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Storie di ordinaria partitocrazia. I radicali danno i numeri (veri) contro la Giunta Polverini

– Ricordavo un paio di mesi fa in un articolo pubblicato da Notizie Radicali “Lazio: verso il baratro, ancora una volta” un lungo elenco di disgrazie capitate alla Polverini, dalla guerra per formare la Giunta all’assestamento di Bilancio votato in modo surreale; dalla spartizione delle nomine dei DG delle ASL al piano Sanità ideato col solo criterio di tutelare i privati a Roma; dall’arresto di Del Balzo per truffa aggravata e frode in appalto pubblico per i fatti di Minturno agli incarichi e le consulenze in pieno stile partitocratico; dalla vicenda degli arbitrati sulla Roma–Latina alle urla e le imprecazioni alle riunioni di maggioranza. In quell’articolo lasciavo i lettori con un “presagio”: le tante altre piccole e grandi frane che faranno della Polverini l’esempio delle occasioni perse.

Ma a distanza di quasi due mesi cosa è avvenuto in Regione? Beh, già con la seduta del 13 dicembre, dopo le solite riunioni segrete, quelle fuori dai luoghi istituzionali preposti come è abitudine da queste parti, il Consiglio Regionale decide di dotarsi, ovviamente tutti insieme, opposizione e maggioranza, con il voto contrario dei soli Radicali della Lista Bonino Pannella-Federalisti Europei, di altre 4 nuove ed inutili commissioni che costeranno ai cittadini all’incirca un milione di euro l’anno.

Alle 16 commissioni già previste dal regolamento sono state aggiunte queste ulteriori 4, i cui temi – federalismo fiscale e Roma capitale, sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità, sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, giochi olimpici 2020 e grandi eventi – potevano essere accorpati al lavoro di commissioni già esistenti, il cui operato è stato fino ad oggi ridicolo. Quindi si arriva al paradosso che visto che i consiglieri regionali del Lazio sono 70, ciascuna delle ormai 20 commissioni ha un presidente e due vicepresidenti! Il 26 gennaio il Consigliere regionale Rossodivita si dimetterà dalla commissione affari costituzionali e statutari per denunciare la totale inerzia della commissione stessa: “dal giorno della elezione a Presidente del Consigliere Pietro Sbardella sono trascorsi ben 190 giorni, oltre sei mesi di prezioso e ben remunerato tempo, che hanno prodotto il triste primato di due pseudo riunioni, l’ultima del 28 ottobre 2010, e zero provvedimenti”.

Arriva il momento più atteso, quello dell’approvazione del Bilancio, che porta con sé un feroce braccio di ferro tra la Polverini e la sua stessa maggioranza. La stessa Presidente minaccerà le dimissioni per poi dare il via al consueto arrembaggio partitocratico. Anche in questo caso, risulta interessante leggere le parole del consigliere Rossodivita in Aula: “C’è un dato politico che emerge chiaramente…per cui è stata necessaria una riunione pomeridiana del partito di maggioranza relativa di questo Consiglio, in questo Consiglio regionale, dove sono dovuti venire i segretari regionali e i vice segretari regionali e dove, così riportano le agenzie, la presidente Polverini ha dovuto minacciare, evidentemente per far rientrare nei ranghi i propri consiglieri, i consiglieri che la dovrebbero sostenere, addirittura le dimissioni”.

Questo il dato che è emerso dal dibattito politico, essendo molto indulgenti ed elastici sul termine dibattito. Poi c’è tutto il resto. Per esempio, ciò che emerge da un’indagine sull’assenteismo all’ufficio agricoltura della Regione che, compiuta dalla squadra mobile di Viterbo, porta a scoprire la solita parentopoli, uffici-serbatoi dove sistemare, come ci dice il Corriere di Viterbo del 23 dicembre, gli amici, gli amici degli amici e i parenti, dove si scopre una vera e propria forbice tra il tenore di vita e gli stipendi percepiti da alcuni impiegati, ville e Porsche con le quali recarsi a lavoro. Il tutto gira intorno anche all’Arsial, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. Sulle attività dell’Arsial “pende” un’interrogazione radicale in merito alla cessione di alcuni terreni a società avvenuta in fretta e furia nella passata legislatura, quella di Marrazzo.

