a seguito delle indagini della efficentissima ed indipendentissima magistratura italiana, scopra la meraviglia del voto popolare. Dopo avere preso delle batoste in parlamento, con che faccia si chieda una cosa del genere è veramente un quesito interessante.
    Poi, ridicolo anche il dialogo che tanto mancava nel PdL e che FLI invece invocava: ha deciso tutto Fini, i delegati non hanno deciso nulla, è tutto un giochetto fra capo assoluto e una sparuta nomenclatura. Complimenti vivissimi!

  13. inutile scrive:

    bill tutto vero quello che dici e arrivando a noi, ancora più triste vedere BDV allineato a questo, addio riformatori liberali, benvenuti politici in carriera.
    Da sempre ho un sospetto, molti parlano di liberismo perchè lo studiano non perchè provano ad applicarlo.
    La maggior parte è gente che insegna fa giornalismo, non si è messa mai in proprio dove il libero mercato bisogna applicarlo e non solo teorizzarlo. Non si sono mai sporcate le mani con il quotidiano e ora arrivano fin a teorizzare che per fare le riforme liberali bisogna andare con Fini e Bocchino. Suvvia, motivate in altro modo le vostre scelte, non nascondete le vergogne dietro il mantello liberale

  14. Alessandro Ceccoli scrive:

    Sono tutti dei pazzi quelli che scrivono o forse una riflessione Libertiamo la dovrebbe fare?

  15. @ alessandro
    e invece il fatto che facco, boldrin, bonino, libertiamo, noise from amerika, giannino con Chicago blog, phastidio.net, L’Istituto Bruno Leoni , tutti blog e personalita’ liberali siano iper-critici nei confronti di Berlusconi non dovrebbe far riflettere?

  16. Gianluca M. scrive:

    Volevo dire a Inutile (soprannomen omen…) che il sottoscritto lavora in proprio e si misura tutti i giorni con il libero mercato.

    E’ un seguace di Libertiamo e approva la scelta di Libertiamo di aderire a FLI.

    Ah, dimenticavo….il sottoscritto non è un giornalista, nè un insegnante….deve essere x questo che la pensa diversamente da “inutile”….

  17. Vittorio Moretti scrive:

    Scrissi in questo sito in tempi non sospetti che accompagnare Fini in quest’avventura sarebbe stata una follia. E’ ora in atto una esplosione nucleare che lascera’ solo devastazione e pochi atomi in cerca di accasamento, tra cui l’on. BDV.

  18. vittorio scrive:

    Visto che sono stato censurato due volte, condetemi di emendare radicalmente il mio atteggiamento di uomo rozzo e volgare.
    Perciò vorrei dire che Fini è un grande ed eccelso statista. E vorrei anche aggiungere che l’articolo di cui sopra dimostra grandissimo acume e profondità intellettuale.
    E vorrei anche ringraziare la pregevole e saggia censura per la sua gentile e graziosa solerzia.

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