Appuntamento in via Ronald Reagan

– In fondo, non ci stiamo inventando molto. Identificando la NATO con gli Stati Uniti, e gli Stati Uniti con il loro Presidente, sono stati tanti gli italiani che hanno già avuto modo di dire, urlare e persino scrivere sui muri “Via Ronald Reagan”. Ovviamente loro aggiungevano “dall’Italia”, mentre noi ci riferiamo al significato toponomastico.

Dedicare una via o una piazza a Ronald Reagan, o anche solo promuovere un’iniziativa in tal senso, non dovrebbe avere nulla a che fare con termini come “coraggio” o “provocazione”. E invece, e non a torto, alcuni è così che definiscono questa iniziativa. “Avete un bel coraggio”, o ancora “ma è una provocazione?”, ancor più quando vedono che, sulla targa che fa da logo alla raccolta firme, sotto il nome del Presidente americano abbiamo avuto l’ardore di usare a sua descrizione l’aggettivo “rivoluzionario”.

Così oggi, alla Sala stampa della Camera dei Deputati, Antonio Martino e Benedetto Della Vedova, insieme ad Andrea Mancia per Tocqueville.it, a Carmelo Palma per Libertiamo.it, a Giancarlo Loquenzi per L’Occidentale e al sottoscritto, hanno lanciato l’idea di proporre a tutte le amministrazioni comunali italiane, a prescindere dal loro colore politico, di dedicare una strada o una piazza a Ronald Reagan.

Forse nessuno meglio di Martino e Della Vedova, fra i Parlamentari attualmente in carica, incarna il rispetto e l’ammirazione degli Stati Uniti: e lo hanno dimostrato – ancora una volta – oggi, con le loro magnifiche parole. Ma il suggerimento di altri nomi è il benvenuto, inviteremo anche loro a firmare con noi e a fare loro la nostra iniziativa.

Se negli Stati Uniti Reagan ha giustamente trasceso le appartenenze partitiche, divenendo già da un po’ patrimonio condiviso da tutti gli americani e fonte di ispirazione per gli ultimi Presidenti (e per un bel po’ di Governatori di molti Stati), forse in Italia c’è bisogno di un’operazione come questa per liberare alcuni amici che in passato gli furono oppositori dal demone della fatica che sempre si fa a riconsiderare il proprio passato dopo qualche anno.

Ronald Reagan ha dato un contributo essenziale alla vittoria dell’Occidente libero nella guerra fredda contro il comunismo: si può edulcorare, relativizzare, anestetizzare questo concetto, ma la verità sic et simpliciter rimane questa. E noi abbiamo modo di ritenere che ci sia tantissima gente, anche a sinistra – o nella destra estrema, che pure gli fu ostile – che ne è cosciente e anche grata: magari con qualche distinguo, non condividendo al 100% il nostro entusiasmo per “the gipper”, storcendo il naso su qualche componente economica della proposta Reaganiana, ma sapendo che la storia si è incaricata di dare ragione allo Zio Ronnie, e al suo cappello da cowboy che noi tanto amiamo.

Esistono solo quattro esempi di strade intitolate a Ronald Reagan, in Europa, e sono tutte e quattro nel Paese dal quale, tra quelli al di là della cortina di ferro, tutto è cominciato: la Polonia. A noi piace pensare che, almeno su questo, l’Italia possa dare un esempio che poi possa essere seguito da altri Paesi che della cortina di ferro stavano al di qua, e che se allora protestarono contro chi spendeva i soldi dei suoi contribuenti a nostra difesa, oggi sono anche in grado di riconoscere i suoi meriti.

La nostra iniziativa è apertissima a personalità politiche, amministratori locali e semplici cittadini di qualsiasi appartenenza politica e partitica: e non ci va di fare l’elenco di soggetti molto meno meritori di Reagan, ai quali pure sono dedicate diverse vie italiane. Reagan è uno dei motivi per cui siamo più liberi, e vale per tutti, e noi a tutti ci rivolgiamo.

Poi, a chi scrive piacerebbe in particolare che fosse (anche) il Comune di Sigonella ha dedicare una strada al quarantesimo Presidente americano. E potete stare certi che ci proveremo. Chi ritiene di dovere un minimo tributo a Ronald Reagan, può firmare qui.


Autore: Umberto Mucci

Nato a Roma nel 1969, laureato in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, ha un master in marketing e comunicazione. Si occupa di pubbliche relazioni in ambito di internazionalizzazione. Rappresenta in Italia l’Italian American Museum di Manhattan. Ha pubblicato per la rivista per italiani all’estero èItalia e per Romacapitale. Ha co-fondato e diretto la Fondazione Roma Europea.

One Response to “Appuntamento in via Ronald Reagan”

  1. lodovico scrive:

    estraneo alla cultura di molti intellettuali compresa la destra francese e per gran parte anche italiana, ci si accoge solo ora della sua grandezza. I liberali non hanno ideologia, per questo sono minoritari, e non hanno gran considerazione dello Stato e dei partiti: si accontentono di una società aperta dove l’ordine giudiziario svolga, nei suoi limiti, il ruolo che la legge gli ha affidato.

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