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Oltre il Cav., non è Fli la destra liberale che vorrei

– Qualcuno sdrammatizza, altri fanno finta di nulla. Un problema, però, non si risolve negandone l’esistenza.

Chi scrive non è esattamente un sostenitore di Gianfranco Fini, né tantomeno del suo costituendo partito Futuro e Libertà: credo che gli errori che ha commesso siano stati troppi, al punto da gettare una seria ombra sul suo futuro (ironia della sorte?) come leader politico. Ma il punto che vorrei sottolineare non è questo, anche se si potrebbe discutere per ore su di esso.

Continuo a sperare – non invano mi auguro –  in una destra liberale che vada oltre non solo Berlusconi, ma l’intero quadro politico attuale. “Oltre”, vorrei sottolineare, come spesso è stato detto su queste pagine. Quello che si assiste, attualmente, è proprio l’esatto contrario dei miei auspici e ho la presunzione di credere che molti così la pensino, tra quanti condividono la piattaforma liberale, liberalista e libertaria di cui Libertiamo si è fatta, fin dall’inizio, promotrice.

La delusione per Berlusconi c’è ed è evidente: la promessa rivoluzione liberale è stata da tempo accantonata, su tutto regna l’immobilismo ed è impossibile non essere adirati con chi avrebbe potuto veramente rinnovare il Paese e non ha nemmeno provato a farlo. Ma assisto con eguale sconcerto a chi, in nome di una destra nuova, addirittura etichettata come l’unica “autentica”, sfodera quotidianamente linguaggio e argomenti della più becera polemica antiberlusconiana, sommata alla confusione più totale in fatto di contenuti e proposta politica.

La domanda che mi sorge spontanea è quindi questa: a chi si rivolge Futuro e Libertà? La risposta forse non è ben chiara, ma i segnali sono scoraggianti: sul Secolo d’Italia, Luciano Lanna suggerisce apertamente di unirsi alla c.d. Santa Alleanza, un allucinante schieramento da Vendola, Di Pietro, il PD fino al terzo polo e chiunque altro voglia.

Trovo francamente aberrante che una nuova destra possa nascere alleandosi con la sinistra; trovo ancora più incredibile che si voglia giustificare questa scelta arrivando a pensare che lo schieramento berlusconiano-leghista possa scomparire d’incanto, come se il sostegno che esso ha non contasse e non avesse solide motivazioni politiche; a quel punto, s’immagina sbagliando, Fli diverrebbe la vera destra nazionale.

Ma c’è di più: onde questa non sembri una personale polemica, credo che sottovalutare i segnali di sofferenza giunti da due dei politologi di riferimento (ma sarà ancora così?) di Fini – Sofia Ventura e Alessandro Campi – i quali esprimono tutte le loro riserve sulla strategia seguita fin qui da Fli, temendo che si riveli suicida. Perché è vero, un partito vive di dialettica interna e migliora la propria azione con il confronto, ma se quello che oggettivamente mancava e manca tuttora nel PdL si trasforma in una guerra di fazioni mascherata da “pluralismo”, e portata ad esempio di apertura e dibattito, qualcosa proprio non va.

Il punto è che se Fli vuole parlare all’elettorato di centrodestra, ad esso deve cercare di rivolgersi. Chi oggi vota Berlusconi o Lega non può essere disprezzato come certi intellettuali di sinistra quotidianamente fanno. Ci sono molti cittadini, e mi permetto di includermi, che non possono dirsi entusiasti di quanto fatto dall’attuale governo ma che giammai penserebbero di votare una sinistra totalmente inconsistente, senza idee, moralista e incantata da parolai come Vendola.

