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Salvate il tredicenne dall’elitarismo azionista

– Ma l’avete visto questo tredicenne engagé rubare la scena ai professionisti della indignazione chiamati a raccolta sabato scorso da Libertà e Giustizia?
Eccolo, qui c’è il video. E si commenta da sé.
Questo bambino va salvato. Innanzitutto dai suoi, che lo hanno infarcito di luogo-comunismi come un pollo a Natale e che, così conciato, lo hanno buttato sul podio di quella parata patetica di cui – ci auguriamo per lui – da adulto si pentirà.

Gli zombi del reducismo resistenziale riuniti per l’occasione a Milano hanno catacombizzato il minore, dandogli una membership ad honorem per accoglierlo in quel loro cimitero ideologico, popolato di sì esemplari manifestazioni viventi di civiltà liberale:  dal meno costituzionalmente sensibile dei Capi di Stato mai avuti nella storia repubblicana, fino all’intellettuale che ha promesso, almeno un paio di volte in meno di due lustri, di fuggire l’Italia berlusconiana, ma che è invece sempre lì. Un altro, costui, che le promesse non le mantiene.

E spiegatelo allora al bambino che i valori repubblicani per i quali si batte l’associazione di cui Giovanni è mascotte sono ancorati al regime democratico – non a quello elitario patrocinato dai suoi familiari e dal di loro circolo amicale. Sai, Giovanni, noi non siamo la Repubblica dei filosofi. Da noi anzi una testa-un-voto, senza eccezioni e senza distinguo. Votano le teste di cazzo, Giovanni. Votano pure le teste vuote se è per questo. Ma era così anche quando votavano in massa per il Pci. Certo, forse ti hanno insegnato che quello sì che era un momento alto della nostra civiltà. Ma non lo era poi così tanto, sai Giovannino. Ed allora caro, per il tuo bene, la prossima volta invece che a Berlusconi le domande dal palco porgile ai tuoi amici adulti. Anzi, prova a fare un gioco: prendi le stesse che hai formulato al mostro e girale a quella bella fetta di classe dirigente del nostro paese che hai la fortuna ‘sociale’ di poter frequentare.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

38 Responses to “Salvate il tredicenne dall’elitarismo azionista”

  1. inutile scrive:

    Uno scandalo passato inosservato.
    Quelli che gridano alla dignità della donna usano bambini per farsi pubblicità.
    Pensate se l’avesse fatto il Berlusca, Briguglio e la Concita giustamente avrebbero fatto appelli e chissa quali manifestazioni

  2. Anche Giuseppe Cruciani, nel suo programma radiofonico La Zanzara su Radio24, ne ha parlato a lungo. Sagge considerazioni, Simona!

  3. Simona Bonfante scrive:

    ecco, che se ne parli santiddio. mi pare così scandaloso…

  4. Paolo scrive:

    Caspita!

    Trent’anni fa avrei potuto essere io quel ragazzino, quando fieramente militavo nella FGCI (Figli di Genitori Comunisti Italiani), con buona pace dei miei, che né mi impedirono né mi invogliarono.

    Il mondo, o almeno la nostra visione di esso, era semplice: dall’altra parte i cattivi (DC, USA, ricchi, multinazionali), dalla nostra i buoni (PCI, URSS, poveri, operai); nel mezzo “quelli che non hanno capito” e “quelli che sbagliano”.

    Poi, il 1989. Finalmente.

  5. chivicapisce scrive:

    …c’è tanto altro di cui scandalizzarsi….

  6. chivicapisce scrive:

    Va bene dai..un pò mi scandalizzo:

    ….

    Fatto.

  7. Guarda, con tutto il rispetto parlando non sono d’accordo. Anzi, lo sono solo in parte. Non mi sembra una grande idea far parlare un ragazzino, soprattutto in tempi di sbandierata protezione dei minorenni. D’altro canto, l’attacco alle torri d’avorio è sempre un po’ pericoloso. A me le torri d’avorio piacciono, se non altro perchè il livello del discorso (culturalmente, dico) tende a essere interessante. In questo non faccio altro che litigare con Pietro, che non ama le élite: io invece sì e ritengo che possano dare un contributo importante per orientare lo sviluppo di un paese. Il problema non è che esistono i “salotti buoni”: preferisco una serata in un salotto buono a una al Bar Sport. Il problema è piuttosto che alcuni di essi sposano idee che non condivido; ma questo significa solo che dobbiamo sforzarci, con la forza di argomentazioni ben strutturate e la civiltà che è propria di chi ha spessore culturale, di diffondere idee sensate. JMHO ovviamente.