Passiamo alle consulenze, altra interrogazione radicale per capire come vengono distribuite queste consulenze e si scopre, grazie anche a Il Messaggero, che la Regione Lazio paga consulenze per circa due milioni di euro. Alcuni esempi: al Consiglio regionale c’è un geometra, che è pure consigliere area Pdl di un piccolo comune della provincia di Frosinone, che ha ricevuto una consulenza da 15 mila euro per fornire supporto all’elaborazione del documento sulla valutazione dei rischi da stress del lavoro. Il Consigliere regionale Idv, Claudio Bucci, quale consigliere segretario, ha invece ottenuto un incarico dall’ex assessore al Lavoro della giunta Marrazzo: 33 mila euro per fornire un supporto tecnico giuridico in materie di politiche del lavoro. Ma non è finita, c’è anche chi deve occuparsi di realizzare uno studio comparativo degli Statuti e dei Regolamenti dei consigli regionali su proposta di Isabella Rauti, per un compenso di 33 mila euro; mentre un ex assessore di Grottaferrata, su proposta del vicepresidente del Consiglio, Bruno Astorre (Pd), per 33 mila euro dovrà fare un’analisi approfondita delle problematiche relative all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Approvato qualche settimana fa il consuntivo 2009, nota Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, le spese per le consulenze e gli onorari sono lievitate del 74% rispetto alle previsioni, da 6 a 10,4 milioni. Quelle per gli stipendi e le indennità dei consiglieri del 5,5%, da 19 a oltre 20 milioni. Gli stanziamenti per le spese di rappresentanza del presidente del Consiglio regionale sono passati dalla cifra già astronomica di un milione e mezzo di euro a quella, siderale, di un milione 841 mila: 23 volte quello che tre anni prima aveva a disposizione il presidente della Repubblica tedesca Horst Kohler.

Altra interrogazione della Lista Bonino Pannella–Federalisti Europei, altra frana annunciata, il dispendiosissimo Ufficio di Bruxelles e la società di diritto belga Recis, costituita per servizi di assistenza tecnico-amministrativa, la quale ha ricevuto somme dalla Regione e di cui, finché la Giunta non risponde non potremo sapere. Cosa partorisce questo ufficio? “Regioni in gita premio tra pizze e affitti di lusso” recita Il Giornale del 5 maggio 2009, “consulenze da sballo a Bruxelles” risponde Libero il 29 aprile 2009, “inadeguatezza direzione Ufficio di Rappresentanza di Bruxelles” titola una sua interrogazione il Consigliere Foschi (PD) nel 2008, stesso tenore una nota del sindacato RdB–CUB.

Retto dai tempi della Giunta Storace da una dirigenza che ha dato adito a questi titoli, l’allora candidata Polverini in una intervista del 2 febbraio 2010 dichiarava a Il Messaggero: “Mi impegno a spendere i fondi comunitari nei tempi definiti, servono regole certe per le imprese” e ancora “fondi UE, il Lazio rischia la paralisi”, quindi, una volta eletta Presidente, decide che quella stessa dirigenza venga a ricoprire dopo i successi di Bruxelles il ruolo di dirigenza di quel Dipartimento programmazione economica e sociale responsabile del supporto gestione programmi FESR, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Titolo de Il Sole 24 Ore del 12 gennaio 2011: “Il Lazio resta penultimo per la spesa dei fondi UE”.


Autore: Diego Sabatinelli

- 40 anni, laureato in Giurisprudenza, dipendente pubblico, è Segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve dal 2007. Più volte membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è stato componente della Giunta di Radicali Italiani, revisore dei conti del PRNTT, segretario dell’associazione Radicali Roma e coordinatore della Rosa Nel Pugno per il Lazio.

5 Responses to “Storie di ordinaria partitocrazia. I radicali danno i numeri (veri) contro la Giunta Polverini”

  1. Davide scrive:

    Tutto vero e tutto ampiamente prevedibile.. E non si capisce come abbiano fatto i componenti di Libertiamo ad appoggiare convintamente la Polverini contro la Bonino.. mah..

  2. Salvio Di Maio scrive:

    come non concordare con il commento di Davide..

  3. Marina scrive:

    Concordo in pieno anch’io.. una donna come la Polverini, che in vita sua era nota solo per aver “truccato” i dati del suo piccolo sindacato e per le presenze televisive a Ballarò non poteva fare altro di quello che sta facendo. E i “libertari” di libertiamo l’hanno sponsorizzata a piu’ riprese in campagna elettorale con degli articoli e degli argomenti che, scusate, ma appaiono ora davvero ridicoli..

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