Queste persone, tuttavia, non possono vedere un’alternativa in Fli, specialmente poi se quest’ultimo guarda in tale direzione. Perchè la forza attrattiva di questa forza politica è nulla: mancano infatti del tutto i contenuti. Quando Sofia Ventura esortava Fini a dire qualcosa di destra, non richiedeva certo uno slogan, ma una proposta. Ho trovato molto preoccupante le reprimende successive, a dispetto delle questioni personali che non esistono, perché tratteggiavano un’idea di destra che non solo non mi appartiene, ma che nemmeno trova fondamento nella realtà: confusa, evanescente, e certo non bastano alcuni discorsi sull’immigrazione o recuperare come propri simboli notoriamente attributi alla sinistra, per indicare una linea politica.

– A me non interessa chi sia il leader, vorrei sentire idee concrete. Invece noto che di spirito liberale in Fli non c’è traccia e purtroppo non basta Libertiamo, per il quale sono onorato di scrivere, perché a nulla serve farsi promotori di iniziative concrete e ragionevoli, se poi il resto dei presunti simpatizzanti assume toni da guerra feroce. Un partito che fa dell’antiberlusconismo la propria bandiera non solo è destinato a perdere, ma diventa incapace di produrre qualsiasi idea, perché ogni discussione viene frenata in nome dell’obiettivo finale, come se fosse un cedimento al nemico che invece si vuole combattere.

Un aspetto emblematico è l’atteggiamento sul federalismo. Se quello in discussione presenta molti difetti, ed è così, una destra liberale dovrebbe avere questo tema tra le proprie priorità e mai abbandonarlo alla Lega per poi polemizzare con essa e, di converso, con Berlusconi. Né è tollerabile una posizione ondivaga, dichiarandosi federalisti a parole e cercando contemporaneamente di affondare il processo legislativo magari solo per far cadere il governo. Stessa cosa dicasi per la giustizia, altro tema dove il contributo potrebbe essere essenziale ma dove viene preferita la consueta diatriba giornaliera, magari schierandosi improvvidamente a fianco della magistratura “senza se e senza ma”, come se si dovesse scegliere tra due squadre di calcio.

Le idee contano più dei partiti. La destra che ho in mente deve credere prima di tutto nell’individuo, nella società aperta di ispirazione autenticamente liberale, nel libero mercato e nella riduzione del peso dello Stato nelle vite dei cittadini. Pertanto, in virtù del carattere aperto e inclusivo, non può escludere quella destra attuale incarnata da Berlusconi, da chi lo supporta e anche dalla Lega, ma anzi deve provare a conquistare quest’area a suon di proposte e contenuti. Andare oltre significa vedere le proprie idee vincere nel merito, perché esse funzionano. Una destra così descritta non può parlare il linguaggio perdente dell’antiberlusconismo e della contrapposizione frontale: è difficile essere dei moderati, ma bisogna esserlo.

La nuova destra non è mettere insieme Pound e Guccini né il “rautismo di ritorno” descritto proprio da Campi: è l’alternativa liberale allo statalismo dirigista. Se mai Fli agisse in tal senso, allora sì potrebbe darsi grande credibilità. Mi permetto però di essere pessimista, perché tra terzi poli e alleanze a sinistra la destinazione pare essere un’altra. Ma quella destra non sarà mai la mia.


Autore: Stefano Iuretich

Nato a Gorizia nel 1984, laureato in Giurisprudenza nel 2008 presso l'Università degli Studi di Trieste. Nel 2011 ha superato l'esame di abilitazione per la professione di Avvocato. Attualmente vive in Svezia e frequenta il Master in European Business Law presso l'Università di Lund. Da sempre orgogliosamente liberale e liberista.

13 Responses to “Oltre il Cav., non è Fli la destra liberale che vorrei”

  1. GG scrive:

    Il senso critico di quest’articolo mi fa stra stra piacere.
    FLI vuole avere successo alle elezioni? Secondo me la ricetta è questa:
    1) trovare un chiaro leader di coalizione nel terzo polo e dimissioni di Fini da presidente della camera.
    2) mettersi ad un tavolo e fare un programma condiviso che abbia al centro un alternativa al federalismo proposto dalla lega, libero mercato, una vera riforma della giustizia, ecc ecc
    (evitando i temi etici, che sarebbero motivo di divisione e non di unione)
    3)evitare come la peste le sante alleanze con la sinistra e dirlo chiaramente agli elettori
    4) evitare di nominare sempre Berlusconi. Andare oltre Berlusconi significa smetterla di evocarlo facendo un’opposizione politica e non personale come finora ha fatto tutta l’opposizione.