  8. Cecio scrive:

    per gli amanti del genere c’e’ anche un precedente abbastanza recente negli USA.
    Questa volta trattasi di 13enne ad una convention repubblicana.

    Ho ripescato il video.

    http://www.youtube.com/watch?v=KOUbkdwpZ2o

    Questo mi pare onestamente di un’atra categoria. Potenzialmente uno Sgarbi in miniatura….

    Per il resto, concordo in toto con l’articolo di Simona

  9. Salvio Di Maio scrive:

    Concordo, liberate Giovanni dai suoi genitori ideologizzati. Ma poi, il discorso, l’avrà davvero scritto tutto da solo? C’era scritto pure che doveva dare i pugni sul leggio?

  10. Pietro M. scrive:

    A vedere il povero bambinetto sfruttato per fini propagandistici dagli illuminati e colti esponenti di Libertà e Giustizia mi vengono in mente solo cose altrettanto demenziali:

    1. in una scena di “Qualunquemente” Cetto LaQualunque prende alcune decine di ospiti in un ospizio per portarli a votare dopo averli indottrinati: non mi sembra certo una cosa moralmente più orripilante di questa sceneggiata messa in atto da L&G.

    2. nella caricatura di Vendola di Checco Zalone, il personaggio racconta di essere stato fermato da un bambino per strada che gli chiedeva lumi sul TFR. Ora mi chiedo come mai a Zelig capiscono che la cosa fa ridere, ma a L&G non se ne rendono conto. Cos’ha capito il pubblico di Zelig che i secondi non hanno chiaro?

    http://www.youtube.com/watch?v=kMU09ERe1CQ

  11. Simona Bonfante scrive:

    pietro, quesito impegnativo poni…
    :)

  12. Simona Bonfante scrive:

    cecio, grazie della segnalazione. grandiosa.

  13. Joe scrive:

    Fatto salvo l’ovvio disgusto per questa gente, la metterei così: io dico di essere liberale e lo sono, a differenza di quelli di L&G che lo dicono parimenti ma col liberalismo c’entrano come Ezio Mauro con le tasse sull’acquisto della casa. Quindi, i figli ai genitori. E va da sè che con genitori cretini il pupo di cui sopra ha buone probablità di diventarlo a sua volta. Ma noi che ci possiamo fare?

  14. Michele Dubini scrive:

    Io ho sempre stimato immensamente Zagrebelsky come giurista, ma questa cosa è uno scivolone PAZZESCO. Come fu una sublime figuraccia il 13enne ultra-repubblicano.

    Probabilmente l’hanno messo su e gli avran detto “leggi questo”. Fine. Questo non toglie che sia stato il modo migliore per rovinare tutto lo scopo di quella manifestazione (L&G non mi sta così antipatica – anzi – ma questa cosa – lo ripeto – è delirio).

  15. Simona Bonfante scrive:

    @joe. nulla. non ci possiamo fare nulla, per il pupo almeno. però possiamo fare tanto, credo almemo, per impedire che costoro si approprino dell’eredità azionista come i comunisti lo hanno fatto di quella socialdemocratica. appropriazioni indeìbite che confondono le carte. è questa confusione secondo me che ha impedito al liberalismo di affermarsi, nei cuori e nelle menti.

  16. Marco scrive:

    Quando io avevo l’età di questo ragazzino ricordo che dicevo di essere repubblicano (PRI), perchè mio padre aveva detto che essendo un partito di centro poteva essere accettabile, non troppo estremista. Poi crescendo verso i 16, 17 anni sono diventato Radicale e non mi perdevo una tribuna elettorale con i radicali. Non ho mai avuto occasione di parlare a così tanta gente ma ricordo che mandai a quel paese metà dei miei amici perchè non capivano che il PCI era un partito “conservatore”. Giuro i miei genitori non mi hanno plagiato, feci tutto da solo.
    Penso che questo ragazzino creda veramente in quello che dice, però mi sembra troppo sicuro di se e questo secondo me significa che l’ambiente in cui vive l’ha troppo “coltivato” politicamente.
    Non sanno l’errore che hano fatto! Sicuramente Giovanni diventerà l’erede di Berlusconi.

