Emmott: Fli scelga di liberare l’Italia

di SIMONA BONFANTE – In esclusiva per Libertiamo.it, alla vigilia del congresso di Futuro e Libertà a Milano, dall’11 al 13 febbraio, un’intervista a Bill Emmott, autore di “Forza, Italia: Come ripartire dopo Berlusconi” in cui l’ex direttore di Economist parla dell’Italia, delle sue potenzialità, delle riforme necessarie ed offre un consiglio a Futuro e Libertà: ‘che sappia costruire un’agenda positiva’.

Bunga bunga, recessione economica, debito: di cosa dovremmo preoccuparci di più noi italiani?
Quello di cui dovrebbero più preoccuparsi gli italiani è il fatto che non ci sia abbastanza politica (quello che c’è è ‘rumore politico’, in realtà), che non ci sia un vero governo, né un reale interesse dei politici a formarne uno. Il lento declino economico, l’alta disoccupazione giovanile, l’altissimo debito pubblico – che potrebbe un giorno diventare davvero oneroso – il sostanziale aumento della corruzione nella politica e nella società: niente di tutto questo viene seriamente affrontato dal sistema politico.

Lei ha appena pubblicato Forza, Italia – un libro ottimista, che guarda alle esperienze imprenditoriali e creative più innovative del nostro paese. Crede che queste realtà positive siano in grado di trasformare l’ormai logoro sistema produttivo italiano, in uno che guarda al futuro?
Credo che con un’agenda di liberazione, di rimozione degli ostacoli e delle barriere all’impresa, all’occupazione, all’istruzione ed all’innovazione, la vera forza dell’Italia potrebbe tornare a risplendere. L’Italia ha un potenziale enorme. Ma è come represso, bloccato, trattenuto.

Crede che cambiare (e migliorare) l’Italia, qualora possibile, sia più nelle possibilità della politica, dell’impresa, della creatività o di cos’altro?
Il cambiamento è possibile se la pressione dal basso – del pubblico, dei giovani, dei governi locali, delle imprese, delle associazioni – saprà costringere i politici a modificare la propria impostazione mentale, e ad affrontare con la dovuta serietà i temi davvero importanti, proponendo e quindi implementando un programma liberalizzante.

Se dovesse dare un consiglio a Futuro e Libertà, rispetto all’agenda politica – priorità, temi… – cosa suggerirebbe?
Il primo consiglio è lanciare sempre messaggi positivi, piuttosto che negativi. È facile trovare nelle persone e nelle cose elementi che si prestano ad essere criticati. Ma quello di cui c’è bisogno è invece un accordo su un’agenda positiva. Credo che quell’agenda dovrebbe avere come priorità le normative sul mercato del lavoro (poiché la disoccupazione giovanile e le crescenti diseguaglianze nei diritti dei lavoratori sono problemi cruciali), un nuovo sistema di welfare per i disoccupati (per rendere possibile un mercato del lavoro autenticamente flessibile), la liberalizzazione e la competizione nei servizi e nelle merci (la creazione di un vero “mercato unico” italiano), la riforma della giustizia e del sistema universitario (per orientare il focus sugli studenti ed i risultati, e non sugli interessi dei professori).

Mr Emmott, ma lei crede che l’Italia possa davvero mai diventare, un giorno, un “paese normale”?
Spero di no! Spero che l’Italia possa continuare sempre ad essere speciale. Ma deve esserlo solo nelle cose buone, quelle della ‘Buona Italia’, e non nelle cose cattive, quelle della ‘Mala Italia’.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

8 Responses to “Emmott: Fli scelga di liberare l’Italia”

  1. giancarlo scrive:

    Il consiglio che posso dare è…dimenticarsi i tatticismi e la politica attiva fuori del centrodestra e…costruire…costruire..Inoltre togliete il simbolo e cambiate con un bel tricolore e fuori Fini……Se siete un laboratorio di idee non potete vivere di un’unica idea…Fuori Berlusconi viva Fini…..Un partito che nasce così è la brutta fotocopia laica del parito di Casini…..E’ questo il futuro???

  2. Euro Perozzi scrive:

    La politica da soluzione si sta trasformando in problema. é vero dovremmo fare più politica e meno rumore-politico ma ci sono troppi soldi intorno alla politica e attirano troppa gente interessata a distrarci col rumore. Non resta altro che togliere i soldi anche a rischio di affondare qualche barcone…
    Da FLI non arrivano indicazioni su questo problema per cui assumo che sia disposta a sedersi a tavola, o che comunque non intenda chiudere i rubinetti della spesa pubblica. Ad esempio sulla patrimoniale mi sembra che nessuno stia dicendo che prima di eventualmente pensare di ripianare il debito pubblico con una qualche tassa “di scopo” sarebbe il caso dicutere di chi dovrebbe poi gestirli questi soldi, anche solo per chiarire che non si può riportare sopra il livello di guardia un serbatoio se prima non si tappano i buchi.
    La Lega insegue l’obbiettivo di spezzettare il banchetto romano in tante tavolate di trattoria padana. Non ridurrà la spesa almeno fino a quando non riuscità ad avere un trapianto celebrale…
    Ed avere una classe dirigente di un qualche spessore: non ne vedo l’alba….

  3. Matteo scrive:

    Per restare al discorso di Euro Perozzi, non credete che creando tante trattorie si possa creare una vituosa competizione?
    Finalmente qualche cittadino potrà dire: come mai in quella trattoria si mangia come in questa ma si spende meno? Chissà che toccando più visibilmente il portafoglio degli italiani questi non diventino più attenti nella scelta di chi li rappresenta.

  4. Tony scrive:

    Ma non si potrebbero inserire – non come facciata ma con obiettivi seri – personaggi come Bill Emmott, comunque ‘esteri’, nel think tank di FLI ? Sarebbe un gran segno di novità e di ‘internazionalizzazione’, per lo sviluppo di una proposta politica innovativa e di impatto sul mondo esterno, Commissione UE in primis.

  5. enzo51 scrive:

    FLI come il CLN !!

    Se è così allora siamo veramente alla frutta come paese!

    L’illusione di essere stata una delle economie più forte del pianeta ci ha presentato il conto,piuttosto salato devo dire.

    Dopo la delusione che ha portato non solo il nostro paese alla depressione,non ci resta che sperare,sperare,sperare!

  6. ivan scrive:

    avanti con la costruzione della destra liberale di FLI.
    Il cln sarebbe transitorio, per fare poche cose (elezione PDR, legge elettorale, conflitto di interessi) e poi si rifanno le elezioni senza il pdl e fini a destra contro la sinistra

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