    Ps: l’atteggiamento di Campi è strano. Sbaglio o è lui l’ideologo di farefuturo? Nell’ultimo anno, ff è diventato antiberlusconiano in maniera viscerale. E ora lui lamenta l’eccesso di antiberlusconismo di FLI? Veramente incomprensibile…

  2. Pietro M. scrive:

    Destra o sinistra è solo tattica, l’importante sono i programmi. ad oggi non ci sono programmi, quindi FLI de facto non esiste. Quando ci saranno i programmi si vedrà.

  3. GiulioB. scrive:

    Sono stato arbitro di calcio e noi lo sappiamo che a volte stare troppo vicino all’azione non ci permette di vedere bene le scorrettezze così io penso che chi ci sta dentro la politica a volte non riesca a vedere chiaro.
    Ho smesso di leggere le pagine di questa piattaforma da quando Della Vedova ha follemente distrutto un sogno. La sua la reputai, come oggi, cecità politica. L’azzardata di voler fare un megapartitone stile vecchia Repubblica e per di più solo antiberlusconi è stata un’altra dimostrazione che non mi stavo sbagliando e non sono cieco.
    Oggi, leggendo uno dei pochi giornali interessanti in circolazione, Gli Altri, ho visto l’intervista della professoressa Ventura e conoscendo i suoi passati in questo sito sono venuto a vedere che succede: sono d’accordo e mi piace la sua linea.
    Personalmente mi permetto di dire io qualcosa.
    Stamane guardavo Rainews: era un continuo attaccare tutta una parte politica vicina al PDL. Accendi la radio e non ne parliamo. Rai 3 Rai 4, Rai 2 si salva peccato che ogni tanto ci metta davanti la faccia di Santoro e Travaglio… che Berlusconi, come tutti i primi ministri passati, abbia scelto poi di mettere su tg1 un direttore vicino a lui ci scandalizza, proprio nella stessa maniera in cui ci ordinano di scandalizzarci i sopra citati conduttori che si permettono di dire e far quel che vogliono difesi dal fatto che sono giornalisti e stanno dalla parte del socialmente accettato e giusta.

    Abbiamo avuto un Paese di politici mafiosi, corrotti, tangenti e buttiamo giù Berlusconi perché gli piace pagare delle ragazze per avere delle feste più movimentate anziché solo con Fede e altra gente così?
    Abbiamo gente che ha tolto con motivi risibili comandanti della Finanza perché facevano indagini su cose che era meglio non indagare e poi per una richiesta di far rilasciare una ragazzina imputata per furtarello parliamo di concussione?
    Attacchiamo un personaggio pubblico come dittatore e difendiamo la magistratura, organo fondamentale in uno stato democratico, che fa cose a norma antidemocratiche?
    Berlusconi viene tacciato di ogni frase brutta in televisione e in parlamento e ci sembra normale poi quando dice sulla Bindi che è più bella che intelligente siamo tutti scandalizzati?
    Il Corriere della Sera, giornale di rappresentanza di tutti i grandi imprenditori e il più letto in Italia, invita poco prima delle elezioni legislative di votare contro Berlsuconi e l’unica cosa che sappiamo dire è che Berlusconi ha perso il bandolo della matassa? Ci passano informazioni riguardo al fatto che i giornali esteri ci criticano per Berlusconi e a nessuno fa scandalo che all’estero non ci rimandano indietro i nostri banditi perché non si fidano della nostra magistratura (tanto il Brasile quanto la Francia e la Gran Bretagna e gli Stati Uniti come dimostra il caso Amanda Knox).
    L’FLI è un partito nato morto perché mosso dai “poteri forti” o dall'”Elite dell’Ombra” (Janine Wedel) che ha il solo scopo di far morire il sogno di buttare per aria questo paese formatosi sul socialismo e populismo dei fascisti, dei cattolici e dei comunisti ops… ho messo insieme le tre frange del megapartitone che aveva in mente il Secolo!