  17. vittorio scrive:

    Mah, alla fine ognuno educa i propri figli come vuole e cerca di manipolarli più o meno inconsciamente. E i bambinetti imparano a scodinzolare e a ricevere il premio. Ma poi crescono.
    E magari alla fine finiranno per avere posizioni opposte a quelle dei genitori.
    Sono solo le solite buffonate degli ex comunisti. Non è certo la prima volta che usano i bambini per farsi un po’ di propaganda. In fondo il loro paradigma culturale prevede l’indottrinamento politico fin dalla giovane età. Nulla di nuovo.

  18. chivicapisce scrive:

    Ma l’evangelica parabola della pagliuzza e della trave proprio non l’avete letta?

    Stiamo a fare le pulci a una, più o meno piccola, caduta di stile del bambino sul palco e sul “bordello istituzionale” non si proferisce parola?

    se poi vogliamo perderci tempo sù mi vien da ricordare che al Family Day portarono camionate di passeggini con poppanti…

    Bah… ma le proporzioni le avete fatte a scuola?

  19. Daniele scrive:

    L’intervento dell’autrice è di un “paternalismo” che mi lascia molto perplesso.. Solo in una società gerontocratica come la nostra dove i ragazzi non hanno voce e nessuna possibilità di partecipare alla vita pubblica si può parlare in questo modo dell’intervento di un ragazzo di 13 anni. E allora giu’ definizioni di “mascotte”, di “bambino”, di imbevuto dell’ideologia dei genitori democratici etc.. la realtà è che il pensiero di un 13enne dovrebbero importarci e molto, giuste o sbagliate che siano le sue idee dovrebbero avere cittadinanza nel pensiero collettivo del nostro paese. Invece ascoltiamo solo le voci di arzilli 70-80 enni che con le loro azioni ed il loro egoismo generazionale hanno fatto e stanno facendo disastri. Disastri che peseranno sulle spalle di Giovanni e della sua generazione, non certo a quella degli arzilli vecchietti alla Geronzi. Chi vive un pò dell’aria fresca degli USA sa che li i teenager sono anche protagonisti, guidano , consumano, indirizzano i gusti dell’industria e dei media mentre i 70enni sono giustamente molto meno considerati. Quindi viva Giovanni (del cui intervento condivido ben poco ma non importa) e abbasso Simona (almeno per questo intervento).

  20. Simona Bonfante scrive:

    abbasso simona, ed evviva giovanni. ma quell’intervento tu credi a) l’abbia scritto lui b) sia frutto di una consapevole maturazione utonoma dei temi trattati c) una selezione consapevole delle priorità – nella vita di un tredicenne.
    io no

  21. Daniele scrive:

    Simona, che l’intervento di Giovanni l’abbia scritto lui è possibilissimo dato che i 13enni non sono incapaci di elaborare un pensiero proprio. Certo da quel discorso traspare un certo “ideologismo” che non condivido e che può essergli tranquillamente trasmesso dai suoi genitori o da altri adulti, ma che problema c’è.. Con tutti questi “adulti responsabili” che giocano a fare i “tifosi” (anche davanti al tribunale di milano in questo esatto momento) non si può pretendere che i 13enni siano immuni da questo spirito da curva sud che ha invaso il nostro paese.. io sono convinto che ci dovremmo interessare molto di piu’ dei pensieri dei 13enni, anche di quelli che la pensano in modo opposto a Giovanni. Permettimi infine una provocazione, scrivi che non credi ci sia “una selezione consapevole delle priorità – nella vita di un tredicenne” ma sbaglio o forse siamo qui alle prese con un crisi istituzionale senza precedenti dovuta al fatto che c’è un Presidente del Consiglio 73enne (e non 13enne) incapace di selezionare consapevolmente tra una congresso carnale con ragazze di 55 anni meno di lui e gli impegni e lo status di Capo del governo della Repubblica italiana ? Forse il pb è proprio l’incapacità di effettuare una selezione consapevole delle priorità in chi si avvicina alla fine della vita e non di quella di un tredicenne che, messo a Palazzo Chigi (ne sono certo) avrebbe dimostrato una maggiore consapevolezza nelle sue scelte.

