Autorizzati a procedere

di LUCIO SCUDIERO – Oggi pomeriggio la Camera dei Deputati si spaccherà per decidere se i pubblici ministeri di Milano potranno perquisire gli uffici di Giuseppe Spinelli, ministro ombra delle finanze (personali) dell’onorevole Silvio Berlusconi, in arte “Papi”, presidente del Consiglio per hobby e volontà della nazione italica, innanzitutto benefattore dell’umanità (il sostantivo è femminile, e non è un caso).

Tutt’intorno è un infittirsi di rilevamenti e di smentite che confermano. Non a caso il premier già da un po’ aveva innalzato il livello della propria strategia di distrazione di massa, la settimana scorsa tentando di randellare il presidente della Camera via Ministero degli Esteri/Senato della Repubblica (quando penso che  Schifani, in ipotesi, potrebbe supplire Napolitano al vertice della Repubblica cado preda di risa isteriche), questa facendo il guerrigliero liberale dalle colonne del principale quotidiano italiano.

Francamente mi interessa poco se la Camera oggi concederà agli inquirenti l’autorizzazione a perquisire i locali di pertinenza della segreteria di Berlusconi (se volessimo andar per il sottile qualcuno dovrebbe spiegarci anche perché un ufficio privato di Segrate abbia tale status). Quasi certamente non lo farà, come non lo ha fatto per la quasi totalità dei casi in cui si è trovata a doverla decidere in passato, per personaggi sicuramente meno divisivi e polarizzanti dell’attuale premier.

Né – e ciò lo ripeterò fino allo stremo della ragione – mi interessa la sorte giudiziaria di Silvio Berlusconi, al quale anzi auguro ogni bene e assoluzioni piene. Quel che gli si contesta è il totale e irrimediabile fallimento politico. E non è poco, anzi è tanto di più delle accuse di concussione e prostituzione minorile che gli vengono addebitate.

Contestarglielo, cercando di demolire nel merito l’inconsistenza dei suoi proclami, la vanagloria sottostante i suoi presunti successi, l’illiberalità del controllo su media e opinione pubblica, è un lavoro molto più duro ma molto più utile al Paese.

Liberare l’Italia dalla presenza logora e deleteria del Cavaliere deve restare un esercizio squisitamente politico, non giudiziario. E al di là di come andrà oggi pomeriggio ci sentiamo già autorizzati a procedere.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

3 Responses to “Autorizzati a procedere”

  1. inutile scrive:

    Liberare l’Italia logora da Berlusconi?
    Ma se due anni fa raccoglievate voti per lui.
    A settembre avete detto che Berlusconi non deve cadere.
    Iniziamo a levare i politici che cambiano casacca senza dimettersi, sarebbe un gran passo avanti

  2. GG scrive:

    @inutile: due anni fa le cose erano molto diverse, si prevedeva una certa stabilità politica grazie alla riduzione del numero dei partiti nelle elezioni del 2008. Invece poi il quadro politico si è frantumato in mille pezzi (scissioni nel pdl e nella sinistra), molte promesse non sono state mantenute e l’immagine del premier è stata infangata pesantemente. Sono d’accordo con te che a settembre FLI poteva evitare l’ipocrisia di dare la fiducia a Berlusconi e che doveva restare nel centrodestra. Però dopo la vicenda Ruby resistere nel centrodestra e difendere l’indifendibile sarebbe stata una forzatura.

    Detto ciò, sono d’accordo con tutto l’articolo, tranne che con la conclusione. “Liberare l’Italia dalla presenza logora e deleteria del Cavaliere deve restare un esercizio squisitamente politico, non giudiziario.” è una frase irrealizzabile, soprattutto da parte dell’ opposizione. La maggioranza ha i numeri e l’opposizione non può farci nulla.
    Solo una rottura da parte della Lega potrà decretare la fine politica di Berlusconi. Altrimenti la sua fine (vicina o lontana che sia) sarà inevitabilmente giudiziaria.

  3. enzo51 scrive:

    Non so fino a che punto i fatti che stanno interessando una vasta area del pianeta, relativi a sommosse e sconvolgimenti sociali, possano influire sulle perplessità degli italiani di tenersi il meno peggio al governo non essendoci al momento nessuno in grado prendere il suo posto.

    E’ una preoccupazione non peregrina visto che neanche l’opposizione è capace di dare le dimissioni in massa ,stile aventino,tanto da poter permettere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere e indire nuove elezioni.

    Ma forse la questione è meno nobile: non lasceranno mai che ciò avvenga non per le preoccupazioni suddette ma solo perchè non vogliono perdere i lauti emolumenti legati alla loro carica e anche e sopratutto perhè molti di questi inutili e insulsi rappresentanti del popolo non verrebbero più eletti.

    Per il resto l’articolista fotografa impietosamente l’esistente augurandosi una democratica fine di un uomo politico tanto amato all’inizio ma tanto anche profondamente odiato quando sono stati chiari non i suoi limiti da premier ma le sue pruderie erotico-ossessive che tanto male hanno fatto al Paese.

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