    Ricordo ai tanti disgustati che ci sono stati più liberali sulle scranne con Berlusconi che in 50 anni di repubblica col PLI!

  4. Pietro M. scrive:

    Di che sogno stai parlando? Berlusconi non è un sogno, è un’allucinazione. Non ha mai fatto nulla di liberale, e i liberali in Parlamento li ha portati nel ’94, molti meno nel 2001, quasi nessuno nel 2008.

    Probabilmente Fini è un buco nell’acqua, ma continuare a farsi illudere da Berlusconi è puro masochismo, non c’è giustificazione per una cosa tanto incomprensibile.

  5. Paolo Massarelli scrive:

    Splendido articolo Iuretich! Condivido anche le virgole.

  6. Patrizia Tosini scrive:

    E comunque la definizione che la Bindi è “più bella che intelligente” l’ha coniata Sgarbi… (e non condivido il giudizio). Piuttosto, a quando qualche giudizio estetico sui signori parlamentari ? Nessuno si è mai posto il problema che Gasparri è decisamente più bello che intelligente …

  7. GiulioB. scrive:

    Ridicolo, non capisce che è impossibile fare dei cambiamenti liberali in questo paese se tutti ti remano contro anche dentro il proprio partito. Si doveva fare qualcosa a questa Magistratura politicizzata e basta parlare di un semplice fatto di separazione delle carriere e si viene tacciati di dittatori! Capirai riuscire a creare un common law!
    Hanno rovinato l’Università con una riforma, la 3+2, che è dovuta intervenire la Moratti per dare un po’ di senso e nessuno ha mai detto nulla… poi se fai una riforma interessante come quella proposta dalla Gelmini ci manca poco che la gente si dia fuoco per le strade, ma mossa da chi questa massa di gente?
    Fini? Il terzo leader del III Polo, che ridere… avevamo lottato per un bipartitismo stile americano e ci mancava solo un sistema elettorale più liberale e il gioco era fatto: ecco quale sogno!
    Ci avevamo un leader carismatico che ci permetteva di proporre politiche liberali che, nonostante la dittatura silenziosa che ci pervade, ci potevamo riuscire perché anch’egli potente e carismatico ora invece con tentenno Fini chissà dove andremo?
    Ammasso di mediocri che non siamo altro più di tutti Della Vedova che va in televisione a dire che si vergogna per avere come consigliere la Minetti: 1 si viene eletti per preferenza alla Regione 2Vai a dare i tuoi giudizi sulle persone politiche non perché belle e donne, ma per quello che fanno e basta. Questo è un fatto di civiltà politica… e liberalismo!

  8. roberto scrive:

    Giulio B. guarda che la riforma Gelmini è tutto tranne che interessante, semmai è il trionfo del pracariato e della burocrazia.

  9. vittorio scrive:

    Se il FLI ha tanta affinità con la destra liberale quanta ne ha il PD.

  10. lodovico scrive:

    Del FLI apprezzo Della Vedova ( pregevole nelle parole ma assai vuoto nei fatti), il resto un vuoto assoluto.

  11. vittorio scrive:

    x lodovico
    Tutto sommato io a Della Vedova preferisco Bocchino. Almeno Bocchino è quello che appare. E’ chiaramente un’offerta politica di merda. Ma almeno non è una stronzo confezionato come un uovo di pasqua.

  12. lodovico scrive:

    X vittorio
    probabilmente hai ragione, ma devi riconoscere in me doti di preveggenza: é stato nominato portavoce.

  13. ivan scrive:

    infatti la santa alleanza non è strategica, ma solo per dettare le nuove regole della 3 repubblica che nascerà oltre berlusconi:

    legge elettorale, conflitto di interessi, elezione PdR

    anche einaudi e degasperi andò nella costituente con i comunisti

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