  22. Simona Bonfante scrive:

    daniele, scusa ma che c’entra lo sfacelo consapvole del nostro paese, nelle sue molteplici declinazioni, con quello che può pensare un ragazzino che pensa (ai ragazzini credo personalmente vada dedicato il max ascolto, perché hanno sempre da insegnarti) a quell’età. quel ragazzetto parla una lingua non sua, affronta temi che alla sua età non è neanche in grado di configurarsi, se non col bignamino di locuzioni audito chez lui. guarda che qui non sto affatto a moralizzeggiare. mi fa specie la plateale contraddizione ‘etica’ nella quale incappano i paladini dell’etica pubblica: disdegnano il popolino. esaltano l’elitarismo, quel loro essere distinguées. e coltivano anche nei pargoli questo superomismo intello. capisci cosa intendo: libertà e giustizia si nutrono di spirito critico – verso gli altri e verso sé. non di un imblsita auto-celebrazione, acritica ai limiti del vilipendio della verità.

  23. Daniele scrive:

    Simona, cosa vuoi che ti dica: e’ evidente che abbiamo matrici culturali diverse. Io ho una matrice radicale e credo che l’eta’ delle persone non conti. A 15 anni partecipavo gia’ a manifestazioni radicali di moto proprio, contro il parere dei miei genitori. Plagiato dal guru Pannella chissa’.. Il mio giudizio sull’elitarismo della convention di Liberta’ e Giustizia e’ uguale al tuo, ma preferisco mille volte ascoltare l’intervento di un 13enne accalorato e (forse) influenzato da altri piuttosto che quello di una Santanche’ o di una Rosi Bindi. Amo le menti fresche anch’io (in termini esclusivamente intellettuali of course).. Buona serata

  24. janus scrive:

    Oh, avanti. Se fosse arrivato un tredicenne per parlare all’ultima assemblea di Libertiamo, sarebbe stato accolto a braccia aperte.

    Anzi, immagino pure i toni enfatici che avreste dedicato alla cosa: “Michelino è la dimostrazione che è possibile sfuggire alla massificazione solidarista e statalista dell’istruzione pubblica…”

  25. Simona Bonfante scrive:

    janus, ma dai!

  26. Marianna Mascioletti scrive:

    Massì, siamosoloinvidiosi, mica ce li abbiamo noi i tredicenni così. :-P

  27. Daniele scrive:

    Marianna (che io apprezzo sempre molto per i suoi interventi) e’ splendidamente giovane, e non so se ricorda di un giovanissimo militante radicale che arringava le manifestazioni radicali del Cora(diventandone poi segretaio) con un linguaggio forbitissimo, articolato e decisamente piu’ adulto rispetto alla sua eta’. Io lo ricordo bene e quando parlava nessuno si preoccupava di quanti anni avesse.. I 13 anni di Giovanni sono pochi ok ma affibbiargli epiteti come minore catacombizzato o bambino che va salvato sono sintomo di una “forma mentis” conformista con la matita rossa sempre pronta e non di un movimento libertario. E questo un po’ preoccupa..

  28. Marianna Mascioletti scrive:

    Daniele, non rispondevo a te ma ad un altro commentatore ;-) .
    Comunque, questo ragazzino cresciuto presumibilmente a merendine Slow Food e scarpe equessolidali che costano tre volte le Nike, questo ragazzino in particolare, a me ha ispirato più sgomento che sentimenti positivi.

    Poi, ecco, l’atmosfera radicale l’ho vissuta anch’io, da diciannovenne, e riconosco che è bellissimo e meravigliosamente spiazzante quel clima in cui il giovincello può contraddire la “vecchia gloria” in un rapporto da pari a pari (anche se ci sarebbe da discutere su quanto poi quest’impressione corrisponda alla realtà dei fatti, ma non apriamo certi inquietanti X-Files :-P ). Secondo me, però, non è questo il caso del tredicenne di cui l’articolo parla, che – a me, proveniente da ambienti radicali dove “giovane” non significa necessariamente “zitto, pischello” – è sembrato ben lontano dall’avere qualcosa di sostanziale, di “fresco”, di nuovo da dire.

