Il Cav. detta l’agenda setting: fatti i fatti miei, così mi faccio i fatti tuoi. Politica zero

– Berlusconi ha deciso di dare il tono che fa la musica, usando gli spazi propri per occupare meglio quelli altrui e, quindi, per dettare l’agenda setting (che un modo fine per dire che obbliga tutti a occuparsi di lui e del suo rocambolesco privato, per meglio accusarli di guardonismo e moralismo). Per la gran parte, l’informazione politica che ne segue le capriole e le intemerate non si può definire servile. Non si può proprio definire informazione.

Comunque il Cav. risponde colpo su colpo, replicando alla manifestazione “donnista”del 13 con l’happening bacchettone e anti-puritano, ratzingeriano e pannelliano, organizzato da Ferrara, e intralciando l’assemblea di Fli, dove persone con una storia poco comune cercano la strada per una destra normale, con una mobilitazione dal basso del popolo berlusconiano, che non sopporta lo “schifo” dei preservativi nei licei, ma tollera liberalmente le liceali al palo della lap-dance nella residenza di un settantacinquenne solo e depresso, sopraffatto dalla malinconia della vita e dall’eccitazione del potere.

Difficile parlare di politica, in tutto questo, perché sembra paradossalmente un parlar d’altro, se la politica è ormai ufficialmente la milizia berlusconiana e antiberlusconiana di questo ennesimo “scontro finale”. Nel week end mentre qualcuno – inutilmente – proverà a spiegare che questo paese da diciassette anni rincorre un appuntamento con la “Riforma” e si è dovuto accontentare delle peripezie del “riformatore” Berlusconi – che non è granché, tutto sommato – il Cavaliere spiegherà urbi et orbi che da diciassette anni è costretto a lottare all’arma bianca contro i giudici e a sventare questo attentato alla sovranità popolare di cui egli non è la causa, ma la vittima e, nientemeno, il vendicatore.

Noi di Ruby e della altre non sappiamo davvero più che dire né che pensare. E la storia ci importa per come – digerita e metabolizzata come un agguato al Cav. – troverà tra poco testimonianza e traccia negli Annales della Repubblica. Del resto, ci importa assai poco. Per capire il succo della vicenda non abbiamo bisogno del processo. Basta il giudizio di Veronica, quando gettò la spugna, e politicamente, l’ipocrisia con cui la fidanzatina e organizzatrice dei giochi del principale venne promossa ad un ruolo istituzionale, grazie a cui le sue indennità passavano a carico dell’erario.

Ostinandoci a parlar d’altro, cioè di politica, oggi pubblichiamo due pezzi “contro”, scritti da due autori – Stefano Iuretich e Claudia Biancotti – che condividendo la piattaforma liberale, liberista e libertaria di Libertiamo, e provenendo da esperienze personali e professionali molto diverse e distanti dalla destra “finiana”, hanno maturato giudizi opposti sulla parabola di Fli. E’ il nostro modo – un po’ naif, d’accordo – per festeggiare l’inizio dell’Assemblea costituente di un partito in cui i lettori di Libertiamo non sono tenuti né ad iscriversi né a militare – ci mancherebbe – ma che Libertiamo sente un po’ suo, per quanto ha potuto contribuirvi, dopo che Berlusconi ha licenziato il suo numero due (ed era – ci teniamo a dirlo – una ragione morale e politica più che valida per stare dalla parte del licenziato).


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “Il Cav. detta l’agenda setting: fatti i fatti miei, così mi faccio i fatti tuoi. Politica zero”

  1. inutile scrive:

    Già che colpa enormi che dai al premier italiano, Leader del primo partito Italiano, quello di difendersi da quello che che reputa una ingiusta aggressione.
    Parlare di politica? Ma guarda qui e nel sito di generazione Italia, si parla sempre di Ruby intercettazioni e foto. Politica? ZERO. Perchè? semplice perchè come si fa a dire che per 16 anni ho sbagliato tutto non sareste presentabili e forse il popolo italiano l’ha già capito visto le intenzioni di voto

  2. bagnascus scrive:

    se foste dei veri liberali ,pur nell’opposizione a Berliusconi,dovreste fare vostre le critiche di Ostellino alla magistratura.. ma anche voi non brillate come anticonformismo..

  3. Carmelo Impusino scrive:

    Per mia naturale predisposizione ( da liberale, liberista,libertario, libertino, e chi più libertà ha più libertà metta ) tra chi licenzia e chi è licenziato generalmente sto dalla parte di chi prima ha dato pane al licenziato, e che non potendo continuare a farlo, decide di mandarlo a casa per poter continuare a operare e produrre. Ritengo che Berlusconi, in ogni caso, avesse sia una giusta causa che un giustificato motivo di licenziamento ( ciò nel caso in cui si voglia invocare per Fini l’art.18), e lo dico pur non avendo nessuna stima nei confronti di Silvio Berlusconi, nè del suo partito e dei suoi elettori. Il dramma dei liberali di centrodestra è dover scegliere tra stare con Berlusconi o con Fini e i democristi di Casini. Una terza opzione non si può?

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