    Non bisogna, credo, per evitare il disprezzo nei confronti dei giovani in quanto tali, cadere nell’errore opposto, cioè osannare i giovani in quanto tali.
    L’intervento del ragazzino, nella sostanza, non ha portato niente di nuovo al dibattito ed è servito solo a montare l’ennesimo “caso” mediatico di cui francamente non si sentiva il bisogno. A questo punto, visto che, legalmente, a 13 anni uno è ancora sotto la tutela dei genitori, io penso che un genitore avrebbe dovuto valutare tutti gli aspetti della faccenda e non permettere (o almeno, non incoraggiare) questa recitina abbastanza inutile.

    Tutto qua. Mia opinione personale.

  29. Daniele scrive:

    Opps.. acc.. perb.. siamo arrivati a invocare la tutela legale dei genitori nei confronti di Giovanni (colpevole di essere salito a 13anni su un palco a dire qualche banalità) e la mia personalissima preoccupazione è salita alle stelle.. fermiamoci qui che è meglio.. Grazie dell’attenzione Marianna e buona giornata

  30. Cecio scrive:

    La domanda a questo punto sorge spontanea:

    Com’e’che se certe cose le dice un 30-40enne, e’ qualunquismo.
    Se le dice un 13enne (battendo i pugnetti sul tavolo) diventa espressione di sentimenti profondi degni di considerazione?

    Tralasciando di discutere se fosse o meno opportuno far parlare un giovincello. Discutiamo nel merito.
    Il nostro Giovanni non aveva niente da dire e lo ha detto.

    Secondo me, quando si rivedra’ nel video tra 10 anni se ne vergognera’.
    Oppure no. Il che sarebbe anche peggio.

  31. Marina scrive:

    Io invece condivido i dubbi espressi prima da Daniele, l’autrice si e’ espressa con termini troppo duri e inutilmente moralisteggianti nei confronti del ragazzo di 13 anni. Dov’e’ finito il sano principio liberale “non condivido quello che dici ma mi battero’ perche’ tu possa dirlo?” E poi augurargli che tra dieci anni lui si penta di quel che ha detto, ma che scherziamo ?

  32. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Daniele: siamo giunti a enunciare la realtà, cioè che un ragazzino di tredici anni è sotto la tutela dei genitori, i quali (secondo me) avrebbero potuto evitare di incoraggiarlo ad andare sul palco a fare la parte del bambino che ha inghiottito un mediocre intellettuale sessantenne. Enunciavo un principio di opportunità e di buon gusto, con tanto di “mia personale opinione”, non un principio assoluto di legalità o un dovere imprescindibile.

    Non ho scritto – e mi spiace che tu, per non entrare nel merito del resto della mia risposta, abbia voluto capire questo – che avrebbero dovuto legarlo, imbavagliarlo, chiuderlo a chiave in casa o farlo arrestare per non farlo parlare.

  33. Daniele scrive:

    Marianna, non intendo andare oltre.. Hai semplicemente scritto “A questo punto, visto che, legalmente, a 13 anni uno è ancora sotto la tutela dei genitori, io penso che un genitore avrebbe dovuto valutare tutti gli aspetti della faccenda e non permettere (o almeno, non incoraggiare) questa recitina abbastanza inutile”. Ed io penso che questo non sia un pensiero da destra liberale e libertaria alla Cameron-Clegg ma piuttosto degno della coppia Gasparri-Giovanardi. Ed io che pensavo di votare Fli alle prossime comunali di Milano mi preoccupo perche’ non so di nuovo x chi votare. Nulla di grave sono io che chiedo troppo. Un saluto

  34. Marianna Mascioletti scrive:

    Ma dov’è che ho scritto “Lo stato deve imporre ai genitori dei tredicenni…” o “i genitori devono per legge imporre ai tredicenni…”? (questa sì che è un’idea alla Giovanardi)
    Ho scritto ciò che (ripetiamo per la terza volta) secondo me, per buon gusto e buon senso, avrebbero dovuto fare i genitori del tredicenne in questione se vogliono chiamarsi genitori responsabili, non quello che uno stato, una legge, un’istituzione dovrebbe obbligarli a fare.

    Se poi hai problemi a distinguere le opinioni dalle affermazioni apodittiche, o a decifrare le parole “mia opinione” “ritengo” “secondo me” mi dispiace, ma non è mia responsabilità.

  35. Marina scrive:

    Al rogo i 13enni che non la pensano come noi !!! Che si pentano e si vergognino e non osino parlare !! Altrimenti tiriamo le orecchie ai loro “irresponsabili” genitori.. come barzelletta non sarebbe male ma voi dite tristemente sul serio !!

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